Lexicon Alpinum

Il Lexicon Alpinum è essenzialmente un elenco alfabetico dei tipi morfo-lessicali, dei tipi di base e dei concetti raccolti da VerbaAlpina. Alcune voci sono accompagnate da commenti linguistici. Tali commenti linguistici sono presenti soprattutto quando, a parere di VerbaAlpina, le informazioni fornite dai dizionari di riferimento non sono (sufficientemente) chiare. L'elenco alfabetico contiene anche alcune voci relative a determinati concetti, considerati di fondamentale importanza per VerbaAlpina, come FORMAGGIO, BURRO o BAITA. Illustrazioni dettagliate di tipi morfo-lessicali, tipi di base oppure concetti sono motivate – oltre che dal fatto che ricoprono un'importanza particolare ai fini specifici di VerbaAlpina – dal fatto che, dal punto di vista di VerbaAlpina, le informazioni presenti nelle principali opere di riferimento (soprattutto nei principali dizionari etimologici e nei portali gestiti da Wikimedia, in particolare Wikipedia) sono inadeguate ai fini del progetto. La selezione dei concetti, dei tipi morfolessicali e dei tipi di base da illustrare nel Lexicon Alpinum è, in un certo modo, intuitiva.
Il funzionamento del Lexicon Alpinum si spiega in gran parte attraverso i simboli (icone) nella barra del titolo e inserite nel margine destro di ogni voce. Il significato delle icone appare passandovi sopra con il cursore (mouseover). Ogni voce può essere richiamata direttamente tramite l'icona di citazione ("). Cliccando sul simbolo a catena si può creare un collegamento permanente alla voce interessata. La parola chiave selezionata può essere anche visualizzata sulla mappa interattiva. L'icona posta sul margine destro ('dati') mostra tutte le informazioni raccolte nelle finestre informative della mappa interattiva; per esempio si possono vedere i collegamenti dei singoli articoli ai lemmi corrispondenti nei dizionari di riferimento. Per i concetti vengono anche forniti collegamenti agli oggetti di Wikidata e ad altri dati relativi al Controllo di autorità. In questo modo il materiale di VA è contestualizzato lessicograficamente ed enciclopedicamente.
Le voci del Lexicon Alpinum non sono solo legate a controlli di autorità esterni al progetto, ma vengono offerte anche controlli di autorità specifici di VerbaAlpina. Questi appaiono nella barra del titolo subito dopo la parola chiave. A seconda che la parola chiave rappresenti un tipo morfo-lessicale, un tipo di base o un concetto, questi controlli di autorità di VA sono indicizzati come 'Lnn', 'Bnn' o 'Cnn'. Infine, è disponibile anche un'icona per scaricare tutte le informazioni.

ABBEVERATOIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ABITAZIONE, CASA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACACIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Le acacie sono alberi ed arbusti appartenenti alla famiglia delle mimose e si contraddistinguono per le loro caratteristiche foglie piumate. I fiori delle acacie, spesso di piccole dimensioni, sono solitamente di colore giallo o bianco (cfr. Duden, s.v. Akazie). Le acacie crescono nelle zone subtropicali e tropicali del Vecchio e del Nuovo Mondo (vgl. Wikipedia, s.v.: Akazien).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Beatrice Colcuc)


(v. Wikidata Q5861969)

ACARO DEL FORMAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACCESSIBILITÀ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACERO CAMPESTRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACETO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACHILLEA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACINO DI UN GRAPPOLO D'UVA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACQUA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACQUA POTABILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACQUEDOTTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACQUE REFLUE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACQUE SOTTERRANEE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AFFETTATRICE PER PANE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AFOSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AGNELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AGO, DEL LARICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AGO, DEL PINO CEMBRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AGOSTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AGRICOLTURA, IN AREE URBANE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALA, D'UCCELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALBERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALBICOCCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALLATTARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALLODOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALLORO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALOSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALPEGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Il concetto di ALM, anche detto ALP in tedesco standard svizzero, può abbracciare diversi significati, tutti correlati all'attività dell'ALPEGGIO. 'Alm' si riferisce, ad esempio, all'area montana sopra una valle, agli alti pascoli montani "i quali, data la lontananza fisica dalle fattorie e date le condizioni ambientali poco favorevoli e restrittive durante l'inverno (a causa dell'elevata altitudine), possono essere sfruttati solo durante i mesi estivi per l'attività d'allevamento" (Eibl/Kremer 2009, 37); il termine ALM si riferisce, inoltre, sia alle strutture più o meno complesse ivi situate per dare riparo ai pastori, che al bestiame da latte tipicamente montano (vitelli, mucche, pecore, capre e cavalli). Oltre al riferimento alla pastorizia, per ALPEGGIO si intende soprattutto la lavorazione del latte. Essa può avere diverse forme organizzative – a carattere privato o cooperativo, ad esempio – sebbene negli atlanti linguistici non sia stata operata una distinzione sistematica in tal senso (cfr. la classica rappresentazione del concetto di 'Alm' offerta da Weiss 1992, così come anche quella offerta da Baer 2000, e quella più recente di Eibl/Kremer 2009, 7-17, oltre a Bätzing 1997, 18-23, HLS v.s. Alpen, Kap. 3).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)


(v. Wikidata Q27849269)

ALPINISMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALTITUDINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALTROIERI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AMBIENTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AMIANTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANATRA, MASCHIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANATRA SELVATICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANEMONE DEI BOSCHI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANEMONE PRIMAVERILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANGUILLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANIMALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANIMALE SELVATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Anke (gem m.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Ecco la breve ricostruzione del tipo morfo-lessicale 'Anke' (si veda Idiotikon I: 341), riportata dal Kluge:

Anke(n), (durch Butter ersetzt) Sm ‛Butter’ per. wobd. (8. Jh.), mhd. anke , ahd. anko .
Obwohl nur das Deutsche das Wort bewahrt hat, ist g. *ankwōn m. ‛Fett, Butter’ vorauszusetzen, als Fortsetzer eines ig. (weur.) *ongwen- ‛Salbe, Fett, Butter’ (in verschiedenen Ablautstufen), vgl. l. unguen n. ‛Fett, Salbe’, air. imb ‛Butter’ (*ṇgwen-) zur Verbalwurzel ig. *ongw- ‛salben’ in ai. anákti, l. unguere u.a. Also ursprünglich ‛Salbe, Schmiere’.“ Kluge, 47 s.v. Anke(n))

Trad.: „Anke(n), (sostituito da Butter 'burro') Sm ‛Burro’ per. wobd. (VIII sec), mhd. anke , ahd. anko .
Sebbene la parola si sia conservata solo in tedesco, si deve presupporre che il termine g. *ankwōn m. ‛grasso, burro’ fosse il continuatore dell'ig. (weur.) *ongwen- ‛unguento, grasso, burro’ (con diversi livelli apofonici), si confrontino il l. unguen n. ‛grasso, unguento’, l'air. imb ‛burro’ (*ṇgwen-) per la radice verbale ig. *ongw- ‛ungere’ in ai. anákti, l. unguere ecc. Originariamente, quindi, ‛unguento, grasso lubrificante’.“ (Kluge 2011, 47)

Sebbene il rapporto delineato dal Kluge sia chiaro, la conclusione ivi proposta è poco probabile e convincente, considerata la storia delle parole prese in esame: il Kluge tratta, infatti, il termine come un'isolata reliquia indogermanica, sebbene sia, invece, molto più ragionevole far risalire questo tipo sud-occidentale tedesco (alemanno) al latino o al romanzo (si veda unguere). Nelle aree di contatto romanzo strettamente adiacenti tra loro, la sopra menzionata base latina con la velare fu soppiantata dalla variante *ŭngĕre (REW 9069), fenomeno riconosciuto anche nel caso della palatalizzazione della g nel termine romancio (sursilvano) unscher, nel romancio dell'Engadina uondscher, nell'italiano ungere e ancora in altri casi (si veda HWdR, 971). Nell'odierno territorio francese sono però predominanti alcuni cognati del termine latino ŭnguĕre (si confronti FEW 14, 36 f.); tra questi, vi sono anche alcuni esempi dell'evidente rapporto semantico con la preparazione del latte, come, ad esempio, ogner 'dare il latte' (con cambiamento nel gruppo verbale) e ogna 'quantità di latte prodotta in una sola volta da una mucca'. Dal participio unctum, tra l'altro, proviene la designazione del concetto di BURRO in friulano, largamente attestata nell'area di studio di VerbaAlpina di lingua romancia: ont, ladino onto, vonto (cfr. il rumeno unt).
Il prestito dal latino-romanzo qui proposto è sia giustificabile a livello fonetico che dal punto di vista semantico: basti pensare ai numerosi altri romanismi presenti in questo dominio onomasiologico. Per quanto riguarda, infine, l'enorme espansione del tipo butyru(m), è evidente la presenza di un tipo più antico nelle designazioni derivate dalle varianti verbali ŭnguĕre, *ŭngĕre, il quale ebbe, in un secondo momento, alcune interferenze con butyru(m).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

anko (gem) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

 Anko

Questo tipo di base potrebbe provenire dal termine ancho 'burro' (si confronti Id. I: 341) o da anko in alto-tedesco antico, il quale si sarebbe poi evoluto in anke in alto-tedesco medio. L'origine del termine è da ricercare nella radice indogermanica *ongwen- 'unguento, grasso, burro', che, con il tempo, si sviluppò nel germanico *ankwōn m. 'grasso, burro'. È possibile ricondurre a questa radice indogermanica anche le parole latine ungĕre e ŭnctum 'grasso' (si veda Kluge 2012: 437; e ancora, Id. I: 341). In lingua tedesca, il tipo di base fu prevalentemente sostituito dal termine Butter 'burro'; esso è, tuttavia, ancora oggi diffuso nella Germania sud-occidentale (si confronti BSA IV: 5.11a) ed è presente anche nella svizzera tedesca (si vedano SDS V: 179; e Id. I: 342).


A proposito di questo tipo (si veda Id. I: 341), il Kluge riporta la seguente breve ricostruzione:

Anke(n), (sostituito da Butter 'burro') Sm ‛Burro’ per. wobd. (VIII sec), mhd. anke , ahd. anko .
Sebbene la parola si sia conservata solo in tedesco, si deve presupporre che il termine g. *ankwōn m. ‛grasso, burro’ fosse il continuatore dell'ig. (weur.) *ongwen- ‛unguento, grasso, burro’ (con diversi livelli apofonici), si confrontino il l. unguen n. ‛grasso, unguento’, l'air. imb ‛burro’ (*ṇgwen-) per la radice verbale ig. *ongw- ‛ungere’ in ai. anákti, l. unguere ecc. Originariamente, quindi, ‛unguento, grasso lubrificante’.“ (Kluge 2011, 47)


Il rapporto delineato dal Kluge è chiaro, ma la conclusione proposta è poco probabile e convincente, considerata la storia delle parole: in esso si tratta infatti il termine come un'isolata reliquia indogermanica, sebbene sia invece molto più ragionevole far risalire questo tipo sud-occidentale tedesco (alemanno) al latino o al romanzo (si veda unguere). Nelle aree di contatto romanzo strettamente adiacenti tra loro, la sopra menzionata base latina con la velare fu soppiantata dalla variante *ŭngĕre (REW 9069), fenomeno riconosciuto anche nel caso della palatalizzazione della g nel termine romancio (sursilvano) unscher, nel romancio dell'Engadina uondscher, nell'italiano ungere e ancora in altri casi (si veda HWdR, 971). Nell'odierno territorio francese sono però predominanti alcuni cognati del termine latino ŭnguĕre (si confronti FEW 14, 36 f.); tra questi, vi sono anche alcuni esempi dell'evidente rapporto semantico con la preparazione del latte, come ad esempio ogner 'dare il latte' (con cambiamento nel gruppo verbale) e ogna 'quantità di latte prodotta in una sola volta da una mucca'. Dal participio unctum, tra l'altro, proviene la designazione del concetto di BURRO in friulano, largamente attestata nell'area di studio di VerbaAlpina di lingua romancia: ont, ladino onto, vonto (si confronti il rumeno unt).
Il prestito dal latino-romanzo qui proposto è sia giustificabile a livello fonetico che dal punto di vista semantico, basti pensare ai numerosi altri romanismi presenti in questo dominio onomasiologico. Per quanto riguarda, infine, l'enorme espansione del tipo butyru(m), è evidente la presenza di un tipo più antico nelle designazioni derivate dalle varianti verbali ŭnguĕre, *ŭngĕre, il quale ebbe alcune interferenze con butyru(m) in un secondo momento.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

ANNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANSERINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANTIRRINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

APIARIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

APRILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AQUILA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AQUILA REALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AQUILEGIA COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARATRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARDESIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AREA PEDONALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARNIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARNICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARRAMPICATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARTEMISIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARTIGLIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASFODELO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASPARAGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASSE DI LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASSENZIO MAGGIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASSIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASSOCIAZIONE, LOCALE, CON SCOPO DI PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE, DEL TERRITORIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASTORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASTRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ATMOSFERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ATTACCAMANI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ATTIVITÀ, ESTRATTIVA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ATTIVITÀ SPORTIVA, SULLA NEVE, CON LA TAVOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ATTRAZIONE TURISTICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ATTREZZO PER ATTACCARE GLI ANIMALI, PER LA CURA DEI ZOCCOLI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AUTO ELETTRICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AUTUNNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AVERE UN SAPORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AVERLA MAGGIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AVERLA PICCOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AVVALLAMENTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AZIENDA PER LA LAVORAZIONE DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

babeurre (roa m.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il termine francese babeurre 'latticello' è un composto formato da due tipi di base: bassus 'basso' e butyrum 'burro' (cfr. TLFi: babeurre). In lingua francese, il tipo bas così anteposto al sostantivo esprime, generalmente, un valore negativo; il LATTICELLO viene, infatti, considerato come prodotto di scarto, data la grande presenza d'acqua in esso contenuta. Derivante dalla produzione del burro e dalla consistenza perlopiù acquosa, esso veniva molto raramente consumato dai contadini alpini, i quali preferivano utilizzarlo nella successiva produzione della ricotta o, addirittura, impiegarlo come foraggio per i maiali.

(auct. Myriam Abenthum – trad. Alessia Brancatelli)

BACCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BAGOLARO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BAITA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Proprio come per il processo di lavorazione del latte, esistono studi archeologici attestanti l'esistenza di "zugehörigen, festen Steinbauten aus dem 1. Jahrtausend v.Chr. als einfache alpwirtschaftliche Installationen, die primär dem täglichen Melken des Alpviehs sowie der erforderlichen Weiterverarbeitung der Milch gedient haben'' – 'solidi edifici in pietra risalenti al I millennio a.C. come semplici installazioni montane, le quali servivano, in primo luogo, per la mungitura quotidiana del bestiame, ma anche per la necessaria successiva lavorazione del latte' (Reitmaier 2016, 26 f.). L'articolo Geolinguistica analogica illustra le difficoltà riscontrate nell'elaborazione dei dati ricavati dalle fonti degli atlanti linguistici

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)


(v. Wikidata Q2649726)

baita (vor) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/L'etimologia non è chiara; si suggeriscono derivazioni dalla visione isolata delle singole famiglie linguistiche, che non rendono giustizia alla grande area di distribuzione in tedesco, romancio e sloveno.
Dal punto di vista italianistico DELI propone roa. baita, bait < alto-tedesco antico wahta – senza però entrare nel slv. bajta 'casa scadente' o il gsw. (Alemannico) Beiz, bar. Boazn, Beisl 'pub' (il tipo diffuso manca purtroppo in SDS, Idiotikon e BSA); le forme germaniche citate con ts, s non possono essere spiegate in questo modo.
Dal punto di vista germanico Kluge] (2011, 106 s.v. Beiz(e)]; e Beisel) deriva il gsw. (Alemanico) e bar. forme dallo yiddish bajis 'casa'. < hbo. bajit 'casa' che non fa parte di roa. t (vedi EWD I, 203). La mediazione diretta dall'ebraico (dunque senza lo yiddish) è storicamente poco plausibile in considerazione della vasta area e del riferimento alla vita quotidiana di un contadino di montagna. La semantica delle forme romaniche ("capanna, rifugio alpino, stalla" e simili) e slovene ("cattiva casa") non forniscono alcuna motivazione per l'ipotesi di una distribuzione su larga scala di un prestito Adstratum originariamente preso in prestito dalla zona di contatto friulano-slovena; il substrato preso in prestito dall'Antico Romanico pre-slavo e pre-germanico delle Alpi orientali sembra molto più plausibile. In fin dei conti, sembra essere una parola alpina preromana.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)

BALESTRUCCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BAMBINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

banc / banco (roa m.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

banc (goh) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

BANCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BARBAGIANNI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BARDOTTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*barica (lat) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Si veda il DRG 2, pagg. 179-189 e 192-197 a proposito della forma derivata bargun, margun.

Barn (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

/Il tipo morfo-lessicale Barn si trova nei dialetti bavaresi e alemanni della regione alpina. Mentre le forme di Barn all'interno dei Crowd hanno solo il significato di 'mangiatoia, rastrelliera, trogolo', gli esempi di atlante hanno il significato di 'stanza del fieno, reparto per fieno sopra la stalla del bestiame' (vedi VALTS IV 110).
Nel dizionario etimologico di Kluge solo il primo significato di "mangiatoia, rastrelliera per il fieno" è dato nel senso di mangiatoia. In altri dizionari, invece, si trova anche il significato di una parte di un edificio in cui è conservato il mangime (vedi BWB, DWB, Idiotikon). Il sostantivo fienile esiste anche in inglese come "Un edificio coperto per lo deposito di grano; e, in un uso più ampio, di fieno, paglia, lino e altri prodotti della terra. (cfr. OED).
L'etimologia della parola in tedesco sembra incerta. Nel Dizionario etimologico della lingua tedesca si considera un collegamento con *ber-a- 'portare'; probabilmente l'inglese antico (ae.) beren o bere-ærn, l'ae. bere è basato sull'"orzo"; ma non c'è un equivalente in tedesco per quest'ultimo.

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

BARRIERA, PER INDEBOLIRE IL RUMORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BASILICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

bassus (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Questo tipo di base risale all'etimo latino bassus 'basso' (vedi REW 978, vedi v. bassus). In latino classico in realtà è usato solo come aggiunta ai nomi di famiglia nel senso di "quello grasso" (vedi Georges 1, 793 s.v. bassus). Nella maggior parte delle glosse, nell'uso degli aggettivi, viene dato il significato dispregiativo di "grasso, denso, tozzo", che è anche il significato effettivo della parola. Non si intende quindi qui nel senso di 'basso' (vedi FEW] 1, 275 s.v. bassus). In francese è diventato l'aggettivo bas, che può cambiare il suo significato a seconda della posizione prima o dopo il sostantivo. Se si vuole attribuire una caratteristica esterna o geografica a un sostantivo, questo viene dopo il sostantivo. Tuttavia, se l'oratore desidera esprimere una valutazione soggettiva, viene prima del sostantivo, che viene così svalutato (vedi TLFi, vedi bas). Il fra. babeurre 'latticello' è una composizione di due tipi di base: bassus e butyrum 'burro' (cfr. TLFi, s.v. babeurre; vedi anche babeurre (m.) (roa.)). In associazione con il fra. bas si nota che il latticello era considerato solo come un prodotto di scarto. Viene prodotto durante la produzione del burro e contiene soprattutto acqua. I contadini nelle Alpi lo consumavano solo molto raramente, principalmente veniva riutilizzato per la produzione di mascherpa o dato in pasto ai maiali.

(auct. Myriam Abenthum – trad. Ester Radi)

BASTONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BASTONE, DA PASSEGGIO, PER DIVERSI USI, TREKKING, ESCURSIONI, ALPINISMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BASTONE PER IL TRASPORTO DI DUE CARICHI DI PESO UGUALE, IN LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

baubor (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

cfr. Georges s.v. baubor

BECCACCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BECCAFICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BECCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Beil (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Stando ai dati ricavati tramite lo strumento del Crowdsourcing, comprendiamo che il tipo morfo-lessicale ''Beil'' 'accetta' sembra essere la denominazione comune del termine ''Axt'' 'scure' nell'area linguistica alemanna. Tuttavia, anche lo stesso tipo morfo-lessicale ''Axt'' pare essere di uso comune in quest'area. In questo caso bisogna, però, prendere in considerazione un tipo di variazione più semantica che lessicale; ecco cosa spiega il dizionario svizzero Idiotikon nell'articolo sul termine Bīel circa la differenza tra i termini Bīel e Ax(t) (vgl. Idiotikon s.v. Bīel), presente nell'articolo sul termine Ax: „Aber meistens wird unterschieden: die Axt hat [einen] länger[e]n Halm, aber [eine] schmalere Schneide und dient besonders auch zum Schlagen mit dem Rücken“ – 'Il più delle volte si opera, tuttavia, una distinzione: la scure ha un manico più lungo, possiede una lama più stretta e, soprattutto, la parte opposta alla lama può essere impiegata per dare dei colpi agli oggetti'. Questa differenza è probabilmente poco conosciuta ai crowders, o, forse, ritenuta poco rilevante, dal momento che la lavorazione del legno non è un'attività che rientra nella vita di tutti i giorni.
Anche dal punto di vista della lingua standard vi è una differenza tra una Axt 'scure' intesa come „Werkzeug mit schmaler Schneide und langem Stiel, besonders zum Fällen von Bäumen“ – 'attrezzo dalla lama sottile e dal lungo manico, impiegato soprattutto per l'abbattimento degli alberi' (cfr. Duden s.v. Axt) ed un Beil inteso come „einer Axt ähnliches Werkzeug mit breiter Schneide und kurzem Stiel, besonders zum Bearbeiten von Holz und Fleisch“ – 'un attrezzo simile alla scure, dalla lama più ampia e dal manico corto, impiegato per la lavorazione del legno e della carne' (cfr. Duden s.v. Beil).
Per quanto riguarda la forma della parola, essa è stata attestata in alto tedesco antico come bîhal (cfr. AWB s.v. bîhal), parola rintracciabile solo in tedesco e olandese, secondo l'AWB. Ciononostante, in alcune lingue celtiche esistono degli equivalenti lessicali: in irlandese antico, ad esempio, con la parola bíail, biáil; o in gallico, con la parola bwyall, bw(y)ell (cfr. Kluge s.v. Beil).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Alessia Brancatelli)

BENNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BERBERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BESTIAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BETONICA COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIACCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIACCO NERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIANCOSCPINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIATHLON - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BICICLETTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BICICLETTA, CON MOTORE ELETTRICO, A PEDALATA ASSISTITA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIFORCAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIOCIDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIODIVERSITÀ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIOTOPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Bitsche (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Secondo DWB], una Bitsche indica un "bicchiere di legno con coperchio" (cfr. DWB vedi sopra Bitschen). Schmeller lo lemmatizza come Butschen o Bütschen e ne specifica la descrizione in modo ancora più preciso come "piccolo recipiente a forma di tronco di cono, dotato di manico e coperchio, che nel caso di numerosi domestici viene utilizzato come recipiente per bere a buon mercato, durevole e produttivo. (vgl. Schmeller s.v. Butschen). Sia il DWB dei Grimm che il Dizionario bavarese di Schmeller citano esempi prevalentemente slavi come tipi di parole comparabili di altre lingue: polacco beczka, ceco bečka russo . La DWB suppone una formazione delle parole slave dal tedesco Bottich. D'altra parte, Kluge] afferma che il Bottich è stato "certamente preso in prestito dalla sfera romancia", ma pone come etimo una breve forma della parola apothēca 'Weinkeller' (vedi Kluge] vedi Bottich), anche se vi si può leggere che la parola è veramente tedesco superiore. Per la stessa Bitsche, tuttavia, viene messa in discussione un'altra etimologia. Nell'articolo Treccani su bottìglia (vedi Treccani] vedi sopra bottìglia) viene citato come etimo un tardo latino bŭ(t)ticŭla, diminutivo di buttis 'botte'. Anche nei dialetti svizzero-tedeschi Butsch esiste (cfr. Idiotikon] s.v. Butsch) e la Idiotikon nomina un retoromancio butschin come parola imparentata corrispondente all'ita. botticino. Se si assume una metafonesi lontano-assimilatoria della vocale della radice con /i/ e una successiva elevazione da /y/ a /i/, tipica in bavarese, allora il Bitschn come si trova principalmente nei dervati come Millibitschn (vedi map Milchbitsche) potrebbe essere spiegato in questo modo.

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

BOB - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOCCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOLLIRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BORGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOSCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOSCO DI CONIFERE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOSSO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOVINO, ERINGER - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOZZOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

brama (roa f.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Caratteristico del ladino, il tipo brama 'panna' si differenzia dal tipo bruma solamente per la vocale tonica [a]: è, dunque, chiaro che esso si sia formato sotto l'influsso di crama. Tuttavia, l'area dolomitica non risulta essere stata abitata dai Galli (le Dolomiti furono per diverso tempo in forte contatto diretto con la cultura della popolazione dei Veneti, i quali vi si stanziarono nel periodo preistorico e protostorico, come dimostrato dalle scoperte archeologiche effettuate nella regione del Cadore [s. F.V. and Winkle, Christian, “Veneti”, in: Brill’s New Pauly, Antiquity volumes edited by: Hubert Cancik and , Helmuth Schneider, English Edition by: Christine F. Salazar, Classical Tradition volumes edited by: Manfred Landfester, English Edition by: Francis G. Gentry. Consulted online on 09 November 2018 (Link) First published online: 2006; First print edition: 9789004122598]. Ad oggi, mancano, tuttavia, delle testimonianze archeologiche della presenza dei celti in questa regione), e sarebbe, dunque, improprio pensare a crama come originaria base substratale per il tipo; la fusione dei due tipi può essere, invece, ampiamente motivata dal fatto che il termine celtico e, successivamente romancio, crama sia penetrato dall'occidente nelle zone centrali dell'area ladina per poi fondersi con il tipo latino ivi largamente diffuso, ossia bruma. Questo processo comportò la formazione ladina del tipo brama (cfr. cartina); è probabile che un fenomeno simile abbia avuto luogo anche nel caso della germanizzazione dell'Isarco e della Val d'Adige (cfr. EWD I: 337-338).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

BRANDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*brenta (xxx) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Si veda in merito HdR 1, 121. S

BRICCO DI LATTE, DI METALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*brod (gem) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Questo tipo di base può essere descritto mediante il termine nordico antico brot "brodo di carne", ing. broth, dum. brode, goh. proth "Brodo" è riconducibile all'origine germanica. Questa è anche l'origine dell'ita.>em>brodo, broda, pms. breu o cat. brou. BRÜHE era un alimento tipico delle tribù germaniche, che i romani non conoscevano. Questo è il motivo per cui la parola è stata presa in prestito dal germanico nelle lingue romanze. Tuttavia, oltre al significato effettivo di "brodo", ha sviluppato anche il significato secondario di "schiuma", che è entrato nella terminologia della lavorazione del latte. Così si trovano derivazioni gallo-romane come brou de beurre "schiuma di burro" o brôe "schiuma sul latte" (cfr. FEW 15, 291-300 s.v. *brod). Un trasferimento al concetto LATTICELLO è documentato nell'area di VerbaAlpina per Trento.

(auct. Myriam Abenthum – trad. Ester Radi)

BROMUS RAMOSUS - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*brottiare (vor) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base, presumibilmente originato da un sostrato preromanzo, è rappresentato dal tipo morfo-lessicale brousse nell'area di studio di VerbaAlpina.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

brousse (roa f.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo morfo-lessicale è attestato, oltre che in lingua franco-provenzale ed in occitano, anche in catalano e in corso (brocciu) (cfr. TLFi, brousse 2). Considerata questa distribuzione del tipo, la possibile derivazione dal gotico precedentemente ipotizzata è decisamente poco plausibile (specie nel caso della Corsica), così come lo è a livello onomasiologico (LAVORAZIONE DEL LATTE, nello specifico: FORMAGGIO FRESCO DA LATTE DI PECORA E CAPRA). Molto più convincente risulta, invece, la proposta di Ernest Schüle, il quale suggerisce un'etimologia preromana, menzionata dal TLFi in un riassunto della storia della parola:
"D'apr. Brüch dans Z. rom. Philol. t. 35, p. 635, GAM. Rom.1t. 1, p. 369, t. 2, p. 38 et Gamillscheg dans Z. rom. Philol. t. 40, p. 148, ce groupe de mots est issu du got. *brǔkja « ce qui est brisé », dér. du got. gabruka « morceau » (FEIST, s.v. gabruka; KLUGE20, s.v. Brocken). E. Schüle dans Pat. Suisse rom., s.v. brochyè, estime au contraire qu'un terme got. peut difficilement s'être implanté dans le vocab. laitier des Alpes, et propose une base préromane *brottiare, d'orig. inconnue.”

('Secondo Brüch e Gamillscheg – si vedano rispettivamente il Z. rom. Philol. t. 35, p. 635, GAM. Rom.1t. 1, p. 369, t. 2, p. 38; e Z. rom. Philol. t. 40, p. 148 – questo gruppo di parole deriva dal gotico *brǔkja «ciò che è rotto», proveniente a sua volta dal gotico gabruka «pezzo di qualcosa» (FEIST, s.v. gabruka; KLUGE20, s.v. Brocken 'pezzo'). Nel Pat. Suisse rom., s.v. brochyè, E. Schüle ritiene, al contrario, che difficilmente un termine gotico si sia potuto introdurre nel vocabolario lattiero alpino, e propone, quindi, *brottiare, una base preromana di origine sconosciuta” (TLFi).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

BRUCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BRUGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

bruma (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/L'etimo latino di questo tipo di base è bruma con il significato iniziale di 'solstizio d'inverno'. Bruma è la forma composta di *brevŭma (brevissima dies 'giorno più breve' (cfr. Treccani: vedi bruma). Inoltre, significa "inverno" in senso generale e "gelo invernale" in senso stretto (vedi Georges: vedi anche bruma). Da qui il significato di "nebbia" si è sviluppato nella Romania occidentale, come in fra. brume, spa., por. bruma e cat. broma. È lo stesso significato per brume (cfr. FEW 10, 561-562 s.v. bruma), che inoltre è diventato metaforico per PANNA. La seguente forma ladina occidentale brama ha probabilmente ricevuto la sua vocale tonica sotto l'influenza del sinonimo crama.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)

BUCANEVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BUCA PER IL LIQUAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BUE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BURRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

/Il BURRO è il grasso del latte concentrato, solido e modellabile a temperatura ambiente. Prima di tutto per la produzione del burro, il LATTE viene lasciato fermo. La sostanza viscosa che si deposita sulla parte superiore dopo un certo tempo a causa del basso peso specifico è la sostanza altamente grassa PANNA. Questo viene scremato e mosso vigorosamente (battuto, timbrato o girato) in un contenitore (ZANGOLA) a temperatura ambiente finché il liquido (LATTICELLO) e i componenti solidi (GRASSO DEL LATTE) contenuti in PANNA si sono separati l'uno dall'altro. Infine, l'ammasso di grasso del latte viene lavato con acqua per rimuovere il più possibile i residui di latticello (i residui di latticello nel burro sono i principali responsabili dell'irrancidimento del burro). La sostanza solida lavata è infine il BURRO, che contiene circa il 20% di acqua e proteine oltre al grasso del latte. In Germania, il contenuto di acqua non può superare il 16 per cento, il che comporta ad un contenuto proteico approssimativo di circa il quattro per cento.

Il tipo di base butyrum (cfr. Georges] s.v. būtȳrum), dominante presente nell'area alpina è un antico prestito dal greco che designa già il concetto di burro in latino (cfr. anche: butyru(m)).
Tuttavia, il prodotto non sembra essere servito come alimento, ma piuttosto come cura e rimedio. Columella († intorno al 70 n. Chr.), che nel suo trattato sull'agricoltura (Res rustica, 7° libro, cap. 8) si occupa della lavorazione del latte in modo molto dettagliato (cfr. FORMAGGIO), non ne parla in questo contesto. D'altra parte, egli raccomanda il trattamento del dolore cronico (?) con burro liquido:
"Fere autem omnis dolor corporis, si sine vulnere est, recens melius fomentis discutitur; vetus uritur, et supra ustum butyrum vel caprina instillatur adeps." ([Bibl:Columella]] 1941, Libro VI, Cap. XII, p. 160).
In traduzione inglese:
"Almost all bodily pains, if there is no wound, can in their early stages be better dissipated by fomentation; in the advanced stage they are treated by cauterizations and the dropping of burnt butter or goat’s fat upon the place." (Columella 1941, Buch VI, Kap. XII, S. 161)

Gli altri tipi di base appartenenti al concetto di BURRO sono di interesse onomasiologico perché sono motivati in modi molto diversi:
  • per quanto riguarda la consistenza grassa e cremosa, (confrontare i tipi di base latini pĭngue(m) 'grasso' e ŭnguĕre] 'da ungere, da spalmare' con la variante *ungĕre;
  • sulla rincalzatura come processo di produzione (vedi tipo base lat. *pisiāre 'pestatura');
  • sul riversamento come tecnica elementare di conservazione (cfr. tipo di base ted. lardo del verbo fusione).

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Ester Radi)


(v. Wikidata Q34172)

BURRO CHIARIFICATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BUS - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

butyru(m) (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

L'etimo latino del tipo di base appare come poco problematico: si tratterebbe, infatti, di un prestito dal greco, alla base del quale vi sarebbe un composto delle parole tyrós (ὁ τυ̅ρός) 'formaggio' e boūs (ἡ βοῦς: si veda il latino bovis) 'mucca'.
La composizione di questa parola pone enfasi sul fatto che si parli di latte bovino; essa rimarca la peculiarità del prodotto, lasciando bene intendere che in origine il FORMAGGIOnon derivasse dal LATTE DI MUCCA. Nella cultura greca, infatti, il formaggio veniva tradizionalmente prodotto con il latte di pecora o di capra, e lo è tuttora (una testimonianza letteraria delle usanze greche è offerta dall'Odissea, nell'episodio 'Ulisse e Polifemo' [9,170-566; nello specifico, nei versi 244-247 si legge che il ciclope non possedeva bestiame, ma pasceva le pecore ai pascoli]).
Il termine greco τὸ βούτυ̅ρον si riferisce al concetto del 'grasso del latte' (τὸ πῖον τοῦ γάλακτος [si veda il Corpus Hippocraticum, raccolta di testi medici redatti presumibilmente tra il VI secolo a.C. e il II secolo d.C.]). Nel Corpus Hippocraticum si racconta di come la popolazione degli Sciti producesse il burro dal latte di cavalla (Corp. Hipp., Morb. 4, 20). Il metodo ivi descritto è simile a quello diffuso ancora oggi: pare, infatti, che gli Sciti versassero il latte di cavalla in una zangola (recipiente cavo in legno: ἐς ξύλα κοῖλα) e che poi lo scuotessero. Tuttavia, il Corpus Hippocraticum non fa menzione di come gli Sciti impiegassero il burro prodotto (se come genere alimentare o come rimedio curativo, ad esempio).
Così come nel Corpus Hippocraticum, anche in Plinio il Vecchio si esprime l'idea che la produzione e l'utilizzo del burro fossero usi tipicamente 'barbarici' (NH 28, 35: ''e lacte fit et butyrum, barbararum gentium lautissimus cibus et qui divites a plebe discernat''). Ciò potrebbe dipendere dal fatto che nell'area mediterranea era l'olio d'oliva ad essere impiegato come 'grasso alimentare' (utilizzo peraltro dominante ancora oggi). Greci e Latini non utilizzavano il burro come mezzo alimentare, bensì come rimedio curativo: da Ippocrate, a Celso, a Galeno, non sono, infatti, rare le attestazioni di βούτυ̅ρον/butyrum nella letteratura medica; perfino Plinio il Vecchio parlava dell'impiego del burro come mezzo terapeutico (contro il dolore al collo, ad esempio: NH 28, 52).
Oltre al neutro βούτυ̅ρον, in greco è presente anche la variante al maschile ὁ βούτυ̅ρος. In entrambe le forme l'accento si trova sulla terzultima sillaba (si tratta di parole proparossitone). Il latino sembra quindi aver adottato 'butyrum' dal greco.

Bisogna fare distinzione tra due varianti del tipo di base butyru(m) a seconda dell'accentazione:
  • butӯru(m), il termine latino parossitono dal quale proviene il tipo italiano butirro (si veda DELI 179);
  • bútyru(m), termine latino con accento iniziale proveniente dal greco βούτυ̅ρον; da questo si sarebbero sviluppati il francese antico e il francese odierno bure, così come anche il francese beurre. Questo tipo fu, inoltre, preso in prestito in italiano, risultando nel termine burro (si confronti DELI 178).
Meno chiara è, invece, la storia del prestito dalla lingua romanza al germanico. Bisogna porre l'attenzione alla variazione del genere del termine tedesco Butter: in alemanno e bavarese domina il tipo al maschile; tuttavia, nel SDS si attestano alcune forme al femminile e una addirittura al neutro. Stando al Kluge 166, il tipo al maschile si sarebbe sviluppato in un secondo momento, in analogia con il termine alemanno Anke, maschile, sinonimo di 'burro'; un primo sviluppo sarebbe, invece, da attribuire alla variante al femminile, la quale sarebbe risultata come femminile singolare attraverso il cambiamento di significato del neutro plurale latino in -a. L'antico alto tedesco butira si ricollegherebbe a questo fenomeno.
In un'ottica geolinguistica ed interlinguistica dell'area alpina, tuttavia, questa spiegazione è poco convincente, poiché nella zona linguistica bavarese del Tirolo il tipo al maschile costituisce un'area in comune con il tipo romanzo but'ir, anch'esso maschile e confinato al sud. È quindi molto più ragionevole riconoscere in questa forma un primario prestito sostratale, e considerare il tipo femminile die Butter ('LA burro') come variazione secondaria. Il mancato slittamento della dentale -t-, fa pensare che il prestito non sia troppo remoto (non risalirebbe a prima del VIII secolo d.C.), ma che sia avvenuto a conclusione della seconda rotazione consonantica.
Infine, sembra che il tipo butyrum in area alpina abbia preso il posto dei nomi provenienti dal latino unguere / *ungere ', ungere, ingrassare, lubrificare'.

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

cabane / capanna (roa f.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

/L'origine esatta di questo tipo non è chiara. In latino, capanna è molto raro e inoltre, è attestato solo molto tardi, cioè da Isidor di Siviglia (un'altra prova in Juvenalscholien intorno all'800). Si è ipotizzato che sia una parola celtica ([Bibl:FEW]]] 2, 244 s.v. capanna), ma non si può ottenere alcuna certezza al riguardo. Isidor deriva la parola, indiscutibilmente erroneamente, dal latino capere. Dice che una piccola capanna si chiama capanna perché può ospitare una sola persona (Origine, XV [De aedificiis et agris], 12, 2: "Hunc rustici capannam vocant, quod unum tantum capiat"). Nell'estremo nord del Piemonte il MALGARO si chiama capannaio tra gli altri.

Le varianti fonetiche di questo tipo morfo-lessicale possono essere raggruppate in tipi in base ai seguenti criteri:
(1) Varieta' di formulazione:
  • [k-] ottenuto; vedi fra. cabane;
  • [k-] palatalizzato:
    • [k-]; [ts-]; cfr. frp. tsˈăvănə
    • [k-]; [tɕ-]; cfr. engadino chamanna;
    • [k-]; [ʧ-]; cfr. frp. ʧavˈaːna
(2) Suoni della 2a sillaba in posizione intervocale:
  • [-p-] ottenuto; cfr. ita. capanna;
  • [-p-] indebolito:
    • - sonorizzazione [-p-]; [b-]; cfr. fra. cabane>/i>;
    • - sonorizzazione e spiralizzazione [-p-] > [v-];
(3) Voce finale:
  • [-a];
  • [-ə];
  • [-e];
  • [-o].

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Ester Radi)

CABINOVIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CACIAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CACIOCAVALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAGLIATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAGLIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Nella coagulazione a base di caglio si sfruttano le proprietà dei batteri lactobacillales (LAB – Lactic Acid Bacteria) al fine di indurre la fermentazione del lattosio. Il caglio è una miscela di enzimi i quali portano la caseina a separarsi dal latte, facendola depositare sul fondo. Nella produzione lattiero-casearia tradizionale, il caglio impiegato viene di norma estratto dallo stomaco dei vitelli, sebbene i COAGULANTI possano anche essere di origine vegetale, microbica o sostituiti da prodotti creati biotecnologicamente. Nella coagulazione a base di caglio, il fattore temperatura è determinante: il latte dolce, impiegato come materiale di partenza, viene riscaldato e mescolato al caglio, il quale fa sì che la caseina contenuta nel latte si coaguli. Dopo la fase di deposizione e quella di completa disidratazione, la quantità di materia gelatinosa da queste derivata si riduce durante la fase successiva. Prima che essa venga riposta negli stampi da formaggio, è possibile che venga aggiunto del sale. Divenuta solida, la massa viene lasciata ad asciugare ed è, infine, pronta per la stagionatura (crf. König 1893: 326-327; e ancora Rehm 1967: 93).

(auct. Myriam Abenthum – trad. Alessia Brancatelli)


(v. Wikidata Q326900)

*cala (lat) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Questo tipo di base "è diffuso come nome di luogo e appellativo su una vasta area nelle lingue del Mediterraneo occidentale" ([Bibl:FEW]] 2, 51, s.v. kala). Si tratta probabilmente di un tipo pre-indogermanico e sembra essere stato originariamente una denominazione per un luogo con significato di "posto protetto". Questo spiega cala 'baia' in italiano (ad es. siciliano) e in ibero-romanico (vedi FEW] ibidem). Nell'area di studio di VA la base è anche il nome di Val Calanca, una valle laterale del Misox/Misocco.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)

CALDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CALOPTERYX VIRGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CALORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMBIAMENTO CLIMATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMELEA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

camera (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Cfr. zimbar.

CAMINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMOMILLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMOSCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMPANA DELLA VACCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMPANELLINO DI PRIMAVERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMPANULA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMPEGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMPO ELETTROMAGNETICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANAPETTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANE DA CACCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANICOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANNUCCIA DI PALUDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANTINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANTINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

capănna(m) (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Questo tipo di base è rappresentato solo da un tipo morfo-lessicale:
Secondo FEW 2, 244-246 s.v. capanna], il latino capanna è costatato una sola volta (a Isidor); "la sua origine è incerta" (FEW 2, 244 s.v. capanna). Le forme con m- formano una variante alpina (vedi DRG 3, 236-239 s.v. chamona) . Sulla semantica delle forme roh. dice: "Nel significato di 'capanna, semplice, povera casa' l'odierno camona prende una posizione intermedia tra fam. baita DRG 2, 76 s. v. baita]) 'baracca, casa decadente, capanna scadente' e teja 'capanna, malga, baita' (vedi anche fögler (239).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)

CAPANNONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*cappellus (lat) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Questo tipo di base risale al lat. *cappellus 'un tipo di copricapo' ed è un diminutivo del lat. cappa 'cappello' (vedi FEW 2, 293 s.v. cappellus). Originariamente lat. *cappellus vari tipi di copricapo. Indossare cappelli era in realtà estraneo ai romani. Solo le persone semplici che lavoravano molto all'esterno indossavano cappelli di varie forme e realizzati con materiali diversi per la protezione. Dal latino *cappellus si sviluppano fra. chapeau, ita. cappèllo, roh. tśapé e anche per. tśapel. Secondo Kramer ([Bibl:EWD]] II, 153) la parola di base è lld. ćiapél 'cappello', una parola di pura eredità. Nella nostra zona si può trovare anche come nome per la PANNA MONTATA ([mappa *cappellus|mappa:2724]). Derivazioni dal lat. cappa potrebbero essere provate per i termini di schiuma sul sidro o sulla birra o per la pelle che si forma sul latte bollito (vedi EWD II, 275). Anche il diminutivo latino *cappellus ha sviluppato il significato metaforico 'schiuma' (cfr. EWD II, 291). Questo spiega perché *cappellus si trova anche come nome della panna montata; altrettanto motivata è la traduzione metaforica di cappellus.

(auct. Myriam Abenthum – trad. Ester Radi)

CAPRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

/"Mammifero di media altezza con pelo [corto] ruvido, bianco fino a marrone scuro/nero, con grande corna arcuate verso il fondo per il maschio ossia il piccolo, corna poco arcuate per le la femmina (che viene tenuta come animale domestico grazie al suo latte)" (cfr. Duden: s.v. Ziege).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)


(v. Wikidata Q2934)

CAPRIFOGLIO COMUNE O MADRESELVA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAPRIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAPSELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

caput (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Alla base c'è la parola latina caput 'testa'. In latino caput ha ottenuto la concorrenza da testa, in realtà 'vaso di argilla, frammento'. Nella maggior parte dell'area romanza, caput è stato abbandonato a favore di testa (vedi FEW 2, 334 s.v. caput). Tuttavia, viene usato nel suo significato fondamentale, in Lombardia, Italia meridionale, Toscana, Friuli, Grigioni, Romania, Catalogna, Francia sudorientale e nella regione ladina dolomitica (vedi ita. capo, lld. ćé o per ciâf; vedi DELI 1, 199-200; vedi EWD. II, 74-75). Già in latino caput era usato in molti modi metaforici, per esempio nel senso di 'il più alto, la punta, la cupola' (vedi Georges s.v. caput). Nell'area romanza delle Alpi si usano termini metaforici di PANNAS, perché la panna è ciò che si deposita sul latte; altrettanto motivato è il trasferimento metaforico di cappellus.

(auct. Myriam Abenthum – trad. Ester Radi)

CARBURANTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARCIOFO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARDO SPINOSSISSIMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARLINA BIANCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARPA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARPINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAR POOLING - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARRETTO DA FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARRIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAR SHARING - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARTOLINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARYOPHYLLACEAE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASARO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASA VACANZE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASCATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASCATA DI GHIACCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

caseāria (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/La derivazione di questo tipo dal lat. casearia(m), derivato aggettivale di caseus 'formaggio' non è problematica; DELI, 213 richiama ad un documento latino medievale casiera di Bergamo del 1145; al gsw. (alemannico) vedi Idiotikon s.v. chäseren. Nella regione alpina di lingua tedesca il tipo si trova spesso anche nei nomi dei singoli alpeggi (Kaser(alm)).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)

CASEIFICIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

caseu(m) (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/FORMAGGIO è generalmente indicato in latino come caseus 'formaggio' (vedi Georges, vedi caseus); Kluge vede un collegamento con il paleoslavo kvasŭ ‛lievito madre' e quindi favorisce l'origine indoeuropea. La parola latina è entrata molto presto nella lingua germanica (cfr. il goh. kāsi e ang. cēse, con vistosa palatalizzazione); secondo Kluge "[l]a parola latina [...] è presa in prestito dalla preparazione del formaggio caglio. In precedenza le tribù germaniche conoscevano solo il formaggio morbido (quark)" (478). Nello stesso romanzo, il tipo inizialmente dominante viene (vedi DéROM: s.v. */`kasi-u/] e FEW 2, 456-458 s.v. caseus) in gran parte sostituito, specialmente, dal tipo formaticu(m), che è esplicitamente motivato dal caseificio di caglio, più precisamente: dalla produzione di formaggio con un SOSTANZA, PER LA COAGULAZIONE, perché solo con questa tecnica è possibile modellare il formaggio, lasciarlo stagionare e conservarlo più a lungo (vedi fra. fromage, ita. formaggio ecc.) Il tipo caseus è stato conservato in ita. càcio ([Bibl:Treccani]] s.v. càcio), diffuso a livello dialettale, soprattutto in Toscana e nei dialetti dell'Italia centrale e meridionale (cfr. DELI I, 182), ma anche nell'area di studio di VerbaAlpina, sotto forma ladina ćiajó (vedi EWD II, 126) (vedi mappa del tipo base caseum). Nelle Alpi occidentali, invece, caseus non ha potuto imporsi fin dall'inizio contro la parola substrato pre-romana, presumibilmente gallica tomme / toma (f.) (roa.).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)

CASSONETTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASTAGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

cautum (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Questo tipo di base si fonda sul lat. cautum 'spazio chiuso', che appartiene al lat. cautus 'sicuro, messo al sicuro' (cf. Hubschmid 1950, 338; cf. REW], s.v. cautum). Parole affine romanze sono dolomitici ladini ćiàlt 'tettoia' (vedi EWD] II, 129) e per. ciôt 'porcile' (vedi FEW 2, 547 s.v. cautus).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)

CAVALETTO PER SECCARE IL FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVALLA O GIUMENTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVEDANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVEZZA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVOLAIA MAGGIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVOLFIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVOLINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CELIDONIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

cellārium (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Non è facile valutare la prevalenza delle forme appartenenti a questo tipo di base. Oltre al latino cellārium si ha anche l'origine del tedesco standard Keller, per cui si pone la questione se i rispettivi dati alemannici e bavaresi dell'area di studio debbano essere considerati come varianti provenienti dal tedesco standard, o se in essi si debbano assumere residui del substrato latino-romanico. La semantica parla indubbiamente a favore della spiegazione del substrato, poiché nella regione alpina germanica, come in romanico, domina il significato di 'stanza del latte, stanza/casa per la conservazione del latte e del formaggio' o anche 'capanna per la lavorazione del latte'. Questo significato è principalmente funzionale, per scopo, meno definito architettonicamente e quindi corrisponde molto di più al significato classico latino di cellārium, cioè 'dispensa, ripostiglio'] che al significato di 'seminterrato' dal tedesco standard cellārium. Anche in italiano cellaio indica piuttosto la dispensa; il 'seminterrato', invece, si chiama cantina. L'evidenza romanza mostra quindi una leggera specializzazione semantica con evidenza etnografica. Anche lo sviluppo del significato da "ripostiglio" a "cantina" è molto plausibile, soprattutto nel caso del vino, che spesso viene conservato in cantina. È molto improbabile, tuttavia, che il deu. Keller regredisca al 'ripostiglio per latte e formaggio', cioè esattamente al presunto significato antico delle forme romaniche vicine.
Tuttavia, la fonetica delle forme alemanniche e bavaresi è difficile, poiché non mostrano alcun riflesso della palatalizzazione romanza dell'iniziale [k-]. Tuttavia, questo problema non si pone solo per la Germania meridionale, ma per tutto lo spazio di prestito latino-romanesco/tedesco primitivo, come la coesistenza di varianti dislocati [deu. cipolla < Latino cēpŭlla; REW], 1820 s.v. cēpŭlla) e non dislocati (deu. cesta < latino cĭsta 'cestino', deu. vetch < latino vĭcia). In questo contesto, si noti anche il nome del fiume deu. Neckar < Latino Nicer (cfr. RE, XVII,1] e dKP] 4, 88), senza alcuna palatalizzazione. Questo nome, probabilmente, fu preso in prestito prima del 260-280 d.C., poiché le aree sulla riva a destra del Reno della Germania superior, compreso l'intero corso Neckar, furono abbandonate durante questo periodo; quindi, un terminus post quem per la palatalizzazione nell'Impero alpino settentrionale o, più prudentemente detto, per la sua applicazione generale. Infatti, vista l'età fondamentalmente alta della palatalizzazione romana, non è convincente discutere qui solo con il tempo del prestito. Piuttosto, si dovrebbe fare i conti con il fatto che varianti conservatrici e non spostate e innovative spostate, esistevano fianco a fianco per un lungo periodo di tempo durante il primo periodo romanico. Va notato che il plosivo non è sopravvissuto solo nel lontano sardo, che è stato romanizzato e isolato precocemente (cfr. i noti esempi come srd. kentu 'cento' lat. centu[m] ecc.), ma anche in lingua dalmata – in questo caso la distanza dal romancio alpino non è più molto grande (confrontare dalmata kapula < lat. cēpŭlla; REW], 1820 s.v. cēpŭlla).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)

CENGIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTAUREA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTAUREA MINORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTOPELLE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTOPIEDI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTOPIEDI, CON 15 PAIA DI GAMBE, VIVE SOTTO LE PIETRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTRO STORICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CEPPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

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CERFOGLIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CERRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CERVO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CERVONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

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CESENA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CESPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CESTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CESTO DELLA SPESA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CETONIA DORATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CHALET - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

chalet (roa m.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Originaria designazione alpina (si veda TLFi, chalet) penetrata nello standard francese per ragioni legate al fenomeno del turismo; la base del termine chalet è costituita da una derivazione diminutiva del termine pre-indogermanico *cala.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

chamona (roa f.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

/Questo tipo retoromanico è legato ai tipi morfo-lessicali fra. / ita. cabane / capanna (f.) (roa.), tutti risalgono al tipo di base capănna(m).

(auct. Stephan Lücke – trad. Ester Radi)

CHAMPIGNON - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

chaschöl (roa) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo morfo-lessicale corrisponde ad un diminutivo del latino caseus 'formaggio' e significava inizialmente 'piccolo formaggio'.
Come mostrato dalla carta interattiva, il tipo morfo-lessicale ha il generico significato di 'formaggio' soprattutto nell'area di lingua romancia (si veda DRG 3, 444-450, s.v. chaschöl), ma anche in una parte dell'area di lingua ladina (val Gardena) (cfr. cartina chaschöl). Al di fuori dell'area di ricerca di VerbaAlpina, invece, esso è presente nel veneziano (casuòla; cfr. EWD II, 126) e in occitano (cfr. FEW 2, 456, s.v. caseolus).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

CHIARORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CHICCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIASPOLE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICALA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICERBITA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICERCHIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICLAMINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICLOTURISMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICORIA SELVATICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICUTA VIROSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIELO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIMICE VERDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CINCIA DAL CIUFFO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CINCIALLEGRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CINCIA MORA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CINGHIALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIPIRACEE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIPOLLA CANINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIPRESSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIRSIUM ARVENSE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CITISIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIUFFOLOTTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIVETTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

clarus (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il termine latino clarus 'chiaro' vale qui come base e possiede metaforicamente il significato di 'diluito, annacquato': lo slittamento semantico verso il concetto di LATTICELLO è ragionevolmente motivato se si pensa alla sua consistenza acquosa e la sua poca opacità.
Forme analoghe sono attestate dal FEW, 2, 741 (s.v. clarus, 2, 739).

(auct. Myriam Abenthum – trad. Alessia Brancatelli)

clat (roa) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

/Il tipo morfo-lessicale roa. clat secondo AIS (mappa 576, voce 318], vedi commenti nella legenda) si riferisce al concetto RAMO, DELL'ABETE e denota il ramo di una conifera senza aghi. L'area di distribuzione di questo tipo è limitata alla località Forni Avoltri, in Friuli. Per questa località e per questo concetto, nell'AIS sono registrati tre attestazioni in lingua: klát, kláts, tláts. Etimologicamente questi dati possono essere spiegati con il tipo di base latino clādēs (vedi Georges v. 1, colonna 1187 s.v. clādēs), imparentato con il greco antico κλάδος (kládos), che significa "ramo".

(auct. Beatrice Colcuc – trad. Ester Radi)

CLUB ALPINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COAGULAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

coagŭlum (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Alla base di questo tipo troviamo il termine latino coagulum, il quale già in latino classico significava sia 'caglio' che 'latte colato', in senso metonimico. Il termine sopravvive ancora oggi in tutte le lingue romanze, ma i due significati si sono conservati solo in gallo-romanzo (si veda FEW, 2, 818 ff., s.v. coagulum). Nelle altre lingue romanze, infatti, il tipo di base si riferisce esclusivamente al concetto di 'coagulante', come ad esempio accade con il termine italiano caglio o con il romancio (sursilvano) cuagl, o ancora con il romancio dell'Engadina quegl 'caglio' (cfr. HWdR, 206; DRG, 4, 303, s.v. cuagl). Oltre al sostantivo, esiste anche il verbo coagulare.
Il verbo latino coagulare, inizialmente utilizzato in forma transitiva per indicare il 'portare alla coagulazione', fu usato a partire dal V secolo anche in forma intransitiva con il significato odierno di 'coagulare' ed è possibile trovarlo in tutta l'area romanza, come nel caso del francese cailler e dell'italiano quagliare (si confronti a tal proposito FEW 2, 816-820, s.v. coagulare).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

COBITE FLUVIALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COCCINELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CODA DI VOLPE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CODIROSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

cohortem (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Secondo quanto riportato dal piccolo dizionario latino-tedesco Georges, la definizione primaria del termine latino cohors è quella di 'rings eingezäunter Ort, der Hofraum, das Gehege, bes. fürs Vieh, der Viehhof', ('zona recintata, cortile o recinto, nello specifico per il bestiame e l'allevamento del bestiame'). Le accezioni di 'folla', 'schiera', e 'seguito', così come quelle più specifiche relative all'ambito militare ('decima parte di una legione', 'guardia del corpo', ecc.), furono generate attraverso un processo di tipo metonimico.
Nell'area alpina si è conservato il significato di base del termine ('freier Melk- und Schlafplatz um die Sennhütte', ovvero 'spazio aperto per la mungitura e luogo di riposo nei pressi del pascolo'); si osserva, per di più, l'evidente spostamento metonimico del vocabolo dall'effettivo spazio per la mungitura agli edifici montani (si veda l'analoga polisemia del tipo base malga).
Varro individua due plausibili derivazioni della parola cohors: secondo la prima ipotesi, essa potrebbe essere connessa al verbo coorior e designare, pertanto, il posto intorno al quale il bestiame 'viene radunato' (dalla traduzione di R.G. Kent [Varro. On the Latin Language, Volume I: Books 5-7. Translated by Roland G. Kent. Loeb Classical Library 333. Cambridge, MA: Harvard University Press, 1938]; questa accezione del termine è, però, difficilmente correlabile a quelle riportate dal Georges, o al significato primario del semplice oriri).
La seconda possibile opzione è che vi sia un rapporto con il termine greco χόρτος, il quale è di per sé perfettamente ricollegabile al latino hortus (Varro, De Lingua Latina 5,88: cohors quae in villa, quod circa eum locum pecus cooreretur, tametsi cohortem in villa Hypsicrates dicit esse Graece χόρτον apud poetas dictam). Difatti, tanto hortus quanto χόρτος hanno in origine un significato analogo a quello di cohors (su χόρτος si confronti Il. 11, 774 e 24, 640).

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

colare (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo base rimanda al termine latino cōlare, 'filtrare, colare', il quale deriva a sua volta dal latino colum 'setaccio, colabrodo' (si veda DELI 2, 250 f.). Oltre ad essere presente nella terminologia riguardante la lavorazione dei metalli, esso è diffuso come termine tecnico anche nella lavorazione di prodotti lattiero-caseari, usato in riferimento ai processi di filtrazione del latte; si confrontino i termini couler in francese, colare in italiano, cular nel romancio del cantone dei Grigioni, corè in ladino (con rotacismo di -l- in -r-) ecc.; (cfr. FEW 2, 877 s.v. colare).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

COLATA DETRITICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLEOTTERI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLLINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLOMBACCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLOSTRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLTURA CHE SI AGGIUNGE AL LATTE NELLA CALDAIA DA FORMAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLZA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COMPOSTIERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COMPRENSORIO SCIISTICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONSERVARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONSOLIDA FEMMINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONSUMO DI ACQUA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONTADINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONTENITORE, GROSSO, PER LA CASEIFICAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONTENITORE PER CONSERVARE IL LIQUAME, IN LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONTENT - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONVOLVOLO O VILUCCHIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CORNACCHIA NERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CORONA DI CRISTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CORRIDOIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CORTECCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COSTONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COTURNICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

crama (vor) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

L'etimo del tipo di base crama è di origine gallica. La prima attestazione risale al VI secolo ad opera di Venazio Fortunato; esso apparve nuovamente in una glossa e in alcune ricette mediche nel IX e nel X secolo. Il significato di questo tipo di base è in primo luogo quello di PANNA.
È interessante fare alcune considerazioni sullo sviluppo della parola negli affini francesi: nel francese antico è attestata, come prevedibile, la forma craime , 'crema del latte'; A partire dal XIII secolo, però, si registra in francese medio la forma cresme, indicante 'la parte più spessa del latte che viene a galla quando lo si lascia riposare per poi fare il burro' (si veda FEW 2, 1271.1274, s.v. crama. È qui necessario soffermarsi sulla s apparsa in questa forma, di cui un'odierna manifestazione è offerta dalla ê presente nell'ortografia standard del francese contemporaneo (crême); per spiegarne la presenza, bisogna infatti fare riferimento all'incrocio-interferenza con la parola ecclesiastica chrisma 'unzione', dal greco χρῖσμα.
Nel francese moderno si stabilì la forma crème, da cui fu presa in prestito la parola crema in italiano (si veda il DELI 1: 295).
Il tipo di base crama fu, invece, tramandato soprattutto nella lingua piemontese, nel lombardo e nel retoromanzo, sebbene vi sia stata una sostituzione data dalla sonorizzazione del suono iniziale cr- in gr-, un po' come accaduto nel sursilvano groma e nel romancio dell'Engadina gramma (cfr. HWdR, 381).
Il tipo lessicale tedesco Rahm è anch'esso da ricondurre al tipo di base crama; sulla base dei contatti linguistici in area alpina è possibile proporre una nuova forma di derivazione. Il Kluge 2011, s.v. Rahm offre una ricostruzione della storia della parola, da un punto di vista indoeuropeo:

"Rahm s, m 'panna', tedesco standard (XI sec.), alto-tedesco medio roum, basso-tedesco medio rōm(e). Dal germanico occidentale *rauma- m.panna’, si ottenne anche rēam in inglese antico; si nota l'apofonia, infine, nel ­nordico antico rjúmi.
Assumendo che si parta da *raugma-, allora il termine in lingua avestica raoγna- n., sarà comparabile con raoγniiā- f. 'burro'. Altra origine incerta.
La forma nel nuovo alto-tedesco si basa su una voce dialettale, nella quale il nesso vocalico ou dell'alto-tedesco medio si ridusse alla vocale ā. Nei luoghi in cui vi è una differenza semantica tra Rahm e Sahne, la parola si riferisce al concetto di 'panna acida'. Si vedano le derivazioni: entrahmen; abrahmen. Si rimanda, infine, al termine in nuovo nederlandese room." (Kluge 2011, Online v.s. Rahm 1)

In questo approccio, le relazioni dialettali non vengono prese in considerazione; tuttavia, è da tenere in conto il fatto che nella regione alpina romanza sono ampiamente diffusi il tipo francese crème e quello italiano crema (nello specifico a Sud del confine linguistico germanico-romanzo) (cf. cartina crama.

I corrispondenti tipi fonetici con le varianti vocaliche tonali [æ], [e], [o] e [a] rimandano comprensibilmente alla forma di partenza comune [a], l'innalzamento della /a/ tonica a [e], o anche in [æ] in sillaba aperta o l'arrotondamento di /a/ ad [o] prima delle labiali passa totalmente inosservato. Risulta così il tipo di base crama, di origine gallica, cioè celtica (si confronti FEW  2, 1271-1274, s.v. crama); questo termine è inoltre attestato in Venazio Fortunato (*540-600/610), il quale nacque a Valdobbiadene (area alpina sud-orientale, a Nord di Treviso).
Ora, sarebbe poco plausibile spiegare l'area in comune dei tipi tra loro sinonimi del tedesco Rahm e del romanzo crama come una fortuita coincidenza. Piuttosto, si dovrebbe ricollegare il tipo di base tedesco a quello gallo-romanzo.

La riduzione del suono latino-romanzo ad inizio di parola da [kr-] al tedesco [r-] è un fenomeno riconducibile al fatto che "la h- che precede consonante in lingua tedesca scomparve nel IX secolo" (FEW 16, 249, s.v. *hrokk), così come dimostrato dalle innumerevoli attestazioni di altre forme analoghe. È fuor di dubbio che, nei primi tempi di contatto linguistico tra germanico e lingua romanza, la variante [hr-] esistesse ancora: il francese froc 'saio', infatti, non è da ricollegare all'antico alto-tedesco roc, bensì a hroc, con una sostituzione della laringale da parte della fricativa labiodentale. Il Kluge aggiunge in proposito:

"Rock[.] sostantivo, maschile, tedesco standard (IX secolo), medio alto-tedesco roc, rok, alto-tedesco antico (h)roc, sassone antico rok [.] Da germanico occidentale *rukka- m.Rock’, anche frisone antico rokk. Le forme non germaniche sono comparabili con l'irlandese antico rucht'tunica', gallese rhuchen 'cappotto'. Il resto è poco chiaro.
Esiste anche una variante con hr- come suono inziale in sassone antico hroc, frisone antico hrokk, il quale ha probabilmente portato, tramite la mediazione del francese, al formarsi di Frack (cfr. Kluge 2011, online, s.v. Frack)]]. Si veda anche nuovo nederlandese rok." (Kluge 2011, online, s.v. Rock).

Allo stesso modo è possibile spiegare la coesistenza del termine inglese horse e del tedesco Ross, germanico *hrussa (cfr. Kluge 2011, s.v. Ross) e il tedesco röcheln accanto al  nuovo islandese hrygla 'sonagli in gola', lettone kraũkât 'tossire, sputare il catarro' dall'indogermanico *kruk- 'russare', 'rantolare', 'grugnire'  (si veda  Kluge 2011, s.v. röcheln e simili).


(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli | Beatrice Colcuc)

*crassia (lat) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo di base *crassia, 'grasso', è un nome collettivo relativo all'aggettivo latino crassius 'grasso', variante del latino classico crassus (si veda DELI 2: 517). A partire dal III secolo, questa variante sostituì pinguis, termine originariamente diffuso in tutto il territorio romanzo; quest'ultimo, tuttavia, si è conservato molto bene nell'area di ricerca di VerbaAlpina: si confronti, ad esempio, pench 'latticello' in lombardo o paintg 'burro' in romancio (si veda pinguĕ(m)). È verosimile che il suono iniziale (gr-) conservatosi nelle lingue romanze abbia subìto l'influsso del termine latino grossus 'grosso', non attestato in latino classico (si confrontino FEW, 2, 1277-1286, s.v. crassus e Georges s.v. grossus). È possibile, tuttavia, trovare sonorizzazioni analoghe anche altrove (cfr. ad esempio crama).
In area alpina si riscontrano sporadiche denominazioni della PANNA, intesa come 'parte grassa del latte', provenienti da questo tipo di base.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

CRESCITA VERDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CRESPINO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CROCIERE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CROCUS A DOPPIA FIORITURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CROSTA DEL FORMAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CROSTA, DI FERITA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

crŭsta (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo di base rimanda al latino crŭsta 'crosta', variante della forma classica con [uː] (cfr. Georges, s.v. crūsta). Esso designa la superficie dura e asciutta di un corpo in altre parti morbide e molle. Sia in latino che in altre lingue, il tipo si riferisce, ad esempio, alla crosta del pane. Risulta naturale lo slittamento semantico verso la designazione della 'crosta' del formaggio; esso non è però collocabile nel latino classico: si suppone, piuttosto, che lo spostamento di significato sia avvenuto in un secondo momento.

(auct. Myriam Abenthum | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

CUCCHIAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CUCINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CUCULO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CUFFIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CUMULO DI NEVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CUMULO DI TERRA CAUSATO DALLE TALPE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DAR DA MANGIARE AGLI ANIMALI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DEGUSTAZIONE DI VINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DEGUSTAZIONE ENOGASTRONOMICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DEMONTICARE, TRANSUMARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DEPURATORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DEPURAZIONE IDRICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DICEMBRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DIGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DIGITALE GIALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DISBOSCAMENTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DISCARICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DISERBANTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DITOLA GIALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DOMENICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DORMIRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DULCAMARA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ECOCENTRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ECO-HOTEL - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ECOLOGIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ECOQUARTIERE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ECOSISTEMA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ECO-TURISMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EDUCAZIONE AMBIENTALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EFFETTO, DEL RADON, SULLA SALUTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EFFETTO SERRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EFFICIENZA ENERGETICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Eimer (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Le attestazioni mostrano che le parole relative al tipo morfo-lessicale Eimer (in deu. standard 'secchio') indicano nell'area di ricerca di VerbaAlpina un 'recipiente per la mungitura', mentre con il termine Kübel (gem.) (sinonimo di Eimer), ci si riferisce all'effettivo concetto di 'secchio'.
Oltre che nelle attestazioni in lingua tedesca, è possibile trovare dei cognati linguistici del tipo anche nei dialetti slavi, con il significato principale di 'Eimer' ('secchio'); si vedano, ad esempio, i termini ajmar o ajmarelj, ejmpar, jempa, lambar e lempa (cfr. Karte Eimer). Nell'intera regione alpina orientale sono diffusi diversi esempi di parentela linguistica del tipo, soprattutto nei dialetti sloveni sotto forma di prestito linguistico. È proprio la realizzazione fonetica di /empar/ – la cui presenza si rivela tramite le attestazioni presenti nello SLA – a dimostrare la mediazione del tipo attraverso il bavarese, dove con Empa si indica allo stesso modo il concetto di 'secchio'. I dizionari (cfr. DWB: s.v. Eimer; EWBD: s.v. Eimer) rivedono nell'alto-tedesco antico eimbar (cfr. AWB: s.v. Eimer) una derivazione dal termine latino amphora, a sua volta preso in prestito dal greco amphoreús (cfr. Kluge: s.v. Eimer).

(auct. Markus Kunzmann)

ELICRISO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ELICRISO ITALIANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ELLEBORO VERDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ELMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EMISSIONI, IN ATMOSFERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EMOJI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ENERGIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ENERGIA EOLICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ENERGIA IDROELETTRICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ENOGASTRONOMIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EQUISETO DEI CAMPI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA CIPOLLINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA CIPRESSINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA CORNETTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA DI SAN GIOVANNI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA MEDICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA MORELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA TREMOLINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA TRINITÀ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA VETRIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA ZOLFINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERICA CARNEA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERMELLINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ESTATE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EST - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EUPHORBIA CHARACIAS - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EVONIMO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

excŏcta (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base corrisponde ad excŏcta, forma femminile del participio perfetto latino al passivo di excoquere , 'cuocere troppo'. Si tratta di una forma composta del termine coquere 'cuocere' e del prefisso ex- (cfr. DELI 5,1167). Il tipo di base è molto diffuso nel Nord Italia, più di quanto le attuali attestazioni riportate da VerbaAlpina lascino supporre (si veda FEW 3, 278, s.v. *excocta, e ancora Treccani s.v. scotta 2). La marcatura del tipo come ricostruito che si trova sul FEW e sul REW non par bene motivato perché il verbo lat. excoquere 'cuocere fuori' è bene attestato (cf. Georges, s.v. excoquo). Le forme tedesche del tipo di base, così come anche lo sloveno skuta, rappresentano in senso prototipico parole appartenenti al substrato romanzo nel campo della lavorazione del latte in area alpina. Approcci obsoleti, i quali cercavano una derivazione dall'alto-tedesco antico scotto nel tedesco schottlen/schütt(l)en con conseguenti prestiti nelle lingue romanze, sono qui da escludere, in quanto forme come il lombardo scoččia [skotʃa] possono essere ricollegate solo all'etimo excocta e non all'alto-tedesco antico scotto. Ѐ chiaro, dunque, che bisogna procedere al contrario nel ricostruire la storia del prestito, collegando il termine in lingua alto-tedesca alla lingua romanza (si confronti, in questo senso, Idiotikon VIII, 1563, s.v. Schotten e anche EWD, II, 200).
Si noti, tuttavia, la coesistenza di due tipi fonetici in ladino:
(a) il primo con [ʃk-] in posizione iniziale (si confronti [ʃkota] attestato a Livinallongo del Col di Lana), così come anche in friulano;
(b) il secondo con [tʃ-] in posizione iniziale (si confronti [tʃot(e)] attestato nel resto della Sella-Ladinia).
Ѐ possibile che quest'ultimo sia un prestito di ritorno dal bavarese del Südtirol (si veda EWD II, 199-200). Ecco come si presenta la stratigrafia:
romanzo ted. sloveno
valdost. (é)couette ita. scotta lad. tʃot(e) ← ← adstrato dial. Schotte(n) dial. skuta
↑ sostrato ↑ ↑ sostrato ↑
lat. excocta

Il tipo di base è degno di nota a livello semantico, in quanto ci fornisce un esempio caratteristico di polisemia metonimica: esso, infatti, si riferisce ai diversi prodotti ottenuti tramite la coagulazione del latte (o del siero del latte) mediante riscaldamento e bollitura prolungata (lat. EXCOQUERE), vale a dire la massa del formaggio, i liquidi estratti, così come anche la ricotta e le parti proteiche (sull'argomento cfr. VALTS IV, 204).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

exsūctus (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo di base rimanda al termine latino exsūctus 'succhiato, dissanguato, asciutto', al participio perfetto passivo (si vedano Georges, s.v. exsugo e FEW, 3, 342 f., s.v. exsuctus). Esso è correlato ai termini romanzi che esprimono il significato di 'secco' (ita. asciutto, pms. sü(i)t, roh. (Engadina) süt, cat. aixut, spa. enjuto, por. enxuto) e, ancora, a quelli inerenti al significato di 'magro, scarso' (ad esempio il termine ron. supt).
Per il progetto di VerbaAlpina sono significative alcune attestazioni rilevate in Friuli, indicanti il concetto di FORMAGGIO.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

FABBRICATO PER VACCHE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FABBRICATO, SEMPLICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAGGIUOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAGIANO DI MONTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAGIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FALCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FALCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FALCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FANELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARDELLO DI GRANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARE IL BURRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARE LE FUSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARE SHOPPING - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARFALLA DEL GELSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARFALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARFALLA NOTTURNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARFARA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARINELLO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARNIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FATTORIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAVA, GIOVANE, VERDE, DA MANGIARE INTERA, CON I SEMI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAVO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FEBBRAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FEGATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FERITA, PIAGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FERROVIA DI MONTAGNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIENILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIENILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIENILE SITUATO SUL PRATO DELLA MONTAGNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FINIMENTI DA TIRARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FINOCCHIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIOCCO DI NEVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIORDALISO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIOR DI CUCULO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIORRANCINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIORRANCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

flōrem (flōs) (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Questo tipo di base è molto interessante per la sua ampia polisemia. Si basa sull'etimo latino flōs, i cui significati fondamentali "fiore" e "rigoglio" sono in relazione metonimica e hanno prodotto numerosi significati metaforici e altri significati metonimici.
Partendo da 'rigoglio', flōs spesso denota LA MIGLIORE, BELLA PARTE DI UNA COSA, per esempio in latino flos aetatis 'il fiore degli anni, la forza della giovinezza, la giovinezza' (vedi Georges], vedi flōs), un'espressione che è sopravvissuta in romanzo (come in fra. la fleur de l'âge 'la gioventù'; cfr. FEW, 3, 630-638, s.v. flōs). Similmente motivati sono fra. fleur de la farine 'la partie la plus fine de la farine', ita. fior della farina, engadinisch flur d'farina o gsw. (svizzero-tedesco) Blume (cfr. FEW, op. cit.). Anche a partire da 'fiore' sono i significati che hanno a che fare con la SUPERFICIE, il PUNTO ALTO delle cose, come in fro., frm. à fleur de 'à la surface, au niveau de'.
Entrambe le dimensioni semantiche ("buono" e "sopra") forse insieme motivano la denominazione del concetto PANNAS, già sviluppato in latino (flos lactis "panna") e ancora ben documentato nell'area in esame (vedi anche ita. fior di latte "Rahm"). Di conseguenza, verbi come fra. défleurer o il neooccitano sanflurá, sonflurá 'abrahmen' (vedi FEW, loc. cit.) sono facili da capire.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)

FOGNATURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FOLAGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FOLKLORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORCONE DA FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORCONE DA LETAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORMAGGIO A PASTA DURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORMAGGIO DELLE ALPI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORMAGGIO DI CAPRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORMAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

/

osservazione preliminare

Questo concetto riguarda solo i prodotti lattiero-caseari costituiti dai solidi che derivano dalla prima separazione del latte (dovuta alla coagulazione). Dal liquido che si forma anch'esso (SIERO DI LATTE]), i solidi possono essere nuovamente ottenuti da una seconda coagulazione, che porta ad un prodotto lattiero caseario che è noto come ita.ricotta, gsw. (Alemannico) come Ziger e in tedesco a volte un po' fuorviante chiamato 'Molkenkäse': A differenza del formaggio vero e proprio, però, il RICOTTA] non contiene caseina, ma una proteina diversa ([albumina|https://de.wikipedia.org/wiki/Albumin]]).

storia dell'obiettivo


Nella HLS si sottolinea che il caseificio con caglio, che significa produzione di formaggio con l'aggiunta di un coagulante (che non deve necessariamente corrispondere all'animalesco caglio), probabilmente non si trova ovunque nella continuità antica: "Dal punto di vista linguistico (formaggio dal lat. caseus) è ipotizzabile che i Romani conoscessero l'arte della caseificazione dal latte grasso con caglio ad un formaggio grasso a lunga conservazione e salato e lo portassero attraverso le Alpi nelle regioni celtiche. Il formaggio era già nell'antichità un prodotto di esportazione alpino della Rezia. Con il ritiro della cultura romana, la produzione di caglio nell'area alemannica è scomparsa nel basso medioevo, ma le conoscenze produttive nelle zone romane sono probabilmente rimaste. Fonti dal XIII al XIV secolo provenienti dal Basso Vallese e dal Gruyère indicano che si produceva formaggio grasso. Ricerche archeologiche su insediamenti alpini temporanei (soprattutto nella Svizzera centrale) hanno portato alla luce strutture per la preparazione e lo stoccaggio del formaggio, come documenti sulla pressatura del formaggio, depositi di latte e formaggi costruiti secondo lo stile dei trulli, e fenditure rocciose che possono essere servite come magazzini. Sulle montagne del Glarner. Braunwald è stata scoperta una cantina di roccia con raffreddamento ad acqua. Il tipo di formaggio qui prodotto rimane sconosciuto". ([Dominik Sauerländer/Anne-Marie Dubler|http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/d/D13951.php]). Va notato, tuttavia, che esiste un'evidenza linguistica molto più ampia e anche diversa per una possibile continuità. Soprattutto, sembra che i Romani, dal canto loro, avessero già adottato particolari tecniche di lavorazione del latte da parte delle popolazioni alpine preromane. I nomi Senn, Ziger, Brente, Brente, Tomme sono ovviamente pre-latini. Un'altra parte è il latino (Schotten, Gebse, Käse; vedi Hubschmid 1951).  L'archeologia conferma oggi la grande età della lavorazione del latte alpino, in quanto fornisce "prove dell'effettiva agricoltura alpina alla fine del 2° o all'inizio del 1° millennio a.C.". ([Bibl:Reitmaier 2016]], 28; vedi anche Carrer 2012 e Carrer et al. 2016).
Un passaggio informativo per la lavorazione del latte romano e per alcune denominazioni pertinenti si trova nella Historia naturalis di Plinio; dopo che sono state menzionate le specie di latte di vari esseri viventi (tra cui l'uomo), si dice:

"[...] omne autem igne spissatur, frigore serescit. bubulum caseo fertilius quam caprinum, ex eadem mensura paene altero tanto. [...]
Coagulum hinnulei, leporis, haedi laudatum, praecipuum tamen dasypodis, quod et profluvio alvi medetur, unius utrimque dentatorum. mirum barbaras gentes quae lacte vivant ignorare aut spernere tot saeculis casei dotem, densantes id alioqui in acorem iucundum et pingue butyrum. spuma id est lactis concretior lentiorque quam quod serum vocatur; non omittendum in eo olei vim esse et barbaros omnes infantesque nostros ita ungui." (Plinius 1906, 11, 96, 238 f.)

In englischer Übersetzung:

"All milk is made thicker by fire and turned into whey by cold. Cow’s milk makes more cheese than goat’s milk, almost as much again from the same quantity. [...] The curds of the roebuck, hare and goat are praised, but that of the rabbit is the best, and is even a cure for diarrhoea—the rabbit is the only animal with teeth in both jaws that has this property. It is remarkable that the foreign races that live on milk for so many centuries have not known or have despised the blessing of cheese, at most condensing their milk into agreeable sour curds and fat butter. Butter is a foam of milk of thicker and stickier substance than what is called whey; it must be added that it possesses the quality of oil and is used for anointing by all foreigners and by ourselves in the case of children." (Plinius 1906)

Prima di tutto sperimentiamo qui il particolare apprezzamento di LATTE DI MUCCA (lac bubulum) per la produzione del formaggio. Inoltre, caseus viene messo in relazione con l'animalesco coagulum (vedi coagŭlum), che a questo punto può essere probabilmente solo CAGLIO]; caseus non è quindi un termine generico per i prodotti lattiero-caseari, ma per FORMAGGIO CAGLIO. caseus si pone anche in contrasto con acorem] iucundum e butyrum – a due prodotti che sono caratteristici dei barbaros (e quindi non dei romani). Queste due denominazioni non sono del tutto chiare; in fondo, non c'è nulla da dire contro l'interpretazione di butyrum come 'burro'. A quale tipo di prodotto a base di latte acido, tuttavia, si riferisce acorem iucundum rimane un po' discutibile; il pensiero di LATTICELLO sembra essere ovvio. Infine, Plinio cita siero come nome di SIERO DI LATTE; i cognomi corrispondenti sono ben documentati nel materiale di VA nelle Alpi occidentali del Piemonte.
Una descrizione più dettagliata della produzione di formaggio è data da Columella]. (7° libro, cap. 8); vi si menzionano, oltre al caglio animalesco, anche coagulanti vegetali (tra cui cartamo e succo di corteccia di fico), vasi (mulctra 'recipiente per la mungitura') e cestini per la formazione (fiscella, calatus, gabbie). Ma soprattutto, però, Columella descrive importanti fasi della caseificazione, in particolare la salatura, la pressatura e la formatura (vedi sotto). Egli sottolinea anche il particolare valore del formaggio conservabile e stagionato: "potest etiam trans maria permitti" ("può essere spedito via mare"; Columella op. cit. cap. 6).  

Definizioni generiche del concetto


Il tipo morfo-lessicale käse, che vale quasi esclusivamente nell'area di VA di lingua tedesca, risale senza dubbio al latino Käse, che invece trova solo pochissimi riscontri nell'area dell'VA di lingua romanza, cioè nel ladino dolomitico; più diffusi, soprattutto nella lingua romancia, sono i cognomi del diminutivo latino caseolus. Al posto del lat. caseus, il pre-latino, come sembra, celtico tuma nelle Alpi occidentali francesi e franco-provenzali domina nella regione romancia di VA, così come il latino formaticus, la cui inconfondibile motivazione deriva dal participio del latino formare che indica, che in origine doveva essere una denominazione specifica del formaggio sagomato e stagionato, che poi è stata generalizzata.
Poiché questo tipo di lingua sembra essere completamente assente nel mondo germanofono, si deve presumere che si sia diffuso in romancio solo dopo che il cambiamento di lingua in tedesco era avvenuto in gran parte nelle regioni alpine settentrionali e orientali. Lo sloveno sir "formaggio" continua ovviamente la denominazione di Plinio "siero", lat. serum, in significato metonimicamente spostato.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)


(v. Wikidata Q10943)

FORMAGGIO TENERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

formaticu(m) (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

ll tipo base formaticu(m) deriva dal lat. forma con significato di 'forma, recipiente'. L'origine è gallica e, in una prima fase, era in realtà solo un aggettivo per cāseus 'formaggio'. Entrambe le forme hanno dato il nome al formaggio a pasta dura modellato. Nel suo ulteriore sviluppo il sostantivo cāseus è stato abbandonato e l'aggettivo formaticum è stato sostantivato. È possibile supporre che questa parola sia molto antica dal momento che la prima attestazione di questa forma si trova in un glossario francese settentrionale dell'VIII secolo. Inoltre, anche la forma xbm. fourondec conferma le antiche origini. Questo suggerisce che questa parola si è imposta prima del passaggio da -aticu a -age. Oltre al cambiamento del suffisso, si può osservare anche una metatesi sulla base delle attestazioni nel francese antico, nel francese medio così come nel francese moderno. In francese antico è attestata la forma fromage ‘substance alimentaire qu'on obtient en faisant subir diverses préparations au lait caillé; masse de cette substance moulée en pain’. Il francese medio vede la presenza di due forme parallele: fourmage e froumage. Nel francese moderno, la metatesi si è infine risolta nella forma fromage. Dall'area galloromanza, tale forma è stata successivamente presa in prestito in numerose altre lingue romanze. In tutta l'Italia settentrionale si possono trovare forme come ita. formaggio, pms. furmágg, lmo. formai oder vec. formagio (cfr. FEW 3, 717-719 s.v. formaticum).. Nell'area ladina dolomitica, il tipo formaticum ha sostituito quasi ovunque il tipo cāseus. Il tipo cāseus, come mostrano la cartina 1217 dell'AIS e l'EWD (II, 126), è presente ancora nelle valli di Badia e Gardena con le forme ćiajó e ćiaujel (entrambe dalla forma suffissata caseolus). Il cambiamento del tipo di base lat. formaticu(m) può essere spiegato attraverso la combinazione parola-cosa in quanto, in questo caso, tale attestazione è stata motivata dal nuove modalità di produzione del formaggio con l'utilizzo di uno stampo per la tipica forma rotonda.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Beatrice Colcuc)

FORMICA, GRANDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORNELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FOSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FRAGOLA DI GIARDINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FRAGOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

fraìma (roa) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo morfo-lessicale qui illustrato è attestato nella cartina AIS 313 ("L'AUTUNNO") per la località bellunese di Ponte nelle Alpi (punto 336). Tra i dizionari di referenza il vocabolario Treccani è l'unico a riportare questo tipo. Tuttavia, la forma riportata da Treccani non si riferisce in generale al concetto AUTUNNO, quanto piuttosto all'espressione che i pescatori veneziani utilizzano per riferirsi al periodo dell'autunno, in cui i pesci lasciano la laguna per dirigersi verso il mare aperto. Da altri vocabolari è comunque possibile capire che il tipo in questione non è presente solamente nella parte meridionale del Veneto e in Ponte nelle Alpi, ma anche in altre varietà della provincia di Belluno, soprattutto in Agordino – ma anche nella vicina val di Zoldo – con significato di 'autunno' (vgl. Rossi 1992, 314, s.v. fardìma; Pallabazzer 1989, 189, s.v. ferdíma). È interessante notare che la forma qui brevemente commentata si estende da sud verso nord raggiungendo il territorio della cosiddetta Ladinia sellana senza superarne i confini (vgl. Blad s.v. auton).
Questo tipo morfo-lessicale appartiene al tipo di base lat. frigĭdus ('freddo') (FEW 3, 797).

(auct. Beatrice Colcuc – trad. Beatrice Colcuc)

FROGE DEL CAVALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FROSONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FRUTTO, DEL BIANCOSPINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUMARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUNGICIDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUNGO DA ESCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUNGO DELLA CARNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUNICOLARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUNIVIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FURETTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUSTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Gaden (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Nel tedesco standard odierno, e solamente in determinate regioni, il tipo morfo-lessicale Gaden si riferisce ad un ripostiglio o ad una struttura costituita da una sola stanza. Oltre ad avere questo significato, il tipo esiste come termine tecnico proprio dell'ambito architettonico e riguarda la parte laterale di una basilica comprendente le finestre (si veda anche toponimo Steingaden nel circondario Weilheim-Schongau nell'Alta Baviera).
Il termine è attestato in antico alto-tedesco come gadum o gadem, in forma neutra. Attraverso una parola dal significato di 'abbandonare' o 'lasciare vuoto' si aggiunse una relazione con parole di altre lingue indoeuropee del germanico *ǵhə-t-mo- per 'stanza libera, stanza vuota' (cfr. Kluge 2011, online s.v. Gaden). In danese, gade porta il significato di 'strada' (Duden s.v. Gaden).
Nell'area di studio di VerbaAlpina, la parola si trova di frequente nei composti, soprattutto nei dialetti alemanni svizzeri in cui con il termine ci si riferisce ad una singola stanza ('stanza per il latte', ad esempio, o 'stalla per il bestiame', 'fienile', 'granaio alpino') (vgl. Idiotikon s.v. gădem); nel Sudtirolo, invece, essa designa soprattutto il 'fienile'. Nella parte settentrionale del Tirolo, infine, si utilizzano forme con la parola Stadel'fienile'; cfr. anche Ore', lo spazio libero tra le case. Gaden o Gadem era considerato già nel XIX secolo un termine arcaico come attesta il Grimm'sche Wörterbuch. In questo periodo, tale parola era attestata sia nella sua forma neutra che nella forma maschile (cfr. DWB s.v. Gadem).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Alessia Brancatelli | Beatrice Colcuc)

GALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GALLINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GALLO CEDRONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAMBA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAMBERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAMBI E FOGLIE DEI CEREALI, TREBBIATI, SECCHI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GARANZIA, DI UNA BUONA QUALITÀ DELL'ARIA, ATTRAVERSO MISURE SPECIFICHE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAROFANO, SELVATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAS SERRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GATTO DELLE NEVI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GATTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAZZA LADRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GECO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Geiß (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Geiß è la denominazione principale per capra nell'area tedesca meridionale.

GELSO BIANCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GELSOMINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GEMMARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GENNAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GENZIANA MAGGIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Gepse (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Gepse/Gebse si riferisce a un contenitore rotondo di legno in cui viene conservato il latte (cfr. Idiotikon s.v. Geps(e), DWB s.v. Gepse). La parola è usata principalmente nei dialetti alemannici (cfr. cartina Gepse), e porta soprattutto il significato di 'recipiente per scremare' e 'recipiente per la scrematura'. Ci sono anche alcune prove per 'recipiente per la mungitura', 'recipiente per la formazione del formaggio' e 'recipiente per la trafilatura del latte'. Anche l'Idiotikon si riferisce ai significati di base 'recipiente per la conservazione del latte' e 'recipiente per il formaggio' (cfr. Idiotikon s.v. Geps(e)). Il lessema ha probabilmente avuto origine dall'alto-tedesco antico gebita, gebiza che stava per 'contenitore/scodella/ciotola' che a sua volta può essere ricondotto al lat. gabata (vgl. AWB, s.v. Gebita).

(auct. Marina Pantele – trad. Ester Radi)

GESTIONE, DEI RIFIUTI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GETTAIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GHEPPIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GHIACCIAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GHIACCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GHIAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GHIAIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIACINTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIAGGIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIARDINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIGARO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIGLIO ROSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIOGAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIRASOLE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIRINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIUGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIUNCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GOCCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GOLENA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRACCHIO CORALLINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRAMIGNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRAMINÀCEE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRANDINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRANOTURCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRESPINO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRILLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRILLOTALPA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRONDAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRONDAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GROTTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GUFO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GUFO REALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GUIDA ALPINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GUIDA TURISTICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

guieppé (roa) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo "encore inexpliqué" (APV/1, p. 36) sembra essere specifico di una parte della Valle d'Aosta. Nel commento contenuto nell'APV/1 esso viene descritto come "forme métathétique (*blik- > *glip-)" della base gall. *bligicare da cui derivano le forme del tipo bletsé 'mungere' di alcuni dialetti limitrofi (si veda questa mappa VA per la distribuzione: link). Dal punto di vista fonetico questa proposta non spiega la occlusiva sorda intervocalica [-p-]; si aspetterebbe una consonante lenizzata. La radice fa pensare a una etimologia germanica (gotica?), cioè a un tipo verbale conservato ad esempio nel verbo deu. wippen 'fare l'altalena a bilico' (cf. eng. to whip). Il movimento verticale, dall'alto verso il basso, delle mani durante la mungitura motiva bene il trasferimento semantico (cf. questo video).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Thomas Krefeld)

gumьno (sla) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo concetto di base slavo è già documentato nella sua stessa forma nel paleoslavo (crf. Cyrillomethodiana, s.v. гѹмьно). Nelle lingue standard slave di oggi si ritrova nel hbs. gúmno 'LUOGO PER TREBBIARE IL GRANO', rus. gumnó 'AREA PER TREBBIARE IL GRANO', ces. humno 'PAVIMENTO DELLA STALLA INDURITO/CEMENTATO PER TREBBIARE IL GRANO, pol. gumno 'EDIFICIO NEL QUALE SI CONSERVA IL GRANO PRIMA DI TREBBIARLO; PARTE DEL FIENILE, PAVIMENTO CEMENTATO SUL QUALE SI TREBBIA IL GRANO; FIENILE INSIEME AL EDIFICIO DI SERVIZIO'. Nel proto-slavo *gumьnȍ aveva significato di 'STANZA NELLA QUALE VIENE TREBBIATO IL GRANO'. Il concetto di base consiste nelle radici*gu̯ou̯-, 'BESTIAME' e *menH- 'CALCIARE, SCALPITARE, BIGHELLONARE', dunque il concetto proto-slavo *gumьnȍ 'STANZA NELLA QUALE IL GRANO VIENE CALPESTATA DAGLI ANIMALI' (cfr. SNOJ, s.v. gúmno).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

GUSCIO DI CHICCIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

HABITAT - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Hacke (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Oltre al tipo morfo-lessicale Beil (gem.) che si usa a ovest a est dell'area di ricerca tedescofona, risulta da dati crowd, che il tipo Hacke sia usato dalla maggioranza per il concetto di [Kommentar:C1140]]. L'interessante è che sembra divulgarsi in modo specificamente dialettale. Nell'area alemanna il concetto viene rappresentato dal tipo lessicale Hacke (gem.) mentre Hacke lo si trova nell'area di rilevamento bavarese. A Galtür (Tirolo), un luogo al punto d'intersezione dal tedesco al romanzo e luogo di passaggio tra l'area di ricerche bavarese e alemanna si trovano persino entrambe le denominazioni.

Secondo Kluge Hacke è una creazione strumentale dal verbo hacken (cfr. Kluge s.v. Hacke). Il tipo si limita alle lingue germaniche occidentali (ata. hackōn, atm. hakken, mhd./mnl. hacken, nl. hakken, aengl. -haccian, eng. to hack) (cfr. DWDS s.v. hacken). Hacke con significato di PARTE POSTERIORE DEL PIEDE manca sia nel tedesco meridionale che nel medio alto-tedesco, probabilmente a causa della parola Ferse che viene usata in cambio.

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

HASH/HASHTAG - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

hiša (sla) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo slavo nel significato di base CASA deriva dal pan-slavo, come ad esempio: kro. čak. hȋša 'CASA', tsch. chýše 'CASA, CAPANNA'. Il tipo ha una base germanica, da cui ha origine anche il tipo di base hūs (vedi SNOJ, s.v. híša). Nel contesto alpino, il tipo rappresenta anche concetti più specifici come FATTORIA, SOFFITTA, CUCINA, DORMITORIO e insieme ad aggettivi FIENILE (vedi Karte).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

HOTEL - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

hûs (goh) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Cfr. le attestazioni in alto-tedesco antico.

(auct. Thomas Krefeld)

hutta (goh) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Cfr. le attestazioni in alto-tedesco antico.

(auct. Markus Kunzmann)

IDROGENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

IMPATTO AMBIENTALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

IMPIANTO FOTOVOLTAICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INDUSTRIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INONDAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INQUINAMENTO ACUSTICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INQUINAMENTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INQUINAMENTO LUMINOSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INQUINANTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INSALATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INSETTICIDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INTARSIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INVERNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

IPOMOEA O RAMPICHINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

IPPOCASTANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

IRRIGAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ISOLA ECOLOGICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ISSOPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

iŭncus (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo di base proviene dal termine latino iŭncus 'giunco'. Esso si diffuse in molte lingue romanze dando origine all'italiano giunco, al piemontese gionch, al catalano jonc, allo spagnolo e al portoghese junco, e al francese jonc. A partire dal francese medio si svilupparono alcune denominazioni degli strumenti in giunco impiegati nella produzione del formaggio tenero, come ad esempio il termine jonchiere 'piccolo paniere in giunco per la preparazione del formaggio tenero' e jonchée 'paniere in giunco per la preparazione del formaggio tenero'. Il termine jonchée, però, significa anche 'formaggio preparato in un piccolo paniere' (si veda FEW , 5, 65-67, s.v. jŭncus), e lo stesso significato è attribuibile al termine italiano giuncata (cfr. Treccani, s.v. giuncata). Il mutamento semantico si spiega, qui, attraverso la combinazione metonimica di parola e oggetto cui essa si riferisce. Per il modellamento della ricotta o del formaggio, infatti, si utilizzano diversi utensili, così come anche piccoli cestini di giunco. La massa del formaggio viene posta dentro i cestini e successivamente messa a gocciolare su una apposita tavola, per poi essere spremuta a mano per eliminare i liquidi in eccesso (si veda a tal proposito Scheuermeier 1943: 41). È interessante che tali cestini vengano anche menzionati nell'episodio di Polifemo tratto dall'Odissea (si vedano nello specifico ταρσοί [Libro 9, 219] e πλεκτοὶ τάλαροι [Libro 9, 247]).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

Jauche (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Jauche nel senso di 'liquido maleodorante, concime liquido, acqua di letame' è diffuso principalmente nell'area dialettale bavarese sotto forma di Jauchn e Jauche. La parola trova la sua origine in gmh. Jus/Juche come 'brodo, zuppa' (vedi DWB, s.v. Jauche).

(auct. Marina Pantele – trad. Ester Radi)

kajža (sla f.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Nella lingua slovena standard, kájža indica una CASA PICCOLA o una CASA SEMPLICE ([cfr. SSKJ|https://fran.si/133/sskj2-slovar-slovenskega-knjiznega-jezika-2/3651800/kajza?All=kaj%C5%BEa&IsAdvanced=True&FilteredDictionaryIds=133#]). Nell'area di studio questo tipo rappresenta concetti come CASA, PERICOLANTE o CASA D'AGRICOLTURA (vedi mappa per kájža). Nel secondo significato il tipo appare per la prima volta nel XVI secolo. In DWB] si trova Keische] nello stesso significato e con l'osservazione che il tipo è diffuso dal Tirolo alla Carinzia e alla Carniola e anche nella Bassa Austria. L'etimologia del tipo non è chiara. Si presume che in tedesco si tratti di un vecchio prestito dallo slavo, che poi, nel corso della germanizzazione, è stato preso in prestito in slavo (vedi ESSJ I: s.v. hiša).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

Kessel (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

/La parola Kessel 'calderone' / 'caldaia' rappresenta nei dialetti tedeschi dello spazio alpino vari tipi di recipienti utilizzati nella lavorazione del latte. La parola Kessel può dunque denominare il recipiente per la produzione del formaggio oppure un qualsiasi contenitore per raccogliere il latte. Sembra che nello standard così come nei dialetti, la forma Kessel si riferisca a un recipiente di metalli, in quanto tra le forme attestate per il concetto SECCHIO, si trovano anche forme relative sia a Eimer sia a Kessel. Ciononostante, un RECIPIENTE PER LA PRODUZIONE DI FORMAGGIO non è mai indicato con forme collegate a Eimer dal momento che per riscaldare il latte è necessario un materiale ignifugo.

Il nhd. Kessel riporta al diminutivo dal lat. catinus (cfr. Georges s.v. catīllus), cioè catīllus. Il prestito dal latino deve essere stato precoce, dal momento che già nel gotico per un contenitore di metallo viene usato katil(s) (cfr. Wulfila, Mk 7, 4) come anche in tante altre lingue germaniche (cfr. DWB s.v. Kessel; DWDS s.v. Kessel; Kluge s.v. Kessel).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Beatrice Colcuc | Ester Radi)

kotel (sla m.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

/Qui si tratta di una parola panslavistica, che è già stata documentata nel chu. (cfr. KWKS, s.v. КОТÉЛЪ). Nelle lingue slave la si trova con significato di CALDERONE in pol. kociol, hrv. kòtao, rus. kotël, ces. kotel. La forma preslava *kotьlъ̏ deriva attraverso il germanico dal latino (cfr. Georges, Georges, s.v. cattillus).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

koza (sla) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base slavo è già documentato nei testi paleoslavi del Cinquecento. Il tipo risale al ide. *kag'ah2 (oppure *kog'ah2). È imparentato con il concetto got. hakuls MANTELLO (originariamente i mantelli erano fatti di pelle di capra), dum. hoekjin PICCOLO CAPRONE (cfr. SNOJ, s.v. koza).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

koza (sla) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo morfo-lessicale slavo koza nel suo significato di base CAPRA si trova in diverse lingue slave standard e microlingue (cfr. pol. koza, slk. koza, hsb. koza, dsb. koza, rus. коза , bel. коза , ukr. коза, slv koza, hbs. козаbul. коза ) e risale al comune tipo di base koza. Nell'area di studio di VA il tipo si trova solo nel ambito della famiglia delle lingue slave (vedi cartina koza).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

KRAPFEN - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Kreister (gem m.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

/Kreister denomina un semplice posto per dormire nell'edificio dell'alpeggio. Questo tipo di parola non si trova in nessuno degli atlanti linguistici della regione alpina di lingua tedesca (BSA, SAO, SDS, TSA). Solo Schmeller (cfr. kreisten) ne parla e solleva un pensiero in cui mostra il significato: "Che il kreister appartenga qui o là, che sulle Alpi tra l'Inn e l'Isar significa il letto di fieno della caseiera in una capanna alpina, non posso deciderlo." Per il resto, alla parola kreisten nei dizionari viene collocato solo il significato di gemitare con sforzo' (vedi TId. kreisten; DWB kreisten). Non è chiaro se le parole kreischen e kreißen usate oggi siano riconducibili ad essa.
È ipotizzabile una derivazione da lat. crista, che significa principalmente 'cresta del gallo'. L'etimologia, che da prima sembra essere opaca, acquista colore se si considera, che da essa derivano anche parole con il significato di 'panna' o 'cresta di montagna' (cfr. ita. cresta, fra. crète) e che potrebbero essere spiegate dalla componente semantica 'in cima'. Nelle semplici abitazioni alpine, i cofani in cui venivano conservati gli attrezzi venivano spesso utilizzati come dispositivi per dormire.




(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

Kübel (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Nei dialetti del tedesco superiore, Kübel è la comune designazione per i grandi recipienti destinati principalmente al trasporto di liquidi. Il termine ha anche il significato semplice di 'secchio', ma viene utilizzato in innumerevoli composti indicanti il concetto di ZANGOLA.
Testimonianze di Kübel in alto-tedesco antico sono attestate a partire dal X secolo nella forma kubilo (cfr. AWB: s.v. kubilo).
Specie nelle aree di produzione vinicola a sud delle Alpi, con il latino cūpa si designava un grande recipiente in legno. Dal Norditalia il termine giunse successivamente nell'area alto-tedesca e fu probabilmente preso in prestito tramite il provenzale antico *cubel, 'piccolo tino' (cfr. EWBD: s.v. Kübel), il quale non è attestato in questa forma, ma si presenta in derivazioni come cubelot o come cubellus in latino medio (si veda FEW 2, 1550 s.v. cūpa); ad esso si riallaccia anche il latino cūpella 'recipiente per bere, efa', indicato come etimo dal Kluge (cfr. Kluge: s.v. Kübel). Parole derivate da Kübel sono diffuse nell'intera area alpina orientale (cfr. Karte Kübel).

(auct. Thomas Krefeld | Markus Kunzmann – trad. Alessia Brancatelli)

Kuh (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

/Nell'area alpina tedescofona Kuh (mucca) è il tipo di parola, che rappresenta unicamente il prototipo 'bovino femmina'. Già dal ottavo secolo è documentato nel goh. kuo, però lo si trova anche nella forma poco invariata nel gmh. (cfr. DWB s.v. Kuh) e si presume che abbia una motivazione onomatopeica (cfr. DWB DWDS s.v. Kuh). Anche in altre lingue germaniche si riscontra la parola e per di più è documentato l'equivalente greco gr. boüs f./m., per le lingue celtiche inveceair. ; kymr. bu, buw, buyn (vgl. Kluge s.v. Kuh).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

lacciata (roa f.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

All'interno del territorio alpino, le varianti del tipo morfolessicale lacciata (con significato di SIERO DI LATTE) si estendono dal piemontese occidentale fino al ligure (cfr. cartina AIS 1218). Nel resto del territorio italiano, vi sono alcune forme simili attestate nei dialetti siciliani, calabresi e lucani. Dal punto di vista etimologico, tali forme sono da ricondurre al lat. *lactata(m). In questo caso, il nesso consonantico norditaliano -ct- si è sviluppato in un primo momento in -it- e solo successivamente, per palatizzazione di -t, è divenuto un'affricata palatale (cfr. Rohlfs 1966, 366). Le varianti presenti in Sicilia, Calabria e in Basilicata sono da considerarsi come resti galloromanzi delle colonie galloitaliche.

(auct. Beatrice Colcuc – trad. Beatrice Colcuc)

lăcte(m) (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base deriva dal latino lac 'latte', il quale è a sua volta un prestito dal greco *glact. γάλα (n.) o da γλάγος (n.; usato soprattutto in senso poetico, preferito probabilmente per questioni di metrica, e attestato ad esempio in Omero Il. II 471 e in Pindaro frg. 106) (cfr. Georges 2, 525 s.v. lac). Con il tempo, il genere della parola passò da neutro a maschile, risultando nel termine latino lăcte(m) (accusativo di lac [n.] = lac!). La maggior parte delle lingue romanze ereditò lacte(m), di genere maschile: si spiegano, dunque, il francese lait, l'italiano làtte, il friulano lait, il piemontese lait ed, infine, il tipo dolomitico làt (cfr. (vgl. FEW 5, 114 s.v. làt; vgl. EWD 4, 177; vgl. DELI 3, 655). Nell'area di studio di VerbaAlpina è, infatti, raro incontrare questa parola ereditata al genere femminile, come succede invece nella lingua veneta late (cfr. DéROM s.v. */'lakt-e/); al di là dell'area alpina, il tipo al femminile è diffuso soprattutto nella Francia meridionale e al nord della Spagna DéROM loc.cit.).
In alcune zone delle Alpi, come in Svizzera e nella regione storica della Savoia, in rifermento al concetto di ''latte'' si utilizzano parole provenienti dal latino *lacticellum , ovvero il diminutivo del termine lăcte(m) (si veda a tal proposito FEW 5: 114). È da qui che fu ad esempio preso in prestito il termine italiano latticèllo (si veda DELI 3: 655).
Anche alcune denominazioni del concetto di SIERO DI LATTE derivano dal tipo di base. Da un lato vi sono derivazioni tramite il suffisso -ata, le quali, però, si riferiscono a nomi collettivi; dall'altro si trovano spesso dei diminutivi del tipo di base, i quali comunque sottintendono l'idea che il siero ottenuto dalla lavorazione del formaggio non sia, in effetti, normale latte da bere. In francese, ad esempio, l'espressione petit-lait si riferisce al concetto di SIERO DI LATTE. Tradotto alla lettera significherebbe 'piccolo latte', ma proprio attraverso l'anteposizione dell'aggettivo petit 'piccolo', quest'espressione assume il valore di diminutivo (si veda FEW 5: 114).

(auct. Myriam Abenthum | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

LAGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAMIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAMPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAMPONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAMPREDA DI FIUME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAPPA BARDANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTE ACIDO, CRUDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTE DI CAPRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTE MAGRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTICELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTUGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAVANDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LE ACQUE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LECCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LEGNAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LEGNO DI PINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LEPRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LETAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LETTO DEL FIUME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LETTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LEVRIERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LIBELLULA DEPRESSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LIBELLULA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LICHENE ISLANDICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LICHENE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LIEVITO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LIGUSTRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LILLÀ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LINFA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LIQUAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LOCALE PER LA CONSERVAZIONE DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LOCANDA, IN CAMPAGNA, DOVE SI PUÒ MANGIARE E BERE, SPESSO ANCHE PERNOTTARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LODOLAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LOMBRICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

lonьcь (sla) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Questo tipo di base è già documentato nello slavo ecclesiastico. Nelle lingue slave di oggi lo si trova solo nello sloveno e per esempio in serbo-croato slv. lonec 'pentolone'; hrv., srb. lònac 'pentolone' (cfr. SNOJ, s.v. lonec). L'etimologia della parola non è chiara. Stando a ESSJ (II: 149) questo tipo deriva o dal grc. lēnós 'trogolo legnoso' o dal lat. lanx e grc. lekís, lakánē 'chiave'.

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

LUCCIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUCCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUCE DEL SOLE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUCERTOLA DEGLI ARBUSTI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUCERTOLA MURAIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUCHERINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUGLIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUMACA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUMACA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUNEDÌ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUPINELLA COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUPPOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MACCHIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MACINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MAESTRO DI SCI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MAGAZZINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MAGGIORANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

magiostra (roa) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

La diffusione di questo tipo morfo-lessicale è localizzata nelle Alpi occidentali, dal territorio delle Alpi lombarde fino alla pianura ligure ed emiliana. La stessa forma è attestata in alcune varietà della Francia centrale, della Provenza e dei Pirenei occidentali. La ricostruzione etimologica popolare, che ricollegava questo tipo all'etimo lat. maius è stata rifiutata (cfr. Pellegrini 1980, 79-80).

(auct. Beatrice Colcuc)

Mahd (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Nonostante la disposizione metodologicamente puramente espressiva dei tipi morfo-lessicali, il tipo gem. Mahd senza assegnazione di genere si riferisce alla voce Duden Mahd, die, die, che significa 'falciare, falciare l'erba, tagliare l'erba, raccogliere l'erba'. Anche se non esiste un sostantivo senza un genere in tedesco, la maggior parte dei dati crowd e alcuni documenti presi da fonti tradizionali sono quelli per i quali non viene dato un genere grammaticale. Al femminile Mahd si contrappone un significato neutro di 'prato di montagna' (vedi Duden s.v. Mahd). Nonostante la tipizzazione puramente formale, è necessario assegnare i documenti del crowd a un tipo morfo-lessicale adeguato, tenendo conto del concetto per il quale i crowder hanno fornito il documento, ad esempio il concetto RACCOLTA DI ERBA (cfr. Karte GRASERNTE).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

MAIALE, MASCHIO, CASTRATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MALTEMPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MAMMELLA, DI VACCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANDORLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANDRIA, GREGGE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANGIATOIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANICO CENTRALE DELLA FALCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANTIDE RELIGIOSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANZO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MAPPA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARASSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARGHERITA DEI PRATI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARGHERITINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

marmolada (roa f.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo morfo-lessicale, che viene commentato di seguito, è documentato secondo mappa AIS 426a, 315 ad Arabba (comune Livinallongo del Col di Lana). Si tratta di una denominazione per il concetto GHIACCIAIO. La parola è anche elencata in Blad s.v. marmolada con lo stesso significato.
La Marmolata è con i suoi 3343 m.s.l.m. la montagna più alta delle Dolomiti. Il suo versante settentrionale è coperto da un ghiacciaio, che un tempo arrivava quasi fino al Passo Fedaia (2057 m.s.l.m.), ma oggi è limitato alla parte più alta della montagna.
Anche in Tagliavini 1934] (202) e in Pult 1947. (41 ), la parola marmolada è indicata come "ghiacciaio" nel dialetto di Livinallongo del Col di Lana. Il termine si riferirebbe quindi principalmente alla suddetta cima dolomitica, mentre il significato di "ghiacciaio" potrebbe essere il risultato di un processo metonimico. In questo caso, però, è opportuna la seguente osservazione: la Marmolata è una montagna molto imponente, situata tra i comuni di Livinallongo, Canazei, Rocca Pietore e Falcade 2814. Di conseguenza, negli idiomi vicini (almeno a Canazei, perché Rocca Pietore e Falcade non rappresentano punti di elevazione AIS) ci si potrebbe aspettare la stessa parola o le stesse varianti. Tuttavia, la carta AIS mostra il tipo marmolada nella sola Arabba, che significa 'ghiacciaio'. A Penia presso Canazei sono documentati (p. 313) /ˈʤaʧɐ/ e /ʤaʧˈoŋ/ (cioè il tipo morfo-lessicale glace (anche con suffisso -on) (roa. f.), mentre emerge nella Zuel un po' orientale a Cortina d'Ampezzo]. (p. 316) /ˈʒatso/ (tipo morfo-lessicale ghiaccio roa. m.)
Nonostante l'evidenza della letteratura in materia sopra menzionata GHIACCIAIO, è chiaro dalle nostre indagini a Livinallongo del Col di Lana che Marmolada è conosciuto solo come il nome della montagna nella zona in esame. Purtroppo, il crowdsourcing al momento non fornisce alcuna prova per il comune di Livinallongo e il concetto GHIACCIAIO, tuttavia le persone intervistate sono tutte madrelingua del dialetto in questione. Sembra quindi giustificato porsi la domanda sulla legittimità del documento linguistico marmolada. Da un lato, si può avanzare l'ipotesi che la parola marmolada, che è documentata nell'AIS, sia il risultato di un malinteso sorto nel corso della raccolta dati: mentre l'esploratore voleva sapere quale parola si usa per GHIACCIAIO in dialetto, l'informatore potrebbe aver dato il nome della montagna per errore. Sulla base del discutibilissimo record AIS (Volume III, 1930), Tagliavini 1934 e Pult 1947 avrebbero potuto scrivere i loro commenti, e Masarei ([Bibl:Blad]) avrebbe potuto scrivere la sua voce nel dizionario. D'altra parte si potrebbe anche supporre che la parola fosse ancora comune per GHIACCIAIO all'inizio del XX secolo, quando furono condotte le indagini dell'AIS, ma che oggi non è più conosciuta. Tra le persone che abbiamo intervistato c'erano anche relatori anziani che hanno anche affermato di non aver mai sentito o usato la parola marmolada/em> che significa "ghiacciaio". La prima ipotesi sembra quindi più plausibile.

(auct. Beatrice Colcuc – trad. Ester Radi)

MARMOTTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARZO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

mascarpa (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/Vengono discussi diversi approcci per l'origine del tipo base mascarpa. In DEI] (2380) mascarpa è associato al lat. mascarpiō, -ōnis 'masturbatore', che si basa sul verbo ricostruito *manū scarpere 'prendere con la mano, prendere con la mano', da cui a sua volta deriva mascherpa. Il DELI (3: 726) respinge questa possibilità con riferimento all'ordine cronologico delle attestazioni. Hubschmied 1936 suggerisce un'altra spiegazione Cost.] Attribuisce il mascarpa 'Ziger', usato in Lombardia, nel Piemonte orientale e nelle province di Piacenza e Parma, all'origine celtica. Sulla base della parola celtica skar- 'separare, divorziare' ricostruisce *skarpā- nel senso di 'separazione, divorzio'. Poiché in molte lingue la denominazione del rapporto per PADRE e MADRE viene trasferita figurativamente a PRODUTTORE, CAUSA, quindi ad esempio in tedesco il desiderio è spesso il padre del pensiero o lat. omnium malorum stultitia est mater e analogamente in irlandese mac 'figlio' è usato per designare il PRODUTTORE o l'ORIGINE, ad esempio mac mallachtain 'diavolo' (lat. filius maledictionis), macc-alla 'eco' – letteralmente 'figlio della roccia' – o mac-órna 'whisky', che tradotto letteralmente significa 'figlio dell'orzo'. Sulla base di ciò, egli ipotizza che anche il celtico avesse tali metodi di formazione della parola e ricostruisce un cel. */em> o *makko-, che avrebbe poi potuto portare a *mapo-skarpā o *makko-skarpā "figlio del divorzio, prodotto del divorzio". Egli sostiene quindi la sua ipotesi onomasiologicamente, perché la mascherpa nasce come prodotto del divorzio del siero di latte in liquidi e solidi rimanenti (cfr. Hubschmied 1936: 100-102).  Attualmente lmo. mascarpón (cfr. Treccani s.v. [[mascarpóne) è un tipico formaggio lombardo prodotto con l'aggiunta di panna dolce e con un alto contenuto di panna. Partendo dalla lingua lombarda, la parola ha trovato la sua strada anche in altri dialetti italiani (cfr. DELI 3, 726).

(auct. Myriam Abenthum – trad. Ester Radi)

MASTELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MATTINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MELA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MELISSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

melkan (goh) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Cfr. le attestazioni in alto-tedesco antico

(auct. Thomas Krefeld)

MELO COTOGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MELO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MEME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MERENDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MEZZALUNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MICROPLASTICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MIGNATTA, SANGUISUGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MILLEPIEDI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MIRTILLO BLU - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Mist (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo morfo-lessicale Mist (sterco) lo si trova specialmente nell'area alpina bavarese e alemanna. Il significato di base è 'sterco', cioè l'escremento mischiato alla paglia o il fieno' (cfr. Duden s.v. Mist) ossia 'Kuhdreck' sterco di vacca. Gli atlanti linguistici (cfr. Idiotikon s.v. Mist, DWB s.v. Mist) offrono una moltitudine di alternative: Mist dunque non ha solo il significato di 'sterco di mucca', benché 'sterco di animali e umani', putrescente', 'concime' e 'letamaio'. Oggi il lessema Mist deriva dal ags. meohx/meox che sta per 'immondizia, maceria' (cfr. DWB s.v. Mist).

(auct. Marina Pantele – trad. Ester Radi)

MISURE, PER LA RIDUZIONE DEL RUMORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MOBILITÀ, ELETTRICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MOBILITÀ SOSTENIBILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MOMENTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MONTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MONUMENTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MONUMENTO NATURALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MORELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MOSCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MOSCARDINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MOTOSLITTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MOUNTAINBIKE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

muaglia (roa f.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

/Il tipo morfo-lessicale muaglia, diffusa soprattutto nei Grigioni e nella vicina Lombardia, designa o la singola MUCCA o anche la MANDRIA DI BESTIAME, anche se ad esempio l'esistenza di una "Societad d'allevamaint da muaglia bovina" a Celerina/Schlarigna (presso St. Moritz) indica, che ciò non significa specificamente una MANDRIA DI MUCCHE, ma in generale una MANDRIA DI ANIMALI (PRODUTTIVI).
Poiché muaglia non si riferisce solo all'individuo, ma anche al collettivo e neanche solo alla *MUCCA*MANDRIA, è impossibile associare il tipo con il lat. mulgēre, MUNGERE. Piuttosto, è stato stabilito un collegamento dal lat. mōbilia (n. Pl.) (FEW6, 3: 1 s.v. mobilis]) che sembra più probabile. Il termine si riferisce quindi alla mobilità del bestiame e deve essere inteso come un complemento ai beni immobili. Anche la parola muvel (m.) (roa.) che riscontriamo nella Bassa Engadina, si riferisce al BESTIAME, e per di più viene associata al latino mōbilis (FEW loc. cit.).

(auct. Stephan Lücke – trad. Ester Radi)

mucca (roa f.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Secondo Treccani], il tipo morfo-lessicale mucca (roa. fem.), che designa esclusivamente la MUCCA LATTIFERA, proviene originariamente dalla Toscana, ma è oggi diffusa in tutta Italia. Come origine della parola la Treccani dà la parola svizzero-tedesca Mugg, che originariamente indicava le mucche vendute alla fiera di Lugano (come già Tommaseo/Bellini, s.v. mucca). La parola svizzero-tedesca è apparentemente collegata al verbo muggen, che significa tra l'altro MUGGITO della mucca (Idiotikon s.v. mugge[n]).

(auct. Stephan Lücke – trad. Ester Radi)

MUCCHIO DI FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MUFLONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Mugg (gem) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

/La parola tedesco svizzero Mugg denomina la MUCCA. È in relazione con il verbo muggen, che fra l'altro viene usato anche per il MUGGITO della mucca (Idiotikon s.v. mugge[n]). Può essere che la parola è stata introdotta nel toscano mediante il contatto linguistico al mercato di bestiame a Lugano (dal 1513) e ha formato l'origine al posto della parola volgare italiana vacca del tipo morfo-lessicale mucca (f.) (roa.) come denominazione per la VACCA DA LATTE. La legenda dell'AIS cartina 1042 indica espressamente che a Siena (Punto AIS 552), le vacche da latte sono spesso "di origine svizzera" (cfr. anche il commento più dettagliato relativo a mucca (f.) (roa.)). L'Idiotikon assegna la parola, come anche il diminutivo Mûggeli, al linguaggio infantile.

(auct. Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc | Ester Radi)

MUGHETTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MULATTIERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

mŭlgēre (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base rimanda al termine latino mŭlgēre 'mungere' (si confronti anche con il termine greco 'ἀμέλγω', sebbene l'alfa iniziale potrebbe essere interpretata come prefisso, di cui in ogni caso non sarebbe chiara la motivazione). Gli equivalenti romanzi, come ad esempio l'italiano mungere (si veda Treccani, s.v. mungere o il ladino mùje (si veda EWD IV, 488) presuppongono, però, un cambio di coniugazione verso mŭlgĕre ed un mutamento da -l- a -n-.
Una connessione con Malga sarebbe molto plausibile dal punto di vista semantico; a causa dell'altra vocale tonica, però, risulterebbe foneticamente problematica.
Il termine tedesco melken sarebbe, secondo il Kluge (614), da ricondurre all'indoeuropeo *melǵ- 'mungere' – così come anche il latino 'mulgere' e il greco 'ἀμέλγειν'.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

MULINO PER MACINARE IL CRUSCHELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MUNGERE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MUNGITRICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MUSERUOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

muvel (roa m.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Come anche il termine muaglia (f.) (roa.) (MANDRIA DI ANIMALI, MUCCA), diffuso in Engadina e nelle zone limitrofe della Lombardia, il tipo morfo-lessicale muvel è collegato al lat. mobilis alludendo al fatto che i bovini sono beni mobili.

(auct. Stephan Lücke – trad. Ester Radi)

NARCISO GIUNCHIGLIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NARCISO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NATURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NAVETTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NEBBIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NEGOZIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NEMBO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NESPOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NEVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NIDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NINFEA BIANCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*nīta (vor) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo di base è diffuso sia nella lingua tedesca parlata in Svizzera (si veda il termine Nidel 'panna, strato di panna sul latte cotto'; nell'Idiotikon s.v. Nidel), che in ladino (nìda ‘Buttermilch’; cfr. EWD V: 49-50; cfr. Blad s.v. nìda).
L'ipotesi di un prestito dalla lingua romanza a quella tedesca appare poco plausibile; è più facile ipotizzare, piuttosto, la possibile presenza della forma pre-latina *nīta (si veda a tal proposito Jud 1924: 201-203).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

NOCCIOLAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NOCCIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NOCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NONTISCORDARDIMÉ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NORD - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NOVEMBRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NUVOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Odel (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il lessema Odel nel significato di 'letame, liquame, concime liquido' si trova nella regione alpina di lingua bavarese nelle forme Odl, Otl, Atl oppure Ol. Ai tipi morfo-lessicali Adel del DWB e a Odel nel Duden e nel BWB viene assegnato lo stesso significato ('Jauche') (vedi DWB s.v. Adel, Duden s.v. Odel, BWB s.v. Odel). Anche se l'etimologia della parola sembra non essere chiara, ci sono delle somiglianze nella lingua svedese, dove il verbo adla/ala esiste nel significato 'urinare', esattamente come nella lingua valacca (vediDWB s.v. Adel). Anche il verbo inglese to addle , che significa 'diventare pigro/marcire', potrebbe indicare un'origine comune dal germanico.

(auct. Marina Pantele – trad. Ester Radi)

OGGETTO O FENOMENO NATURALE, DALLA FORMA ALLUNGATA, APPUNTITO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OGGI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OLEANDRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OMBRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ONTANELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ONTANO VERDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORBETTINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORDINAMENTO TERRITORIALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORNIELLO O ALBERO DELLA MANNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORTO BOTANICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORTOLANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORZO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OSSIURO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OSTELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OTTOBRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OVEST - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PAESAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PAGAMENTO, PER L'UTILIZZO DI ENERGIA IDROELETTRICA, PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PALESTRA DI ARRAMPICATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PALESTRA DI ROCCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PALUDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PAN DI CUCULO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PANE IMBURRATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PANETTIERE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PANNA DA MONTARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PANNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

/Se il latte viene lasciato riposare per un periodo di tempo più lungo, la materia grassa del latte, che ha un peso specifico inferiore a quello dell'acqua anch'essa contenuta nel latte, si deposita sulla superficie del latte e vi forma uno strato che cresce costantemente fino a un certo punto, noto in tedesco come crema del latte o panna. Il prerequisito è che il latte sia latte crudo non trattato. In particolare il processo di omogeneizzazione del latte modifica la struttura del grasso del latte e rallenta o ostacola la cosiddetta scrematura. Nei moderni stabilimenti lattiero-caseari la panna viene prodotta utilizzando centrifughe. Tradizionalmente, però, il latte veniva riempito a questo scopo in contenitori per lo più piatti e poi lasciato riposare per qualche giorno in un ambiente fresco. Dopo che la panna si era depositata, veniva poi scremata dal latte con gli appositi strumenti. A quanto pare la produzione di panna era originariamente utilizzata esclusivamente per la produzione di burro. Questa ipotesi si basa su una spiegazione dell'AIS ([mappa 1203|https://www3.pd.istc.cnr.it/navigais-web/index.htm?map=1203]), secondo la quale nell'area di indagine dell'AIS le creme si trovano esclusivamente nelle zone in cui è stato prodotto il burro.
È possibile che Erodoto abbia già descritto la produzione di panna da parte degli Sciti. Si dice che mescolavano il latte di giumenta ed estraevano la sostanza da loro più pregiata (4,2 ed. Godley ed. Loeb: ἐπεὰν δὲ δὲ ἀμέλξωσι τὸ γάλα, ἐσχέαντες ἐς περιστίξαντες ξύλινα ἀγγήια καὶ κοῖλα κοῖλα ἀγγήια καὶ ἐπιστάμενον τὰ τὰ αὐτοῦ τοὺς τυφλοὺς δονέουσι τὸ γάλα, αὐτοῦ τὸ μὲν αὐτοῦ ἐπιστάμενον ἐπιστάμενον ἀπαρύσαντες ἡγεῦνται εἶναι ἑτέρου τιμιώτερον, τὸ δ᾿ ὑπιστάμενον ἧσσον κατὰ τοῦ ἑτέρου ἑτέρου. τούτων μὲν εἵνεκα ἅπαντα ἅπαντα τὸν ἂν ἂν οἱ Σκύθαι Σκύθαι- "Quando hanno munto, versano il latte in contenitori di legno cavi. Mettono gli schiavi ciechi intorno a loro e li lasciano mescolare il latte. Qualunque cosa ci sia in cima viene scremato. Questa parte la considerano più preziosa di ciò che si deposita sul fondo. Così ora gli Sciti acciecano chi catturano". [Übers. J. Feix]). Se parliamo davvero della produzione della crema, la descrizione errata della procedura e la mancanza di un nome specifico per il prodotto rende chiaro che Erodoto non conosceva né la procedura né il prodotto. Anche nel corso della storia la PANNA sembra essere rimasta sconosciuta agli antichi greci. In ogni caso, sembra che non ci sia un nome greco antico per questo concetto ([http://www.perseus.tufts.edu/hopper/definitionlookup?q=cream]). In latino c'è un nome per il RAHM (Georges] s.v. cramum), ma il vocabolario corrispondente, crama appare molto tardi, nel VI secolo n.. Chr. a Venanzio Fortunato, cosicché si può presumere che anche nell'area culturale romana la PANNA e tutti i prodotti successivi, come soprattutto il burro, non siano stati utilizzati per molto tempo o almeno non siano stati prodotti da soli.

(auct. Stephan Lücke – trad. Ester Radi)


(v. Wikidata Q13228)

PANNELLO FOTOVOLTAICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PANNELLO SOLARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pannus (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base risale alla designazione latina del concetto di PANNO, PEZZA (si veda Georges s.v. pānnus), conservatasi con questo significato anche in italiano (cfr. a tal proposito il Treccani s.v. panno).
È comprensibile lo sviluppo del termine nell'accezione di 'pelle, strato che si forma sulla superficie di un liquido quando esso si raffredda o quando viene lasciato asciugare all'aria'. Così si spiegano anche il termine l'italiano panna ed il friulano pane  'panna', poiché la panna affiora sul latte a formare una sorta di ''coperta'', se la si lascia riposare (cfr. DELI 4: 871, Treccani s.v. panna e la derivazione del verbo pannare 'fare la panna'). Un'altra metafora analogamente motivabile è quella di tēla.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

PAPAVERO DOMESTICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PAPERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARASSITI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARAVALANGHE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARCO AVVENTURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARCO URBANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARETE, RIPIDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARTE DEL FINIMENTO, IN CUOIO, PASSA SOTTO LA CODA DEL CAVALLO, IMPEDISCE AL PALO DI SALIRE SUL GARRESE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARTE DELLA PIANTA, ORGANO RIPRODUTTIVO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARTICOLATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PASCOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PASSEGGIATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pasteur / pastore (roa m.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo morfo-lessicale comprende due tipi fonetici comuni in tutta la Romania, [p'astor] e [past'ore], che si basano su un identico tipo di base pāstor (vedi Georges] s.v. pāstor). Rimane il significato originale di "pecoraio, pastore", con possibile estensione a "malgaro". La differenziazione in due tipi fonetici è legata alla formazione del caso. La forma [p'astor] ha la sua origine nel nominativo, mentre la seconda [past'ore] è una derivazione dall'accusativo (lat. pāstorem). L'adozione dei moduli nominativi non è insolita nel nome delle persone (Skytte 1998: 48). In alcune aree, entrambi i tipi fonetici coesistono nella differenziazione semantica ([cfr. FEW 7, 760|https://apps.atilf.fr/lecteurFEW/lire/volume/70/page/760]).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

PASTINACA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PASTOIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PASTORA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PASTORE TEDESCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PATATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PATRIMONIO CULTURALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PATRIMONIO MONDIALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PAVONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PECORA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PECORINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PELLICCIA, D'ERMELLINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pellīcia (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base corrisponde ad una derivazione aggettivale del sostantivo latino pĕllis 'pelle, pelo, pelliccia' (si veda il Georges s.v. pellīceus). Il significato metaforico di 'panna', così come quello di 'strato di panna formatosi sul latte cotto' si motiva così come possono essere motivati *nīta 'pezza' e pannus 'tessuto', sviluppatisi similarmente a livello semantico.
Nell'area di studio di VerbaAlpina, gli eredi della parola di base latina hanno sporadicamente mantenuto il significato di 'panna' (cfr. pĕllis).
È da notare che le forme tedesco-alemanne presentano il genere al maschile senza alcuna eccezione, mentre, invece, il termine romanzo pleʧɑ 'panna' (a Val Monastero, nel Canton Grigioni) presenta il genere femminile, e corrisponde, così, al francese pelisse e all'italiano pelliccia (si veda FEW, 8, 162-164, s.v. pĕllīceus).
Per quanto riguarda le forme tedesco-alemanne, sembra si tratti di sviluppi secondari di un prestito già adattato al genere del tipo tedesco Pelz (il quale, si intende, si rifà anch'esso al latino pĕllīceus; si veda Kluge, 692); non si tratterebbe dunque di resti delle locali lingue romanze di sostrato, che, visto il loro genere, dovrebbero corrispondere piuttosto alla forma al femminile pleʧɑ di cui sopra.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

PELLICINA SULLA SUPERFICIE DEL LATTE, FORMATASI DURANTE IL RAFFREDDAMENTO DOPO LA BOLLITURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pĕllis (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questa parola rimanda alla designazione latina del concetto di /PELLICCIA o meglio di PELLE ANIMALE (cfr. Georges s.v. pĕllis). Nel latino tardo il significato di questa parola fu anche esteso al concetto di 'pelle umana' e ciò fu trasmesso alle lingue romanze: il romeno piele, lo spagnolo piel, l'italiano pelle, il portoghese pelle, il francese peau. Il tipo romanzo designava, inoltre, le morbide e fini bucce di frutta, verdura e piante in generale (si veda FEW 8, 164-172, s.v. pĕllis). Il passaggio metaforico del termine verso la designazione di 'strato della crema' (attestato ancora sporadicamente sulla cartina di VerbaAlpina), è pienamente comprensibile (cfr. i tipi di base motivati similmente a livello semantico: pellīcia, *nīta e pannus).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

PENTOLA, PICCOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PEPAIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERNICE DI MONTAGNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERNICE, GIOVANE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERNICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERNICE ROSSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERO SELVATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERPETUINI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PESCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PESCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PESTICIDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PETROLIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PEZZA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANTA DELLA FRAGOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANTA DELLA RAPA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANTA DI LAMPONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANTAGGINE LANCIUOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANTAGGINE MAGGIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIATTOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PICCHIO MURATORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PICCHIO NERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PICCHIO ROSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PICCHIO VERDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PICCOLA AZIENDA PER LA LAVORAZIONE DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

piéria (roa f.) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

L'area di diffusione del tipo morfo-lessicale piéria non è molto esteso e si limita grosso modo alle vallate ladine che si sviluppano attorno al massiccio dolomitico del Sella. Secibdi l'AIS sono quattro i punti presso i quali il concetto di fragola è presente come "frutto rosso, carnoso, aromatico" e attestato con varianti del tipo morfo-lessicale "piéria".
Si tratta dei seguenti punti:
- 305 (San Vigilio di Marebbe): la pyéyura\t
- 313 (Penía): ampyéria, ampiéries\t
- 314 (Colfosco): ls pírias (Pl.)\t
- 315 (Arabba): la pyéria\t
Kramer EWD conferma le attestazioni riportate dall'AIS e indica al contempo, elencandole per data, ulteriori espressioni presenti in diverse località ladine legate al tipo piéria.
Questo tipo morfo-lessicale è da ricondurre al tipo di base goh. peri/beri (cfr. EWD 5, 277-278), oggi attestato nel deu. Beere. Le forme ladine di fragola sono dunque da considerarsi come prestiti linguistici.
Nelle varietà ladine, tali forme si sono sviluppate essenzialmente attraverso due processi linguistici: da un lato attraverso un processo morofologico durante il quale al tipo di base è stato annesso un suffisso e, dall'altro lato, attraverso un processo fonologico che ha indotto la vocale tonica e a dittongare in ie. Per quanto concerne il primo processo, la suffissazione è avvenuta attraverso il suffisso -ICA> -ia (per le varietà badiotta e fodoma pīria), -ULA > -ora (marebbano pìriora) und -INA > ena (Piccolino pírghena (cfr. EWD 5, 277-278). Il processo di dittongazione è tipico delle varietà ladine. Per quanto riguarda le varietà fassane, al tipo di base è stato annesso il prefisso AMP- (cazét ampyéria) (cfr. EWD 5, 277-278).
Questo tipo morfo-lessicale non deve essere confuso con la denominazione alto-italiana per l'imbuto píria, impíria, inpíria oppure centro-italiana pétria, pítria, pítriola: nonostante le due forme piéria ('fragola') und píria ('imbuto') sembrino a prima vista simili, sono da ricondurre a due etimologie completamente diverse. Le differenti attestazioni dialettali di imbuto potrebbero essersi originate da lat. pletria (cfr. Ascoli 1877, 96).

(auct. Beatrice Colcuc – trad. Beatrice Colcuc)

PIETRA COTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIGNA, DI UNA CONIFERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pigna (roa) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

ita. pignatta

pinguĕ(m) (lat) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base rimanda al termine latino al caso accusativo pĭnguem, 'grasso' (si veda Georges s.v. pinguis ), il quale si è conservato nella forma painch 'burro' in romancio e, in modo specifico, nella lingua parlata in Engadina (si veda HWdR, 589, s.v. pieun 'burro').
Il restringimento semantico dal significato di 'grasso' a quello di 'burro' si spiega a livello onomasiologico poiché nelle zone in cui per tradizione non si produceva l'olio – o per meglio dire, in cui questo non poteva essere prodotto – il BURRO valeva come GRASSO ALIMENTARE per antonomasia. L'olio non era, infatti, un elemento tipico della cucina di questi luoghi, mentre è ancora oggi assolutamente dominante nella tradizione culinaria del Centro Italia e del Meridione (cfr. Scheuermeier 1943: 28).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

*pinguis (lat) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Vi sono numerosi geosinonimi e denominazioni per il concetto ZANGOLA, in particolare per il concetto ZANGOLA A CILINDRO.





Alcune denominazioni presentano una tale somiglianza fonetica nella radice per cui è quasi impossibile mettere in discussione una loro appartenenza comune:
  • (1) il romanzo pigna, con diverse varianti della vocale tonica [ɪ, e, ɛ, a] e simili;
  • (2) lo slavo pinja, evidente prestito romanzo, in quanto la sua area di espansione si ricollega a quella di (1);
  • (3) il romanzo pinacc, come (1) ma in forma suffissata;
  • (4) il romanzo panaglia (con varianti della vocale iniziale, qui non tonica, che corrispondono a quelle menzionate al punto (1)); per questo tipo dominano le varianti con la vocale [a] non tonica nella radice
  • (5) anche il tipo pignatta 'pentola' (valido anche in italiano standard) è riconducibile al punto (1) insieme alla sua variante dialettale spesso al maschile (si veda AIS 973). Esso è spesso attestato nell'area di ricerca di VerbaAlpina con il significato di 'pentola in terracotta' (si confronti AIS 955); eppure, al di fuori del territorio analizzato dal progetto – nello specifico in Emilia Romagna – con questo termine ci si riferisce espressamente ad una pentola nella quale si creano piccoli pezzetti di burro, sbattendoli con un cucchiaio di legno o con altro (si veda qui AIS 1206, i punti 427, 453, 455).
Da un punto di vista morfologico e semantico, dunque, risulta ragionevole pensare a pigna come tipo di base valido per la designazione del concetto di 'recipiente'. A favore del fatto che pigna possa anche designare il concetto generale di ZANGOLA, ovvero RECIPIENTE ATTO ALLA PRODUZIONE DEL BURRO, interviene il tipo nominale trentino:
  • latte di pigna (lett. 'latte della zangola', proveniente dalla zangola), dunque LATTICELLO.
È, inoltre, interessante e pertinente con il tema notare come il termine ZANGOLA non presenti nella sua denominazione più arcaica alcuna indicazione sulle antiche tecniche di produzione del burro, come mostrano, invece, le sue più specifiche denominazioni romance panaglia lunga 'zangola lunga' e panaglia dret sü 'zangola eretta' (in bassa Engadina) (si veda AIS 1206).

In ogni caso, il suggerito rimando di pignatta al termine pigna (dal lat. *pīnea[m]) ''per la somiglianza di forma delle più antiche pignatte con una pigna" (link) convince poco dal punto di vista semantico, sebbene la forma conica di alcune pentole in terracotta e bronzo possano effettivamente ricordare la forma delle pigne (si confronti DELI).
Un indizio reale e decisivo per la ricostruzione della storia della parola si trova nel sopramenzionato atlante linguistico AIS – Carta 955, LA PENTOLA (PIGNATTA) DI TERRACOTTA: in questa carta è presente anche una lista delle denominazioni del concetto di PENTOLA IN BRONZO (AIS 955_2), spesso riportate in un secondo momento in area alpina, poiché esse si riferiscono ad un materiale totalmente diverso per la produzione delle pentole da cucina, ovvero alla Steatite, anche detta pietra ollare, laveggio, in tedesco Lavetz(stein) (cfr. le carte  AIS 963 Komm. LA MARMITTA, AIS 970 IL VASO PER LO STRUTTO).
Questo materiale versatile e relativamente facile da usare grazie alla sua bassa durezza, estratto principalmente sulle montagne del Ticino e della Lombardia, era valido anche per la produzione di altri oggetti, ad esempio per la realizzazione di forni chiamati sia pegna (in Engadinia) che pigna in romancio (HWdR, 571; LRC, 798; su pegna, pigna 'forni in steatite' si veda AIS 937, si veda il commento). I forni vengono peraltro modellati in ''forma pressappoco cubica'' (AIS 937, si veda il commento) e non hanno, dunque, la benché minima somiglianza con le pigne.

Si tratta, quindi, di un chiaro caso di polisemia metonimica, e non di omonimia: pigna 'forno' e pigna 'recipiente per la produzione del burro' prendono la loro denominazione dal materiale che li costituisce, la steatite.
Non è, tuttavia, necessario pensare ad un etimo preromanzo come suggerito da Alexi Decurtins nel LRC, 798 in relazione al termine romancio pegna o pigna 'forno'; andrebbe, invece, presa in considerazione l'etimologia proposta da G. B. Pellegrini *pinguia (al latino pĭnguis 'grasso') – dalla forma ellittica pinguia(m) (ollam) ma non nel senso di 'recipiente (= lat. olla) per il grasso'  ("recipiente particolare per conservare il grasso, fosse esso strutto, sugna, o burro cotto, oppure un arnese elementare per fare il burro" ([1976, pag. 171 cit. DELI 928]), bensì con il significato di minerale o roccia simile in termini di aspetto e consistenza adiposa (si confronti il termine tedesco Speckstein 'steatite', motivabile in modo analogo). Come tipo di base per (1)-(5) si propone, dunque, il latino *pinguia (petra) 'Steatite'.

Le molte forme aventi le vocali [ɐ, a] nella radice dimostrano una forte influenza (dal punto di vista onomasiologico ovvia) data da panna, da distinguere etimologicamente.
Non appartengono a questo tipo invece:

(6) il lombardo pench e il romancio paintg 'burro', 
i quali possono essere meglio ricondotti a pĭnguis 'grasso' (HdR).

Per quanto riguarda il termine romancio:

(7) penn 'LATTICELLO', si potrebbe trattare di una retroformazione dalla parola pigna 'zangola', nella quale il latticello viene, difatti, prodotto.

Il seguente schema mostra sia la famiglia lessicale (freccia verde) che i significati attestati (freccia rossa).




Per quanto riguarda la motivazione metonimica della polisemia, è possibile asserire che ci sia un'assegnazione di significato dalla naturale materia prima agli artefatti da essa derivati (anche di crescente complessità, da semplici recipienti > congegni meccanici), e che questo interessi poi anche le funzioni connesse al processo di produzione.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli | Christina Mutter)

*pinia (xxx) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base è temporaneo poiché si tratta di un tipo fittizio. Esso provvede a tenere uniti i tipi morfo-lessicali pigna (lingua romanza, femminile) e pinja (slavo, femminile). Dal punto di vista fonetico, i due tipi lessicali non possono essere attribuiti all'etimo PINGUEM.

PINO CEMBRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PINOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOGGERELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOGGIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO BIANCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO CIPRESSINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO DEL CANADA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO LOMBARDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO NERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO TREMULO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pischada (roa) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il termine romancio (sursilvano) pischada 'burro', così come anche le varianti ad esso ricollegabili diffuse nel Mittelbünden, è motivabile facendo riferimento alla produzione attiva del burro, in quanto questo tipo rimanda con tutta probabilità al verbo latino *pisiare 'pigiare' (si confronti pischada).

(auct. Thomas Krefeld)

PISELLO DOLCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PISELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*pisiāre (lat) (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo base proviene da *pisiare, variante latina volgare del termine latino classico pīnsāre 'pestare, battere' (si veda Georges s.v. pīstrīnum per la forma latina classica). In questo caso si tratta di una variante di pinsĕre, ma con lo stesso significato.
La variante in latino volgare è riportata nei dizionari REW (6518, s.v. *pinsiare) e FEW (8, 539-41 s.v. *pīnsiare), sebbene non sia del tutto chiaro perché sia presente il nesso ns in entrambe le ricostruzioni: è noto, infatti, che la nasale presente prima della s scomparve molto presto, tanto che questo fenomeno non si presenta in alcuna forma romanza.
Secondo il EWD (5, 296), il termine veniva usato in ambito gastronomico e agricolo. Nel cantone dei Grigioni il concetto di 156 è reso tramite la parola pischada, ottenuta dal participio della variante alla forma al femminile, molto utilizzato nella formazione delle parole (cfr. il francese -ée, l'italiano -ata). A livello onomasiologico è facile spiegare il perché del restringimento semantico del termine: si era, infatti, soliti produrre il BURRO sbattendo (lett. ''pestando'') la panna in una zangola (si veda a tal proposito Frehner 1919: 103).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

PISPOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PISTA CICLABILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PISTA DA SCI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PISTA DI GHIACCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIUMA, DI UCCELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

planina (sla) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo morfo-lessicale slavo planina è già provato in chu. Esiste anche nelle lingue slave di oggi, ad esempio: hrv. planìna, ukr. polonína, pol. płonina/połonina e di solito designa i PASCOLO DI MONTAGNA SENZA ALBERI. La polisemia di gem. Alm, Alp e roa. malga con i concetti ALPEGGIO e CAPANNA DEL PASTORE (cf. Mappa per pianina) si ripete nell'area di studio. Il tipo risale al aggettivo chu.ПOЛНЫЙ ‛piano'.

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

PLATANO ORIENTALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PLATANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PLOGGING - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POLITRICO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POLLICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PONTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORCELLANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORCELLINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORCILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORCINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORCOSPINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORTARE IL BESTIAME AI PASCOLI MONTANI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POSTO IN CUI IL LATTE VIENE RACCOLTO PER UN ULTERIORE TRATTAMENTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POZZANGHERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POZZANGHERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRATO, CONCIMATO, RICCO DI SOSTANZE NUTRITIVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRATO MAGRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRATO SUI MONTI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRIMAVERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRIMULA ORECCHIA D'ORSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRODOTTO FITOSANITARIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRODOTTO, SOLIDO, DOPO IL RISCALDAMENTO E LA COAGULAZIONE DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PROVOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRUGNOLO SELVATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRUGNO O SUSINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*puína (* = Ricostruito) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

È possibile ricollegare a livello fonetico questo tipo di base tipicamente alpino al termine latino popīna 'cucina cruda', per poi partire dalla derivazione metonimica di 'piatto da cucina cruda' (cfr. Georges s.v. popīna).
Tuttavia, il REW ritiene che questo punto di partenza sia da ''escludere concettualmente'' (s.v. pūpa) e ipotizza, invece, una possibile origine pre-romanza. È questa, quindi, la proposta generalmente accolta dagli studiosi (si vedano HWdR, 624 e EWD 5, 417).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

PULCINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PULEDRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PULITO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PULMONARIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PUNGITOPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PUNTERUOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

QUAGLIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Quark (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo Quark si usa nel dialetto bavarese e svizzero, mentre in Austria predomina Topfen s.v. Quark; DWDS s.v. [[Quark).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

QUERCIA, GIOVANE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RABARBARO ALPINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RACCOLTA, DEI RIFIUTI, PORTA A PORTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RACCOLTA DI ERBA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

/Il concetto SFALCIO, che si trova in VerbaAlpina indica l'azione della falciatura o della raccolta dell'erba. La denominazione lascia spazio ad altre interpretazioni. Lo SFALCIO può dunque essere usato anche per il prodotto, cioè l'erba falciata o seminata. Siccome nel Crowdsourcing di VerbaAlpina la designazione, quasi standard, viene usata anche come stimolo, non esclude il fatto che i crowder possano usare entrambi i concetti. L'ambiguità la si potrebbe eliminare solo mediante una denominazione semantica più fine, che ostacolerebbe la fruibilità da parte dell'utente. Per quest'ultimo motivo si è coscienti di una certa imprecisione all'interno del crowdsourcing.

(auct. Markus Kunzmann – trad. Beatrice Colcuc | Ester Radi)

RACCOLTA DIFFERENZIATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RACCOLTA DI GRANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RADIOPROTEZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RADURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAFFREDDORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAGANELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAMAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RANCIDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RANUNCOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAPA DI MILANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAPA ROSSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RASTRELLIERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RASTRELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RECIPIENTE, APERTO, PER LO PIÙ IN LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RECIPIENTE DI LEGNO, PIATTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RECIPIENTE, GRANDE, NEL QUALE VIENE RISCALDATO IL LATTE E AGGIUNTA LA SOSTANZA PER LA COAGULAZIONE, DI METALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

REGOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RELAX - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RESEDA ODOROSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RETE ELETTRICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RETICOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Retzel (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

La parola Retzel è usata soprattutto nella bassa valle dell'Inn tirolese, cioè a est di Innsbruck e in alcune parti della Baviera per indicare i residui rimasti al momento della rimozione del burro (cfr. TSA III 100). Anche nella Baviera meridionale ci sono dei derivati di questo tipo, come ad esempio l'attestazione crowd di Kreuth Räzlschmoiz. Purtroppo i dizionari non forniscono alcuna etimologia. Almeno il TId, un dizionario dialettale del XIX secolo, elenca la parola rètzel con il significato „die unreinen Fett-theile nach zerlassener Butter“ (ita. 'le parti impure del grasso dopo che si fonde il burro'), mentre in Val d'Adige la parola viene usata per indicare „Schnee, der kaum den Boden bedeckt“ (la neve che ricopre a malapena il terreno).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

RICICLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RICOTTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

La RICOTTA è un prodotto caseario simile al formaggio, originato attraverso un secondo processo di coagulazione (o separazione) del SIERO DI LATTE, sostanza liquida estratta e separata dal latte durante la prima coagulazione. Il termine si traduce in alemanno con Ziger ed in francese con sérac. Nel tedesco standard parlato in Germania e in Austria può crear confusione il fatto che si parli di Molkenkäse (lett. ''formaggio di siero''); ma a differenza del vero FORMAGGIO, la ricotta non contiene in sé la CASEINA, bensì un'altra proteina chiamata ALBUMINA.
La ricotta può essere consumata fresca ma è anche possibile conservarla attraverso un processo di essiccazione e di affumicatura.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)


(v. Wikidata Q14776091)

RIFIUTI ELETTRONICI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RIFIUTI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RIFIUTI TOSSICI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RIFUGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RIGOGOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RISCALDAMENTO CLIMATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RISCALDAMENTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RISERVA, NATURALE, PROTETTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RISORSA AMBIENTALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RISPARMIO ENERGETICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RISTORANTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RIVA DEL FIUME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ROMICE COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RONCOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RONDONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ROSA CANINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ROSARIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ROSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ROVETO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RUGIADA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RUMINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RUMORE, CAUSATO DAL TRAFFICO GENERALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RUSSARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SABATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SABBIA, FINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SAGGINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALAMANDRA NERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALAMANDRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALAMOIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALICE BIANCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALICE RIPAIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALICE ROSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALVIA DEI PRATI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALVIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SANGUINELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SANGUINELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SANSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SATUREJA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCALOGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCAMORZA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCARABEO STERCORARIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCARDOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCARICARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCARPONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCAZZONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCENDERE A VALLE, CON LA SLITTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCHIUMA DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCHIUMA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Schmalz (gem) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base ha origini germaniche ed è riconducibile al verbo schmelzen (cfr. il Kluge, 814). Schmalz designa, in genere, il concetto di STRUTTO, ma in molti dialetti assume il significato più specifico di BURRO FUSO, che si conserva meglio in questo modo (si veda DWB s.v. Schmalz). Nelle regioni ad alta concentrazione di industrie lattiero-casearie, Schmalz si riferisce al concetto di 'burro fresco e bollito'; si trova, tuttavia, in opposizione al termine Anke 'burro fresco' (cfr. Idiotikon s.v. Schmalz).
Schmalz viene anche preso in prestito nelle aree retoromanze con il significato di 'burro'; si confronti il prestito ladino smàlz (EWD VI: 273-274; Blad s.v. smauz).
Questo tipo dimostra molto bene la necessità di distinguere tra l'etimo più lontano (la linguistica italiana parla di etimologia remota; cfr. Schweickard 2010) e il tipo base delle forme trattate da VerbaAlpina. Naturalmente, il tedesco Schmalz appartiene al verbo schmelzen, come spiega Kluge:
"Sn std. (IX secolo), mhd. smalz, ahd. smalz, mndd. smalt, smolt, mndl. smout.
Come ‛grasso lasciato fuori' da sciogliere. Verbo: schmalzen; aggettivo: schmalzig" (Kluge).
Tuttavia, il sostantivo sembra essere documentato esclusivamente in olandese e tedesco; inoltre, tutte le forme registrate nel materiale VA devono essere ricondotte proprio a questo sostantivo. Sarebbe quindi fuorviante nel contesto di VerbaAlpina utilizzare come tipo di base un ceppo verbale indoeuropeo ricostruito come *smelt-a.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli | Beatrice Colcuc)

Schupf (gem) - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Sia Schupf (al maschile) che Schupfe (al femminile) in lingua alto-tedesca sono corrispettivi del termine tedesco Schuppen, il cui significato è quello di 'semplice struttura in legno per il stoccaggio di attrezzature, materiali, veicoli ecc' (cfr. Duden s.v. Schuppen).
Il termine gotico skuft, indicante la 'capigliatura', è la prima attestazione conosciuta del tipo (si veda il Kluge 2011, online Schopf), cfr. il tedesco Schopf 'ciuffo'. Con il tempo esso subì un ampliamento semantico tale per il quale esso arrivò ad indicare dei 'fasci raccolti in un mucchio, fieno' (cfr. Kluge 2011, Schober), prima che avvenisse lo slittamento semantico verso la piccola struttura in cui la raccolta viene messa ad asciugare e successivamente stipata.
La parola esiste con un significato simile anche in altre lingue germaniche, come ad esempio nei termini in inglese antico scoppa (cfr. Köbler 2014b, scoppa) e scypen, così come anche nelle forme dialettali inglese shippen 'stalla', e shop (cfr. DWB,Schuppen).
Pare che nell'area alpina solo la lingua slovena abbia preso in prestito questo tipo di parola per la designazione di 'granaio, fienile' (si veda la mappa).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Alessia Brancatelli)

SCI ACROBATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCI ALPINISMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCI ALPINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCI DI FONDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCIOVIA - Concetto