Lexicon Alpinum

Il Lexicon Alpinum è essenzialmente un elenco alfabetico dei tipi morfo-lessicali, dei tipi di base e dei concetti raccolti da VerbaAlpina. Alcune voci sono accompagnate da commenti linguistici. Tali commenti linguistici sono presenti soprattutto quando, a parere di VerbaAlpina, le informazioni fornite dai dizionari di riferimento non sono (sufficientemente) chiare. L'elenco alfabetico contiene anche alcune voci relative a determinati concetti, considerati di fondamentale importanza per VerbaAlpina, come FORMAGGIO, BURRO o BAITA. Illustrazioni dettagliate di tipi morfo-lessicali, tipi di base oppure concetti sono motivate – oltre che dal fatto che ricoprono un'importanza particolare ai fini specifici di VerbaAlpina – dal fatto che, dal punto di vista di VerbaAlpina, le informazioni presenti nelle principali opere di riferimento (soprattutto nei principali dizionari etimologici e nei portali gestiti da Wikimedia, in particolare Wikipedia) sono inadeguate ai fini del progetto. La selezione dei concetti, dei tipi morfolessicali e dei tipi di base da illustrare nel Lexicon Alpinum è, in un certo modo, intuitiva.

Ogni voce del Lexicon Alpinum è corredata da un link che permette di visualizzare i dati associati alla rispettiva voce direttamente sulla mappa interattiva di VerbaAlpina. Entro la versione 20/2 di VA, il Lexicon Alpinum presenterà tutte le informazioni raccolte nelle finestre informative della mappa interattiva, in particolare i link ai lemmi nei dizionari di riferimento e, nel caso dei concetti, agli elementi di Wikidata e ad altri controlli di autorità; in questo modo, il materiale di VA potrà essere contestualizzato lessicograficamente ed enciclopedicamente.

ABBEVERATOIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ABITAZIONE, CASA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACACIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Le acacie sono alberi ed arbusti appartenenti alla famiglia delle mimose e si contraddistinguono per le loro caratteristiche foglie piumate. I fiori delle acacie, spesso di piccole dimensioni, sono solitamente di colore giallo o bianco (cfr. Duden, s.v. Akazie). Le acacie crescono nelle zone subtropicali e tropicali del Vecchio e del Nuovo Mondo (vgl. Wikipedia, s.v.: Akazien).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Beatrice Colcuc)


(v. Wikidata Q5861969)

ACARO DEL FORMAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACERO CAMPESTRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACETO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACHILLEA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACINO DI UN GRAPPOLO D'UVA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ACQUA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AFFETTATRICE PER PANE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AFOSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AGNELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AGO, DEL LARICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AGO, DEL PINO CEMBRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AGOSTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALA, D'UCCELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALBERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALBICOCCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALLATTARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALLODOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALLORO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALOSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ALPEGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Il concetto di ALM, anche detto ALP in tedesco standard svizzero, può abbracciare diversi significati, tutti correlati all'attività dell'ALPEGGIO. 'Alm' si riferisce, ad esempio, all'area montana sopra una valle, agli alti pascoli montani "i quali, data la lontananza fisica dalle fattorie e date le condizioni ambientali poco favorevoli e restrittive durante l'inverno (a causa dell'elevata altitudine), possono essere sfruttati solo durante i mesi estivi per l'attività d'allevamento" (Eibl/Kremer 2009, 37); il termine ALM si riferisce, inoltre, sia alle strutture più o meno complesse ivi situate per dare riparo ai pastori, che al bestiame da latte tipicamente montano (vitelli, mucche, pecore, capre e cavalli). Oltre al riferimento alla pastorizia, per ALPEGGIO si intende soprattutto la lavorazione del latte. Essa può avere diverse forme organizzative – a carattere privato o cooperativo, ad esempio – sebbene negli atlanti linguistici non sia stata operata una distinzione sistematica in tal senso (cfr. la classica rappresentazione del concetto di 'Alm' offerta da Weiss 1992, così come anche quella offerta da Baer 2000, e quella più recente di Eibl/Kremer 2009, 7-17, oltre a Bätzing 1997, 18-23, HLS v.s. Alpen, Kap. 3).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)


(v. Wikidata Q27849269)

ALTROIERI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANATRA, MASCHIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANATRA SELVATICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANEMONE DEI BOSCHI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANEMONE PRIMAVERILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANGUILLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANIMALE SELVATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANIMALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Anke - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Ecco la breve ricostruzione del tipo morfo-lessicale 'Anke' (si veda Idiotikon I: 341), riportata dal Kluge:

Anke(n), (durch Butter ersetzt) Sm ‛Butter’ per. wobd. (8. Jh.), mhd. anke , ahd. anko .
Obwohl nur das Deutsche das Wort bewahrt hat, ist g. *ankwōn m. ‛Fett, Butter’ vorauszusetzen, als Fortsetzer eines ig. (weur.) *ongwen- ‛Salbe, Fett, Butter’ (in verschiedenen Ablautstufen), vgl. l. unguen n. ‛Fett, Salbe’, air. imb ‛Butter’ (*ṇgwen-) zur Verbalwurzel ig. *ongw- ‛salben’ in ai. anákti, l. unguere u.a. Also ursprünglich ‛Salbe, Schmiere’.“ Kluge, 47 s.v. Anke(n))

Trad.: „Anke(n), (sostituito da Butter 'burro') Sm ‛Burro’ per. wobd. (VIII sec), mhd. anke , ahd. anko .
Sebbene la parola si sia conservata solo in tedesco, si deve presupporre che il termine g. *ankwōn m. ‛grasso, burro’ fosse il continuatore dell'ig. (weur.) *ongwen- ‛unguento, grasso, burro’ (con diversi livelli apofonici), si confrontino il l. unguen n. ‛grasso, unguento’, l'air. imb ‛burro’ (*ṇgwen-) per la radice verbale ig. *ongw- ‛ungere’ in ai. anákti, l. unguere ecc. Originariamente, quindi, ‛unguento, grasso lubrificante’.“ (Kluge 2011, 47)

Sebbene il rapporto delineato dal Kluge sia chiaro, la conclusione ivi proposta è poco probabile e convincente, considerata la storia delle parole prese in esame: il Kluge tratta, infatti, il termine come un'isolata reliquia indogermanica, sebbene sia, invece, molto più ragionevole far risalire questo tipo sud-occidentale tedesco (alemanno) al latino o al romanzo (si veda unguere). Nelle aree di contatto romanzo strettamente adiacenti tra loro, la sopra menzionata base latina con la velare fu soppiantata dalla variante *ŭngĕre (REW 9069), fenomeno riconosciuto anche nel caso della palatalizzazione della g nel termine romancio (sursilvano) unscher, nel romancio dell'Engadina uondscher, nell'italiano ungere e ancora in altri casi (si veda HWdR, 971). Nell'odierno territorio francese sono però predominanti alcuni cognati del termine latino ŭnguĕre (si confronti FEW 14, 36 f.); tra questi, vi sono anche alcuni esempi dell'evidente rapporto semantico con la preparazione del latte, come, ad esempio, ogner 'dare il latte' (con cambiamento nel gruppo verbale) e ogna 'quantità di latte prodotta in una sola volta da una mucca'. Dal participio unctum, tra l'altro, proviene la designazione del concetto di BURRO in friulano, largamente attestata nell'area di studio di VerbaAlpina di lingua romancia: ont, ladino onto, vonto (cfr. il rumeno unt).
Il prestito dal latino-romanzo qui proposto è sia giustificabile a livello fonetico che dal punto di vista semantico: basti pensare ai numerosi altri romanismi presenti in questo dominio onomasiologico. Per quanto riguarda, infine, l'enorme espansione del tipo butyru(m), è evidente la presenza di un tipo più antico nelle designazioni derivate dalle varianti verbali ŭnguĕre, *ŭngĕre, il quale ebbe, in un secondo momento, alcune interferenze con butyru(m).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

anko - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

 Anko

Questo tipo di base potrebbe provenire dal termine ancho 'burro' (si confronti Id. I: 341) o da anko in alto-tedesco antico, il quale si sarebbe poi evoluto in anke in alto-tedesco medio. L'origine del termine è da ricercare nella radice indogermanica *ongwen- 'unguento, grasso, burro', che, con il tempo, si sviluppò nel germanico *ankwōn m. 'grasso, burro'. È possibile ricondurre a questa radice indogermanica anche le parole latine ungĕre e ŭnctum 'grasso' (si veda Kluge 2012: 437; e ancora, Id. I: 341). In lingua tedesca, il tipo di base fu prevalentemente sostituito dal termine Butter 'burro'; esso è, tuttavia, ancora oggi diffuso nella Germania sud-occidentale (si confronti BSA IV: 5.11a) ed è presente anche nella svizzera tedesca (si vedano SDS V: 179; e Id. I: 342).


A proposito di questo tipo (si veda Id. I: 341), il Kluge riporta la seguente breve ricostruzione:

Anke(n), (sostituito da Butter 'burro') Sm ‛Burro’ per. wobd. (VIII sec), mhd. anke , ahd. anko .
Sebbene la parola si sia conservata solo in tedesco, si deve presupporre che il termine g. *ankwōn m. ‛grasso, burro’ fosse il continuatore dell'ig. (weur.) *ongwen- ‛unguento, grasso, burro’ (con diversi livelli apofonici), si confrontino il l. unguen n. ‛grasso, unguento’, l'air. imb ‛burro’ (*ṇgwen-) per la radice verbale ig. *ongw- ‛ungere’ in ai. anákti, l. unguere ecc. Originariamente, quindi, ‛unguento, grasso lubrificante’.“ (Kluge 2011, 47)


Il rapporto delineato dal Kluge è chiaro, ma la conclusione proposta è poco probabile e convincente, considerata la storia delle parole: in esso si tratta infatti il termine come un'isolata reliquia indogermanica, sebbene sia invece molto più ragionevole far risalire questo tipo sud-occidentale tedesco (alemanno) al latino o al romanzo (si veda unguere). Nelle aree di contatto romanzo strettamente adiacenti tra loro, la sopra menzionata base latina con la velare fu soppiantata dalla variante *ŭngĕre (REW 9069), fenomeno riconosciuto anche nel caso della palatalizzazione della g nel termine romancio (sursilvano) unscher, nel romancio dell'Engadina uondscher, nell'italiano ungere e ancora in altri casi (si veda HWdR, 971). Nell'odierno territorio francese sono però predominanti alcuni cognati del termine latino ŭnguĕre (si confronti FEW 14, 36 f.); tra questi, vi sono anche alcuni esempi dell'evidente rapporto semantico con la preparazione del latte, come ad esempio ogner 'dare il latte' (con cambiamento nel gruppo verbale) e ogna 'quantità di latte prodotta in una sola volta da una mucca'. Dal participio unctum, tra l'altro, proviene la designazione del concetto di BURRO in friulano, largamente attestata nell'area di studio di VerbaAlpina di lingua romancia: ont, ladino onto, vonto (si confronti il rumeno unt).
Il prestito dal latino-romanzo qui proposto è sia giustificabile a livello fonetico che dal punto di vista semantico, basti pensare ai numerosi altri romanismi presenti in questo dominio onomasiologico. Per quanto riguarda, infine, l'enorme espansione del tipo butyru(m), è evidente la presenza di un tipo più antico nelle designazioni derivate dalle varianti verbali ŭnguĕre, *ŭngĕre, il quale ebbe alcune interferenze con butyru(m) in un secondo momento.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

ANNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANSERINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ANTIRRINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

APIARIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

APRILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AQUILA REALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AQUILA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AQUILEGIA COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARATRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARDESIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARNIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARNICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARTEMISIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ARTIGLIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASFODELO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASPARAGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASSE DI LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASSENZIO MAGGIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASSIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASTORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ASTRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ATTACCAMANI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ATTO DI SEPARARE I RIFIUTI PER TIPO (UMIDO, SECCO, CARTA, PLASTICA, ETC.) - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ATTREZZO PER ATTACCARE GLI ANIMALI, PER LA CURA DEI ZOCCOLI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AUTUNNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AVERE UN SAPORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AVERLA MAGGIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AVERLA PICCOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AVVALLAMENTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

AZIENDA PER LA LAVORAZIONE DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

babeurre - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il termine francese babeurre 'latticello' è un composto formato da due tipi di base: bassus 'basso' e butyrum 'burro' (cfr. TLFi: babeurre). In lingua francese, il tipo bas così anteposto al sostantivo esprime, generalmente, un valore negativo; il LATTICELLO viene, infatti, considerato come prodotto di scarto, data la grande presenza d'acqua in esso contenuta. Derivante dalla produzione del burro e dalla consistenza perlopiù acquosa, esso veniva molto raramente consumato dai contadini alpini, i quali preferivano utilizzarlo nella successiva produzione della ricotta o, addirittura, impiegarlo come foraggio per i maiali.

(auct. Myriam Abenthum – trad. Alessia Brancatelli)

BACCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BAGOLARO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BAITA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Proprio come per il processo di lavorazione del latte, esistono studi archeologici attestanti l'esistenza di "zugehörigen, festen Steinbauten aus dem 1. Jahrtausend v.Chr. als einfache alpwirtschaftliche Installationen, die primär dem täglichen Melken des Alpviehs sowie der erforderlichen Weiterverarbeitung der Milch gedient haben'' – 'solidi edifici in pietra risalenti al I millennio a.C. come semplici installazioni montane, le quali servivano, in primo luogo, per la mungitura quotidiana del bestiame, ma anche per la necessaria successiva lavorazione del latte' (Reitmaier 2016, 26 f.). L'articolo Geolinguistica analogica illustra le difficoltà riscontrate nell'elaborazione dei dati ricavati dalle fonti degli atlanti linguistici

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)


(v. Wikidata Q2649726)

BALESTRUCCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BAMBINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

banc / banco - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

banc - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

BANCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BARBAGIANNI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BARDOTTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*barica - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Si veda il DRG 2, pagg. 179-189 e 192-197 a proposito della forma derivata bargun, margun.

BASILICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BASTONE PER IL TRASPORTO DI DUE CARICHI DI PESO UGUALE, IN LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BASTONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

baubor - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

cfr. Georges s.v. baubor

BECCACCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BECCAFICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BECCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Beil - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Stando ai dati ricavati tramite lo strumento del Crowdsourcing, comprendiamo che il tipo morfo-lessicale ''Beil'' 'accetta' sembra essere la denominazione comune del termine ''Axt'' 'scure' nell'area linguistica alemanna. Tuttavia, anche lo stesso tipo morfo-lessicale ''Axt'' pare essere di uso comune in quest'area. In questo caso bisogna, però, prendere in considerazione un tipo di variazione più semantica che lessicale; ecco cosa spiega il dizionario svizzero Idiotikon nell'articolo sul termine Bīel circa la differenza tra i termini Bīel e Ax(t) (vgl. Idiotikon s.v. Bīel), presente nell'articolo sul termine Ax: „Aber meistens wird unterschieden: die Axt hat [einen] länger[e]n Halm, aber [eine] schmalere Schneide und dient besonders auch zum Schlagen mit dem Rücken“ – 'Il più delle volte si opera, tuttavia, una distinzione: la scure ha un manico più lungo, possiede una lama più stretta e, soprattutto, la parte opposta alla lama può essere impiegata per dare dei colpi agli oggetti'. Questa differenza è probabilmente poco conosciuta ai crowders, o, forse, ritenuta poco rilevante, dal momento che la lavorazione del legno non è un'attività che rientra nella vita di tutti i giorni.
Anche dal punto di vista della lingua standard vi è una differenza tra una Axt 'scure' intesa come „Werkzeug mit schmaler Schneide und langem Stiel, besonders zum Fällen von Bäumen“ – 'attrezzo dalla lama sottile e dal lungo manico, impiegato soprattutto per l'abbattimento degli alberi' (cfr. Duden s.v. Axt) ed un Beil inteso come „einer Axt ähnliches Werkzeug mit breiter Schneide und kurzem Stiel, besonders zum Bearbeiten von Holz und Fleisch“ – 'un attrezzo simile alla scure, dalla lama più ampia e dal manico corto, impiegato per la lavorazione del legno e della carne' (cfr. Duden s.v. Beil).
Per quanto riguarda la forma della parola, essa è stata attestata in alto tedesco antico come bîhal (cfr. AWB s.v. bîhal), parola rintracciabile solo in tedesco e olandese, secondo l'AWB. Ciononostante, in alcune lingue celtiche esistono degli equivalenti lessicali: in irlandese antico, ad esempio, con la parola bíail, biáil; o in gallico, con la parola bwyall, bw(y)ell (cfr. Kluge s.v. Beil).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Alessia Brancatelli)

BERBERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BETONICA COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIACCO NERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIACCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIANCOSCPINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BICICLETTA PER MUOVERSI ANCHE SU TERRENI NON ASFALTATI; SI DISTINGUE PER LE SOSPENSIONI AMMORTIZZATE, IL TELAIO ROBUSTO E LE GOMME PIÙ LARGHE E TASSELLATE. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BIFORCAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOCCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOLLIRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOSCO DI CONIFERE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOSCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOSSO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOVINO, ERINGER - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BOZZOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

brama - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Caratteristico del ladino, il tipo brama 'panna' si differenzia dal tipo bruma solamente per la vocale tonica [a]: è, dunque, chiaro che esso si sia formato sotto l'influsso di crama. Tuttavia, l'area dolomitica non risulta essere stata abitata dai Galli (le Dolomiti furono per diverso tempo in forte contatto diretto con la cultura della popolazione dei Veneti, i quali vi si stanziarono nel periodo preistorico e protostorico, come dimostrato dalle scoperte archeologiche effettuate nella regione del Cadore [s. F.V. and Winkle, Christian, “Veneti”, in: Brill’s New Pauly, Antiquity volumes edited by: Hubert Cancik and , Helmuth Schneider, English Edition by: Christine F. Salazar, Classical Tradition volumes edited by: Manfred Landfester, English Edition by: Francis G. Gentry. Consulted online on 09 November 2018 (Link) First published online: 2006; First print edition: 9789004122598]. Ad oggi, mancano, tuttavia, delle testimonianze archeologiche della presenza dei celti in questa regione), e sarebbe, dunque, improprio pensare a crama come originaria base substratale per il tipo; la fusione dei due tipi può essere, invece, ampiamente motivata dal fatto che il termine celtico e, successivamente romancio, crama sia penetrato dall'occidente nelle zone centrali dell'area ladina per poi fondersi con il tipo latino ivi largamente diffuso, ossia bruma. Questo processo comportò la formazione ladina del tipo brama (cfr. cartina); è probabile che un fenomeno simile abbia avuto luogo anche nel caso della germanizzazione dell'Isarco e della Val d'Adige (cfr. EWD I: 337-338).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

BRANDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*brenta - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Si veda in merito HdR 1, 121. S

BRICCO DI LATTE, DI METALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BROMUS RAMOSUS - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*brottiare - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base, presumibilmente originato da un sostrato preromanzo, è rappresentato dal tipo morfo-lessicale brousse nell'area di studio di VerbaAlpina.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

brousse - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo morfo-lessicale è attestato, oltre che in lingua franco-provenzale ed in occitano, anche in catalano e in corso (brocciu) (cfr. TLFi, brousse 2). Considerata questa distribuzione del tipo, la possibile derivazione dal gotico precedentemente ipotizzata è decisamente poco plausibile (specie nel caso della Corsica), così come lo è a livello onomasiologico (LAVORAZIONE DEL LATTE, nello specifico: FORMAGGIO FRESCO DA LATTE DI PECORA E CAPRA). Molto più convincente risulta, invece, la proposta di Ernest Schüle, il quale suggerisce un'etimologia preromana, menzionata dal TLFi in un riassunto della storia della parola:
"D'apr. Brüch dans Z. rom. Philol. t. 35, p. 635, GAM. Rom.1t. 1, p. 369, t. 2, p. 38 et Gamillscheg dans Z. rom. Philol. t. 40, p. 148, ce groupe de mots est issu du got. *brǔkja « ce qui est brisé », dér. du got. gabruka « morceau » (FEIST, s.v. gabruka; KLUGE20, s.v. Brocken). E. Schüle dans Pat. Suisse rom., s.v. brochyè, estime au contraire qu'un terme got. peut difficilement s'être implanté dans le vocab. laitier des Alpes, et propose une base préromane *brottiare, d'orig. inconnue.”

('Secondo Brüch e Gamillscheg – si vedano rispettivamente il Z. rom. Philol. t. 35, p. 635, GAM. Rom.1t. 1, p. 369, t. 2, p. 38; e Z. rom. Philol. t. 40, p. 148 – questo gruppo di parole deriva dal gotico *brǔkja «ciò che è rotto», proveniente a sua volta dal gotico gabruka «pezzo di qualcosa» (FEIST, s.v. gabruka; KLUGE20, s.v. Brocken 'pezzo'). Nel Pat. Suisse rom., s.v. brochyè, E. Schüle ritiene, al contrario, che difficilmente un termine gotico si sia potuto introdurre nel vocabolario lattiero alpino, e propone, quindi, *brottiare, una base preromana di origine sconosciuta” (TLFi).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

BRUCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BRUGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BUCANEVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BUCA PER IL LIQUAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BUE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BURRO CHIARIFICATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

BURRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

butyru(m) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

L'etimo latino del tipo di base appare come poco problematico: si tratterebbe, infatti, di un prestito dal greco, alla base del quale vi sarebbe un composto delle parole tyrós (ὁ τυ̅ρός) 'formaggio' e boūs (ἡ βοῦς: si veda il latino bovis) 'mucca'.
La composizione di questa parola pone enfasi sul fatto che si parli di latte bovino; essa rimarca la peculiarità del prodotto, lasciando bene intendere che in origine il FORMAGGIOnon derivasse dal LATTE DI MUCCA. Nella cultura greca, infatti, il formaggio veniva tradizionalmente prodotto con il latte di pecora o di capra, e lo è tuttora (una testimonianza letteraria delle usanze greche è offerta dall'Odissea, nell'episodio 'Ulisse e Polifemo' [9,170-566; nello specifico, nei versi 244-247 si legge che il ciclope non possedeva bestiame, ma pasceva le pecore ai pascoli]).
Il termine greco τὸ βούτυ̅ρον si riferisce al concetto del 'grasso del latte' (τὸ πῖον τοῦ γάλακτος [si veda il Corpus Hippocraticum, raccolta di testi medici redatti presumibilmente tra il VI secolo a.C. e il II secolo d.C.]). Nel Corpus Hippocraticum si racconta di come la popolazione degli Sciti producesse il burro dal latte di cavalla (Corp. Hipp., Morb. 4, 20). Il metodo ivi descritto è simile a quello diffuso ancora oggi: pare, infatti, che gli Sciti versassero il latte di cavalla in una zangola (recipiente cavo in legno: ἐς ξύλα κοῖλα) e che poi lo scuotessero. Tuttavia, il Corpus Hippocraticum non fa menzione di come gli Sciti impiegassero il burro prodotto (se come genere alimentare o come rimedio curativo, ad esempio).
Così come nel Corpus Hippocraticum, anche in Plinio il Vecchio si esprime l'idea che la produzione e l'utilizzo del burro fossero usi tipicamente 'barbarici' (NH 28, 35: ''e lacte fit et butyrum, barbararum gentium lautissimus cibus et qui divites a plebe discernat''). Ciò potrebbe dipendere dal fatto che nell'area mediterranea era l'olio d'oliva ad essere impiegato come 'grasso alimentare' (utilizzo peraltro dominante ancora oggi). Greci e Latini non utilizzavano il burro come mezzo alimentare, bensì come rimedio curativo: da Ippocrate, a Celso, a Galeno, non sono, infatti, rare le attestazioni di βούτυ̅ρον/butyrum nella letteratura medica; perfino Plinio il Vecchio parlava dell'impiego del burro come mezzo terapeutico (contro il dolore al collo, ad esempio: NH 28, 52).
Oltre al neutro βούτυ̅ρον, in greco è presente anche la variante al maschile ὁ βούτυ̅ρος. In entrambe le forme l'accento si trova sulla terzultima sillaba (si tratta di parole proparossitone). Il latino sembra quindi aver adottato 'butyrum' dal greco.

Bisogna fare distinzione tra due varianti del tipo di base butyru(m) a seconda dell'accentazione:
  • butӯru(m), il termine latino parossitono dal quale proviene il tipo italiano butirro (si veda DELI 179);
  • bútyru(m), termine latino con accento iniziale proveniente dal greco βούτυ̅ρον; da questo si sarebbero sviluppati il francese antico e il francese odierno bure, così come anche il francese beurre. Questo tipo fu, inoltre, preso in prestito in italiano, risultando nel termine burro (si confronti DELI 178).
Meno chiara è, invece, la storia del prestito dalla lingua romanza al germanico. Bisogna porre l'attenzione alla variazione del genere del termine tedesco Butter: in alemanno e bavarese domina il tipo al maschile; tuttavia, nel SDS si attestano alcune forme al femminile e una addirittura al neutro. Stando al Kluge 166, il tipo al maschile si sarebbe sviluppato in un secondo momento, in analogia con il termine alemanno Anke, maschile, sinonimo di 'burro'; un primo sviluppo sarebbe, invece, da attribuire alla variante al femminile, la quale sarebbe risultata come femminile singolare attraverso il cambiamento di significato del neutro plurale latino in -a. L'antico alto tedesco butira si ricollegherebbe a questo fenomeno.
In un'ottica geolinguistica ed interlinguistica dell'area alpina, tuttavia, questa spiegazione è poco convincente, poiché nella zona linguistica bavarese del Tirolo il tipo al maschile costituisce un'area in comune con il tipo romanzo but'ir, anch'esso maschile e confinato al sud. È quindi molto più ragionevole riconoscere in questa forma un primario prestito sostratale, e considerare il tipo femminile die Butter ('LA burro') come variazione secondaria. Il mancato slittamento della dentale -t-, fa pensare che il prestito non sia troppo remoto (non risalirebbe a prima del VIII secolo d.C.), ma che sia avvenuto a conclusione della seconda rotazione consonantica.
Infine, sembra che il tipo butyrum in area alpina abbia preso il posto dei nomi provenienti dal latino unguere / *ungere ', ungere, ingrassare, lubrificare'.

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

CACIAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CACIOCAVALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAGLIATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAGLIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Nella coagulazione a base di caglio si sfruttano le proprietà dei batteri lactobacillales (LAB – Lactic Acid Bacteria) al fine di indurre la fermentazione del lattosio. Il caglio è una miscela di enzimi i quali portano la caseina a separarsi dal latte, facendola depositare sul fondo. Nella produzione lattiero-casearia tradizionale, il caglio impiegato viene di norma estratto dallo stomaco dei vitelli, sebbene i COAGULANTI possano anche essere di origine vegetale, microbica o sostituiti da prodotti creati biotecnologicamente. Nella coagulazione a base di caglio, il fattore temperatura è determinante: il latte dolce, impiegato come materiale di partenza, viene riscaldato e mescolato al caglio, il quale fa sì che la caseina contenuta nel latte si coaguli. Dopo la fase di deposizione e quella di completa disidratazione, la quantità di materia gelatinosa da queste derivata si riduce durante la fase successiva. Prima che essa venga riposta negli stampi da formaggio, è possibile che venga aggiunto del sale. Divenuta solida, la massa viene lasciata ad asciugare ed è, infine, pronta per la stagionatura (crf. König 1893: 326-327; e ancora Rehm 1967: 93).

(auct. Myriam Abenthum – trad. Alessia Brancatelli)


(v. Wikidata Q326900)

CALDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CALOPTERYX VIRGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CALZATURA UTILIZZATA DAGLI SCIATORI PER AGGANCIARSI AGLI ATTACCHI DEGLI SCI/SNOWBOARD. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMELEA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

camera - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Cfr. zimbar.

CAMINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMOMILLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMOSCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMPANA DELLA VACCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMPANELLINO DI PRIMAVERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAMPANULA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANAPETTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANE DA CACCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANICOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANNUCCIA DI PALUDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANTINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANTINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CANTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAPANNONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAPRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

"Mammifero di media altezza con pelo [corto] ruvido, bianco fino a marrone scuro/nero, con grande corna arcuate verso il fondo per il maschio ossia il piccolo, corna poco arcuate per le la femmina (che viene tenuta come animale domestico grazie al suo latte)" (cfr. Duden: s.v. Ziege).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)


(v. Wikidata Q2934)

CAPRIFOGLIO COMUNE O MADRESELVA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAPRIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAPSELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARCIOFO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARLINA BIANCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARPA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARPINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARRETTO DA FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARRIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CARYOPHYLLACEAE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASARO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASCATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASCINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASEIFICIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CASTAGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVALETTO PER SECCARE IL FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVALLA O GIUMENTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVEDANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVEZZA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVOLAIA MAGGIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVOLFIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CAVOLINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CELIDONIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENGIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTAUREA MINORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTAUREA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTOPELLE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTOPIEDI, CON 15 PAIA DI GAMBE, VIVE SOTTO LE PIETRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CENTOPIEDI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CEPPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CERA D'API - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CERFOGLIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CERRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CERVONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CERVO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CERVO VOLANTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CESENA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CESPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CESTO DELLA SPESA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CESTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CETONIA DORATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

chalet - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Originaria designazione alpina (si veda TLFi, chalet) penetrata nello standard francese per ragioni legate al fenomeno del turismo; la base del termine chalet è costituita da una derivazione diminutiva del termine pre-indogermanico *cala.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

CHAMPIGNON - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

chaschöl - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo morfo-lessicale corrisponde ad un diminutivo del latino caseus 'formaggio' e significava inizialmente 'piccolo formaggio'.
Come mostrato dalla carta interattiva, il tipo morfo-lessicale ha il generico significato di 'formaggio' soprattutto nell'area di lingua romancia (si veda DRG 3, 444-450, s.v. chaschöl), ma anche in una parte dell'area di lingua ladina (val Gardena) (cfr. cartina chaschöl). Al di fuori dell'area di ricerca di VerbaAlpina, invece, esso è presente nel veneziano (casuòla; cfr. EWD II, 126) e in occitano (cfr. FEW 2, 456, s.v. caseolus).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

CHIARORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CHICCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICALA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICERBITA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICERCHIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICLAMINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICORIA SELVATICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CICUTA VIROSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIELO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIMICE VERDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CINCIA DAL CIUFFO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CINCIALLEGRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CINCIA MORA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CINGHIALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIPIRACEE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIPOLLA CANINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIPRESSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIRSIUM ARVENSE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CITISIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIUFFOLOTTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CIVETTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

clarus - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il termine latino clarus 'chiaro' vale qui come base e possiede metaforicamente il significato di 'diluito, annacquato': lo slittamento semantico verso il concetto di LATTICELLO è ragionevolmente motivato se si pensa alla sua consistenza acquosa e la sua poca opacità.
Forme analoghe sono attestate dal FEW, 2, 741 (s.v. clarus, 2, 739).

(auct. Myriam Abenthum – trad. Alessia Brancatelli)

COAGULAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

coagŭlum - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Alla base di questo tipo troviamo il termine latino coagulum, il quale già in latino classico significava sia 'caglio' che 'latte colato', in senso metonimico. Il termine sopravvive ancora oggi in tutte le lingue romanze, ma i due significati si sono conservati solo in gallo-romanzo (si veda FEW, 2, 818 ff., s.v. coagulum). Nelle altre lingue romanze, infatti, il tipo di base si riferisce esclusivamente al concetto di 'coagulante', come ad esempio accade con il termine italiano caglio o con il romancio (sursilvano) cuagl, o ancora con il romancio dell'Engadina quegl 'caglio' (cfr. HWdR, 206; DRG, 4, 303, s.v. cuagl). Oltre al sostantivo, esiste anche il verbo coagulare.
Il verbo latino coagulare, inizialmente utilizzato in forma transitiva per indicare il 'portare alla coagulazione', fu usato a partire dal V secolo anche in forma intransitiva con il significato odierno di 'coagulare' ed è possibile trovarlo in tutta l'area romanza, come nel caso del francese cailler e dell'italiano quagliare (si confronti a tal proposito FEW 2, 816-820, s.v. coagulare).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

COBITE FLUVIALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COCCINELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CODA DI VOLPE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CODIROSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

cohortem - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Secondo quanto riportato dal piccolo dizionario latino-tedesco Georges, la definizione primaria del termine latino cohors è quella di 'rings eingezäunter Ort, der Hofraum, das Gehege, bes. fürs Vieh, der Viehhof', ('zona recintata, cortile o recinto, nello specifico per il bestiame e l'allevamento del bestiame'). Le accezioni di 'folla', 'schiera', e 'seguito', così come quelle più specifiche relative all'ambito militare ('decima parte di una legione', 'guardia del corpo', ecc.), furono generate attraverso un processo di tipo metonimico.
Nell'area alpina si è conservato il significato di base del termine ('freier Melk- und Schlafplatz um die Sennhütte', ovvero 'spazio aperto per la mungitura e luogo di riposo nei pressi del pascolo'); si osserva, per di più, l'evidente spostamento metonimico del vocabolo dall'effettivo spazio per la mungitura agli edifici montani (si veda l'analoga polisemia del tipo base malga).
Varro individua due plausibili derivazioni della parola cohors: secondo la prima ipotesi, essa potrebbe essere connessa al verbo coorior e designare, pertanto, il posto intorno al quale il bestiame 'viene radunato' (dalla traduzione di R.G. Kent [Varro. On the Latin Language, Volume I: Books 5-7. Translated by Roland G. Kent. Loeb Classical Library 333. Cambridge, MA: Harvard University Press, 1938]; questa accezione del termine è, però, difficilmente correlabile a quelle riportate dal Georges, o al significato primario del semplice oriri).
La seconda possibile opzione è che vi sia un rapporto con il termine greco χόρτος, il quale è di per sé perfettamente ricollegabile al latino hortus (Varro, De Lingua Latina 5,88: cohors quae in villa, quod circa eum locum pecus cooreretur, tametsi cohortem in villa Hypsicrates dicit esse Graece χόρτον apud poetas dictam). Difatti, tanto hortus quanto χόρτος hanno in origine un significato analogo a quello di cohors (su χόρτος si confronti Il. 11, 774 e 24, 640).

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

colare - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo base rimanda al termine latino cōlare, 'filtrare, colare', il quale deriva a sua volta dal latino colum 'setaccio, colabrodo' (si veda DELI 2, 250 f.). Oltre ad essere presente nella terminologia riguardante la lavorazione dei metalli, esso è diffuso come termine tecnico anche nella lavorazione di prodotti lattiero-caseari, usato in riferimento ai processi di filtrazione del latte; si confrontino i termini couler in francese, colare in italiano, cular nel romancio del cantone dei Grigioni, corè in ladino (con rotacismo di -l- in -r-) ecc.; (cfr. FEW 2, 877 s.v. colare).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

COLATA DETRITICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLEOTTERI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLLINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLOMBACCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLOSTRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLTURA CHE SI AGGIUNGE AL LATTE NELLA CALDAIA DA FORMAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COLZA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONSERVARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONSOLIDA FEMMINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONTADINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONTENITORE, GROSSO, PER LA CASEIFICAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONTENITORE PER CONSERVARE IL LIQUAME, IN LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CONVOLVOLO O VILUCCHIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CORONA DI CRISTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CORPO DI PROFESSIONISTI CHE SI OCCUPANO DEL SALVATAGGIO DI PERSONE IN PERICOLO IN ZONE MONTUOSE, SOPRATTUTTO SCIATORI E ROCCIATORI. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CORRIDOIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CORTECCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COSTONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

COTURNICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

crama - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

L'etimo del tipo di base crama è di origine gallica. La prima attestazione risale al VI secolo ad opera di Venazio Fortunato; esso apparve nuovamente in una glossa e in alcune ricette mediche nel IX e nel X secolo. Il significato di questo tipo di base è in primo luogo quello di PANNA.
È interessante fare alcune considerazioni sullo sviluppo della parola negli affini francesi: nel francese antico è attestata, come prevedibile, la forma craime , 'crema del latte'; A partire dal XIII secolo, però, si registra in francese medio la forma cresme, indicante 'la parte più spessa del latte che viene a galla quando lo si lascia riposare per poi fare il burro' (si veda FEW 2, 1271.1274, s.v. crama. È qui necessario soffermarsi sulla s apparsa in questa forma, di cui un'odierna manifestazione è offerta dalla ê presente nell'ortografia standard del francese contemporaneo (crême); per spiegarne la presenza, bisogna infatti fare riferimento all'incrocio-interferenza con la parola ecclesiastica chrisma 'unzione', dal greco χρῖσμα.
Nel francese moderno si stabilì la forma crème, da cui fu presa in prestito la parola crema in italiano (si veda il DELI 1: 295).
Il tipo di base crama fu, invece, tramandato soprattutto nella lingua piemontese, nel lombardo e nel retoromanzo, sebbene vi sia stata una sostituzione data dalla sonorizzazione del suono iniziale cr- in gr-, un po' come accaduto nel sursilvano groma e nel romancio dell'Engadina gramma (cfr. HWdR, 381).
Il tipo lessicale tedesco Rahm è anch'esso da ricondurre al tipo di base crama; sulla base dei contatti linguistici in area alpina è possibile proporre una nuova forma di derivazione. Il Kluge 2011, s.v. Rahm offre una ricostruzione della storia della parola, da un punto di vista indoeuropeo:

"Rahm s, m 'panna', tedesco standard (XI sec.), alto-tedesco medio roum, basso-tedesco medio rōm(e). Dal germanico occidentale *rauma- m.panna’, si ottenne anche rēam in inglese antico; si nota l'apofonia, infine, nel ­nordico antico rjúmi.
Assumendo che si parta da *raugma-, allora il termine in lingua avestica raoγna- n., sarà comparabile con raoγniiā- f. 'burro'. Altra origine incerta.
La forma nel nuovo alto-tedesco si basa su una voce dialettale, nella quale il nesso vocalico ou dell'alto-tedesco medio si ridusse alla vocale ā. Nei luoghi in cui vi è una differenza semantica tra Rahm e Sahne, la parola si riferisce al concetto di 'panna acida'. Si vedano le derivazioni: entrahmen; abrahmen. Si rimanda, infine, al termine in nuovo nederlandese room." (Kluge 2011, Online v.s. Rahm 1)

In questo approccio, le relazioni dialettali non vengono prese in considerazione; tuttavia, è da tenere in conto il fatto che nella regione alpina romanza sono ampiamente diffusi il tipo francese crème e quello italiano crema (nello specifico a Sud del confine linguistico germanico-romanzo) (cf. cartina crama.

I corrispondenti tipi fonetici con le varianti vocaliche tonali [æ], [e], [o] e [a] rimandano comprensibilmente alla forma di partenza comune [a], l'innalzamento della /a/ tonica a [e], o anche in [æ] in sillaba aperta o l'arrotondamento di /a/ ad [o] prima delle labiali passa totalmente inosservato. Risulta così il tipo di base crama, di origine gallica, cioè celtica (si confronti FEW  2, 1271-1274, s.v. crama); questo termine è inoltre attestato in Venazio Fortunato (*540-600/610), il quale nacque a Valdobbiadene (area alpina sud-orientale, a Nord di Treviso).
Ora, sarebbe poco plausibile spiegare l'area in comune dei tipi tra loro sinonimi del tedesco Rahm e del romanzo crama come una fortuita coincidenza. Piuttosto, si dovrebbe ricollegare il tipo di base tedesco a quello gallo-romanzo.

La riduzione del suono latino-romanzo ad inizio di parola da [kr-] al tedesco [r-] è un fenomeno riconducibile al fatto che "la h- che precede consonante in lingua tedesca scomparve nel IX secolo" (FEW 16, 249, s.v. *hrokk), così come dimostrato dalle innumerevoli attestazioni di altre forme analoghe. È fuor di dubbio che, nei primi tempi di contatto linguistico tra germanico e lingua romanza, la variante [hr-] esistesse ancora: il francese froc 'saio', infatti, non è da ricollegare all'antico alto-tedesco roc, bensì a hroc, con una sostituzione della laringale da parte della fricativa labiodentale. Il Kluge aggiunge in proposito:

"Rock[.] sostantivo, maschile, tedesco standard (IX secolo), medio alto-tedesco roc, rok, alto-tedesco antico (h)roc, sassone antico rok [.] Da germanico occidentale *rukka- m.Rock’, anche frisone antico rokk. Le forme non germaniche sono comparabili con l'irlandese antico rucht'tunica', gallese rhuchen 'cappotto'. Il resto è poco chiaro.
Esiste anche una variante con hr- come suono inziale in sassone antico hroc, frisone antico hrokk, il quale ha probabilmente portato, tramite la mediazione del francese, al formarsi di Frack (cfr. Kluge 2011, online, s.v. Frack)]]. Si veda anche nuovo nederlandese rok." (Kluge 2011, online, s.v. Rock).

Allo stesso modo è possibile spiegare la coesistenza del termine inglese horse e del tedesco Ross, germanico *hrussa (cfr. Kluge 2011, s.v. Ross) e il tedesco röcheln accanto al  nuovo islandese hrygla 'sonagli in gola', lettone kraũkât 'tossire, sputare il catarro' dall'indogermanico *kruk- 'russare', 'rantolare', 'grugnire'  (si veda  Kluge 2011, s.v. röcheln e simili).


(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli | Beatrice Colcuc)

*crassia - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo di base *crassia, 'grasso', è un nome collettivo relativo all'aggettivo latino crassius 'grasso', variante del latino classico crassus (si veda DELI 2: 517). A partire dal III secolo, questa variante sostituì pinguis, termine originariamente diffuso in tutto il territorio romanzo; quest'ultimo, tuttavia, si è conservato molto bene nell'area di ricerca di VerbaAlpina: si confronti, ad esempio, pench 'latticello' in lombardo o paintg 'burro' in romancio (si veda pinguĕ(m)). È verosimile che il suono iniziale (gr-) conservatosi nelle lingue romanze abbia subìto l'influsso del termine latino grossus 'grosso', non attestato in latino classico (si confrontino FEW, 2, 1277-1286, s.v. crassus e Georges s.v. grossus). È possibile, tuttavia, trovare sonorizzazioni analoghe anche altrove (cfr. ad esempio crama).
In area alpina si riscontrano sporadiche denominazioni della PANNA, intesa come 'parte grassa del latte', provenienti da questo tipo di base.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

CRESPINO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CROCIERE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CROCUS A DOPPIA FIORITURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CROSTA, DI FERITA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CROSTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

crŭsta - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo di base rimanda al latino crŭsta 'crosta', variante della forma classica con [uː] (cfr. Georges, s.v. crūsta). Esso designa la superficie dura e asciutta di un corpo in altre parti morbide e molle. Sia in latino che in altre lingue, il tipo si riferisce, ad esempio, alla crosta del pane. Risulta naturale lo slittamento semantico verso la designazione della 'crosta' del formaggio; esso non è però collocabile nel latino classico: si suppone, piuttosto, che lo spostamento di significato sia avvenuto in un secondo momento.

(auct. Myriam Abenthum | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

CUCCHIAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CUCINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CUCULO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CUFFIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CUMULO DI NEVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

CUMULO DI TERRA CAUSATO DALLE TALPE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DAR DA MANGIARE AGLI ANIMALI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DEMONTICARE, TRANSUMARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DICEMBRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DIGITALE GIALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DITOLA GIALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DOMENICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DORMIRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

DULCAMARA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Eimer - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Le attestazioni mostrano che le parole relative al tipo morfo-lessicale Eimer (in deu. standard 'secchio') indicano nell'area di ricerca di VerbaAlpina un 'recipiente per la mungitura', mentre con il termine Kübel (gem.) (sinonimo di Eimer), ci si riferisce all'effettivo concetto di 'secchio'.
Oltre che nelle attestazioni in lingua tedesca, è possibile trovare dei cognati linguistici del tipo anche nei dialetti slavi, con il significato principale di 'Eimer' ('secchio'); si vedano, ad esempio, i termini ajmar o ajmarelj, ejmpar, jempa, lambar e lempa (cfr. Karte Eimer). Nell'intera regione alpina orientale sono diffusi diversi esempi di parentela linguistica del tipo, soprattutto nei dialetti sloveni sotto forma di prestito linguistico. È proprio la realizzazione fonetica di /empar/ – la cui presenza si rivela tramite le attestazioni presenti nello SLA – a dimostrare la mediazione del tipo attraverso il bavarese, dove con Empa si indica allo stesso modo il concetto di 'secchio'. I dizionari (cfr. DWB: s.v. Eimer; EWBD: s.v. Eimer) rivedono nell'alto-tedesco antico eimbar (cfr. AWB: s.v. Eimer) una derivazione dal termine latino amphora, a sua volta preso in prestito dal greco amphoreús (cfr. Kluge: s.v. Eimer).

(auct. Markus Kunzmann)

ELICRISO ITALIANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ELICRISO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ELLEBORO VERDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ELMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EQUISETO DEI CAMPI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA CIPOLLINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA CIPRESSINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA CORNETTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA DI SAN GIOVANNI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA MEDICA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA MORELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA TREMOLINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA TRINITÀ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA VETRIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERBA ZOLFINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERICA CARNEA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ERMELLINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ESTATE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EST - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EUPHORBIA CHARACIAS - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

EVONIMO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*excŏcta - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base corrisponde ad *excŏcta, forma femminile del participio perfetto latino al passivo di *excoquere , 'cuocere troppo'. Si tratta di una forma composta del termine coquere 'cuocere' e del prefisso ex- (cfr. DELI 5,1167). Il tipo di base è molto diffuso nel Nord Italia, più di quanto le attuali attestazioni riportate da VerbaAlpina lascino supporre (si veda FEW 3, 278, s.v. *excocta, e ancora Treccani s.v. scotta 2).
Le forme tedesche del tipo di base, così come anche lo sloveno skuta, rappresentano in senso prototipico parole appartenenti al substrato romanzo nel campo della lavorazione del latte in area alpina. Approcci obsoleti, i quali cercavano una derivazione dall'alto-tedesco antico scotto nel tedesco schottlen/schütt(l)en con conseguenti prestiti nelle lingue romanze, sono qui da escludere, in quanto forme come il lombardo scoččia [skotʃa] possono essere ricollegate solo all'etimo *excocta e non all'alto-tedesco antico scotto. Ѐ chiaro, dunque, che bisogna procedere al contrario nel ricostruire la storia del prestito, collegando il termine in lingua alto-tedesca alla lingua romanza (si confronti, in questo senso, Idiotikon VIII, 1563, s.v. Schotten e anche EWD, II, 200).
Si noti, tuttavia, la coesistenza di due tipi fonetici in ladino:
(a) il primo con [ʃk-] in posizione iniziale (si confronti [ʃkota] attestato a Livinallongo del Col di Lana), così come anche in friulano;
(b) il secondo con [tʃ-] in posizione iniziale (si confronti [tʃot(e)] attestato nel resto della Sella-Ladinia).
Ѐ possibile che quest'ultimo sia un prestito di ritorno dal bavarese del Südtirol (si veda EWD II, 199-200).
Il tipo di base è degno di nota a livello semantico, in quanto ci fornisce un esempio caratteristico di polisemia metonimica: esso, infatti, si riferisce ai diversi prodotti ottenuti tramite la coagulazione del latte (o del siero del latte) mediante riscaldamento e bollitura prolungata (lat. EXCOQUERE), vale a dire la massa del formaggio, i liquidi estratti, così come anche la ricotta e le parti proteiche (sull'argomento cfr. VALTS IV, 204).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

exsūctus - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo di base rimanda al termine latino exsūctus 'succhiato, dissanguato, asciutto', al participio perfetto passivo (si vedano Georges, s.v. exsugo e FEW, 3, 342 f., s.v. exsuctus). Esso è correlato ai termini romanzi che esprimono il significato di 'secco' (ita. asciutto, pms. sü(i)t, roh. (Engadina) süt, cat. aixut, spa. enjuto, por. enxuto) e, ancora, a quelli inerenti al significato di 'magro, scarso' (ad esempio il termine ron. supt).
Per il progetto di VerbaAlpina sono significative alcune attestazioni rilevate in Friuli, indicanti il concetto di FORMAGGIO.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

FABBRICATO PER VACCHE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FABBRICATO, SEMPLICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAGGIUOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAGIANO DI MONTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAGIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FALCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FALCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FALCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FANELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARDELLO DI GRANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARE IL BURRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARE LE FUSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARFALLA DEL GELSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARFALLA NOTTURNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARFALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARFARA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARINELLO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARNIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FARRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FATTORIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAVA, GIOVANE, VERDE, DA MANGIARE INTERA, CON I SEMI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FAVO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FEBBRAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FEGATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FENOMENO DI VARIAZIONI ATMOSFERICHE GENERALIZZATE E A LIVELLO MONDIALE, NATURALI O A CAUSA DELLA PRESENZA DELL'UOMO. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FERITA, PIAGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIENILE SITUATO SUL PRATO DELLA MONTAGNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIENILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIENILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FINIMENTI DA TIRARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FINOCCHIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIOCCO DI NEVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIORDALISO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIOR DI CUCULO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIORRANCINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FIORRANCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FOLAGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORCONE DA FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORCONE DA LETAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORMA DI TURISMO CHE PREVEDE UN BASSO IMPATTO SULL'AMBIENTE, IN PARTICOLARE IN AREE PROTETTE E DALL'ALTO INTERESSE NATURALISTICO. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORMAGGIO A PASTA DURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORMAGGIO DELLE ALPI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORMAGGIO DI CAPRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORMAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORMAGGIO TENERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

formaticu(m) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

ll tipo base formaticu(m) deriva dal lat. forma con significato di 'forma, recipiente'. L'origine è gallica e, in una prima fase, era in realtà solo un aggettivo per cāseus 'formaggio'. Entrambe le forme hanno dato il nome al formaggio a pasta dura modellato. Nel suo ulteriore sviluppo il sostantivo cāseus è stato abbandonato e l'aggettivo formaticum è stato sostantivato. È possibile supporre che questa parola sia molto antica dal momento che la prima attestazione di questa forma si trova in un glossario francese settentrionale dell'VIII secolo. Inoltre, anche la forma xbm. fourondec conferma le antiche origini. Questo suggerisce che questa parola si è imposta prima del passaggio da -aticu a -age. Oltre al cambiamento del suffisso, si può osservare anche una metatesi sulla base delle attestazioni nel francese antico, nel francese medio così come nel francese moderno. In francese antico è attestata la forma fromage ‘substance alimentaire qu'on obtient en faisant subir diverses préparations au lait caillé; masse de cette substance moulée en pain’. Il francese medio vede la presenza di due forme parallele: fourmage e froumage. Nel francese moderno, la metatesi si è infine risolta nella forma fromage. Dall'area galloromanza, tale forma è stata successivamente presa in prestito in numerose altre lingue romanze. In tutta l'Italia settentrionale si possono trovare forme come ita. formaggio, pms. furmágg, lmo. formai oder vec. formagio (cfr. FEW 3, 717-719 s.v. formaticum).. Nell'area ladina dolomitica, il tipo formaticum ha sostituito quasi ovunque il tipo cāseus. Il tipo cāseus, come mostrano la cartina 1217 dell'AIS e l'EWD (II, 126), è presente ancora nelle valli di Badia e Gardena con le forme ćiajó e ćiaujel (entrambe dalla forma suffissata caseolus). Il cambiamento del tipo di base lat. formaticu(m) può essere spiegato attraverso la combinazione parola-cosa in quanto, in questo caso, tale attestazione è stata motivata dal nuove modalità di produzione del formaggio con l'utilizzo di uno stampo per la tipica forma rotonda.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Beatrice Colcuc)

FORMICA, GRANDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORNELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FORNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FOSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FRAGOLA DI GIARDINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FRAGOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

fràima - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo morfo-lessicale qui illustrato è attestato nella cartina AIS 313 ("L'AUTUNNO") per la località bellunese di Ponte nelle Alpi (punto 336). Tra i dizionari di referenza il vocabolario Treccani è l'unico a riportare questo tipo. Tuttavia, la forma riportata da Treccani non si riferisce in generale al concetto AUTUNNO, quanto piuttosto all'espressione che i pescatori veneziani utilizzano per riferirsi al periodo dell'autunno, in cui i pesci lasciano la laguna per dirigersi verso il mare aperto. Da altri vocabolari è comunque possibile capire che il tipo in questione non è presente solamente nella parte meridionale del Veneto e in Ponte nelle Alpi, ma anche in altre varietà della provincia di Belluno, soprattutto in Agordino – ma anche nella vicina val di Zoldo – con significato di 'autunno' (vgl. Rossi 1992, 314, s.v. fardìma; Pallabazzer 1989, 189, s.v. ferdíma). È interessante notare che la forma qui brevemente commentata si estende da sud verso nord raggiungendo il territorio della cosiddetta Ladinia sellana senza superarne i confini (vgl. Blad s.v. auton).
Questo tipo morfo-lessicale appartiene al tipo di base lat. frigĭdus ('freddo') (FEW 3, 797).

(auct. Beatrice Colcuc – trad. Beatrice Colcuc)

FROGE DEL CAVALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FROSONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FRUTTO, DEL BIANCOSPINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUMARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUNGO DA ESCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUNGO DELLA CARNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FURETTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

FUSTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Gaden - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Nel tedesco standard odierno, e in determinate regioni, il tipo morfo-lessicale Gaden si riferisce ad una camera o ad una struttura costituita da una sola stanza. Oltre ad avere questo significato, il tipo esiste in diverse altre lingue come termine tecnico proprio dell'ambito architettonico, e riguarda nello specifico le pareti della navata di una basilica, finestre comprese (cfr. Duden s.v. Gaden). Nell'area di studio di VerbaAlpina, la parola si trova di frequente nei composti, soprattutto nei dialetti alemanni svizzeri in cui con il termine ci si riferisce ad una singola stanza ('stanza per il latte', ad esempio, o 'stalla per il bestiame', 'fienile', 'granaio alpino'); nel Südtirol, invece, essa designa soprattutto il 'fienile'. Nella parte settentrionale del Tirolo, infine, si utilizzano forme con la parola Stadel 'fienile'.
Il termine è attestato in antico alto-tedesco come gadum o gadem, in forma neutra. Attraverso una parola dal significato di 'abbandonare' o 'lasciare vuoto' si aggiunse una relazione con parole di altre lingue indoeuropee del germanico *ǵhə-t-mo- per 'stanza libera, stanza vuota' (cfr. Kluge 2011, online s.v. Gaden). Gaden o Gadem veniva percepito come termine obsoleto già nel XIX secolo, secondo le attestazioni riportate nel dizionario dei Grimm. Il termine era allora ancora presente sia come neutro che come maschile (si veda DWB s.v. Gadem).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Alessia Brancatelli | Beatrice Colcuc)

GALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GALLINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GALLO CEDRONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAMBA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAMBERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAMBI E FOGLIE DEI CEREALI, TREBBIATI, SECCHI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAROFANO, SELVATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GATTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GAZZA LADRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GECO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Geiß - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Geiß è la denominazione principale per capra nell'area tedesca meridionale.

GELSO BIANCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GELSOMINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GEMMARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GENNAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GENZIANA MAGGIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Gepse - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Gepse/Gebse si riferisce a un contenitore rotondo di legno in cui viene conservato il latte (cfr. Idiotikon s.v. Geps(e), DWB s.v. Gepse). La parola è usata principalmente nei dialetti alemannici (cfr. cartina Gepse), e porta soprattutto il significato di 'recipiente per scremare' e 'recipiente per la scrematura'. Ci sono anche alcune prove per 'recipiente per la mungitura', 'recipiente per la formazione del formaggio' e 'recipiente per la trafilatura del latte'. Anche l'Idiotikon si riferisce ai significati di base 'recipiente per la conservazione del latte' e 'recipiente per il formaggio' (cfr. Idiotikon s.v. Geps(e)). Il lessema ha probabilmente avuto origine dall'alto-tedesco antico gebita, gebiza che stava per 'contenitore/scodella/ciotola' che a sua volta può essere ricondotto al lat. gabata (vgl. AWB, s.v. Gebita).

(auct. Marina Pantele – trad. Ester Radi)

GETTAIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GHEPPIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GHIACCIAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GHIACCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GHIAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GHIAIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIACINTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIAGGIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIARDINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIGARO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIGLIO ROSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIOGAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIRASOLE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIRINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIUGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GIUNCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GOCCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GOLENA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRACCHIO CORALLINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRAMIGNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRAMINÀCEE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRANDINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRANOTURCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRESPINO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRILLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRILLOTALPIDAE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRONDAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GRONDAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GUFO REALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

GUFO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

gumьno - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo concetto di base slavo è già documentato nella sua stessa forma nel paleoslavo (crf. Cyrillomethodiana, s.v. гѹмьно). Nelle lingue standard slave di oggi si ritrova nel hbs. gúmno 'LUOGO PER TREBBIARE IL GRANO', rus. gumnó 'AREA PER TREBBIARE IL GRANO', ces. humno 'PAVIMENTO DELLA STALLA INDURITO/CEMENTATO PER TREBBIARE IL GRANO, pol. gumno 'EDIFICIO NEL QUALE SI CONSERVA IL GRANO PRIMA DI TREBBIARLO; PARTE DEL FIENILE, PAVIMENTO CEMENTATO SUL QUALE SI TREBBIA IL GRANO; FIENILE INSIEME AL EDIFICIO DI SERVIZIO'. Nel proto-slavo *gumьnȍ aveva significato di 'STANZA NELLA QUALE VIENE TREBBIATO IL GRANO'. Il concetto di base consiste nelle radici*gu̯ou̯-, 'BESTIAME' e *menH- 'CALCIARE, SCALPITARE, BIGHELLONARE', dunque il concetto proto-slavo *gumьnȍ 'STANZA NELLA QUALE IL GRANO VIENE CALPESTATA DAGLI ANIMALI' (cfr. SNOJ, s.v. gúmno).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

GUSCIO DI CHICCIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Hacke - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Oltre al tipo morfo-lessicale Beil (gem.) che si usa a ovest a est dell'area di ricerca tedescofona, risulta da dati crowd, che il tipo Hacke sia usato dalla maggioranza per il concetto di [Kommentar:C1140]]. L'interessante è che sembra divulgarsi in modo specificamente dialettale. Nell'area alemanna il concetto viene rappresentato dal tipo lessicale Hacke (gem.) mentre Hacke lo si trova nell'area di rilevamento bavarese. A Galtür (Tirolo), un luogo al punto d'intersezione dal tedesco al romanzo e luogo di passaggio tra l'area di ricerche bavarese e alemanna si trovano persino entrambe le denominazioni.

Secondo Kluge Hacke è una creazione strumentale dal verbo hacken (cfr. Kluge s.v. Hacke). Il tipo si limita alle lingue germaniche occidentali (ata. hackōn, atm. hakken, mhd./mnl. hacken, nl. hakken, aengl. -haccian, eng. to hack) (cfr. DWDS s.v. hacken). Hacke con significato di PARTE POSTERIORE DEL PIEDE manca sia nel tedesco meridionale che nel medio alto-tedesco, probabilmente a causa della parola Ferse che viene usata in cambio.

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

hiša - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo slavo nel significato di base CASA deriva dal pan-slavo, come ad esempio: kro. čak. hȋša 'CASA', tsch. chýše 'CASA, CAPANNA'. Il tipo ha una base germanica, da cui ha origine anche il tipo di base hūs (vedi SNOJ, s.v. híša). Nel contesto alpino, il tipo rappresenta anche concetti più specifici come FATTORIA, SOFFITTA, CUCINA, DORMITORIO e insieme ad aggettivi FIENILE (vedi Karte).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

hûs - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Cfr. le attestazioni in alto-tedesco antico.

(auct. Thomas Krefeld)

hutta - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Cfr. le attestazioni in alto-tedesco antico.

(auct. Markus Kunzmann)

IMMAGINE, VIDEO, TESTO ECC., TIPICAMENTE IRRIVERENTE, CHE VIENE COPIATO E SI DIFFONDE RAPIDAMENTE FRA GLI UTENTI DI INTERNET, SPESSO CON ALCUNE VARIAZIONI. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

IMPIANTO DI RISALITA A FUNE ADIBITO AL TRAINO DEGLI SCIATORI SUGLI IMPIANTI SCIISTICI. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INFORMAZIONI, CONTENUTE IN UN BLOG/VIDEO/VLOG/POST ETC. ESEMPIO: "Chiara Ferragni ha fatto dei suoi... un'industria milionaria" - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INONDAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INSALATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INSTALLAZIONE VOLTA AL RICAVO DI ENERGIA. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INTARSIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

INVERNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

IPOMOEA O RAMPICHINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

IPPOCASTANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

IRRIGAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ISSOPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

iŭncus - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo di base proviene dal termine latino iŭncus 'giunco'. Esso si diffuse in molte lingue romanze dando origine all'italiano giunco, al piemontese gionch, al catalano jonc, allo spagnolo e al portoghese junco, e al francese jonc. A partire dal francese medio si svilupparono alcune denominazioni degli strumenti in giunco impiegati nella produzione del formaggio tenero, come ad esempio il termine jonchiere 'piccolo paniere in giunco per la preparazione del formaggio tenero' e jonchée 'paniere in giunco per la preparazione del formaggio tenero'. Il termine jonchée, però, significa anche 'formaggio preparato in un piccolo paniere' (si veda FEW , 5, 65-67, s.v. jŭncus), e lo stesso significato è attribuibile al termine italiano giuncata (cfr. Treccani, s.v. giuncata). Il mutamento semantico si spiega, qui, attraverso la combinazione metonimica di parola e oggetto cui essa si riferisce. Per il modellamento della ricotta o del formaggio, infatti, si utilizzano diversi utensili, così come anche piccoli cestini di giunco. La massa del formaggio viene posta dentro i cestini e successivamente messa a gocciolare su una apposita tavola, per poi essere spremuta a mano per eliminare i liquidi in eccesso (si veda a tal proposito Scheuermeier 1943: 41). È interessante che tali cestini vengano anche menzionati nell'episodio di Polifemo tratto dall'Odissea (si vedano nello specifico ταρσοί [Libro 9, 219] e πλεκτοὶ τάλαροι [Libro 9, 247]).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

Jauche - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Jauche nel senso di 'liquido maleodorante, concime liquido, acqua di letame' è diffuso principalmente nell'area dialettale bavarese sotto forma di Jauchn e Jauche. La parola trova la sua origine in gmh. Jus/Juche come 'brodo, zuppa' (vedi DWB, s.v. Jauche).

(auct. Marina Pantele – trad. Ester Radi)

Kessel - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

La parola Kessel 'calderone' / 'caldaia' rappresenta nei dialetti tedeschi dello spazio alpino vari tipi di recipienti utilizzati nella lavorazione del latte. La parola Kessel può dunque denominare il recipiente per la produzione del formaggio oppure un qualsiasi contenitore per raccogliere il latte. Sembra che nello standard così come nei dialetti, la forma Kessel si riferisca a un recipiente di metalli, in quanto tra le forme attestate per il concetto SECCHIO, si trovano anche forme relative sia a Eimer sia a Kessel. Ciononostante, un RECIPIENTE PER LA PRODUZIONE DI FORMAGGIO non è mai indicato con forme collegate a Eimer dal momento che per riscaldare il latte è necessario un materiale ignifugo.

Il nhd. Kessel riporta al diminutivo dal lat. catinus (cfr. Georges s.v. catīllus), cioè catīllus. Il prestito dal latino deve essere stato precoce, dal momento che già nel gotico per un contenitore di metallo viene usato katil(s) (cfr. Wulfila, Mk 7, 4) come anche in tante altre lingue germaniche (cfr. DWB s.v. Kessel; DWDS s.v. Kessel; Kluge s.v. Kessel).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Beatrice Colcuc | Ester Radi)

kotel - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Qui si tratta di una parola panslavistica, che è già stata documentata nel chu. (cfr. KWKS, s.v. КОТÉЛЪ). Nelle lingue slave la si trova con significato di CALDERONE in pol. kociol, hrv. kòtao, rus. kotël, ces. kotel. La forma preslava *kotьlъ̏ deriva attraverso il germanico dal latino (cfr. Georges, Georges, s.v. cattillus).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

koza - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base slavo è già documentato nei testi paleoslavi del Cinquecento. Il tipo risale al ide. *kag'ah2 (oppure *kog'ah2). È imparentato con il concetto got. hakuls MANTELLO (originariamente i mantelli erano fatti di pelle di capra), dum. hoekjin PICCOLO CAPRONE (cfr. SNOJ, s.v. koza).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

koza - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo morfo-lessicale slavo koza nel suo significato di base CAPRA si trova in diverse lingue slave standard e microlingue (cfr. pol. koza, slk. koza, hsb. koza, dsb. koza, rus. коза , bel. коза , ukr. коза, slv koza, hbs. козаbul. коза ) e risale al comune tipo di base koza. Nell'area di studio di VA il tipo si trova solo nel ambito della famiglia delle lingue slave (vedi cartina koza).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

KRAPFEN - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Kreister - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Kreister denomina un semplice posto per dormire nell'edificio dell'alpeggio. Questo tipo di parola non si trova in nessuno degli atlanti linguistici della regione alpina di lingua tedesca (BSA, SAO, SDS, TSA). Solo Schmeller (cfr. kreisten) ne parla e solleva un pensiero in cui mostra il significato: "Che il kreister appartenga qui o là, che sulle Alpi tra l'Inn e l'Isar significa il letto di fieno della caseiera in una capanna alpina, non posso deciderlo." Per il resto, alla parola kreisten nei dizionari viene collocato solo il significato di gemitare con sforzo' (vedi TId. kreisten; DWB kreisten). Non è chiaro se le parole kreischen e kreißen usate oggi siano riconducibili ad essa.
È ipotizzabile una derivazione da lat. crista, che significa principalmente 'cresta del gallo'. L'etimologia, che da prima sembra essere opaca, acquista colore se si considera, che da essa derivano anche parole con il significato di 'panna' o 'cresta di montagna' (cfr. ita. cresta, fra. crète) e che potrebbero essere spiegate dalla componente semantica 'in cima'. Nelle semplici abitazioni alpine, i cofani in cui venivano conservati gli attrezzi venivano spesso utilizzati come dispositivi per dormire.




(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

Kübel - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Nei dialetti del tedesco superiore, Kübel è la comune designazione per i grandi recipienti destinati principalmente al trasporto di liquidi. Il termine ha anche il significato semplice di 'secchio', ma viene utilizzato in innumerevoli composti indicanti il concetto di ZANGOLA.
Testimonianze di Kübel in alto-tedesco antico sono attestate a partire dal X secolo nella forma kubilo (cfr. AWB: s.v. kubilo).
Specie nelle aree di produzione vinicola a sud delle Alpi, con il latino cūpa si designava un grande recipiente in legno. Dal Norditalia il termine giunse successivamente nell'area alto-tedesca e fu probabilmente preso in prestito tramite il provenzale antico *cubel, 'piccolo tino' (cfr. EWBD: s.v. Kübel), il quale non è attestato in questa forma, ma si presenta in derivazioni come cubelot o come cubellus in latino medio (si veda FEW 2, 1550 s.v. cūpa); ad esso si riallaccia anche il latino cūpella 'recipiente per bere, efa', indicato come etimo dal Kluge (cfr. Kluge: s.v. Kübel). Parole derivate da Kübel sono diffuse nell'intera area alpina orientale (cfr. Karte Kübel).

(auct. Thomas Krefeld | Markus Kunzmann – trad. Alessia Brancatelli)

Kuh - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Nell'area alpina tedescofona Kuh (mucca) è il tipo di parola, che rappresenta unicamente il prototipo 'bovino femmina'. Già dal ottavo secolo è documentato nel goh. kuo, però lo si trova anche nella forma poco invariata nel gmh. (cfr. DWB s.v. Kuh) e si presume che abbia una motivazione onomatopeica (cfr. DWB DWDS s.v. Kuh). Anche in altre lingue germaniche si riscontra la parola e per di più è documentato l'equivalente greco gr. boüs f./m., per le lingue celtiche inveceair. ; kymr. bu, buw, buyn (vgl. Kluge s.v. Kuh).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

lacciata - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

All'interno del territorio alpino, le varianti del tipo morfolessicale lacciata (con significato di SIERO DEL LATTE) si estendono dal piemontese occidentale fino al ligure (cfr. cartina AIS 1218). Nel resto del territorio italiano, vi sono alcune forme simili attestate nei dialetti siciliani, calabresi e lucani. Dal punto di vista etimologico, tali forme sono da ricondurre al lat. *lactata(m). In questo caso, il nesso consonantico norditaliano -ct- si è sviluppato in un primo momento in -it- e solo successivamente, per palatizzazione di -t, è divenuto un'affricata palatale (cfr. Rohlfs 1966, 366). Le varianti presenti in Sicilia, Calabria e in Basilicata sono da considerarsi come resti galloromanzi delle colonie galloitaliche.

(auct. Beatrice Colcuc – trad. Beatrice Colcuc)

lăcte(m) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base deriva dal latino lac 'latte', il quale è a sua volta un prestito dal greco *glact. γάλα (n.) o da γλάγος (n.; usato soprattutto in senso poetico, preferito probabilmente per questioni di metrica, e attestato ad esempio in Omero Il. II 471 e in Pindaro frg. 106) (cfr. Georges 2, 525 s.v. lac). Con il tempo, il genere della parola passò da neutro a maschile, risultando nel termine latino lăcte(m) (accusativo di lac [n.] = lac!). La maggior parte delle lingue romanze ereditò lacte(m), di genere maschile: si spiegano, dunque, il francese lait, l'italiano làtte, il friulano lait, il piemontese lait ed, infine, il tipo dolomitico làt (cfr. (vgl. FEW 5, 114 s.v. làt; vgl. EWD 4, 177; vgl. DELI 3, 655). Nell'area di studio di VerbaAlpina è, infatti, raro incontrare questa parola ereditata al genere femminile, come succede invece nella lingua veneta late (cfr. DéROM s.v. */'lakt-e/); al di là dell'area alpina, il tipo al femminile è diffuso soprattutto nella Francia meridionale e al nord della Spagna DéROM loc.cit.).
In alcune zone delle Alpi, come in Svizzera e nella regione storica della Savoia, in rifermento al concetto di ''latte'' si utilizzano parole provenienti dal latino *lacticellum , ovvero il diminutivo del termine lăcte(m) (si veda a tal proposito FEW 5: 114). È da qui che fu ad esempio preso in prestito il termine italiano latticèllo (si veda DELI 3: 655).
Anche alcune denominazioni del concetto di SIERO DEL LATTE derivano dal tipo di base. Da un lato vi sono derivazioni tramite il suffisso -ata, le quali, però, si riferiscono a nomi collettivi; dall'altro si trovano spesso dei diminutivi del tipo di base, i quali comunque sottintendono l'idea che il siero ottenuto dalla lavorazione del formaggio non sia, in effetti, normale latte da bere. In francese, ad esempio, l'espressione petit-lait si riferisce al concetto di SIERO DEL LATTE. Tradotto alla lettera significherebbe 'piccolo latte', ma proprio attraverso l'anteposizione dell'aggettivo petit 'piccolo', quest'espressione assume il valore di diminutivo (si veda FEW 5: 114).

(auct. Myriam Abenthum | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

LAGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAMIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAMPONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAMPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAMPREDA DI FIUME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAPPA BARDANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTE ACIDO, CRUDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTE DI CAPRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTE MAGRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTICELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LATTUGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LAVANDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LE ACQUE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LECCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LEGNAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LEGNO DI PINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LEPRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LETAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LETTO DEL FIUME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LETTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LEVRIERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LIBELLULA DEPRESSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LIBELLULA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LICHENE ISLANDICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LICHENE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LIEVITO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LIGUSTRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LILLÀ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LINFA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LIQUAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LOCALE PER LA CONSERVAZIONE DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LODOLAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LOMBRICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

lonьcь - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base è già documentato nello slavo ecclesiastico. Nelle lingue slave di oggi lo si trova solo nello sloveno e per esempio in serbo-croato slv. lonec 'pentolone'; hrv., srb. lònac 'pentolone' (cfr. SNOJ, s.v. lonec). L'etimologia della parola non è chiara. Stando a ESSJ (II: 149) questo tipo deriva o dal grc. lēnós 'trogolo legnoso' o dal lat. lanx e grc. lekís, lakánē 'chiave'.

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

LUCCIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUCCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUCE DEL SOLE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUCERTOLA DEGLI ARBUSTI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUCERTOLA MURAIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUCHERINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUGLIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUMACA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUMACA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUNEDÌ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUOGO ATTREZZATO ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI, ANCHE INGOMBRANTI E NON SMALTIBILI NEL NORMALE SISTEMA DI RACCOLTA. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUPINELLA COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

LUPPOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MACCHIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MACINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MAGAZZINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MAGGIORANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

magiostra - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

La diffusione di questo tipo morfo-lessicale è localizzata nelle Alpi occidentali, dal territorio delle Alpi lombarde fino alla pianura ligure ed emiliana. La stessa forma è attestata in alcune varietà della Francia centrale, della Provenza e dei Pirenei occidentali. La ricostruzione etimologica popolare, che ricollegava questo tipo all'etimo lat. maius è stata rifiutata (cfr. Pellegrini 1980, 79-80).

(auct. Beatrice Colcuc)

Mahd - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Nonostante la disposizione metodologicamente puramente espressiva dei tipi morfo-lessicali, il tipo gem. Mahd senza assegnazione di genere si riferisce alla voce Duden Mahd, die, die, che significa 'falciare, falciare l'erba, tagliare l'erba, raccogliere l'erba'. Anche se non esiste un sostantivo senza un genere in tedesco, la maggior parte dei dati crowd e alcuni documenti presi da fonti tradizionali sono quelli per i quali non viene dato un genere grammaticale. Al femminile Mahd si contrappone un significato neutro di 'prato di montagna' (vedi Duden s.v. Mahd). Nonostante la tipizzazione puramente formale, è necessario assegnare i documenti del crowd a un tipo morfo-lessicale adeguato, tenendo conto del concetto per il quale i crowder hanno fornito il documento, ad esempio il concetto RACCOLTA DI ERBA (cfr. Karte GRASERNTE).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

MAIALE, MASCHIO, CASTRATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MALTEMPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MAMMELLA, DI VACCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANDORLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANDRIA, GREGGE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANGIATOIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANICO CENTRALE DELLA FALCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANTIDE RELIGIOSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MANZO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARASSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARGHERITA DEI PRATI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARGHERITINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARMOTTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MARZO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MASTELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MATTINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MELA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MELISSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

melkan - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Cfr. le attestazioni in alto-tedesco antico

(auct. Thomas Krefeld)

MELO COTOGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MELO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MERENDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MEZZALUNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MEZZO CINGOLATO PER MUOVERE SULLA NEVE, USATO SPESSO PER LA PREPARAZIONE DELLE PISTE DA SCI. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MEZZO DI TRASPORTO A TRAZIONE MECCANICA PER MUOVERSI SULLA NEVE, CON DUE SCI SULLA PARTE ANTERIORE DEL MEZZO E CINGOLATO SULLA PARTE POSTERIORE. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MIGNATTA, SANGUISUGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MILLEPIEDI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MIRTILLO BLU - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Mist - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo morfo-lessicale Mist (sterco) lo si trova specialmente nell'area alpina bavarese e alemanna. Il significato di base è 'sterco', cioè l'escremento mischiato alla paglia o il fieno' (cfr. Duden s.v. Mist) ossia 'Kuhdreck' sterco di vacca. Gli atlanti linguistici (cfr. Idiotikon s.v. Mist, DWB s.v. Mist) offrono una moltitudine di alternative: Mist dunque non ha solo il significato di 'sterco di mucca', benché 'sterco di animali e umani', putrescente', 'concime' e 'letamaio'. Oggi il lessema Mist deriva dal ags. meohx/meox che sta per 'immondizia, maceria' (cfr. DWB s.v. Mist).

(auct. Marina Pantele – trad. Ester Radi)

MONTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MORELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MOSCARDINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MOSCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

muaglia - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo morfo-lessicale muaglia, diffusa soprattutto nei Grigioni e nella vicina Lombardia, designa o la singola MUCCA o anche la MANDRIA DI BESTIAME, anche se ad esempio l'esistenza di una "Societad d'allevamaint da muaglia bovina" a Celerina/Schlarigna (presso St. Moritz) indica, che ciò non significa specificamente una MANDRIA DI MUCCHE, ma in generale una MANDRIA DI ANIMALI (PRODUTTIVI).
Poiché muaglia non si riferisce solo all'individuo, ma anche al collettivo e neanche solo alla *MUCCA*MANDRIA, è impossibile associare il tipo con il lat. mulgēre, MUNGERE. Piuttosto, è stato stabilito un collegamento dal lat. mōbilia (n. Pl.) (FEW6, 3: 1 s.v. mobilis]) che sembra più probabile. Il termine si riferisce quindi alla mobilità del bestiame e deve essere inteso come un complemento ai beni immobili. Anche la parola muvel (m.) (roa.) che riscontriamo nella Bassa Engadina, si riferisce al BESTIAME, e per di più viene associata al latino mōbilis (FEW loc. cit.).

(auct. Stephan Lücke – trad. Ester Radi)

MUCCHIO DI FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MUFLONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Mugg - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

La parola tedesco svizzero Mugg denomina la MUCCA. È in relazione con il verbo muggen, che fra l'altro viene usato anche per il MUGGITO della mucca (Idiotikon s.v. mugge[n]). Può essere che la parola è stata introdotta nel toscano mediante il contatto linguistico al mercato di bestiame a Lugano (dal 1513) e ha formato l'origine al posto della parola volgare italiana vacca del tipo morfo-lessicale mucca (f.) (roa.) come denominazione per la VACCA DA LATTE. La legenda dell'AIS cartina 1042 indica espressamente che a Siena (Punto AIS 552), le vacche da latte sono spesso "di origine svizzera" (cfr. anche il commento più dettagliato relativo a mucca (f.) (roa.)). L'Idiotikon assegna la parola, come anche il diminutivo Mûggeli, al linguaggio infantile.

(auct. Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc | Ester Radi)

MUGHETTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

mŭlgēre - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base rimanda al termine latino mŭlgēre 'mungere' (si confronti anche con il termine greco 'ἀμέλγω', sebbene l'alfa iniziale potrebbe essere interpretata come prefisso, di cui in ogni caso non sarebbe chiara la motivazione). Gli equivalenti romanzi, come ad esempio l'italiano mungere (si veda Treccani, s.v. mungere o il ladino mùje (si veda EWD IV, 488) presuppongono, però, un cambio di coniugazione verso mŭlgĕre ed un mutamento da -l- a -n-.
Una connessione con Malga sarebbe molto plausibile dal punto di vista semantico; a causa dell'altra vocale tonica, però, risulterebbe foneticamente problematica.
Il termine tedesco melken sarebbe, secondo il Kluge (614), da ricondurre all'indoeuropeo *melǵ- 'mungere' – così come anche il latino 'mulgere' e il greco 'ἀμέλγειν'.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

MULINO PER MACINARE IL CRUSCHELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MUNGERE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MUNGITRICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

MUSERUOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

muvel - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Come anche il termine muaglia (f.) (roa.) (MANDRIA DI ANIMALI, MUCCA), diffuso in Engadina e nelle zone limitrofe della Lombardia, il tipo morfo-lessicale muvel è collegato al lat. mobilis alludendo al fatto che i bovini sono beni mobili.

(auct. Stephan Lücke – trad. Ester Radi)

NARCISO GIUNCHIGLIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NARCISO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NEBBIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NEGOZIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NEMBO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NESPOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NEVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NIDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NINFEA BIANCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*nīta - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo di base è diffuso sia nella lingua tedesca parlata in Svizzera (si veda il termine Nidel 'panna, strato di panna sul latte cotto'; nell'Idiotikon s.v. Nidel), che in ladino (nìda ‘Buttermilch’; cfr. EWD V: 49-50; cfr. Blad s.v. nìda).
L'ipotesi di un prestito dalla lingua romanza a quella tedesca appare poco plausibile; è più facile ipotizzare, piuttosto, la possibile presenza della forma pre-latina *nīta (si veda a tal proposito Jud 1924: 201-203).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

NOCCIOLAIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NOCCIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NOCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NONTISCORDARDIMÉ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NORD - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NOVEMBRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

NUVOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Odel - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il lessema Odel nel significato di 'letame, liquame, concime liquido' si trova nella regione alpina di lingua bavarese nelle forme Odl, Otl, Atl oppure Ol. Ai tipi morfo-lessicali Adel del DWB e a Odel nel Duden e nel BWB viene assegnato lo stesso significato ('Jauche') (vedi DWB s.v. Adel, Duden s.v. Odel, BWB s.v. Odel). Anche se l'etimologia della parola sembra non essere chiara, ci sono delle somiglianze nella lingua svedese, dove il verbo adla/ala esiste nel significato 'urinare', esattamente come nella lingua valacca (vediDWB s.v. Adel). Anche il verbo inglese to addle , che significa 'diventare pigro/marcire', potrebbe indicare un'origine comune dal germanico.

(auct. Marina Pantele – trad. Ester Radi)

OGGETTO O FENOMENO NATURALE, DALLA FORMA ALLUNGATA, APPUNTITO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OGGI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OLEANDRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OMBRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ONTANELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ONTANO VERDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORBETTINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORNIELLO O ALBERO DELLA MANNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORTOLANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ORZO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OSSIURO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OTTOBRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

OVEST - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PALUDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PAN DI CUCULO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PANE IMBURRATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PANETTIERE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PANNA DA MONTARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PANNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pannus - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base risale alla designazione latina del concetto di PANNO, PEZZA (si veda Georges s.v. pānnus), conservatasi con questo significato anche in italiano (cfr. a tal proposito il Treccani s.v. panno).
È comprensibile lo sviluppo del termine nell'accezione di 'pelle, strato che si forma sulla superficie di un liquido quando esso si raffredda o quando viene lasciato asciugare all'aria'. Così si spiegano anche il termine l'italiano panna ed il friulano pane  'panna', poiché la panna affiora sul latte a formare una sorta di ''coperta'', se la si lascia riposare (cfr. DELI 4: 871, Treccani s.v. panna e la derivazione del verbo pannare 'fare la panna'). Un'altra metafora analogamente motivabile è quella di tēla.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

PAPAVERO DOMESTICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PAPERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARASSITI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARETE, RIPIDA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARTE DEL FINIMENTO, IN CUOIO, PASSA SOTTO LA CODA DEL CAVALLO, IMPEDISCE AL PALO DI SALIRE SUL GARRESE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PARTE DELLA PIANTA, ORGANO RIPRODUTTIVO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PASCOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PASTINACA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PASTOIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PASTORA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PASTORE TEDESCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PATATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PAVONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PECORA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PECORINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PELLICCIA, D'ERMELLINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pellīcia - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base corrisponde ad una derivazione aggettivale del sostantivo latino pĕllis 'pelle, pelo, pelliccia' (si veda il Georges s.v. pellīceus). Il significato metaforico di 'panna', così come quello di 'strato di panna formatosi sul latte cotto' si motiva così come possono essere motivati *nīta 'pezza' e pannus 'tessuto', sviluppatisi similarmente a livello semantico.
Nell'area di studio di VerbaAlpina, gli eredi della parola di base latina hanno sporadicamente mantenuto il significato di 'panna' (cfr. pĕllis).
È da notare che le forme tedesco-alemanne presentano il genere al maschile senza alcuna eccezione, mentre, invece, il termine romanzo pleʧɑ 'panna' (a Val Monastero, nel Canton Grigioni) presenta il genere femminile, e corrisponde, così, al francese pelisse e all'italiano pelliccia (si veda FEW, 8, 162-164, s.v. pĕllīceus).
Per quanto riguarda le forme tedesco-alemanne, sembra si tratti di sviluppi secondari di un prestito già adattato al genere del tipo tedesco Pelz (il quale, si intende, si rifà anch'esso al latino pĕllīceus; si veda Kluge, 692); non si tratterebbe dunque di resti delle locali lingue romanze di sostrato, che, visto il loro genere, dovrebbero corrispondere piuttosto alla forma al femminile pleʧɑ di cui sopra.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

PELLICINA SULLA SUPERFICIE DEL LATTE, FORMATASI DURANTE IL RAFFREDDAMENTO DOPO LA BOLLITURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pĕllis - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questa parola rimanda alla designazione latina del concetto di /PELLICCIA o meglio di PELLE ANIMALE (cfr. Georges s.v. pĕllis). Nel latino tardo il significato di questa parola fu anche esteso al concetto di 'pelle umana' e ciò fu trasmesso alle lingue romanze: il romeno piele, lo spagnolo piel, l'italiano pelle, il portoghese pelle, il francese peau. Il tipo romanzo designava, inoltre, le morbide e fini bucce di frutta, verdura e piante in generale (si veda FEW 8, 164-172, s.v. pĕllis). Il passaggio metaforico del termine verso la designazione di 'strato della crema' (attestato ancora sporadicamente sulla cartina di VerbaAlpina), è pienamente comprensibile (cfr. i tipi di base motivati similmente a livello semantico: pellīcia, *nīta e pannus).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

PENTOLA, PICCOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PEPAIOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERNICE DI MONTAGNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERNICE, GIOVANE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERNICE ROSSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERNICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERO SELVATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PERPETUINI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PESCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PESCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PEZZA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANTA DELLA FRAGOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANTA DELLA RAPA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANTA DI LAMPONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANTAGGINE LANCIUOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANTAGGINE MAGGIORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIANURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIATTOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PICCHIO MURATORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PICCHIO NERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PICCHIO ROSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PICCHIO VERDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PICCOLA AZIENDA PER LA LAVORAZIONE DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

piéria - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

L'area di diffusione del tipo morfo-lessicale piéria non è molto esteso e si limita grosso modo alle vallate ladine che si sviluppano attorno al massiccio dolomitico del Sella. Secibdi l'AIS sono quattro i punti presso i quali il concetto di fragola è presente come "frutto rosso, carnoso, aromatico" e attestato con varianti del tipo morfo-lessicale "piéria".
Si tratta dei seguenti punti:
- 305 (San Vigilio di Marebbe): la pyéyura\t
- 313 (Penía): ampyéria, ampiéries\t
- 314 (Colfosco): ls pírias (Pl.)\t
- 315 (Arabba): la pyéria\t
Kramer EWD conferma le attestazioni riportate dall'AIS e indica al contempo, elencandole per data, ulteriori espressioni presenti in diverse località ladine legate al tipo piéria.
Questo tipo morfo-lessicale è da ricondurre al tipo di base goh. peri/beri (cfr. EWD 5, 277-278), oggi attestato nel deu. Beere. Le forme ladine di fragola sono dunque da considerarsi come prestiti linguistici.
Nelle varietà ladine, tali forme si sono sviluppate essenzialmente attraverso due processi linguistici: da un lato attraverso un processo morofologico durante il quale al tipo di base è stato annesso un suffisso e, dall'altro lato, attraverso un processo fonologico che ha indotto la vocale tonica e a dittongare in ie. Per quanto concerne il primo processo, la suffissazione è avvenuta attraverso il suffisso -ICA> -ia (per le varietà badiotta e fodoma pīria), -ULA > -ora (marebbano pìriora) und -INA > ena (Piccolino pírghena (cfr. EWD 5, 277-278). Il processo di dittongazione è tipico delle varietà ladine. Per quanto riguarda le varietà fassane, al tipo di base è stato annesso il prefisso AMP- (cazét ampyéria) (cfr. EWD 5, 277-278).
Questo tipo morfo-lessicale non deve essere confuso con la denominazione alto-italiana per l'imbuto píria, impíria, inpíria oppure centro-italiana pétria, pítria, pítriola: nonostante le due forme piéria ('fragola') und píria ('imbuto') sembrino a prima vista simili, sono da ricondurre a due etimologie completamente diverse. Le differenti attestazioni dialettali di imbuto potrebbero essersi originate da lat. pletria (cfr. Ascoli 1877, 96).

(auct. Beatrice Colcuc – trad. Beatrice Colcuc)

PIETRA COTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIGNA, DI UNA CONIFERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pigna - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

ita. pignatta

pinguĕ(m) - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base rimanda al termine latino al caso accusativo pĭnguem, 'grasso' (si veda Georges s.v. pinguis ), il quale si è conservato nella forma painch 'burro' in romancio e, in modo specifico, nella lingua parlata in Engadina (si veda HWdR, 589, s.v. pieun 'burro').
Il restringimento semantico dal significato di 'grasso' a quello di 'burro' si spiega a livello onomasiologico poiché nelle zone in cui per tradizione non si produceva l'olio – o per meglio dire, in cui questo non poteva essere prodotto – il BURRO valeva come GRASSO ALIMENTARE per antonomasia. L'olio non era, infatti, un elemento tipico della cucina di questi luoghi, mentre è ancora oggi assolutamente dominante nella tradizione culinaria del Centro Italia e del Meridione (cfr. Scheuermeier 1943: 28).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

*pinguis - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Vi sono numerosi geosinonimi e denominazioni per il concetto ZANGOLA, in particolare per il concetto ZANGOLA A CILINDRO.





Alcune denominazioni presentano una tale somiglianza fonetica nella radice per cui è quasi impossibile mettere in discussione una loro appartenenza comune:
  • (1) il romanzo pigna, con diverse varianti della vocale tonica [ɪ, e, ɛ, a] e simili;
  • (2) lo slavo pinja, evidente prestito romanzo, in quanto la sua area di espansione si ricollega a quella di (1);
  • (3) il romanzo pinacc, come (1) ma in forma suffissata;
  • (4) il romanzo panaglia (con varianti della vocale iniziale, qui non tonica, che corrispondono a quelle menzionate al punto (1)); per questo tipo dominano le varianti con la vocale [a] non tonica nella radice
  • (5) anche il tipo pignatta 'pentola' (valido anche in italiano standard) è riconducibile al punto (1) insieme alla sua variante dialettale spesso al maschile (si veda AIS 973). Esso è spesso attestato nell'area di ricerca di VerbaAlpina con il significato di 'pentola in terracotta' (si confronti AIS 955); eppure, al di fuori del territorio analizzato dal progetto – nello specifico in Emilia Romagna – con questo termine ci si riferisce espressamente ad una pentola nella quale si creano piccoli pezzetti di burro, sbattendoli con un cucchiaio di legno o con altro (si veda qui AIS 1206, i punti 427, 453, 455).
Da un punto di vista morfologico e semantico, dunque, risulta ragionevole pensare a pigna come tipo di base valido per la designazione del concetto di 'recipiente'. A favore del fatto che pigna possa anche designare il concetto generale di ZANGOLA, ovvero RECIPIENTE ATTO ALLA PRODUZIONE DEL BURRO, interviene il tipo nominale trentino:
  • latte di pigna (lett. 'latte della zangola', proveniente dalla zangola), dunque LATTICELLO.
È, inoltre, interessante e pertinente con il tema notare come il termine ZANGOLA non presenti nella sua denominazione più arcaica alcuna indicazione sulle antiche tecniche di produzione del burro, come mostrano, invece, le sue più specifiche denominazioni romance panaglia lunga 'zangola lunga' e panaglia dret sü 'zangola eretta' (in bassa Engadina) (si veda AIS 1206).

In ogni caso, il suggerito rimando di pignatta al termine pigna (dal lat. *pīnea[m]) ''per la somiglianza di forma delle più antiche pignatte con una pigna" (link) convince poco dal punto di vista semantico, sebbene la forma conica di alcune pentole in terracotta e bronzo possano effettivamente ricordare la forma delle pigne (si confronti DELI).
Un indizio reale e decisivo per la ricostruzione della storia della parola si trova nel sopramenzionato atlante linguistico AIS – Carta 955, LA PENTOLA (PIGNATTA) DI TERRACOTTA: in questa carta è presente anche una lista delle denominazioni del concetto di PENTOLA IN BRONZO (AIS 955_2), spesso riportate in un secondo momento in area alpina, poiché esse si riferiscono ad un materiale totalmente diverso per la produzione delle pentole da cucina, ovvero alla Steatite, anche detta pietra ollare, laveggio, in tedesco Lavetz(stein) (cfr. le carte  AIS 963 Komm. LA MARMITTA, AIS 970 IL VASO PER LO STRUTTO).
Questo materiale versatile e relativamente facile da usare grazie alla sua bassa durezza, estratto principalmente sulle montagne del Ticino e della Lombardia, era valido anche per la produzione di altri oggetti, ad esempio per la realizzazione di forni chiamati sia pegna (in Engadinia) che pigna in romancio (HWdR, 571; LRC, 798; su pegna, pigna 'forni in steatite' si veda AIS 937, si veda il commento). I forni vengono peraltro modellati in ''forma pressappoco cubica'' (AIS 937, si veda il commento) e non hanno, dunque, la benché minima somiglianza con le pigne.

Si tratta, quindi, di un chiaro caso di polisemia metonimica, e non di omonimia: pigna 'forno' e pigna 'recipiente per la produzione del burro' prendono la loro denominazione dal materiale che li costituisce, la steatite.
Non è, tuttavia, necessario pensare ad un etimo preromanzo come suggerito da Alexi Decurtins nel LRC, 798 in relazione al termine romancio pegna o pigna 'forno'; andrebbe, invece, presa in considerazione l'etimologia proposta da G. B. Pellegrini *pinguia (al latino pĭnguis 'grasso') – dalla forma ellittica pinguia(m) (ollam) ma non nel senso di 'recipiente (= lat. olla) per il grasso'  ("recipiente particolare per conservare il grasso, fosse esso strutto, sugna, o burro cotto, oppure un arnese elementare per fare il burro" ([1976, pag. 171 cit. DELI 928]), bensì con il significato di minerale o roccia simile in termini di aspetto e consistenza adiposa (si confronti il termine tedesco Speckstein 'steatite', motivabile in modo analogo). Come tipo di base per (1)-(5) si propone, dunque, il latino *pinguia (petra) 'Steatite'.

Le molte forme aventi le vocali [ɐ, a] nella radice dimostrano una forte influenza (dal punto di vista onomasiologico ovvia) data da panna, da distinguere etimologicamente.
Non appartengono a questo tipo invece:

(6) il lombardo pench e il romancio paintg 'burro', 
i quali possono essere meglio ricondotti a pĭnguis 'grasso' (HdR).

Per quanto riguarda il termine romancio:

(7) penn 'LATTICELLO', si potrebbe trattare di una retroformazione dalla parola pigna 'zangola', nella quale il latticello viene, difatti, prodotto.

Il seguente schema mostra sia la famiglia lessicale (freccia verde) che i significati attestati (freccia rossa).




Per quanto riguarda la motivazione metonimica della polisemia, è possibile asserire che ci sia un'assegnazione di significato dalla naturale materia prima agli artefatti da essa derivati (anche di crescente complessità, da semplici recipienti > congegni meccanici), e che questo interessi poi anche le funzioni connesse al processo di produzione.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli | Christina Mutter)

*pinia - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base è temporaneo poiché si tratta di un tipo fittizio. Esso provvede a tenere uniti i tipi morfo-lessicali pigna (lingua romanza, femminile) e pinja (slavo, femminile). Dal punto di vista fonetico, i due tipi lessicali non possono essere attribuiti all'etimo PINGUEM.

PINO CEMBRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PINOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOGGERELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOGGIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO BIANCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO CIPRESSINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO DEL CANADA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO LOMBARDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO NERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIOPPO TREMULO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

pischada - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il termine romancio (sursilvano) pischada 'burro', così come anche le varianti ad esso ricollegabili diffuse nel Mittelbünden, è motivabile facendo riferimento alla produzione attiva del burro, in quanto questo tipo rimanda con tutta probabilità al verbo latino *pisiare 'pigiare' (si confronti pischada).

(auct. Thomas Krefeld)

PISELLO DOLCE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PISELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*pisiāre - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo base proviene da *pisiare, variante latina volgare del termine latino classico pīnsāre 'pestare, battere' (si veda Georges s.v. pīstrīnum per la forma latina classica). In questo caso si tratta di una variante di pinsĕre, ma con lo stesso significato.
La variante in latino volgare è riportata nei dizionari REW (6518, s.v. *pinsiare) e FEW (8, 539-41 s.v. *pīnsiare), sebbene non sia del tutto chiaro perché sia presente il nesso ns in entrambe le ricostruzioni: è noto, infatti, che la nasale presente prima della s scomparve molto presto, tanto che questo fenomeno non si presenta in alcuna forma romanza.
Secondo il EWD (5, 296), il termine veniva usato in ambito gastronomico e agricolo. Nel cantone dei Grigioni il concetto di 156 è reso tramite la parola pischada, ottenuta dal participio della variante alla forma al femminile, molto utilizzato nella formazione delle parole (cfr. il francese -ée, l'italiano -ata). A livello onomasiologico è facile spiegare il perché del restringimento semantico del termine: si era, infatti, soliti produrre il BURRO sbattendo (lett. ''pestando'') la panna in una zangola (si veda a tal proposito Frehner 1919: 103).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

PISPOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PIUMA, DI UCCELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PLATANO ORIENTALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PLATANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POLITRICO COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POLLICE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PONTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORCELLANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORCELLINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORCILE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORCINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORCOSPINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PORTARE IL BESTIAME AI PASCOLI MONTANI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POSTO IN CUI IL LATTE VIENE RACCOLTO PER UN ULTERIORE TRATTAMENTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POZZANGHERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

POZZANGHERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRATO, CONCIMATO, RICCO DI SOSTANZE NUTRITIVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRATO MAGRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRATO SUI MONTI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRIMAVERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRIMULA ORECCHIA D'ORSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRODOTTO, SOLIDO, DOPO IL RISCALDAMENTO E LA COAGULAZIONE DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PROVOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRUGNOLO SELVATICO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PRUGNO O SUSINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*puína - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

È possibile ricollegare a livello fonetico questo tipo di base tipicamente alpino al termine latino popīna 'cucina cruda', per poi partire dalla derivazione metonimica di 'piatto da cucina cruda' (cfr. Georges s.v. popīna).
Tuttavia, il REW ritiene che questo punto di partenza sia da ''escludere concettualmente'' (s.v. pūpa) e ipotizza, invece, una possibile origine pre-romanza. È questa, quindi, la proposta generalmente accolta dagli studiosi (si vedano HWdR, 624 e EWD 5, 417).

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

PULCINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PULEDRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PULITO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PULMONARIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PUNGITOPO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

PUNTERUOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

QUAGLIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Quark - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo Quark si usa nel dialetto bavarese e svizzero, mentre in Austria predomina Topfen s.v. Quark; DWDS s.v. [[Quark).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

QUERCIA, GIOVANE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RABARBARO ALPINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RACCHETTA DA NEVE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RACCOLTA DI ERBA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Il concetto SFALCIO, che si trova in VerbaAlpina indica l'azione della falciatura o della raccolta dell'erba. La denominazione lascia spazio ad altre interpretazioni. Lo SFALCIO può dunque essere usato anche per il prodotto, cioè l'erba falciata o seminata. Siccome nel Crowdsourcing di VerbaAlpina la designazione, quasi standard, viene usata anche come stimolo, non esclude il fatto che i crowder possano usare entrambi i concetti. L'ambiguità la si potrebbe eliminare solo mediante una denominazione semantica più fine, che ostacolerebbe la fruibilità da parte dell'utente. Per quest'ultimo motivo si è coscienti di una certa imprecisione all'interno del crowdsourcing.

(auct. Markus Kunzmann – trad. Beatrice Colcuc | Ester Radi)

RACCOLTA DI GRANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RADURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAFFREDDORE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAGANELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAGGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAMAIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RANCIDO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RANUNCOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAPA DI MILANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RAPA ROSSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RASTRELLIERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RASTRELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RECIPIENTE, APERTO, PER LO PIÙ IN LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RECIPIENTE DI LEGNO, PIATTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RECIPIENTE, GRANDE, NEL QUALE VIENE RISCALDATO IL LATTE E AGGIUNTA LA SOSTANZA PER LA COAGULAZIONE, DI METALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

REGOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RESEDA ODOROSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RETICOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Retzel - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

La parola Retzel è usata soprattutto nella bassa valle dell'Inn tirolese, cioè a est di Innsbruck e in alcune parti della Baviera per indicare i residui rimasti al momento della rimozione del burro (cfr. TSA III 100). Anche nella Baviera meridionale ci sono dei derivati di questo tipo, come ad esempio l'attestazione crowd di Kreuth Räzlschmoiz. Purtroppo i dizionari non forniscono alcuna etimologia. Almeno il TId, un dizionario dialettale del XIX secolo, elenca la parola rètzel con il significato „die unreinen Fett-theile nach zerlassener Butter“ (ita. 'le parti impure del grasso dopo che si fonde il burro'), mentre in Val d'Adige la parola viene usata per indicare „Schnee, der kaum den Boden bedeckt“ (la neve che ricopre a malapena il terreno).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

RICOTTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

La RICOTTA è un prodotto caseario simile al formaggio, originato attraverso un secondo processo di coagulazione (o separazione) del SIERO DEL LATTE, sostanza liquida estratta e separata dal latte durante la prima coagulazione. Il termine si traduce in alemanno con Ziger ed in francese con sérac. Nel tedesco standard parlato in Germania e in Austria può crear confusione il fatto che si parli di Molkenkäse (lett. ''formaggio di siero''); ma a differenza del vero FORMAGGIO, la ricotta non contiene in sé la CASEINA, bensì un'altra proteina chiamata ALBUMINA.
La ricotta può essere consumata fresca ma è anche possibile conservarla attraverso un processo di essiccazione e di affumicatura.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)


(v. Wikidata Q14776091)

RIFUGIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RIGOGOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RIVA DEL FIUME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ROMICE COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RONCOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RONDONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ROSA CANINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ROSARIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ROSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ROVETO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RUGIADA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RUMINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

RUSSARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SABATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SABBIA, FINE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SAGGINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALAMANDRA NERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALAMANDRA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALAMOIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALICE BIANCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALICE RIPAIOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALICE ROSSO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALVIA DEI PRATI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SALVIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SANGUINELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SANGUINELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SANSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SATUREJA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCALOGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCAMORZA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCARABEO STERCORARIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCARDOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCARICARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCAZZONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCENDERE A VALLE, CON LA SLITTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCHIUMA DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCHIUMA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Schmalz - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base ha origini germaniche ed è riconducibile al verbo schmelzen (cfr. il Kluge, 814). Schmalz designa, in genere, il concetto di STRUTTO, ma in molti dialetti assume il significato più specifico di BURRO FUSO, che si conserva meglio in questo modo (si veda DWB s.v. Schmalz). Nelle regioni ad alta concentrazione di industrie lattiero-casearie, Schmalz si riferisce al concetto di 'burro fresco e bollito'; si trova, tuttavia, in opposizione al termine Anke 'burro fresco' (cfr. Idiotikon s.v. Schmalz).
Schmalz viene anche preso in prestito nelle aree retoromanze con il significato di 'burro'; si confronti il prestito ladino smàlz (EWD VI: 273-274; Blad s.v. smauz).
Questo tipo dimostra molto bene la necessità di distinguere tra l'etimo più lontano (la linguistica italiana parla di etimologia remota; cfr. Schweickard 2010) e il tipo base delle forme trattate da VerbaAlpina. Naturalmente, il tedesco Schmalz appartiene al verbo schmelzen, come spiega Kluge:
"Sn std. (IX secolo), mhd. smalz, ahd. smalz, mndd. smalt, smolt, mndl. smout.
Come ‛grasso lasciato fuori' da sciogliere. Verbo: schmalzen; aggettivo: schmalzig" (Kluge).
Tuttavia, il sostantivo sembra essere documentato esclusivamente in olandese e tedesco; inoltre, tutte le forme registrate nel materiale VA devono essere ricondotte proprio a questo sostantivo. Sarebbe quindi fuorviante nel contesto di VerbaAlpina utilizzare come tipo di base un ceppo verbale indoeuropeo ricostruito come *smelt-a.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli | Beatrice Colcuc)

Schupf - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Sia Schupf (al maschile) che Schupfe (al femminile) in lingua alto-tedesca sono corrispettivi del termine tedesco Schuppen, il cui significato è quello di 'semplice struttura in legno per il stoccaggio di attrezzature, materiali, veicoli ecc' (cfr. Duden s.v. Schuppen).
Il termine gotico skuft, indicante la 'capigliatura', è la prima attestazione conosciuta del tipo (si veda il Kluge 2011, online Schopf), cfr. il tedesco Schopf 'ciuffo'. Con il tempo esso subì un ampliamento semantico tale per il quale esso arrivò ad indicare dei 'fasci raccolti in un mucchio, fieno' (cfr. Kluge 2011, Schober), prima che avvenisse lo slittamento semantico verso la piccola struttura in cui la raccolta viene messa ad asciugare e successivamente stipata.
La parola esiste con un significato simile anche in altre lingue germaniche, come ad esempio nei termini in inglese antico scoppa (cfr. Köbler 2014b, scoppa) e scypen, così come anche nelle forme dialettali inglese shippen 'stalla', e shop (cfr. DWB,Schuppen).
Pare che nell'area alpina solo la lingua slovena abbia preso in prestito questo tipo di parola per la designazione di 'granaio, fienile' (si veda la mappa).

(auct. Markus Kunzmann – trad. Alessia Brancatelli)

SCOIATTOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCORPIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCORZONERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCOSSA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCROFA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCROTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SCUDERIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SECCHIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SEGARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SEGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SELVAGGINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SEMENZA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SEME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SEMPREVERDE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SENAPE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SENECIO VULGARIS - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SENTIERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SENTIRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

seracium - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base definisce il concetto di 'ricotta' e risale ad una derivazione tardo latina del termine sěrum 'siero' accompagnato dal suffisso -aceus, derivazione che può essere collocata nell'Italia settentrionale, nella regione storica della Savoia e in Svizzera.
Il tipo di base si conserva soprattutto in lingua franco-provenzale e in occitano. Da *sēraceum si sviluppò il termine franco-provenzale seraz, il quale penetrò, a sua volta, nel francese risultando in sérac. Il francese mantiene la -c di *sēraceum nello scritto per questioni puramente grafiche. Il termine Rescherack 'ricotta salata' fu preso in prestito nella Svizzera tedesca dal francese parlato nella Svizzera occidentale (si veda FEW 11: 495; si confronti Id. VI: 1642; e ancora, TLFi: v.s. “sérac”).


(auct. Myriam Abenthum – trad. Alessia Brancatelli)

SERPILLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SETTEMBRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SETTIMANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SFINGE DEL CONVOLVOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SGABELLO, PICCOLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SGELO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

sidretg - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Secondo il HWdR , 2, 791, nel composto formato da dretg 'dritto, retto' (< lat. directum) e da si 'sopra' (< lat. *susum) è possibile riconoscere il calco linguistico del tipo tedesco aufrecht 'diritto, eretto'.

SIEPE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SIERO DEL LATTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SIMBOLI, USATI COMUNEMENTE IN MESSAGGISTICA E SOCIAL MEDIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SIMBOLO DI PUNTEGGIATURA, COSTITUITO DA DUE SEGMENTI PARALLELI INCROCIATI, UTILIZZATO PREVALENTE IN INFORMATICA: #. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*skūm - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base con il significato di 'schiuma' ha origini germaniche. La sua ampia diffusione indica il prestito dal germanico prima del periodo delle grandi migrazioni. Inizialmente il significato della parola indicava una sorta di pomata, la quale i romani acquistavano dai popoli germanici e che chiamavano spuma (si veda a tal proposito Marziale 8, 33, 19f. [ed. Loeb]: ''fortior et tortos servat vesica capillos / et mutat Latias spuma Batava comas'', ovvero ''più energica la vescica tiene a posto i capelli ritorti, e la schiuma batava tinge le chiome romane''; sul tema si confronti anche Plinio il Vecchio, NH 28, 191, il quale parla di sapo, 'sapone'). In Plinio la parola è utilizzata anche in riferimento al butyrum, ovvero 'burro' (si veda a tal proposito il commento sul concetto di FORMAGGIO).
Sembra naturale vedere la parola germanica come una traduzione del prestito latino spuma; attraverso il contatto con l'espressione latina, infatti, il termine germanico *skūm divenne skuma, prendendo il genere femminile. Da qui, il prestito in francese écume e quello in italiano schiuma.
Il termine escume in francese antico ed in francese medio è riportato per tutto il XII secolo con il significato generale di 'schiuma che si forma sui liquidi se scossi, riscaldati o lasciati fermentare' (cfr. FEW 17, 137-140 s.v. *skūm). Il significato specifico di 'panna' sembra essere tipico dell'area alpina.


(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

skuta - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo morfo-lessicale è basato sul tipo di base lat. *excocta. È imparentato dal tipo rom. scotta e il gem. Schotten. Gli sviluppi fonetici e semantici indicano che il tipo era già penetrato dal latino medio nella lingua lava (vedi SNOJ, SNOJ, s.v. skūta).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

SLITTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*smelt-a- - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo fa comprendere la necessità, in un contesto di ricerca quale quello di VerbaAlpina, di distinguere tra il tipo di base delle forme prese in esame e l'etimo da esso più distante (la linguistica italiana parla di etimologia remota; si veda Schweickard 2010).
È chiaro che il termine Schmalz 'strutto' sia correlato al verbo schmelzen 'fondere, sciogliere', come spiega il Kluge:
„Sostantivo neutro, standard (IX secolo), alto-tedesco medio smalz, alto-tedesco antico smalz, basso-tedesco medio smalt, smolt, olandese medio smout. Da 'grasso sciolto' a schmelzen 'fondere, sciogliere'. Verbo: schmalzen 'condire con strutto'; Aggettivo: schmalzig, 'grasso, unto, untuoso – sdolcinato'„ (Kluge); ciò che risulta, però, è che il sostantivo sembra essere attestato esclusivamente in olandese e in tedesco, e che tutte le forme comprese nello studio di VerbaAlpina sono da ricondurre proprio a questo sostantivo. Sarebbe, dunque, fuorviante citare come tipo di base una ricostruzione di una radice verbale indogermanica.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

SOFFITTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SOGGIORNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SOLE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SORBO DEGLI UCCELLATORI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SORBO MONTANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SORGENTE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SOSTANZA, PER LA COAGULAZIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

I coagulanti sono sostanze le quali, se mescolate al LATTE, portano alla coagulazione delle proteine in esso contenute. Dal punto di vista chimico, il cambiamento interessa la struttura fisica delle molecole proteiche a catena lunga contenute nel latte; questo processo (detto di denaturazione) fa sì che esse si leghino a formare una sostanza solida, dunque non più liquida. La massa proteica divenuta compatta è definita "cagliata", la restante parte liquida si chiama invece ''siero''. È possibile far derivare il formaggio dalla cagliata tramite un processo di stagionatura.
In area alpina il latte prodotto è in genere di mucca, di pecora o di capra, sebbene sia giusto specificare che ogni tipo di latte mammifero, in realtà, potrebbe essere soggetto a coagulazione, ed essere, di conseguenza, anch'esso lavorato al fine di produrre il formaggio.
Le sostanze utilizzate come coagulanti vengono spesso prelevate dallo stomaco di bovini o caprini ancora lattanti, come ad esempio vitelli, agnelli e capretti. Nello specifico, dallo stomaco del vitello si preleva il cosiddetto ''caglio'', la cui componente coagulante attiva si chiama chimosina. Anche altri tipi di sostanze non necessariamente di origine animale possono essere utilizzati per la coagulazione, come ad esempio gli acidi (acido citrico, acido acetico, ecc.). Si può persino ottenere lo stesso risultato mescolando il latte con un rametto di fico: all'interno del proprio lattice, infatti, la pianta di fico contiene la ficina, enzima dalle notorie proprietà coagulanti.
Questi non sono certo metodi di recente scoperta. Essi sono infatti conosciuti sin dall'antichità, così come testimoniato più volte da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (es. NH 23, 63 ed. Loeb: Fici sucus lacteus aceti naturam habet, itaque coaguli modo lac contrahit – ''Il succo latteo del fico ha la natura dell'aceto, e così come il caglio fa coagulare il latte''; NH 23, 64, ed. Loeb: Caprificus etiamnum multo efficacior fico; surculo quoque eius lacte coagulatur in caseum. – ''Il fico selvatico è ancora più efficace di quello domestico; un suo ramo, messo nel latte, lo fa coagulare'').
Nel XIX secolo in Spagna si era soliti far coagulare il latte mescolandolo con piccoli rami di fico (si veda P. Ascherson / P. Graebner, Synopsis der mitteleuropäischen Flora, IV tomo, Lipzia 1908-13, pag. 593: "Der Milchsaft der Feige enthält ein Enzym, welches ähnlich dem von Carica papaya Proteinsubstanzen löst, vergl. Bouchu Journal de pharm. II. 1880. 164. Er wurde schon im Alterthum und wird noch heute in Spanien nach Wolffenstein bei Wittmack (Sitzb. d. Bot. Ver. d. Prov. Brandenb. XX [1878] 31) zum Gerinnen der Milch bei der Käsebereitung wie Lab benutzt" – ''Il latte di fico contiene un enzima simile alle sostanze proteiche contenute nella Carica papaya, si confronti il Bouchu Journal de pharm. II. 1880. 164. Era utilizzato già nel mondo antico ed è tuttora impiegato come caglio in Spagna per la coagulazione del latte volta alla produzione di formaggio (Sitzb. d. Bot. Ver. d. Prov. Brandenb. XX [1878] 31)").

(auct. Stephan Lücke – trad. Alessia Brancatelli)

- Concetto (Visualizzare sulla mappa)

- Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SPARVIERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SPAZZOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SPIGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SPILLARE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SPINARELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SPINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*sponga - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base proviene dal latino spŏngia 'spugna', il quale, a sua volta, è un prestito dal greco σπογγιά. La nuova forma *sponga si ottenne grazie all'influsso del termine σπόγγος. Dal suffisso -ia si passò, così, a quello -a, semplificazione che permise il preservarsi del genere femminile. Da *sponga derivarono diversi prestiti, come il francese éponge e l'italiano spongia.
In Italia la parola si diffuse da Sud a Nord sulla costa orientale, e nella Pianura Padana sostituì il latino spongia; riuscì ad espandersi anche sulla costa occidentale verso il Nord, ma non fu in grado di prendere il posto del termine toscano spugna.
La diffusione di *sponga interessò tutto il territorio gallo-romanzo, a spese di spŏngia. Si suppone che Marsiglia sia stato il centro di propagazione del termine, in quanto principale luogo di scambio mercantile: la parola vi giunse attraverso il commercio di spugne dalla Grecia (cfr. FEW 12, 207-209 s.v. spongia).
Il ladino delle Dolomiti prese in prestito il vocabolo *sponga dal Veneto o dal Trentino (si confronti EWD VI: 395).
In Friuli il termine si riferisce metaforicamente al concetto di BURRO (si veda AIS 1207, 1208; si confronti ASLEF 3397); ciò si spiega facilmente se si pensa a quanto quest'ultimo ricordi sia per colore che per forma la spugna naturale.
Agitando il burro, il grasso si separa dal latticello sotto forma di agglomerati delle dimensioni di un chicco di mais circa. Una volta ultimato il processo di scolo del latticello, i piccoli agglomerati vengono lavati e infine impastati affinché il liquido rimanente venga espulso (si veda Mohr 1937: 379-380).

(auct. Myriam Abenthum – trad. Alessia Brancatelli)

SPORT, SALITA DI UNA PARETE ROCCIOSA (NATURALE O ARTIFICIALE) - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

srasa - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo morfo-lessicale si riferisce al concetto di RICOTTA in occitano e in lingua franco-provenzale; esso può essere ricondotto a *sēracea, forma femminile di una derivazione aggettivale del termine latino sĕrum 'siero' (si veda Georges s.v. serum). Il FEW riporta sotto *sēraceum anche una variante al maschile (seraz in franco-provenzale), entrata sotto forma di sérac nello standard francese (con una chiara -c finale a livello grafico). Una delle forme da questa derivate fu nuovamente presa in prestito in alemanno nella svizzera occidentale (cfr. l'Idiotikon s.v. Rescherack 'ricotta salata').

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

STABBIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STAFFA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Staffel - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Si confronti l'Idiotikon 1394-1407

STAGIONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STAGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STALLA, CAPANNONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STAMPO DA BURRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STANZA DA LETTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STANZA PER IMMAGAZZINARE IL FIENO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STECCATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STELLA ALPINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STELLA LUCIFERO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STERCO DI VACCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STERPAZZOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STORNELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STRAME - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STRAMONIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STRIGLIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STRUTTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

STRUTTURA DI DIFESA MONTANA CONTRO CEDIMENTI DI AMMASSI NEVOSI. - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Suckel - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il lessema Suckel (anche Suggel, Sückel, Süggel) è un termine dialettale molto diffuso dell'area alpina (cfr. DWB s.v. Suckel). Viene usato per il 'maialino da latte/giovane suino/maialino', però ha pure significato di 'scrofa', 'porca' o anche generalmente 'maiale' (cfr. DWB s.v. Suckel, BWB s.v. Suckel, Idiotikon s.v. Suggel). Anche se nei rivelamenti crowd non si trovano attestazioni, Suckel viene documentato nel Suckel im DWB, BWB come anche nel Idiotikon (cfr. DWB s.v. Suckel, BWB s.v. Suckel, Idiotikon s.v. Suggel). Il sostantivo Suckel può derivare dal verbo suckeln/suggeln, che porta il significato di 'succhiare, sorseggiare, bere'. Potrebbe anche essere imparentato con il lessema Suggen, che indica il 'maiale'. In tal caso Suckel/Suggel può essere il diminutivo di Suggen (cfr. Idiotikon, s.v. Suggen).

(auct. Marina Pantele – trad. Ester Radi)

SUD - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

SYLVIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TAFANO BOVINO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TAFANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TALPA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TANACETUM - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TARANTOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TARLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TARTARUGA GRECA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TARTARUGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TARTUFO DI CANNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TARTUFO DI PRATO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

tēla - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base risale chiaramente al latino, si veda Georges s.v. tēla. Altre parole affini a questa sono diffuse, con il medesimo significato, nell'intero territorio romanzo: il rumeno teară 'ordito', l'italiano tela, il piemontese teila, il francese toile, il romancio parlato in Engadina taila, il friulano tele, lo spagnolo tela e il portoghese teia.
Oltre al significato originario di cui sopra, la parola tēla sviluppò un'accezione più specifica in riferimento al concetto di 'pelle, involucro'. Sulla mappa di tela è possibile vedere in dettaglio le derivazioni metaforiche del concetto di 'pelle sul latte, panna', già menzionate nel EWD I: 338; è possibile trovarle anche altrove, come ad esempio nel provenzale antico teleta 'peau qui se forme sur le lait cuit' (''pelle che si forma sul latte cotto'') o in macedorumeno teară 'pelle sul latte' (cfr. FEW s.v. tēla 13/1: 158-162 e REW 8620 s.v. tēla).
Quella di *nīta è una metafora motivabile in modo analogo.

(auct. Myriam Abenthum | Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

TEMPORALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Tenne - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo morfo-lessicale Tenne (anche Tenn, Tenni; documentato come Denna, Den, Tänn, Tennen) si trova nei dialetti bavaresi e alemanni della regione alpina. All'interno dei documenti crowd ci sono diverse attestazioni con il significato di 'fienile, fienile, aia', ma anche occasionalmente "ingresso al fienile stabile, al piano dei covoni" o "deposito". Anche se non c'è quasi nessuna prova per l'area alemannica nei documenti crowd, il dizionario degli idiotismi fornisce la prova che il tipo morfo-lessico esiste nell'area linguistica alemannica. Sono rappresentati i significati 'luogo per trebbiare e pulire il grano, vicolo per il mangime nella stalla', ma anche 'pavimento' o 'caseificio alpino' (vedi Idiotikon s.v. Tänn). Il DWB definisce il lessema Tenne come 'terreno livellato all'interno o all'esterno del fienile che funge da aia', 'fienile', androne, corridoio, casa aia' o 'fondamentalmente terreno, spazio, area'. L'origine deriva probabilmente dal indoeuropeo, poiché la parola dhan in san. significa 'battere' o 'luogo in cui avviene la battitura e la trebbiatura' (vedi DWB s.v. Tenne).

(auct. Marina Pantele – trad. Ester Radi)

TESTUGGINE PALUSTRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TETTOIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

thah - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

thilla - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

thûmo - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

TIFA O STIANCIA O SCHIANCIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TIMO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TINCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*toma - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Cfr. le osservazioni sui termini in francese ed italianotomme/toma.

tomme / toma - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Nelle Alpi occidentali è comune il tipo morfo-lessicale tomme; l'etimologia si ricollega al cel. toma (cfr. FEW 13/2, 20s., s.v. *toma). Per la denominazione generica del concetto KÄSE, è impiegato anche come sinonimo del tipo fra. fromage/ita. formaggio. L'etimologia intuitiva di fromage/formaggio dal participio latino formaticu(m) 'formato' mostra che in questo tipo esiste un'estensione tassonomica secondaria del significato di 'formaggio solido sagomato' --> 'formaggio, generale'. Meno ovvio appare il fatto che il significato generico di tomme si sia sviluppato in un secondo momento. La prova è fornita dalla Sicilia, dove entrambe le tipologie sono ben documentate con significati complementari, come mostra la seguente mappa basata su Sottile 2002, 168:



La denominazione

scn. tuma è arrivata con i coloni gallo-italici sulla scia della conquista normanna. Tale termine denotava il formaggio cremoso non formato, mentre scn. formaggiu indicava esclusivamente il formaggio a forma, più precisamente si riferiva alla massa casearia pressata nei contenitori sagomati di diverso grado di maturazione:

"tuma GA ['tuma], GE → etn., AL → etn., CA → etn., IS. → etn., PO → etn. ['tuma],['tumwa] f. prodotto caseoso che si ottiene rompendo la cagliata. 2. formaggio fresco non sottoposto a sterilizzazione nella scotta. 3. formaggio fresco, immerso direttamente nella scotta senza essere pressato nelle fiscelle.
Rotta la cagliata (→ quagghiata) nella → tina, la massa caseosa che precipita sul fondo e che viene raccolta (→ accampari, → arricampari) e sistemata a scolare nel → tavulìeri è ormai detta tuma. La tuma, poi, facoltativamente tagliata a cubetti, viene sistemata in fiscelle (→ ntumari, → ntumalora) perché possa scolare ulteriormente. Tuma è, inoltre, chiamato il formaggio che non viene sottoposta a sterilizzazione nella scotta (cfr. GE)  e che generalmente viene consumato subito  [...]
Etn[otesto].   GE [a Geraci; TK] a tuma un ci â d'èssiri misa nâ → vasceɖɖa, si ssi parra di tuma.
Trad. «la 'tuma' non va messa [raccolta] nelle fiscelle, se parliamo della 'tuma' ». [...]
Etn. IS [a Isnello, TK] a tuma jeni u prodottu che si ffa ppoi u → formàggiu
Trad. «La 'tuma' è il prodotto [la pasta caseosa] che [con cui] si fa il formaggio». [...]" (Sottile 2002, 168)

In Sicilia, quindi, entrambi i tipi hanno mantenuto il loro significato originale e specifico. Questo è ancora più motivato nel caso di formaggiu. E ancora più motivato è anche il diminutivo scn. tumazzu (cfr. Sottile 2002, 168), che indica forme di formaggio solide e sagomate, ma quindi anche ridotte, forme piuttosto piccole, come i prodotti che oggi vengono commercializzati in Francia e nella Svizzera occidentale sotto il nome di tomme (cfr. i 'tipi morfo-lessicali' corrispondenti nell'Atlante linguistico della Sicilia – online).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Beatrice Colcuc)

TOPORAGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TORCHIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TORCICOLLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TORDELLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TORMENTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TORTA ALLE MELE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TOSATURA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TOTTAVILLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

traire - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

In lingua gallo-romanza il tipo mŭlgēre 'mungere' fu ampiamente sostituito dal latino trahěre 'estrarre, tirare fuori' (si veda il Georges s.v. traho); la motivazione che spesso si adduce a questo cambiamento è di tipo omofonico, data la somiglianza fonetica con le forme derivate dal latino molěre 'triturare, macinare' in francese antico e in francese medio, moudre (cfr. FEW 6, 198-200, s.v. mŭlgēre).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

TRAMONTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TRASFERIMENTO DEL BESTIAME DAI PASCOLI MONTANI A VALLE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TRAVE PIÙ ALTA DELLA CAPRIATA, ORIZZONTALE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TRIFOGLIO BIANCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TRIFOGLIO CAMPESTRE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TRIFOGLIO DEI PRATI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TRIFOLIUM - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TRIOTTO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TROTA DI LAGO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TROTA DI MONTAGNA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

*tsigros/tsigronos - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo concetto sembra derivare o dal protolatino o dal gallico. La breve nota online nel Kluge dice:
"Zieger. S.m. 'quark' per. wobd. (Cinquecento), mhd. ziger, spahd. ziger. Un vernacolo alpino. Derivazione non chiara."
Hubschmied 1936 1936, 93-95 ha considerato più a fondo l'etimo gallico *tsigros ossia *tsigronos 'secondo riscaldamento'; la seconda forma è necessaria per spiegare il tipo morfo-lessicale romancio con suffiso accentato (Tschagrun). Ormai la datazione offerta dal Kluge è sorpassata, perché la parola è stata documentata più volte nelle Consuetudines del monastero Hirsau alla fine del undicesimo e inizio dodicesimo secolo (cfr. Bulitta 2018, 203). L'inserzione di Hubschmied non subisce alcun affievolimento. Anche la restrizione per l'alemanno ("wobd") da parte del Kluge deve essere corretta per le attestazioni tirolesi sulla mappa di VA.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Ester Radi)

TULIPANO DEI GIARDINI - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

TUORLO D'UOVO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ULIVO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

UMIDITÀ - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ŭnctum - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo tipo di base proviene dal termine latino ŭnctum 'grasso, unguento', participio passato del verbo ŭngere 'ingrassare, lubrificare'. Per mezzo della sostantivizzazione del verbo, esso sviluppò il significato di 'grasso', e, a partire dal II secolo d.C., assunse anche quello di 'unguento'. Entrambe le accezioni sono presenti oggi: il significato di 'unguento' è mantenuto nella parola italiana unguento e nel piemontese oit (cfr. Treccani s.v. unguento). A questa base appartengono, però, anche il romeno unt ed il friulano ont, nell'accezione di 'burro' (si veda (vgl. FEW 14, 29 s.v. unctum; vgl. REW 9057 s.v. unctum. Secondo quanto affermato da Kluge sull'indoeuropeo *ongw en- 'unguento, grasso, burro' (2012: 437), il tipo di base ancho potrebbe essere direttamente collegato al tipo di base ŭnctum .

(auct. Myriam Abenthum – trad. Alessia Brancatelli)

unguere - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Contrariamente a quanto sostenuto dal Kluge, vi sono alcuni elementi che rimandano alla possibilità di ricollegare il tipo alemanno Anke (cfr. Idiotikon I, 341 s.v. Anke) al tipo di base latino-romanzo ŭnguĕre 'ungere, imburrare'. A tal proposito, il Kluge riporta quanto segue:

Anke(n), (sostituito da Butter 'burro') Sm ‛Burro’ per. wobd. (VIII sec), mhd. anke , ahd. anko .
Sebbene la parola si sia conservata solo in tedesco, si deve presupporre che il termine g. *ankwōn m. ‛grasso, burro’ fosse il continuatore dell'ig. (weur.) *ongwen- ‛unguento, grasso, burro’ (con diversi livelli apofonici), si confrontino il l. unguen n. ‛grasso, unguento’, l'air. imb ‛burro’ (*ṇgwen-) per la radice verbale ig. *ongw- ‛ungere’ in ai. anákti, l. unguere ecc. Originariamente, quindi, ‛unguento, grasso lubrificante’.“ (Kluge 2011, 47)


Il rapporto ivi delineato è chiaro, ma la conclusione proposta è poco probabile e convincente, considerata la storia delle parole: Kluge tratta infatti il termine come un'isolata reliquia indogermanica, sebbene sia invece molto più ragionevole far risalire questo tipo sud-occidentale tedesco (alemanno) al latino o al romanzo (si veda unguere). Nelle aree di contatto romanzo strettamente adiacenti tra loro, la sopra menzionata base latina con la velare fu soppiantata dalla variante *ŭngĕre (REW 9069, s.v. unguere), fenomeno riconosciuto anche nel caso della palatalizzazione della g nel termine romancio (sursilvano) unscher, nel romancio dell'Engadina uondscher, nell'italiano ungere e ancora in altri casi (si veda HWdR, 971). Nell'odierno territorio francese sono però predominanti alcuni cognati del termine latino ŭnguĕre (cfr. FEW 14, 36f. s.v. unguere); tra questi, vi sono anche alcuni esempi dell'evidente rapporto semantico con la preparazione del latte, come ad esempio ogner 'dare il latte' (con cambiamento nel gruppo verbale) e ogna 'quantità di latte prodotta in una sola volta da una mucca'. Dal participio unctum, tra l'altro, proviene la designazione del concetto di BURROin friulano, largamente attestata nell'area di studio di VerbaAlpina di lingua romancia: ont, ladino onto, vonto (si confronti il rumeno unt).
Il prestito dal latino-romanzo qui proposto è sia giustificabile a livello fonetico che dal punto di vista semantico, basti pensare ai numerosi altri romanismi presenti in questo dominio onomasiologico. Per quanto riguarda, infine, la notevole espansione del tipo butyru(m), è evidente la presenza di un tipo più antico nelle designazioni derivate dalle varianti verbali ŭnguĕre, *ŭngĕre, il quale in un secondo momento ebbe alcune interferenze con butyru(m).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli)

UOVA DI RANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

UOVO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

URINA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

UTENSILE PER SPIANARE LE SUPERFICI, IN LEGNO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

UVETTA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VACCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VALANGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VALERIANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VALERIANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VALLE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

vědro - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

La parola è già nota come chu. vědro e così anche nelle lingue slave moderne (cfr. hrv. vèdro, vjèdro, rus. vedró 'misura di capacità’, ces. vědro ‛secchio, mastello’, poln. wiadro 'secchio'). La parola deriva dal idg. *u̯ódr̥ con significato di 'acqua'.

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

VENERE, STELLA DELLA SERA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VENTRICOLO DEL CAGLIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VERBENA COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VERDONE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VERGA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VERZA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

vigilia - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Stando al Georges il significato di base deriva dal lat. vigilia 'la veglia, la sorveglianza notturna'. Mediante la trasmissione metonimica sono sorti anche i significativi 'ricevimento serale, vigilia, conversazione serale' (cfr. FEW 14, 438 s.v. vigilia). Nell' area alpina sono sorti, grazie alla metonimia, altri significati: 'porcile, riparo, giacimentp per il personale dell'alpe, focolare' (cfr. Karte vigilia).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

VILUCCHIO BIANCO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VIOLACIOCCA GIALLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VIOLA MAMMOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VIOLA WITTROCKIANA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VIPERA COMUNE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VISCHIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VITALBA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VITE - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

VULNERARIA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ZAFFERANO PRIMATICCIO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ZAFFERANO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ZAMPA, DI UCCELLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ZANGOLA A CILINDRO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ZANGOLA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ZANZARA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ZAPPA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ZECCA, GRANDE, PARTICOLARMENTE COLORATA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ZECCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

Ziege - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Il tipo Ziege (capra) non ha quasi nessuna storia nelle varietà tedesche della regione alpina. La denominazione per il 'mammifero di medie dimensioni con pelo [a pelo corto] ruvido, da bianco a marrone nero e corna grandi curvatee all'indietro" (cfr. Duden: s.v. Ziege) è ancora determinato dal tipo Geiß nella regione dialettale dell'Alta Germania. Esistono solo pochi esemplari del tipo morfo-lessicale Ziege che si trovano nell'area di studio, probabilmente a causa del contatto linguistico standard. La parola, che prima si trovava nell'area francone o tedesca centrale, si è diffusa solo con la ricezione della Bibbia di Lutero (cfr. DWB: s.v. Ziege; EWBD: s.v. Ziege); ancora oggi la forma è considerata la più comune tra tutte le varietà standard del tedesco.
I dati crowdcouring sono molto sorprendenti, alcuni dei quali indicano la forma bavarese Ziagn o Ziang. In questo caso, potrebbe raffigurare una debolezza nella raccolta indiretta e anonima dei dati vocali. L'ipotesi è che in questo caso sia stato usato un nuovo tipo di parola standard dell'alto tedesco moderno – dopo tutto, lo stimolo specifica 'ZIEGE' come termine – e che l'odierno monofongo sia stato dittongizzato, in modo del tutto analogo alla formazione Stiagn ossia Stiang a standard tedesco nhd. Stiege. Il fatto che questo dittongo non abbia basi dimostra che nel mhd. zige (cfr. Lexer: s.v. zige) si è verificato un cambiamento quantitativo dovuto al allungamento del nuovo alto tedesco in una sillaba a tono aperto e che questo cambiamento si è riflesso grafematicamente solo in seguito come <-ie-> in <Ziege>. Al contrario, nel tedesco medio-alto stiege (vgl. Lexer: s.v. stiege) aveva già un dittongo nella sillaba della radice, ma questo è diventato un monofongo nello standard nhd., il bavarese stesso non ha subito questo cambiamento, come per esempio in mhd. lieb vs. bair. liab 'lieb'.

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

zimbar - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

In tedesco e in sloveno, il tipo di base zimbar convive accanto al tipo di base camera, come mostrano le varianti standard deu. Zimmer und Kammer e anche slv. cimer e kamra. In alcuni casi queste due parole sono sinonime, come mostra la cartina del concetto SOFFITTA. Il tipo di base zimbar è originariamente germanico (vedi sotto), mentre il tipo di base camera è di origine latina. Per quanto riguarda la lingua slovena, dunque, entrambe le voci rappresentano dei prestiti. È possibile affermare che sono state adottate direttamente da entrambe le famiglie linguistiche: slv. cimer deriva dal deu. Zimmer (questo tipo manca nel romanzo); slv. kamra può essere inteso più semplicemente come un prestito dal sostrato latino-romanzo oppure come prestito adstratale proveniente da vicini territori romanzi a cui sembrano riferirsi le forme palatalizzate tuttavia raramente presenti in VA. L'ipotesi di una mediazione secondaria attraverso Kammer sembra inverosimile, nonostante il fatto che si possa ipotizzare un prestito multiplo sia dal tedesco, sia dal latino-romanzo. Tuttavia, è importante notare che la sinonimia (parziale) dei due tipi, deriva dalla funzione degli ambienti loro dedicati. Storicamente, essi non provengono solo da famiglie linguistiche diverse, ma anche due diverse tradizioni di costruzione. Il tipo Zimbar indica costruzioni in legno, come si evince dalle diverse forme presenti nelle altre lingue germaniche; cfr. Kluge 2012 (online, senza pagine):
"Zimmer, Sn std. (8 Jh.), mhd. zimber, zim(m)er m./n., ahd. zimbar, as. timbar ‛Wohnraum, Wohnung, Holzbau, Bauholz’.
Aus g. *temra- n. ‛Bauholz, Gezimmertes’, auch in ­anord. timbr, ae. afr. timber; gt. in tim(b)rjan ‛zimmern’ (wie ­anord. timbra, ae. timbr(i)an, afr. timbria, timmeria, as. timbron, ahd. zimb(a)rōn, mhd. zimbren, zimmern, nhd. zimmern). [...]".
Il tipo lat. camera è legato invece al metodo di costruzione in pietra al quale si riferiscono inequivocabilmente gli althochdeutschen Belege così come le brevi indicazioni in Kluge 2012 (online, senza pagine):
"Kammer Sf erw. obs. (8. Jh.), mhd. kamer(e), ahd. chamara, as. kamara Früh entlehnt aus l. camera ‛gewölbte Decke’, dann ‛Zimmer mit gewölbter Decke, Wölbung’, das seinerseits aus gr. kamára ‛Gewölbe, gewölbte Kammer’ entlehnt ist. [...] Ebenso nndl. kamer, ne. chamber, nfrz. chambre, nschw. kammare, nnorw. kammer".
La lessicografia greca conferma questa rappresentazione (cfr. LSJ, s.v. κᾰμάρ-α, Ion. κᾰμάρ-η [μᾰ], ἡ). Com'è noto, le costruzioni in pietra hanno lasciato numerose tracce nei prestiti latino-romanzi della lingua tedesca: (esempi). È interessante notare che il materiale di VerbaAlpina non contiene indicazione di prestiti in senso inverso, cioè da zimbar verso il romanzo. Tuttavia, il metodo di costruzione in legno non è stato del tutto eliminato; Il prestito del tipo nello sloveno mostra che si è potuto diffondere bene e parallelamente alla pietra all’interno dell’area alpina, in quanto, in base all'altitudine, si fa uso di entrambi i materiali (cfr. la cartina); In maniera del tutto analoga si presenta, tra l'altro, il tipo di base thilla, onomasiologicamente ovvio e anch'esso proveniente dal germanico, deu. Diele. Anche questo tipo di base è stato preso in prestito nello sloveno, ma non nel romanzo (cfr. cartina). Possiamo osservare il seguente schizzo stratigrafico:

STRATO romanzo STRATO gem. (ted.) STRATO slavo (slov.)
camera Kammer Diele , Zimmer→ → dilje, cimr kamra
SOSTRATO ↑    SOSTRATO ↑
 latino-romanzo camera

(auct. Thomas Krefeld – trad. Beatrice Colcuc)

Zirbe - Tipo morfo-lessicale (Visualizzare sulla mappa)

Anche solo a causa delle condizioni climatiche il pino cembro (lat. Pinus cembra) si trova in posti con elevata altitudine. I termini dialettali si trovano dunque solo nei posti, dove è presente l'albero. I vari tentativi di descrivere l'etimologia della parolano riportano a gmh. zirben 'girare in tondo, rullare', però non viene spiegato il motivo di denominazione. Viene detto che Zirbel originariamente veniva usato per il cono del abete rosso e con il passare del tempo si usava per tutto l'albero, però il riferimento a 'wirbeln' rimane ancora poco probabile (cfr. DWB: s.v. Zirbel; EWBD: s.v. Zirbel). È affato probabile che la parola abbia origine preromane, perché lat. cembra è la forma latinizzata del tipo di parola italiana cfr. DELI: DELI: s.v. cémbro; Marzell 1963). La forma bavarese Zirm scritta in questo modo la si trova già nel Schmellers Bayerischen Wörterbuch e

Kluge Zirbel(kiefer)
Zwirn
zwirbeln
twirl
zirben
zirbelwind

https://www.zobodat.at/pdf/Jb-Verein-Schutz-Alpenpfl-Tiere_28_1963_0107-0111.pdf
http://www.treccani.it/enciclopedia/cembro/
https://www.dwds.de/wb/Zirbel
http://woerterbuchnetz.de/cgi-bin/WBNetz/wbgui_py?sigle=DWB&mode=Vernetzung&lemid=GZ07085#XGZ07085

(auct. Markus Kunzmann – trad. Ester Radi)

žlěbъ - Tipo di base (Visualizzare sulla mappa)

Questo concetto di base slavo lo si trova nelle fonti scritti del paleoslavo. Alcune delle lingue slave standard hanno adottato il tipo: hbs. žlijȇb dial. rus. žólob, slk. žl'ab, pol. żłób, che hanno tutte il significato di MANGIATOIA. Nel paleoslavo *žȇlbъ probabilmente veniva usato con funzione di QUALCOSA DI INCAVATO. Ecco perché è plausibile l' aggiunta funzionale della parola per/in MANGIATOIA. Il concetto di base deriva dal grc. gláphō 'INCAVARE', grc. gláphy CAVERNA, VALLE, sga. gulban PUNGIGLIONE, BECCO, cym. gylf 'BECCO' e dal galloromano gulbia SCALPELLO, BEDANO. (cfr. SNOJ, s.v. žlẹ̑b).

(auct. Aleksander Wiatr – trad. Ester Radi)

ZOCCOLO DEL CAVALLO - Concetto (Visualizzare sulla mappa)

ZUCCA - Concetto (Visualizzare sulla mappa)