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Ambiente di ricerca  (Citazione)

I compiti e le prestazioni di VerbaAlpina possono essere assegnati agli ambiti seguenti:
(1) documentazione e analisi storico-etimologica del lessico dialettale che è valutato come caratteristico conformemente alla cornice onomasiologica;
(2) cooperazione con i partner di progetto per lo scambio di dati reciproco e l'analisi dei dati;
(3) dell'insieme dei dati, testi analitici e diversi materiali relativi al progetto indirizzati per parte al pubblico scientifico, per parte all'ampio pubblico.
Le funzioni (1), (2) e (3) sono già state attivate con la prima versione 15/1 e vengono ampliate continuamente. Vengono preparate due ulteriori funzioni:
(4) rilevamento di dati attraverso crowdsourcing;
(5) fondazione di un laboratorio di ricerca che invita tutti gli utenti interessati di utilizzare individualmente gli strumenti geolinguistici sviluppati da VerbaAlpina (diverse raffigurazioni cartografiche, livelli di tipizzazione ecc.) e di presentare nuovi risultati e analisi, forse anche alternativi.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Cooperazione  (Citazione)

La cooperazione con altri progetti è fondamentale per la concezione di VerbaAlpina; si rifellte in numerosi accordi di cooperazione con progetti partner. La sua realizzazione non è però sempre facile; è ostacolata soprattutto da problemi relativi alla tecnologia dell'informazione e problemi legali relativi a essa. Ci sono però anche certe riserve ideologiche nei confronti dell'orientamento open source. Ogni cooperazione si basa su un accordo formale che assicura ai partner un database esclusivo utilizzabile all'upload (sigla: PVA). Ogni database di partner è alla disposizione di tutti i partner per il download. Ovviamente, è auspicabile che la cooperazione non rimanga limitata allo scambio di dati: anzi, i partner sono invitati (e pregati) di utilizzare tutti gli ambiti di funzione.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Crowdsourcing  (Citazione)

Benché esistano già molti dati linguistici relativi ai settori che saranno indagati da VerbaAlpina (soprattutto negli atlanti e dizionari), si prevede di rilevarne di nuovi. Con questo (1) si livelleranno delle inconsistenze tra le fonti già esistenti, (2) si toglieranno delle lacune o imprecisioni e (3) si segnerà se le denominazioni o gli attrezzi sono di tipo tradizionale. I nuovi rilevamenti non saranno però fatti attraverso il metodo classico della ricerca sul campo, ma con mezzi che i media sociali ci offrono ormai. Tali metodi son spesso sussunti nell'espressione crowdsourcing.

"Crowdsourcing ist eine interaktive Form der Leistungserbringung, die kollaborativ oder wettbewerbsorientiert organisiert ist und eine große Anzahl extrinsisch oder intrinsisch motivierter Akteure unterschiedlichen Wissensstands unter Verwendung moderner IuK-Systeme auf Basis des Web 2.0 einbezieht."(Martin/Lessmann/Voß 2008, traduzione: Il crowdsourcing è una forma interattiva di fornitura di prestazione che è organizzata di modo collaborativo o competitivo e che coinvolge un gran numero di attori motivati o estrinsicamente o intrinsicamente di stato di sapere differente utilizzando sistemi moderni di informazione e di comunicazione sulla base del web 2.0).

Il riferimento alla crowd è ambiguo sotto molti aspetti, anche perché per molti la crowd è associata ad arbitrarietà, profanità e attendibilità insufficiente; una certa esitazione pare giustificata perché i metodi corrispondenti si rivolgono infatti a una folla indefinita e anonima di interessati potenziali. Dei problemi fondamentali nascono sia per il destinatore del progetto scientifico sia per il destinatario (sia laico o no): l'offerta deve essere sufficientemente 'visibile' e attraente e il destinatario deve avere una competenza pratica e linguistica sufficiente. Esistono diverse strategie di maneggiare queste sfide. Si può cercare di fissare l'attrattiva dell'offerta attraverso un suo aspetto ludico e di concepire dei template con carattere di gioco come lo si è cercato di fare nell'associazione di progetto play4science. Dopo le esperienze fatte da quest'associazione sembra però più promettente far capire all'informante, nel caso di VerbaAlpina al parlante, che può contribuire essenzialmente e direttamente alla ricerca con il suo sapere pratico e linguistico personale (cfr. la lista dei progetti citizen science). Le conoscenze degli informanti si possono verificare attraverso domande puntuali, è però senza dubbio più affidabile farsi confermare e validare i dati forniti da altri parlanti degli stessi luoghi. Un progetto pilota fortunato per l'impiego geolinguistico di crowdsourcing è l'Atlas zur deutschen Alltagssprache (AdA) ('Atlante della lingua tedesca quotidiana') di Stephan Elspaß e Robert Möller; contrassegna una tappa decisiva sulla via alla geolinguistica digitale.

In VerbaAlpina, l'obbiettivo concreto è quello di trascrivere dati da fonti stampate come soprattutto atlanti linguistici e dizionari e di registrarli strutturatamente in un database, di verificare la correttezza di trascrizioni esistenti o di tipizzare materiale già trascritto e di assegnarlo a lemmi lessicali. Sono benvenuti anche dei commenti, p.es. in quanto l'origine e la diffusione di parole risp. di tipi di parole. VerbaAlpina è inoltre molto interessato a materiale linguistico attuale che non è documentato in fonti pubblicate come i già menzionati atlanti linguistici e dizionari. Chiunque ha conoscenze di un dialetto parlato nella regione alpina, è invitato di registrare espressioni speciali di questo dialetto nei dati di VerbaAlpina. In questo modo diventa possibile di arricchire i dati forniti dalle fonti stampate in un primo passo e di riconoscere e osservare in un secondo passo p.es. processi dinamici di cambiamento linguistico. Più persone partecipano in questo modo al progetto, meglio funziona. Inoltre sono molto benvenute immagini (p.es. fotografie) di oggetti tipici della regione alpina, ma anche di alpeggi, cascine, flora, fauna, montagne e formazioni di terreno insieme con le loro denominazioni. Possono essere salvate nella mediateca.

Parallelamente alla collaborazione specifica da VerbaAlpina ogni utente riceve la possibilità di preparare un proprio ambiente di ricerca nel nostro sistema che può essere utilizzato principalmente per la collezione di dati linguistici, ma anche di altro tipo di dati. L'unico presupposto è che siano georeferenziabili. L'utente ha la possibilità di tenere questi dati esclusivamente sotto chiave per proprio uso o di concedere l'accesso ad altri utenti per farli discutere e commentare. Il potenziale di tecnologie basate su database e reti può solo svilupparsi pienamente se il più possibile dei dati è messo a disposizione al pubblico.


(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

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Documentazione  (Citazione)

VerbaAlpina documenta la variazione dialettale all'interno di uno spazio definito etnograficamente; la cornice onomasiologica è definita da tecniche culturali e modi di vivere che si sono sedimentati sotto le condizioni specifiche dell'ambiente naturale e culturale. Le tradizioni di ricerca linguistiche non poterono capire in modo adeguato questi spazi di cui le Alpi sono un caso prototipo perché le discipline parziali che si occupano sistematicamente con la costituzione di spazi, cioè la geografia linguistica rispettivamente la dialettologia o anche la geolinguistica, si orientano quasi esclusivamente a confini politici e/o linguistici predefiniti. L'orientamento spaziale degli studi centrali e sotto certi aspetti fino a oggi determinanti può certamente essere ripercorso (cf. p.es. l'AIS e il FEW), ma spesso non ci si acconsente. Proprio gli spazi culturali plurilingui che sono particolarmente affascinanti, come p.es. l'area tra costa adriatica montenegrino-albanese e il Danubio, non sono presi in considerazione dalla ricerca arrivata guidata da presupposizioni filologiche pensate nazionalmente. L'Atlante linguistico mediterraneo ambiziosamente progettato sarebbe potuto diventare un grande progetto normativo; non è però mai passato oltre i primi approcci.
VerbaAlpina mira alla regione alpina. Il progetto non vuole però né enucleare confini di lingua o dialetti né rappresentare il mosaico di varietà tra di loro delimitate (dialetti). Si sviluppa piuttosto una geolinguistica plurilingue che analizza quanto varianti specifiche, vale a dire i tipi di denominazione caratteristici per lo spazio culturale alpino, siano comuni ai dialetti e uniscano magari questi dialetti oltre i confini delle famiglie linguistiche. La somiglianza relativa dei dialetti locali risulta induttivamente dai dati stessi. L'unica suddivisione della regione alpina che si presuppone fin da principio riguarda i confini attuali tra le tre grandi famiglie linguistiche (germanico, romanzo, slavo).

Prospettiva

La distribuzione delle varianti in questi grandi spazi dialettali implica relazioni di contatto molteplici più o meno remote. La prospettiva del progetto non può dunque essere che storica. VerbaAlpina non s’intende però come contributo alla storiografia linguistica nazionale delle lingue coinvolte riguardo all'area d'indagine abbozzata, ma piuttosto come tentativo di ricostruire la stratigrafia di uno spazio comunicativo plurilingue in modo esemplare.

Il modo di procedere è esclusivamente di tipo bottom up: vuol dire sulla base di dati che sono georeferenziabili localmente. L'unità di referenza minimale e valida by default è il comune, o più precisamente un punto geografico che rappresenta il comune come intero, oppure l'intera superficie di un comune. In caso di bisogno, la georeferenziazione può essere precisata a pochi metri.

Cartografia

È una carta interattiva che offre l'accesso alla documentazione. Finora ci si serve solo di carte sintetiche con simboli interattivi. È in preparazione la cartografia complementare con i simboli di superficie interattivi sulla base delle superfici dei comuni per riuscire a visualizzare meglio le relazioni quantitative. Le carte sintetiche interattive marcano un progresso sostanziale della rappresentazione dello spazio linguistica e umanistica perché permettono di arricchire delle rappresentazioni fortemente astratte ('sintetiche') di informazioni locali, molto concrete ('analitiche).

Elaborazione dei dati linguistica

Attivando ('cliccando') un simbolo sulla carta si apre una finestra con i dati linguistici ogni volta disponibili per il luogo scelto. L'esempio seguente fa vedere la denominazione del concetto BURRO a Ramosch (Engadina Bassa):



Presentazione dei dati linguistici in una finestra pop-up della carta interattiva

I dati vengono resi "fedeli alla fonte" (come attestazioni singole trascritte foneticamente, come nell'esempio presentato, oppure in forma tipizzata ortograficamente) e vengono assegnati a tipi più generali. La categoria più astratta è rappresentata da un tipo di base definito etimologicamente. Dove possibile seguiranno riferimenti a dizionari di referenza.

Filtri

Diversi filtri permettono all'utente di fare una scelta mirata dei dati disponibili e di rappresentarla cartograficamente. Il dettaglio di carta sopra presentato proviene dalla carta che appare scegliendo il 'concetto' BURRO:



Filtri per regolare la carta interattiva

Raggruppare e classificare

In categorie scelte sono spesso disponibili già numerose espressioni linguistiche. La ricerca del 'concetto' BURRO (cf. la rappresentazione seguente) risulta in 1448 attestazioni. Per maneggiare questa grande quantità di risultati c'è la possibilità di raggruppare e classificare tutte le espressioni rilevanti secondo diversi criteri:



La funzione di selezione della carta interattiva: Concetti

Un'opzione corrispondente esiste anche per la ricerca di tipi morfo-lessicali o tipi di base. La selezione secondo il criterio 'concetto' è interessante anche indipendentemente dall'area linguistica rilevata perché mette allo scoperto la polisemia di ogni espressione. Di seguito si trovano due fotografie di schermo del modo di procedere per l'esempio di malga:





Ne risultano i significati seguenti che sono in relazione chiaramente metonimica tra di loro:


Polisemia del tipo morfo-lessicale malga

Fonti

Finora sono stati analizzati alcuni dizionari georeferenziabili, ma soprattutto atlanti linguistici. Sono state applicate essenzialmente tre tecniche:
    1. Materiale che è già stato pubblicato su carte stampate è stato trascritto di nuovo utilizzando un tool sviluppato apposta e deposto nel database VA. Questo è il caso per la maggior parte degli atlanti (SDS, AIS, TSA ecc.).


    2. Il tool di trascrizione sviluppato da VA

    3. Materiale che è già stato pubblicato su carte stampate, ma di cui l'originale è disponibile digitalmente è stato convertito e trascritto nuovamente algoritmicamente in modo che è stato possibile deporlo nel database VA. Questo modo di procedere è stato scelto per l'ALD e l'ALTR.
    4. Il materiale di altri progetti che non è ancora stato pubblicato viene trascritto direttamente dai fogli di rilevamento rispettivamente viene adottato digitalmente; questo vale finora soprattutto per i dati del SAO.

    Pluridimensionalità

    Per comprendere completamente i processi storici è assolutamente auspicabile di completare i dati linguistici con altri dati che sono storicamente rilevanti; VerbaAlpina può prestare questo solo molto limitatamente; almeno qualche dato rilevante può essere richiamato. Il dettaglio di carta seguente fa vedere in un quadro complessivo sinottico da un lato
    • i luoghi con iscrizioni latine dalla provincia Noricum ;
    • i luoghi con iscrizioni latine dalla Raetia ;
    • i toponimi traditi romani alle viae publicae dalla cosiddetta Tabula Peutingeriana .
    Dall'altro lato si sono richiamati i riflessi di tre tipi di basi latini, o più precisamente: due latini e un latinizzato che però probabilmente è preromanzo:
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  1. il tipo di base lat. casearia col significato 'capanna' nel Tirolo del Nord, Alto Adige e particolarmente conciso nel Tirolo dell'Est;
  2. il tipo di base preromano: baita col significato 'casa' in Slovenia al sud di Ljubljana;
  3. il tipo di base lat. cellarium col significato 'capanna' nell'Alta Austria.


  4. Carta sinottica dell'epigrafica latina, i luoghi della Tabula Peutingeriana e i tipi di base cellarium e baita in una parte dell'area germanofona e slovena (cf. la legenda al di sopra della carta).

    La congruenza immensa o almeno l'affinità delle distribuzioni non sarà probabilmente dovuta al caso.

    (auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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