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			{"id":22695,"date":"2023-01-20T14:45:53","date_gmt":"2023-01-20T13:45:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/?p=22695"},"modified":"2023-08-25T13:10:01","modified_gmt":"2023-08-25T11:10:01","slug":"strategie-di-resa-grafica-delle-consonanti-palatali-nei-contributi-crowd-del-database-verbaalpina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/?p=22695","title":{"rendered":"Strategie di resa grafica delle consonanti palatali nei contributi crowd del database VerbaAlpina"},"content":{"rendered":"<h1>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Introduzione<\/h1>\n<p>La scrittura, secondo l\u2019espressione di Walter J. Ong, \u00e8 un mezzo per \u00abtecnologizzare la parola\u00bb (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"ong2014\">Ong 2014<\/span>, 133). Questa definizione pu\u00f2 richiamare alla mente l\u2019immagine di uno strumento neutro, ma lo stesso Ong si affretta ad aggiungere che la scrittura non \u00e8 una \u00absemplice appendice del discorso orale\u00bb (2014, 138); al contrario, essa tende a scavalcare l\u2019oralit\u00e0 nella normale gerarchia onto- e filogenetica e a sostituirsi ad essa, introducendo nella \u00abpopular, common-sense theory of language\u00bb (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"linell2009\">Linell 2009<\/span>, 11) un pregiudizio per cui la \u2018vera\u2019 lingua \u00e8 solo quella che \u00e8 scritta<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Questo rovesciamento di prospettiva \u00e8 alla base del concetto di <em>ortografia<\/em>, sviluppatosi in seno alla scuola grammaticale greca bizantina e definito da Banfi come la \u00abfissazione di norme grafematiche ancorate al passato, programmaticamente insensibili all\u2019idea di indicare nella scrittura il divenire e i mutamenti del sistema\u00bb (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"banfi2015\">Banfi 2015<\/span>, 129). Ora, tutto ci\u00f2 ha conseguenze di grande importanza per le politiche linguistiche, poich\u00e9, da un punto di vista \u00abfatto proprio in genere dal parlante\u00bb (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"iann\u00e0ccarodell\" aquila2008>Iann\u00e0ccaro\/Dell'Aquila 2008<\/span>, 311), mettere una lingua per iscritto costituisce \u00abun'ufficializzazione del parlato, una sua nobilitazione, un passaggio alla posterit\u00e0 potenziale\u00bb (<em>ibid.<\/em>), equivale, cio\u00e8, a promuoverla allo <em>status <\/em>effettivo di lingua sia all\u2019interno di una comunit\u00e0 linguistica che al di fuori di essa, rendendola nel contempo concretamente visibile e migliorando le sue prospettive di sopravvivenza. La scelta dell\u2019ortografia \u00e8 perci\u00f2 un passaggio fondamentale della pianificazione linguistica, e in particolare della prima fase, quella di <em>corpus planning <\/em>(<span class=\"bibl\" data-bibl=\"coluzzietal2018\">Coluzzi <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"etSPACEalDOT\">et al.<\/span> 2018<\/span>, 493). Esistono varie tipologie di ortografie, alcune programmaticamente pi\u00f9 fedeli alla rappresentazione del livello fonetico\/fonologico di altre<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, tutte accomunate, per\u00f2, dalla fondamentale assenza di un legame necessario con la realt\u00e0 del parlato, la quale \u00e8 caratteristica, invece delle <em>trascrizioni<\/em>; la differenza \u00e8 cos\u00ec riassunta da Iann\u00e0ccaro\/Dell\u2019Aquila:<\/p>\n<p>\u00abTrascrivere una lingua e darle un\u2019ortografia, in effetti, sono due operazioni distinte, che soggiacciono a esigenze e criteri ben diversi: nel primo caso si scrive per <em>registrare<\/em>, ossia semplicemente per cambiare mezzo di trasmissione, da acustico a visivo, pur rimanendo nel campo dell\u2019oralit\u00e0 [\u2026]. Per scrivere davvero, cio\u00e8 per cambiare <em>medium <\/em>comunicativo da orale a scritto, ci vuole un\u2019ortografia, ossia un sistema di scrittura \u00abnormale\u00bb, che, al limite non rispecchiando le particolarit\u00e0 foniche della lingua, consenta per\u00f2 di capirne le articolazioni anche morfologiche e semantiche e sia leggibile anche al non specialista.\u00bb (2008, 313-314, corsivo originale)<\/p>\n<p>In sintesi, un\u2019ortografia deve assolvere a due tipologie di compiti: da un lato, essa \u00e8 progettata per servire da norma di riferimento per una determinata comunit\u00e0 linguistica, alla quale deve fornire risposte pratiche alla domanda \u00abcome si scrive?\u00bb (Iann\u00e0ccaro\/Dell\u2019Aquila 2008, 316). Perci\u00f2, a differenza di un sistema di trascrizione, che deve teoricamente essere in grado di rendere univocamente ogni suono umano indifferentemente dalla lingua in questione, un\u2019ortografia risulta di rado adeguata per scrivere variet\u00e0 linguistiche diverse da quella per la quale \u00e8 stata ideata; questo fatto, combinato alla identificazione tra lingua e scrittura cui si \u00e8 accennato, crea una forte associazione simbolica tra una variet\u00e0 linguistica e la sua ortografia, la quale finisce dunque per rispondere a un\u2019altra serie di bisogni della comunit\u00e0, riassumibili nelle domande \u00abche forma vorremmo che avesse la nostra lingua o il nostro dialetto? A cosa vorremmo che assomigliasse e da cosa vorremmo che si distinguesse?\u00bb (Iann\u00e0ccaro\/Dell\u2019Aquila 2008, 313). Un ottimo esempio di questo sviluppo \u00e8 offerto ancora dal greco di epoca bizantina: quando la <em>koin\u00e9<\/em> assunse una forte valenza ideologica in quanto lingua ufficiale dell\u2019Impero d\u2019Oriente, si trattava di una variet\u00e0 unitaria solo ai livelli pi\u00f9 alti della produzione scritta, e perci\u00f2 \u00abla \u2018rappresentazione\u2019 stessa della lingua, le modalit\u00e0 della sua resa grafematica furono considerate come investite da un\u2019aura sacrale\u00bb (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"banfi2015\">Banfi 2015<\/span>, 133). L\u2019identificazione tra lingua e ortografia divenne talmente stretta che<\/p>\n<p>\u00abil fissare per iscritto il greco utilizzando le tradizionali forme, rese canoniche in et\u00e0 ellenistica, oppure servendosi di notazioni grafematiche \u2018altre\u2019 [\u2026] sar\u00e0 via via prezioso indizio di mutata percezione [\u2026] di \u2018stati\u2019 di lingua diversi, di condizioni sociolinguistiche veicolanti, di fatto, qualcosa di linguisticamente \u2018altro\u2019 rispetto al greco della tradizione ellenistico-romana (e, poi, del greco bizantino o medievale).\u00bb (Banfi 2015, 127)<\/p>\n<p>Considerare la <em>percezione<\/em>, da parte di chi scrive, delle norme ortografiche e del loro legame con la lingua apre la prospettiva di un\u2019analisi dello scrivere come <em>pratica sociale<\/em>: i sistemi di scrittura, lungi dal presentarsi ai loro utenti come strumenti neutri, sono invece, come scrive Mark Sebba, \u00abparticularly powerful identity markers\u00bb (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"sebba2009\">Sebba 2009<\/span>, 39). L\u2019aspetto identitario \u00e8 specialmente rilevante nel caso di lingue minoritarie che abbiano cominciato a venire messe per iscritto solo di recente o che dispongano di pi\u00f9 convenzioni ortografiche in concorrenza tra loro. Queste comunit\u00e0 linguistiche necessitano di un\u2019ortografia che sia facilmente comprensibile dai propri parlanti, presumibilmente alfabetizzati secondo le norme della lingua standard, ma allo stesso tempo capace di \u2018smarcarsi\u2019 da essa<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> e proporre la lingua in questione come un sistema ben distinto, anche a livello visivo, da quello maggioritario. Entro questi limiti, gli scriventi possono servirsi dell\u2019ortografia \u00abas a tool of \u2018Abstandsprache\u2019\u00bb (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"jaffe2000\">Jaffe 2000<\/span>, 502)<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, manipolandola per rimarcare la peculiarit\u00e0 della propria lingua; tuttavia, la totale originalit\u00e0 non \u00e8 n\u00e9 realizzabile n\u00e9 desiderabile, e le scelte finiranno inevitabilmente per essere influenzate da modelli gi\u00e0 esistenti. In questo senso, l\u2019analisi delle strategie grafiche utilizzate, e di come esse avvicinano o allontanano la lingua da certi sistemi ortografici (e quindi, per traslato, linguistici), pu\u00f2 aprire uno spiraglio sulla \u00abcoscienza linguistica di chi le elabora\u00bb (Iann\u00e0ccaro\/Dell\u2019Aquila 2008, 311).<\/p>\n<h1>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Obiettivo di ricerca<\/h1>\n<p>In questo contributo verr\u00e0 trattata la questione delle abitudini grafiche dei parlanti di lingue minoritarie in ampito alpino, tramite all\u2019osservatorio privilegiato offerto dal progetto di geolinguistica digitale <em>VerbaAlpina <\/em>(<span class=\"bibl\" data-bibl=\"krefeldl\u00fccke2014b\">Krefeld\/L\u00fccke 2014b<\/span>): grazie all\u2019esistenza, al suo interno, di una piattaforma di <em>crowdsourcing<\/em>, gli utenti (<em>crowders<\/em>) possono contribuire alla documentazione, inserendo, per ogni concetto, la forma linguistica propria della loro variet\u00e0. Le Alpi sono fortemente caratterizzate dal multilinguismo: vi si incontrano infatti tre famiglie linguistiche (romanza, germanica, slava) rappresentate non solo da lingue ufficiali (francese, italiano, tedesco, sloveno) ma da un gran numero di lingue pi\u00f9 \u2018piccole\u2019 per numero di parlanti<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. In questa sede l\u2019attenzione sar\u00e0 ristretta ai contributi <em>crowd <\/em>di aree romanzofone, e dunque occitane, francoprovenzali, ladine, romance e friulane: per ognuna di queste comunit\u00e0 \u00e8 stata proposta almeno una norma ortografica, ma normalmente ve ne sono diverse in concorrenza tra di loro, e tutte si devono confrontare con gli standard ortografici delle lingue ufficiali presenti, spesso contemporaneamente, sul territorio. L\u2019obiettivo principale \u00e8 dunque analizzare le principali soluzioni grafiche utilizzate dai <em>crowder<\/em>, valutando in che misura queste si adeguano alle norme proposte o ad altre consuetudini radicate nel territorio, anche tenendo conto dell\u2019insegnamento scolastico della lingua minoritaria, dove questo \u00e8 previsto. Invece di considerare la totalit\u00e0 dei sistemi ortografici, che richiederebbe ben altro spazio, si \u00e8 scelto di concentrarsi sulla resa delle consonanti palatali, che si adattano bene agli obiettivi di ricerca, per diversi motivi: in primo luogo, esse sono espresse in modi fortemente connotati con le ortografie delle lingue ufficiali: per esempio, la fricativa palatale sorda \/\u0283\/ \u00e8 notata &lt;ch&gt; in francese, &lt;sch&gt; in tedesco, &lt;sc&gt; davanti a &lt;i\/e&gt; in italiano, &lt;\u0161&gt; in sloveno (senza dimenticare il modello dell\u2019inglese &lt;sh&gt;). Si pu\u00f2 ricavare da questo esempio, ma altri se ne potrebbero mostrare, che la notazione ortografica di tratti palatali viene spesso affidata alla combinazione di pi\u00f9 grafemi o a segni diacritici apposti a un carattere di base, ci\u00f2 che sembra indicare una certa marcatezza di questo tipo di fonemi rispetto alle consonanti \u2018normali\u2019, riflessa in un dibattito esistente in fonetica sulla loro natura di segmenti complessi (che prevedono, cio\u00e8, l\u2019esecuzione di pi\u00f9 di un gesto articolatorio, cf. <span class=\"bibl\" data-bibl=\"recasens1990\">Recasens 1990<\/span>, 277-278). Non stupisce, dunque, che le consonanti palatali siano espresse in maniera variabile anche nelle ortografie di lingue minoritarie, per le quali sono spesso un punto dolente: Turello scrive esplicitamente che, nel caso del friulano, \u00abla grafia per \/\u02a7\/ e \/\u02a4\/ e quella per rendere i suoni \/c\/ e \/\u025f\/ (non presenti in italiano) hanno costituito per secoli un problema\u00bb (2015, 511-512), e alle palatali \u00e8 dedicato un paragrafo del capitolo di <span class=\"bibl\" data-bibl=\"rasom2020\">Rasom 2020<\/span> sulla storia della normazione ortografica del ladino, mentre le differenze tra le convenzioni grafiche dei dialetti francoprovenzali \u00e8 illustrata in <span class=\"bibl\" data-bibl=\"russostich2019\">Russo\/Stich 2019<\/span> tramite esempi contenenti in maggioranza parole con segmenti fonetici palatali. Da ultimo, il riflesso palatale di alcune sequenze fonetiche latine come CA-\/GA- in posizione iniziale \u00e8 un\u2019evoluzione caratteristica delle variet\u00e0 romanze alpine occitane, francoprovenzali e retoromanze (romancio, ladino, friulano) rispetto a quelle di pianura (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"recasensespinosa2009\">Recasens\/Espinosa 2009<\/span>, 190-191), il che potrebbe suscitare il desiderio, da parte dei parlanti, di sottolineare questa particolarit\u00e0 ricorrendo a grafie pi\u00f9 elaborate per rendere con precisione i dettagli fonetici.<\/p>\n<h1>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Metodologia<\/h1>\n<p>I dati sono stati raccolti all\u2019interno del <em>database <\/em>di VerbaAlpina tramite una <em>query<\/em> <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"SQL\">SQL<\/span> appositamente costruita<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, che ha estratto, in un primo momento, le attestazioni (<em>tokens<\/em>) provenienti dagli atlanti (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"aslef\">ASLEF<\/span>, <span class=\"bibl\" data-bibl=\"alja\">ALJA<\/span>, <span class=\"bibl\" data-bibl=\"alf\">ALF<\/span>, <span class=\"bibl\" data-bibl=\"ais\">AIS<\/span>, <span class=\"bibl\" data-bibl=\"ald-i\">ALD-I<\/span>, <span class=\"bibl\" data-bibl=\"ald-ii\">ALD-II<\/span>, <span class=\"bibl\" data-bibl=\"alepo\">ALEPO<\/span>, <span class=\"bibl\" data-bibl=\"alp\">ALP<\/span>) e dai dizionari (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"apv\">APV<\/span>, <span class=\"bibl\" data-bibl=\"altr\">ALTR<\/span>, <span class=\"bibl\" data-bibl=\"lsi\"><span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"LSI\">LSI<\/span><\/span>) rilevanti per l\u2019area romanzofona che contenessero almeno uno tra i simboli <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"IPA\">IPA<\/span> [c, \u00e7, \u0255, \u02a5, \u02a4, \u029d, \u025f, \u0292, \u0272, \u028e, \u0283, \u02a7, \u02a8, \u0291]<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. I risultati sono stati raggruppati in base al tipo morfolessicale, che rappresenta, all\u2019interno di VerbaAlpina, \u00abthe central category in the management of linguistic data\u00bb (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"colcuczacherl2022\">Colcuc\/Zacherl 2022<\/span>, 61). Per ogni attestazione, sono state recuperate le informazioni relative al numero identificativo ('id_morph_typ'), la sua forma standardizzata ('Orth'), il comune di provenienza e il corrispondente numero identificativo ('Ortsname', 'Id_Gemeinde'). La ricerca \u00e8 stata poi ripetuta, questa volta sui soli contributi <em>crowd<\/em> e limitatamente ai tipi morfolessicali presenti nei risultati della prima <em>query<\/em>, aggiungendo questa volta l\u2019informazione \u2018Georeferenz\u2019, che contiene le coordinate geografiche dei comuni corrispondenti. I dati sono stati q<span style=\"font-size: 1rem\">uindi raggruppati per tipo morfolessicale e per comune<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-23508\" style=\"font-size: 1rem\" src=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/capra-300x212.png\" alt=\"\" width=\"798\" height=\"564\" srcset=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/capra-300x212.png 300w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/capra-1024x724.png 1024w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/capra-150x106.png 150w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/capra-768x543.png 768w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/capra-1536x1086.png 1536w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/capra-2048x1448.png 2048w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/capra-624x441.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 798px) 100vw, 798px\"><\/p>\n<table style=\"width: 100%;height: 23px\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr style=\"height: 23px\">\n<td style=\"height: 23px\">Figura 1. Distribuzione delle grafie palatalizzate del tipo morfolessicale \u2018chevre\/capra\u2019.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h1>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Risultati<\/h1>\n<p>La ricerca finale ha restituito attestazioni <em>crowd<\/em> relative a 471 tipi morfolessicali corrispondenti ai simboli <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"IPA\">IPA<\/span> specificati, distribuiti su 236 comuni dell\u2019area alpina. Tuttavia, poich\u00e9 la maggior parte di essi \u00e8 rappresentata da un numero molto esiguo di contributi, spesso anche da una sola attestazione, in questa sede verranno mostrati solo alcuni esempi da tipi morfolessicali che continuano le basi latine CA-\/GA-, che costituiscono il gruppo numericamente pi\u00f9 consistente e geograficamente meglio distribuito all\u2019interno del <em>corpus<\/em>. In questo modo sar\u00e0 possibile trarre delle conclusioni pi\u00f9 solide riguardo all\u2019uso delle strategie attestate nei diversi contesti linguistici. La cartina interattiva in fondo all\u2019articolo offre una visione d\u2019insieme dei tipi morfolessicali considerati.<\/p>\n<p>In Figura 1 sono rappresentate le grafie <em>crowd <\/em>per il morfotipo meglio attestato nel <em>corpus<\/em>, ovvero \u2018chevre\/capra\u2019<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, che fornisce un\u2019ottima base per l\u2019esposizione globale dei risultati della ricerca, poich\u00e9 vi si trovano rappresentate tutte le principali strategie grafiche rilevate. Si notano quattro raggruppamenti compatti formati dalle grafie &lt;cj&gt;, &lt;ci&gt;, &lt;tch&gt; e &lt;ch&gt;, corrispondenti ai territori di lingua friulana, ladina dolomitica, francoprovenzale e occitana. Ognuna di queste grafie \u00e8 riconducibile a una qualche proposta normativa, avanzata di solito da istituti culturali votati alla tutela delle lingue locali, ma nel caso del ladino essa \u00e8 adottata anche nell\u2019insegnamento scolastico. L\u2019uso di &lt;cj&gt; \u00e8 previsto nell\u2019ortografia ufficiale del friulano per esprimere l\u2019occlusiva palatale sorda \/c\/, distinta dall\u2019affricata \/\u02a7\/, a sua volta espressa con &lt;\u00e7&gt;<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. L\u2019area ladina dolomitica presenta compattamente &lt;ci&gt;, che rappresenta, nella grafia standard del <em>ladin dolomitan<\/em>, sia l\u2019occlusiva palatale \/c\/ e che l\u2019affricata alveopalatale \/\u02a7\/; nella grafia unificata del 1987, invece, questi fonemi erano tenuti distinti e rappresentati, rispettivamente, da &lt;\u0107&gt; e &lt;c(i)&gt; (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"rasom2020\">Rasom 2020<\/span>). La grafia &lt;ci&gt; viene per\u00f2 a coincidere con la convenzione italiana, dove rappresenta \/\u02a7\/ prima di &lt;a\/o\/u&gt;, e infatti essa ricorre anche altrove in territorio italiano (in Val Chiavenna, in provincia di Savona e in due localit\u00e0 della Val di Non). Nelle valli occitane del Piemonte e a Chamb\u00e9ry, nella Savoia francese, area francoprovenzale, si trova &lt;ch&gt;, che coincide con l\u2019uso francese per scrivere la fricativa aleveopalatale \/\u0283\/, mentre qui \u00e8 pi\u00f9 probabile che nasconda una consonante affricata, il cui luogo di articolazione varia da postalveolare ad alveolare a seconda delle variet\u00e0; \u00e8 questo il valore che assume in entrambe le proposte ortografiche maggioritarie per le parlate occitane, quella \u201cclassica\u201d e quella \u201cconcordata\u201d (Regis\/Rivoira 2019, \u00a717). Le valli francoprovenzali del Piemonte, tuttavia, restituiscono solo &lt;tch&gt;, coerentemente con quanto propone lo sportello linguistico francoprovenzale della Valle d\u2019Aosta<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. Questa grafia \u00e8 riportata da Russo\/Stich (2019, \u00a728) come la soluzione per le consonanti palatali provenienti da CA- latino in varie ortografie locali francoprovenzali, specialmente<br>\nquelle della Svizzera franese e della Savoia del Sud<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Inoltre, &lt;tch&gt; compare anche nell\u2019ortografia francese con il valore \/\u02a7\/, in alcune rare parole come &lt;Tch\u00e8quie&gt; \u2018Repubblica Ceca\u2019.<\/p>\n<p>Le altre grafie sono meno diffuse e si limitano a singole attestazioni: a La Giettaz, nella Savoia francese, si trova &lt;sty&gt;, soluzione apparentemente idiosincratica, ma identica alla forma &lt;sty\u00e9vra&gt; riportata da Russo\/Stich (2019) come esempio della grafia della variet\u00e0 francoprovenzale di Beaufort, a meno di un\u2019ora di macchina da La Giettaz. Spostandoci, invece, nel settore centro-orientale delle Alpi, troviamo &lt;c\u2019&gt; e &lt;tg&gt;, entrambe in territorio svizzero: la prima da Biasca, nel Canton Ticino, dove si parla un dialetto di tipo lombardo alpino, e la seconda da Tujetsch, nel Cantone Grigioni, area di parlata romancia sursilvana<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<span style=\"color: #000000\"> Riguardo a &lt;c'&gt;, si tratta di una soluzione conosciuta dalla lessicografia ticinese per notare l'affricata palatale sorda (mentre &lt;g'&gt; rende la sonora), ma unicamente quando precede una consonante in corpo di parola, mentre in posizione iniziale assoluta di parola l'ortografia \u00e8 la medesima italiana, ovvero &lt;c(i\/e)&gt; (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"lsi\"> <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"LSI\">LSI<\/span><\/span> I: 21); l'uso di &lt;c'&gt; all'inizio di parola \u00e8 dunque un adattamento personale che tende a una maggiore distanziazione dall'ortografia italiana. Il carattere intuitivo (\"spontaneo\", appunto) di questa strategia sembra confermato dalla sua presenza nell'\u00ab<em>alfabeto italiano piegato<\/em>\u00bb, come lo descrivono Iann\u00e0ccaro\/Dell\u2019Aquila (2008, 324, corsivo originale), del <em>Vocabolario del dialetto di Barni<\/em>, peraltro sul lago di Como, non lontano dal Cantone Ticino, la cui grafia \u00e8 stata definita in sostanziale autonomia dagli stessi dialettofoni, che componevano il gruppo di redazione, assistiti dai linguisti Iann\u00e0ccaro e Dell'Aquila.<\/span> Il digramma &lt;tg&gt; \u00e8 invece impiegato per scrivere l\u2019occlusiva palatale \/c\/ nelle variet\u00e0 surmirane, sursilvane e sutsilvane del romancio, mentre quelle engadinesi usano &lt;ch&gt;. L\u2019ortografia standard del <em>rumantsch grischun <\/em>(RG), la norma sovralocale artificiale per le variet\u00e0 di romancio ideata da Heinrich Schmid nel 1982, prevede invece un compromesso per cui all\u2019inizio di parola, davanti alle vocali &lt;a&gt; e &lt;o&gt;, si usa &lt;ch&gt;, in tutti gli altri casi &lt;tg&gt; (per l\u2019ortografia del romancio grigionese, v. <span class=\"bibl\" data-bibl=\"caduffetal2006\">Caduff <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"etSPACEalDOT\">et al.<\/span> 2006<\/span>). Ora, \u00e8 noto che l\u2019introduzione del RG ha incontrato aspra resistenza, anche per quanto riguarda la sua introduzione come lingua d\u2019insegnamento a scuola, da parte di molte comunit\u00e0 romance,\u00a0 alcune delle quali hanno deciso di attenersi, o di ritornare, all\u2019uso della variet\u00e0 locale. Tra queste c\u2019\u00e8 la comunit\u00e0 sursilvana di cui fa parte proprio Tujetsch, da dove abbiamo il contributo &lt;tgaura&gt; \u2018capra\u2019 invece della forma RG &lt;chaura&gt;, che rimane fedele a una grafia fortemente legata alla variet\u00e0 locale<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>. Le rimanenti grafie per il morfotipo \u2018ch\u00e9vre\/capra\u2019, &lt;chj&gt; e &lt;chji&gt;, provengono, rispettivamente, da Rabbi e Castelfondo, entrambe localit\u00e0 della Val di Non, a nord di Trento, e sembrano ricombinare elementi di altre strategie gi\u00e0 esaminate, ovvero &lt;ch&gt;, &lt;ci&gt; e &lt;cj&gt;, anch\u2019esse presenti nei contributi <em>crowd<\/em> provenienti dai comuni circostanti. In Val di Non si parla un dialetto di tipo trentino conservativo, il noneso, che presenta diversi tratti in comune con il ladino, tra i quali proprio la palatalizzazione di CA- latino, ma non gode di tutela giuridica speciale (ma cf. quanto si dir\u00e0 nella Discussione), n\u00e9 possiede un\u2019ortografia ufficiale. Tuttavia, \u00e8 stato possibile reperire esempi di &lt;chj&gt; in due contesti esterni: nella pagina Wikipedia dedicata al dialetto noneso<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>, dove compare unicamente nella trascrizione nella variet\u00e0 di Rabbi della favola esopica \u201cLa volpe e il corvo\u201d, (in &lt;chje&gt; \u2018che\u2019 e &lt;chjantar&gt; \u2018cantare\u2019), e nella pagina di presentazione del sito dell\u2019Associazione Storico Culturale Linguistica \u201cEl Brenz\u201d<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>, (in &lt;politichja&gt; \u2018politica\u2019 e &lt;chj\u00f6r&gt; 'cuore'). La grafia &lt;chji&gt; pu\u00f2 essere interpretata come una variante personale. Nessuna di queste soluzioni sembra per\u00f2 godere di grande popolarit\u00e0 nell\u2019ambito di scritture spontanee, come suggerisce un rapido scorrimento della pagina Facebook \u201cUna parola nonesa al giorno\u201d<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>, dedicata alla divulgazione del \u00abdialetto della bassa Val di Non\u00bb (dalle informazioni della pagina): nei suoi post la grafia &lt;chj&gt; non compare mai, mentre si trova una maggioranza quasi assoluta di &lt;ci&gt; con qualche occorrenza di &lt;cj&gt; e del corrispettivo sonoro &lt;gj&gt;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-23511\" src=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/cane-300x212.png\" alt=\"\" width=\"659\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/cane-300x212.png 300w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/cane-1024x724.png 1024w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/cane-150x106.png 150w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/cane-768x543.png 768w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/cane-1536x1086.png 1536w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/cane-2048x1448.png 2048w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/cane-624x441.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 659px) 100vw, 659px\"><\/p>\n<table style=\"width: 100%;height: 10px\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr style=\"height: 10px\">\n<td style=\"height: 10px\">Figura 2. Distribuzione delle grafie palatalizzate del tipo morfolessicale \u2018chien\/cane'.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-23517\" src=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/caciare-300x212.png\" alt=\"\" width=\"628\" height=\"444\" srcset=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/caciare-300x212.png 300w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/caciare-1024x724.png 1024w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/caciare-150x106.png 150w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/caciare-768x543.png 768w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/caciare-1536x1086.png 1536w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/caciare-2048x1448.png 2048w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/caciare-624x441.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 628px) 100vw, 628px\"><\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Figura 3. Distribuzione delle grafie palatalizzate del tipo morfolessicale \u2018caciare\/chaschar\u2019.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-23526\" src=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/campo-300x212.png\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/campo-300x212.png 300w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/campo-1024x724.png 1024w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/campo-150x106.png 150w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/campo-768x543.png 768w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/campo-1536x1086.png 1536w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/campo-2048x1448.png 2048w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/campo-624x441.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 625px) 100vw, 625px\"><\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Figura 4. Distribuzione delle grafie palatalizzate del tipo morfolessicale \u2018champo\/campo\u2019.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Questa esposizione esaurisce le principali grafie presenti nel <em>corpus <\/em>per i tipi morfolessicali derivanti da CA-\/GA- latini. Un confronto con altri tipi (ad esempio 'chien\/cane', 'champ\/campo', 'caciare', nelle Figure da 2 a 4) conferma &lt;ch&gt;, &lt;ci&gt; e \u00a0&lt;cj&gt; come le soluz<span style=\"font-size: 1rem\">ioni pi\u00f9 comuni, la prima utilizzata in diverse aree dell\u2019area alpina, le altre diffuse principalmente nelle Dolomiti ladine e friulane. &lt;Chj&gt; e &lt;chji&gt; si dimostrano strategie idiosincratiche della Val di Non. L\u2019unica aggiunta al repertorio delle grafie \u00e8 offerta dal tipo morfolessicale \u2018champ\/campo\u2019 con la forma &lt;\u010d\u00e9mp&gt;, da Selva di Cadore (BL), che impiega lo <\/span><em style=\"font-size: 1rem\">ha\u010dek<\/em><span style=\"font-size: 1rem\"> o \u201cpipa\u201d, un diacritico introdotto per la prima volta nel XV\u00b0 secolo con la riforma hussita dell\u2019ortografia della lingua ceca, nella quale ancora oggi rappresenta \/\u02a7\/; il suo uso \u00e8 conosciuto anche da diverse ortografie friulane <\/span><span style=\"font-size: 1rem\">non ufficiali e precedenti alla standardizzazione <\/span><span style=\"font-size: 1rem\">degli anni \u201980 (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"turello2015\">Turello 2015<\/span>).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-23514\" style=\"font-size: 1rem\" src=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/gatto-300x212.png\" alt=\"\" width=\"652\" height=\"461\" srcset=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/gatto-300x212.png 300w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/gatto-1024x724.png 1024w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/gatto-150x106.png 150w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/gatto-768x543.png 768w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/gatto-1536x1086.png 1536w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/gatto-2048x1448.png 2048w, https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/gatto-624x441.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 652px) 100vw, 652px\"><\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Figura 5. Distribuzione delle grafie palatalizzate del tipo morfolessicale \u2018chat\/gatto\u2019.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: 1rem\">Il morfotipo \u2018chat\/gatto\u2019 (Figura 5) mostra alcuni analoghi sonori delle grafie finora esaminate, che si riferivano a fonemi sordi<\/span><a style=\"font-size: 1rem\" href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a><span style=\"font-size: 1rem\">: per la maggior parte, l\u2019unica differenza \u00e8 la sostituzione dell\u2019elemento occlusivo &lt;c&gt; con &lt;g&gt;, mentre a Cortina d\u2019Ampezzo (BL) si ha &lt;jato&gt;, in contrasto con il resto della Ladinia che ha &lt;gi&gt;. L\u2019effettivo valore fonetico del grafema &lt;j&gt; \u00e8 difficile da specificare, dal momento che GA- latino ha dato negli idiomi ladini una serie di esiti diversi come \/\u02a4\/, \/\u0249\/, \/j\/ (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"salvi2020\">Salvi 2020<\/span>, 74): in questo caso, un interpretazione semivocalica o fricativa di &lt;j&gt; si pu\u00f2 spiegare con l\u2019assenza, in ampezzano, dell\u2019affricata palatale sonora (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"rasom2020\">Rasom 2020<\/span>, 329). Nelle aree alpine dove la sonorizzazione della velare iniziale di CATTU non \u00e8 avvenuta, ritroviamo le stesse grafie gi\u00e0 incontrate, con l\u2019eccezione di &lt;satte&gt; a La Thuile (AO), che testimonia l\u2019avanzamento del fenomeno della palatalizzazione dei nessi CA-\/GA- fino allo stadio alveolare, tipico dell\u2019area francoprovenzale (Russo\/Stich 2019, \u00a739).<\/span><\/p>\n<h1>5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Discussione e conclusioni<\/h1>\n<p>Il nostro esame delle strategie grafiche adottate dai <em>crowder <\/em>di VerbaAlpina per scrivere consonanti palatali ha messo in luce diversi aspetti importanti: in primo luogo, riguardo alla loro distribuzione nello spazio, si pu\u00f2 distinguere tra le grafie a circolazione sovraterritoriale, impiegate in diversi punti dell\u2019area romanza alpina, e quelle concentrate in una sola area, corrispondente all\u2019estensione territoriale di una certa variet\u00e0 linguistica. Tra le prime, &lt;ch&gt; e &lt;ci&gt; sono soluzioni ortografiche proprie di due importanti lingue veicolari ben note nelle Alpi, il francese e l\u2019italiano, e hanno dalla loro parte la semplicit\u00e0 di esecuzione; quest\u2019ultima potrebbe anche spiegare la presenza di &lt;cj&gt; nella provincia di Trento, poich\u00e9 non \u00e8 chiaro se questa sia dovuta a un\u2019ispirazione al modello friulano, nel quale il digramma fa parte dell\u2019ortografia ufficiale. Nel secondo gruppo troviamo grafie eterogenee e anche piuttosto complicate, come &lt;sty&gt;, per le quali \u00e8 per\u00f2 sempre possibile individuare un modello preesistente tra le ortografie proposte per le variet\u00e0 linguistiche alle quali sono legate. <span style=\"color: #000000\">Tuttavia, i <em>crowder <\/em>non si limitano alla passiva accettazione di queste proposte ma possono adattarle in modo pi\u00f9 personale, come nel caso del &lt;c'&gt; ticinese, che a Biasca viene utilizzato in posizioni non previste dall'ortografia del <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"LSI\">LSI<\/span>. Le uniche strategie per le quali non \u00e8 stato trovato un parallelo \"ufficiale\"<\/span>\u00a0 sono &lt;chj&gt; e &lt;chji&gt; in Val di Non\/Val di Sole, ma anche in questo caso, almeno per la prima esistono testimonianze di un suo limitato uso in rete, e la seconda pu\u00f2 ben essere interpretata come una sua variante. Il discorso sui contributi <em>crowd<\/em> di questa parte della provincia di Trento merita un commento ulteriore, poich\u00e9 si tratta dell\u2019unica area per la quale si osserva una costante mancanza di accordo nelle scelte grafiche per lo stesso morfotipo: non a caso, la variet\u00e0 linguistica locale \u00e8 una delle poche, all\u2019interno del nostro <em>corpus<\/em>, a non conoscere una vera e propria standardizzazione ortografica e a non godere di tutela ufficiale; ci\u00f2 ha alimentato una crescente richiesta, da parte della comunit\u00e0 locale, di riconoscimento di una \u201cladinit\u00e0 anaunica\u201d parallela a quella sellana, e di conseguente estensione ad essa delle tutele in materia di politica linguistica previste dalla legge 482\/99, che la regione Trentino-Alto Adige, per\u00f2, a tutt\u2019oggi non ha concesso (per tutta la questione, si veda <span class=\"bibl\" data-bibl=\"toso2008\">Toso 2008<\/span>). Ciononostante, il sentimento di appartenenza al ceppo ladino continua a venire sostenuto da associazioni culturali come la gi\u00e0 citata \u201cEl Brenz\u201d, che usa sul suo sito la grafia &lt;chj&gt;, e il fatto che questa non corrisponda a nessun\u2019altra strategia in uso nell\u2019area non sembra casuale, anzi risponde molto bene al bisogno di <em>Abstand <\/em>del quale si \u00e8 parlato nell\u2019introduzione. Tuttavia, i dati in nostro possesso mostrano come, in mancanza di un\u2019adeguata politica linguistica, i <em>crowder<\/em> anaunici, in contesti quali una pagina umoristica in rete, dove il bisogno di sottolineare la differenziazione linguistica \u00e8 minore, adottano tranquillamente soluzioni pi\u00f9 semplici e sostenute da modelli consolidati, come &lt;ch&gt;, &lt;ci&gt; e &lt;cj&gt;. La situazione appare molto diversa l\u00e0 dove l\u2019esistenza di una minoranza linguistica non solo \u00e8 radicata nella coscienza comune, ma \u00e8 anche ufficialmente riconosciuta e tutelata: i <em>crowder<\/em> provenienti da queste regioni sono coerenti, nella resa delle consonanti palatali, non solo con s\u00e9 stessi e con la maggior parte dei <em>crowder<\/em> della medesima area linguistica (v. cartina interattiva), ma anche con le proposte ortografiche elaborate sul territorio. I migliori esempi in questo senso sono la Ladinia dolomitica, il Friuli e il Cantone Grigioni, dove la compattezza delle strategie grafiche rispecchia la buona circolazione dei modelli standard, aiutata, nel caso del ladino e del romancio, dalla loro presenza nelle scuole come lingua d\u2019insegnamento. Anche l\u00e0 dove quest\u2019ultima possibilit\u00e0, di chiara importanza, non \u00e8 prevista, la diffusione di modelli ortografici pu\u00f2 seguire altri canali: le grafie rilevate in ambito francoprovenzale, per esempio, si lasciano ricondurre sia a convenzioni ideate da enti dedicati, come il gi\u00e0 citato sportello linguistico francoprovenzale della Valle d\u2019Aosta, che a tradizioni fortemente locali che godono di supporto \u2018dal basso\u2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>Note<\/h1>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> In <em>The Written Language Bias in Linguistics<\/em>, Per Linell scrive che, secondo questa concezione, \u00abtalk and spoken languages are not real language; they are incoherent and incomplete, often faulty, impoverished, unclear, impure and illogical, sometimes even improper, foul or uncivilised, whereas writing and written language are (or can be) really fully fledged language; they are (or should be) proper, correct, clear, logical and coherent.\u00bb (2009: 11-12)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Una proposta di classificazione molto seguita si trova in Iann\u00e0ccaro\/Dell\u2019Aquila 2008.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Pafrasando l\u2019espressione \u00abcreating distance\u00bb di Sebba (2009, 42).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Il riferimento \u00e8 alla fortunata classificazione proposta da Heinz Kloss (<span class=\"bibl\" data-bibl=\"kloss1967\">Kloss 1967<\/span>) in \u2018lingue per elaborazione\u2019 (Ausbausprachen) e \u2018lingue per distanziazione\u2019 (Abstandsprachen).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Almeno una di esse, il romancio, \u00e8 per\u00f2 una delle lingue ufficiali della Svizzera.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> I miei ringraziamenti per il loro aiuto in questa fase vanno a Beatrice Colcuc e Florian Zacherl.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Gli unici segmenti consonantici a essere definiti come esclusivamente palatali nell\u2019<span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"IPA\">IPA<\/span> sono [c, \u00e7, \u029d, \u025f, \u0272, \u028e]; tuttavia, <span class=\"bibl\" data-bibl=\"recasens2014\">Recasens 2014<\/span> ha osservato che questi hanno spesso un\u2019articolazione in parte alveolare, tanto da proporre una scissione della categoria in \u201cpalatale\u201d e \u201calveopalatale\u201d. La ricerca \u00e8 stata perci\u00f2 estesa anche ai segmenti tradizionalmente indicati come \u201cpalatoalveolari\u201d e \u201calveopalatali\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> La cartina non riporta le forme senza palatalizzazione, per le quali si rimanda alla mappa interattiva.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> I corrispettivi sonori sono &lt;gj&gt; per \/\u0249\/ e &lt;z&gt; per \/\u02a4\/.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.patoisvda.org\/site\/allegati\/1-tavola-delle-corrispondenze-tra-suoni-e-grafemi_1851.pdf\">https:\/\/www.patoisvda.org\/site\/allegati\/1-tavola-delle-corrispondenze-tra-suoni-e-grafemi_1851.pdf<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Le parlate francoprovenzali, diffuse nelle zone confinanti tra Svizzera, Italia e Francia, ancora non hanno conosciuto una unificazione ortografica, nonostane l\u2019esistenza della <em>Orthographie de r\u00e9f\u00e9rence B <\/em>proposta da Dominique Stich.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Il romancio \u00e8 tradizionalmente diviso in almeno cinque sottovariet\u00e0, da una parte quelle engadinesi, a est (put\u00e8r e vallader), dall\u2019altra quelle centro-occidentali (surmirano, sursilvano, sutsilvano).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Per quanto non sia estranea a certe tradizioni ladine, v. <span class=\"bibl\" data-bibl=\"rasom2020\">Rasom 2020<\/span>, 331).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dialetto_noneso\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dialetto_noneso<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.elbrenz.eu\/lassociazione-2\/\">http:\/\/www.elbrenz.eu\/lassociazione-2\/<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/naparolaldi\/\">https:\/\/www.facebook.com\/naparolaldi\/<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> La base latina CATTU ha conosciuto, in quasi tutta l\u2019Italia settentrionale, una sonorizzazione della velare iniziale in *GATTU, analoga a quella che ha portato a PALLA &gt; *BALLA &gt; bala.<\/p>\n<h1>Cartina interattiva<\/h1>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/it?page_id=27&amp;db=221&amp;tk=4599&amp;layer=4\" width=\"800\" height=\"600\"><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"width: 0px;overflow: hidden;line-height: 0\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"width: 0px;overflow: hidden;line-height: 0\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span> <\/iframe><\/p>\n<hr><h3>Bibliographie<\/h3><ul><li><b>AIS<\/b> = Jaberg, Karl \/ Jud, Jakob (1928-1940): Sprach- und Sachatlas Italiens und der S\u00fcdschweiz, Zofingen, vol. 1-7<\/li><li><b>ALD-I<\/b> = Goebl, Hans (1998): Atlant linguistich dl ladin dolomitich y di dialec vejins I, vol. 1-7 (sprechend: http:\/\/ald.sbg.ac.at\/ald\/ald-i\/index.php), Wiesbaden, vol. 1-7, Reichert. <a href=\"https:\/\/ald.gwi.uni-muenchen.de\/\">Link<\/a><\/li><li><b>ALD-II<\/b> = Goebl, Hans (2012): Atlant linguistich dl ladin dolomitich y di dialec vejins, 2a pert, vol. 1-5, Editions de Linguistique et de Philologie. <a href=\"https:\/\/ald.gwi.uni-muenchen.de\/\">Link<\/a><\/li><li><b>ALEPO<\/b> = Telmon, Tullio (2013): Atlante Linguistico ed Etnografico del Piemonte Occidentale III: Il mondo animale: I La Fauna: II caccia e pasca, Alessandria, vol. 3, Edizioni dell\u2019Orso. <a href=\"http:\/\/www.alepo.eu\/\">Link<\/a><\/li><li><b>ALF<\/b> = Gilli\u00e9ron, Jules \/ Edmont, Edmond (1897-1900): l\u2019Atlas linguistique de la France, Paris , Champion. <a href=\"http:\/\/cartodialect.imag.fr\/cartoDialect\/accueil\">Link<\/a><\/li><li><b>ALJA<\/b> = Martin, Jean-Baptiste \/ Tuaillon, Gaston (1971, 1978, 1981): Atlas linguistique et ethnographique du Jura et des Alpes du nord, Paris, vol. 1, 3, 3a, \u00c9d. du Centre National de la Recherche Scientifique<\/li><li><b>ALP<\/b> = Bouvier, Jean-Claude (1975, 1979, 1986): Atlas linguistique et ethnographique de la Provence, Paris, vol. 1, 2, 3, \u00c9d. du Centre National de la Recherche Scientifique<\/li><li><b>ALTR<\/b> = Cordin, Patrizia (2005): L'Archivio lessicale dei dialetti trentini. <a href=\"http:\/\/www.minoranzelinguistiche.provincia.tn.it\/pubblicazioni\/pagina57.html\">Link<\/a><\/li><li><b>APV<\/b> = Sch\u00fcle, Ernest (1978): Atlas des patois vald\u00f4tains, Aoste, Departement de l'instruction publique. <a href=\"http:\/\/patoisvda.org\/gna\/index.cfm\/atlas-patois-valdotains.html\">Link<\/a><\/li><li><b>ASLEF<\/b> = Pellegrini, Giovan Battista (1974-1986): Atlante storico-linguistico-etnografico friulano, Padova, vol. 1-6<\/li><li><b>Banfi 2015<\/b> = Banfi, Emanuele (2015): \u2018Stati di lingua\u2019, \u2018lingue\u2019, forme di scrittura e identit\u00e0 nella diacronia del greco, Venezia, in: In D. Baglioni\/O. Tribulato (a cura di), Contatti di lingue \u2013 contatti di scritture. Multilinguismo e multigrafismo dal Vicino Oriente Antico alla Cina contemporanea, Edizioni Ca' Foscari, 125-160<\/li><li><b>Caduff <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"etSPACEalDOT\">et al.<\/span> 2006<\/b> = Caduff, R.\/Caprez,U.\/Darms, G. (2006): Grammatica d\u2019instrucziun dal rumantsch grischun, Friburg, Seminari da rumantsch da l\u2019Universitad da Friburg<\/li><li><b>Colcuc\/Zacherl 2022<\/b> = Colcuc, Beatrice \/ Zacherl, Florian (2022): Tools for Data Processing and Visualization in the Project VerbaAlpina, in: Data Processing and Visualization in Variational Linguistics\/Dialectology, vol. 7, 55 - 70. <a href=\"https:\/\/ojs.bibl.u-szeged.hu\/index.php\/wpcl\/article\/view\/44199\">Link<\/a><\/li><li><b>Coluzzi <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"etSPACEalDOT\">et al.<\/span> 2018<\/b> = Coluzzi, Paolo; Miola, Emanuele; Tamburelli, Marco: Writing systems for Italian regional languages, in: Journal of Multilingual and Multicultural Development 40 (6), 491-503<\/li><li><b>Iann\u00e0ccaro\/Dell'Aquila 2008<\/b> = Iann\u00e0ccaro, Gabriele; Dell'Aquila Vittorio (2008): Per una tipologia dei sistemi di scrittura spontanei in area romanza, in: Estudis Romanics 30, 311-331<\/li><li><b>Jaffe 2000<\/b> = Jaffe, Alexandra (2008): Introduction: Non-standard orthograpgy and non-standard speech, in: Journal of Sociolinguistics 4(4), 497-513<\/li><li><b>Kloss 1967<\/b> = Kloss, Heinz (1967): 'Abstand Languages' and 'Ausbau Languages', in: Anthropological Linguistics 9(7), 29-41<\/li><li><b>Krefeld\/L\u00fccke 2014b<\/b> = Krefeld, Thomas \/ L\u00fccke, Stephan (2014): VerbaAlpina - Der alpine Kulturraum im Spiegel seiner Mehrsprachigkeit, in: Ladinia, vol. XXXVIII, 189-211. <a href=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/krefeld_luecke_l38_2014.pdf\">Link<\/a><\/li><li><b><span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"LSI\">LSI<\/span><\/b> = Lur\u00e0, Franco (Hrsg.) (2004): Lessico dialettale della Svizzera italana, Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia<\/li><li><b>Linell 2009<\/b> = Linell, Per (2009): The Written Language Bias in Linguistics, London\/New York, Routledge<\/li><li><b>Ong 2014<\/b> = Ong, Walter (2014): Oralit\u00e0 e scrittura. Le tecnologie della parola, Bologna, Il Mulino<\/li><li><b>Rasom 2020<\/b> = Rasom, Sabrina (2020): Storia della normazione ortografica del ladino, in: Videsott, Paul\/Videsott, Ruth\/Casalicchio, Jan (Hrsg.): Manuale di linguistica ladina, De Gruyter, 318-348<\/li><li><b>Recasens 1990<\/b> = Recasens, Daniel (1990): The articulatory characteristics of palatal consonants, in: Journal of phonetics 18, 267-280<\/li><li><b>Recasens 2014<\/b> = Recasens, Daniel (2014): Acoustic characteristics of (alveolo)palatal stop consonants, and velar softening. Journal of Phonetics 42, 37-51., in: Journal of Phonetics 42, 37-51., 37-51. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.wocn.2013.12.003\">Link<\/a><\/li><li><b>Recasens\/Espinosa 2009<\/b> = Recasens, Daniel; Espinosa, Aina (2009): Acoustics and perception of velar softening for unaspirated stops, in: Journal of Phonetics 38, 189-211. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.wocn.2009.01.001\">Link<\/a><\/li><li><b>Russo\/Stich 2019<\/b> = Russo, Michela; Stich, Dominique: Les syst\u00e8mes graphiques du francoproven\u00e7al: \u00e9tats des lieux et perspectives, in: Lengas 86. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.4000\/lengas.3672\">Link<\/a><\/li><li><b>Salvi 2020<\/b> = Salvi, Giampaolo (2020): Il ladino e le sue caratteristiche, Berlin, in: In P. Videsott\/R. Videsott\/J. Casalicchio (eds.), Manuale di linguistica ladina (Manuals of Romance Linguistics 26), De Gruyter, 67-108. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1515\/9783110522150-010\">Link<\/a><\/li><li><b>Sebba 2009<\/b> = Sebba, Mark (2009): Sociolinguistic approaches to writing systems research, in: Writing Systems Research 1(1), 35-49. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1093\/wsr\/wsp002\">Link<\/a><\/li><li><b>Toso 2008<\/b> = Toso, Fiorenzo (2008): Alcuni episodi di applicazione delle norme di tutela delle minoranze linguistiche in Italia, in: Ladinia 32, 165-222<\/li><li><b>Turello 2015<\/b> = Turello, Davide (2015): Normalizzazione: grafia, grammaticografia e lessicografia, Berlin, in: In <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"SDOT\">S.<\/span> Hennemann\/L. Melchior (eds.), Manuale di linguistica friulana (Manuals of Romance Languages 3), De Gruyter, 511-532. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1515\/9783110310771-026\">Link<\/a><\/li><\/ul><div id=\"ais\" style=\"display: none;\">Jaberg, Karl \/ Jud, Jakob (1928-1940): Sprach- und Sachatlas Italiens und der S\u00fcdschweiz, Zofingen, vol. 1-7<\/div><div id=\"ald-i\" style=\"display: none;\">Goebl, Hans (1998): Atlant linguistich dl ladin dolomitich y di dialec vejins I, vol. 1-7 (sprechend: http:\/\/ald.sbg.ac.at\/ald\/ald-i\/index.php), Wiesbaden, vol. 1-7, Reichert\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/ald.gwi.uni-muenchen.de\/\">Link<\/a><\/div><div id=\"ald-ii\" style=\"display: none;\">Goebl, Hans (2012): Atlant linguistich dl ladin dolomitich y di dialec vejins, 2a pert, vol. 1-5, Editions de Linguistique et de Philologie\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/ald.gwi.uni-muenchen.de\/\">Link<\/a><\/div><div id=\"alepo\" style=\"display: none;\">Telmon, Tullio (2013): Atlante Linguistico ed Etnografico del Piemonte Occidentale III: Il mondo animale: I La Fauna: II caccia e pasca, Alessandria, vol. 3, Edizioni dell\u2019Orso\n<br><br>\n<a href=\"http:\/\/www.alepo.eu\/\">Link<\/a><\/div><div id=\"alf\" style=\"display: none;\">Gilli\u00e9ron, Jules \/ Edmont, Edmond (1897-1900): l\u2019Atlas linguistique de la France, Paris , Champion\n<br><br>\n<a href=\"http:\/\/cartodialect.imag.fr\/cartoDialect\/accueil\">Link<\/a><\/div><div id=\"alja\" style=\"display: none;\">Martin, Jean-Baptiste \/ Tuaillon, Gaston (1971, 1978, 1981): Atlas linguistique et ethnographique du Jura et des Alpes du nord, Paris, vol. 1, 3, 3a, \u00c9d. du Centre National de la Recherche Scientifique<\/div><div id=\"alp\" style=\"display: none;\">Bouvier, Jean-Claude (1975, 1979, 1986): Atlas linguistique et ethnographique de la Provence, Paris, vol. 1, 2, 3, \u00c9d. du Centre National de la Recherche Scientifique<\/div><div id=\"altr\" style=\"display: none;\">Cordin, Patrizia (2005): L'Archivio lessicale dei dialetti trentini\n<br><br>\n<a href=\"http:\/\/www.minoranzelinguistiche.provincia.tn.it\/pubblicazioni\/pagina57.html\">Link<\/a><\/div><div id=\"apv\" style=\"display: none;\">Sch\u00fcle, Ernest (1978): Atlas des patois vald\u00f4tains, Aoste, Departement de l'instruction publique\n<br><br>\n<a href=\"http:\/\/patoisvda.org\/gna\/index.cfm\/atlas-patois-valdotains.html\">Link<\/a><\/div><div id=\"aslef\" style=\"display: none;\">Pellegrini, Giovan Battista (1974-1986): Atlante storico-linguistico-etnografico friulano, Padova, vol. 1-6<\/div><div id=\"banfi2015\" style=\"display: none;\">Banfi, Emanuele (2015): \u2018Stati di lingua\u2019, \u2018lingue\u2019, forme di scrittura e identit\u00e0 nella diacronia del greco, Venezia, in: In D. Baglioni\/O. Tribulato (a cura di), Contatti di lingue \u2013 contatti di scritture. Multilinguismo e multigrafismo dal Vicino Oriente Antico alla Cina contemporanea, Edizioni Ca' Foscari, 125-160<\/div><div id=\"caduffetal2006\" style=\"display: none;\">Caduff, R.\/Caprez,U.\/Darms, G. (2006): Grammatica d\u2019instrucziun dal rumantsch grischun, Friburg, Seminari da rumantsch da l\u2019Universitad da Friburg<\/div><div id=\"colcuczacherl2022\" style=\"display: none;\">Colcuc, Beatrice \/ Zacherl, Florian (2022): Tools for Data Processing and Visualization in the Project VerbaAlpina, in: Data Processing and Visualization in Variational Linguistics\/Dialectology, vol. 7, 55 - 70\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/ojs.bibl.u-szeged.hu\/index.php\/wpcl\/article\/view\/44199\">Link<\/a><\/div><div id=\"coluzzietal2018\" style=\"display: none;\">Coluzzi, Paolo; Miola, Emanuele; Tamburelli, Marco: Writing systems for Italian regional languages, in: Journal of Multilingual and Multicultural Development 40 (6), 491-503<\/div><div id=\"iann\u00e0ccarodell\" aquila2008 style=\"display: none;\">Iann\u00e0ccaro, Gabriele; Dell'Aquila Vittorio (2008): Per una tipologia dei sistemi di scrittura spontanei in area romanza, in: Estudis Romanics 30, 311-331<\/div><div id=\"jaffe2000\" style=\"display: none;\">Jaffe, Alexandra (2008): Introduction: Non-standard orthograpgy and non-standard speech, in: Journal of Sociolinguistics 4(4), 497-513<\/div><div id=\"kloss1967\" style=\"display: none;\">Kloss, Heinz (1967): 'Abstand Languages' and 'Ausbau Languages', in: Anthropological Linguistics 9(7), 29-41<\/div><div id=\"krefeldl\u00fccke2014b\" style=\"display: none;\">Krefeld, Thomas \/ L\u00fccke, Stephan (2014): VerbaAlpina - Der alpine Kulturraum im Spiegel seiner Mehrsprachigkeit, in: Ladinia, vol. XXXVIII, 189-211\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/wp-content\/uploads\/krefeld_luecke_l38_2014.pdf\">Link<\/a><\/div><div id=\"lsi\" style=\"display: none;\">Lur\u00e0, Franco (Hrsg.) (2004): Lessico dialettale della Svizzera italana, Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia<\/div><div id=\"linell2009\" style=\"display: none;\">Linell, Per (2009): The Written Language Bias in Linguistics, London\/New York, Routledge<\/div><div id=\"ong2014\" style=\"display: none;\">Ong, Walter (2014): Oralit\u00e0 e scrittura. Le tecnologie della parola, Bologna, Il Mulino<\/div><div id=\"rasom2020\" style=\"display: none;\">Rasom, Sabrina (2020): Storia della normazione ortografica del ladino, in: Videsott, Paul\/Videsott, Ruth\/Casalicchio, Jan (Hrsg.): Manuale di linguistica ladina, De Gruyter, 318-348<\/div><div id=\"recasens1990\" style=\"display: none;\">Recasens, Daniel (1990): The articulatory characteristics of palatal consonants, in: Journal of phonetics 18, 267-280<\/div><div id=\"recasens2014\" style=\"display: none;\">Recasens, Daniel (2014): Acoustic characteristics of (alveolo)palatal stop consonants, and velar softening. Journal of Phonetics 42, 37-51., in: Journal of Phonetics 42, 37-51., 37-51\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.wocn.2013.12.003\">Link<\/a><\/div><div id=\"recasensespinosa2009\" style=\"display: none;\">Recasens, Daniel; Espinosa, Aina (2009): Acoustics and perception of velar softening for unaspirated stops, in: Journal of Phonetics 38, 189-211\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.wocn.2009.01.001\">Link<\/a><\/div><div id=\"russostich2019\" style=\"display: none;\">Russo, Michela; Stich, Dominique: Les syst\u00e8mes graphiques du francoproven\u00e7al: \u00e9tats des lieux et perspectives, in: Lengas 86\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.4000\/lengas.3672\">Link<\/a><\/div><div id=\"salvi2020\" style=\"display: none;\">Salvi, Giampaolo (2020): Il ladino e le sue caratteristiche, Berlin, in: In P. Videsott\/R. Videsott\/J. Casalicchio (eds.), Manuale di linguistica ladina (Manuals of Romance Linguistics 26), De Gruyter, 67-108\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1515\/9783110522150-010\">Link<\/a><\/div><div id=\"sebba2009\" style=\"display: none;\">Sebba, Mark (2009): Sociolinguistic approaches to writing systems research, in: Writing Systems Research 1(1), 35-49\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1093\/wsr\/wsp002\">Link<\/a><\/div><div id=\"toso2008\" style=\"display: none;\">Toso, Fiorenzo (2008): Alcuni episodi di applicazione delle norme di tutela delle minoranze linguistiche in Italia, in: Ladinia 32, 165-222<\/div><div id=\"turello2015\" style=\"display: none;\">Turello, Davide (2015): Normalizzazione: grafia, grammaticografia e lessicografia, Berlin, in: In <span class=\"vaabr\" data-vaabr=\"SDOT\">S.<\/span> Hennemann\/L. Melchior (eds.), Manuale di linguistica friulana (Manuals of Romance Languages 3), De Gruyter, 511-532\n<br><br>\n<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1515\/9783110310771-026\">Link<\/a><\/div><div id=\"ABR_etSPACEalDOT\" style=\"display: none;\">und andere<\/div><div id=\"ABR_SQL\" style=\"display: none;\">structured query language<\/div><div id=\"ABR_LSI\" style=\"display: none;\">Lessico dialettale della Svizzera italiana<\/div><div id=\"ABR_IPA\" style=\"display: none;\">International Phonetic Alphabet<\/div><div id=\"ABR_SDOT\" style=\"display: none;\">Seite<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Introduzione La scrittura, secondo l\u2019espressione di Walter J. Ong, \u00e8 un mezzo per \u00abtecnologizzare la parola\u00bb (Ong 2014, 133). Questa definizione pu\u00f2 richiamare alla mente l\u2019immagine di uno strumento neutro, ma lo stesso Ong si affretta ad aggiungere che la scrittura non \u00e8 una \u00absemplice appendice del discorso orale\u00bb (2014, 138); al contrario, essa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3309,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1,18],"btdb_keywords":[846,850,652],"coauthors":[848],"class_list":["post-22695","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-allgemein","category-va_beitrag","btdb_keywords-crowdsourcing","btdb_keywords-palatal-consonant","btdb_keywords-phonetics"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22695","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3309"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22695"}],"version-history":[{"count":92,"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22695\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25900,"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22695\/revisions\/25900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22695"},{"taxonomy":"btdb_keywords","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbtdb_keywords&post=22695"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=22695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}