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Archiviazione a lungo termine  (Citazione)

Tutti i dati del progetto VerbaAlpina vengono gestiti in modo che resteranno leggibili e utilizzabili per un periodo il più lungo possibile. La prospettiva temporale presa in considerazione dal progetto comprende almeno più decenni, il concetto che sta alla base è però orientato ad una conservazione dei dati senza limite temporale.

Vengono considerati i seguenti aspetti:
1. Quale istituzione viene incaricata/quali istituzioni vengono incaricate della conservazione dei dati rispettivamente dei supporti in questione?
2. Documentazione della strutturazione dei dati come anche delle relazioni logiche tra dati e categorie di dati (entità-relazione)
3. Documentazione delle codifiche di carattere usate

Più copie dei dati del progetto dovranno essere archiviati presso più istituzioni diverse. Attualmente è previsto l'IT-Gruppe Geisteswissenschaften della LMU (vale a dire il gruppo di tecnologia dell'informazione del riparto di scienze umane dell'Università di Monaco di Baviera, ITG) per questo compito. Questo gruppo è legato ai server di archiviazione del Leibniz-Rechenzentrum come anche al BAS Clarin Repository. È previsto il deposito di ulteriori copie di backup presso altre istituzioni appropriate. L'archiviazione ha luogo nel ritmo del controllo versione. Viene archiviato ogni volta il database con tutti i dati del progetto (modulo VA_DB insieme al modello entità-relazione) come anche il framework web (VA_WEB) che è responsabile per la presentazione dei dati nel web (inclusa la rispettiva funzionalità) cosicché è possibile (almeno teoricamente) un "risvegliamento" di ogni singola versione in rispettivi ambienti di sistema operativo risp. di software emulati. Viene inoltre archiviata la mediateca che contiene soprattutto foto, film, testi e documenti audio (modulo VA_MT).

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Codepage  (Citazione)

VerbaAlpina riunisce dati da fonti di carattere diverso: dati da atlanti linguistici e dizionari stampati che devono in un primo tempo essere digitalizzati così come dei dati già presenti in forma elettronica da alcuni progetti partner. Ognuna di queste fonti utilizza un sistema di trascrizione più o meno individuale. Per attuare la standardizzazione necessaria occorrono delle liste in cui è fissato quale sia la corrispondenza di un carattere nel sistema di trascrizione di una fonte in un sistema di trascrizione di un'altra fonte. Il compito è sostanzialmente questo di rappresentare i diversi sistemi di trascrizioni nell'alfabeto fonetico internazionale (IPA) che funge da trascrizione di referenza all'interno di VerbaAlpina. Per tradurre un sistema di trascrizione specifico di una fonte al sistema IPA è necessaria la costruzione di una lista completa in forma di tabella che contiene tutte le corrispondenze dei caratteri. Una tale tabella viene chiamata "codepage". Di seguito, viene presentato un estratto dalla codepage che è basilare per la conversione del sistema di trascrizione dell'AIS in IPA. Questa codepage contiene totalmente intorno a 4500 righe/associazioni:


La colonna `BETA` contiene i caratteri utilizzati nell'AIS nella forma trascritta secondo il principio del codice beta; la colonna `IPA` contiene il carattere IPA corrispondente e la colonna `HEX` contiene il valore numerico specifico (/i valori numerici specifici) della tabella Unicode che corrisponde(/corrispondono) al carattere IPA rispettivo.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Tecnologia dell'informazione



Codice beta  (Citazione)

Seguendo la terminologia del Thesaurus Linguae Graecae (TLG), nell'ambito di VerbaAlpina la trascrizione di sistemi di scrittura complessi sotto l'impiego esclusivo di caratteri ASCII viene denominata come "codice beta". Il TLG ha sviluppato il concetto corrispondente all'inizio degli anni settanta del Novecento per il rilevamento di testi greci antichi con i mezzi computeristici allora disponibili. La grafica seguente illustra la tecnica in base all'esempio dell'Atlante italo-svizzero (AIS):





In un primo tempo si fa una distinzione tra carattere di base e segni diacritici quando si trasferisce la trascrizione fonetica secondo Böhmer-Ascoli, che è utilizzata nell'atlante linguistico, in sequenze che consistono in caratteri ASCII. Se un carattere di base è presente nel codice ASCII, questo segno si rappresenta se stesso (cosa che è possibile senza eccezione nell'esempio presentato). Direttamente dopo il carattere di base seguono tutti i diacritici legati a questo; ogni diacritico viene sostituito da un carattere ASCII speciale. L'attribuzione dei diacritici a caratteri ASCII è univoca all'interno di VerbaAlpina e viene documentata in tabelle speciali nel database di VerbaAlpina. La scelta dell'attribuzione è guidata dal principio della rassomiglianza ottica, per quanto possibile. Nell'esempio menzionato, l'uncino sotto la u nella parola tu viene rappresentato da una parentesi tonda aperta: tu(. I diacritici vengono scritti seguendo l'ordine della loro disposizione rispetto al carattere di base: si scrivono nell'ordine dal basso all'alto e dalla sinistra alla destra dietro il carattere di base. L'attribuzione dei diacritici a caratteri ASCII succede indipendentemente dalla semantica specifica della fonte corrispondente a causa del principio della rassomiglianza ottica, vuol dire: anche se un uncino sotto un carattere di base ha un significato fonetico completamente diverso in una certa fonte rispetto a un'altra fonte, in VerbaAlpina entrambi gli uncini vengono rappresentati da una parentesi posposta. Le differenze semantiche vengono documentate nelle tabelle di trascrizioni che sono specifiche per ogni fonte: regolano la conversione del codice beta alla trascrizione output secondo IPA (la stessa codifica beta può dunque risultare in codifiche IPA completamente diverse a seconda della fonte).
Il procedimento descritto è vantaggioso da diversi punti di vista:
- Il rilevamento dei dati avviene sulle tastiere standard in una velocità comparativamente alta ed è indipendente dal sistema operativo.
- Le persone che trascrivono non hanno bisogno di conoscenze di sistemi di trascrizione fonetici.
- Si può rilevare qualsiasi carattere rispettivamente diacritico, indipendentemente dal fatto se sono cifrate in Unicode o no
- Il rilevamento dei dati elettronico avviene senza perdita d'informazione.
Attraverso routine di sostituzione il codice beta può essere trasferito in quasi qualsiasi altro sistema di trascrizione. Sull'onda di queste conversioni può avvenire eventualmente una perdita d'informazione che però è causata dalla natura dei sistemi di trascrizione. La trascrizione fonetica secondo Böhmer-Ascoli fa una distinzione tra i diversi gradi di apertura in un modo così dettagliato che non è previsto nel sistema IPA.

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Tecnologia dell'informazione



Controllo versione  (Citazione)

VerbaAlpina consiste dei moduli seguenti:

-VA_DB: file di dati nel database del progetto (MySQL) (va_xxx)
-VA_WEB: codice di programma dell'interfaccia web del portale www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de insieme al database Wordpress (va_wp) che ci appartiene
-VA_MT: file media (foto, film, testi e documenti audio) che si trovano nella mediateca dell'interfaccia web

Tutti e tre i moduli formano un intero consistente con connessioni e dipendenze corrispettive e non possono perciò essere separati l'uno dall'altro. Durante la durata del progetto viene "congelato" periodicamente e in modo simultaneo lo stato attuale dei moduli VA_DB e VA_WEB sotto forma di una copia elettronica. A queste copie congelate sono attribuite dei numeri di versione secondo lo schema [anno civile]/[numero di serie] (p.es. 15/1). Alla versione VA alla volta produttiva è attribuita la denominazione XXX.

La produzione di copie della mediateca VA (VA_MT) è impedita a causa della dimensione di norma enorme di file media. Per questa ragione non si fanno delle copie di questo modulo sull'onda del processo di controllo versione. Degli elementi che sono stati deposti una volta nella mediateca VA non possono dunque più esserne tolti non appena solo un'unica versione VA è connessa a essi.

Nel portale del progetto c'è la possibilità di cambiare tra le diverse versioni, cioè tra quella versione VA alla volta "produttiva" che perciò sta cambiando continuamente e le versioni archiviate, "congelate". Attraverso la cromaticità del fondo rispettivamente di certi elementi di comando l'utente può vedere se si trova nella versione produttiva o in una delle versioni archiviate di VA. Devono essere citate *solo* le versioni archiviate di VA .

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Descrizione di concetto  (Citazione)

I concetti vengono rilevati nella tabella KONZEPTE (concetti) del database come segue: Nel caso in cui esiste una denominazione lessicalizzata di un concetto, questa denominazione viene iscritta nella casella di database 'Name_I' (denominazione italiana). Quando la lessicalizzazione manca, la casella rimane vuota. Indipendentemente dall'esistenza di una denominazione viene specificato risp. definito il concetto nella casella 'Beschreibung_I' (descrizione italiana). Questo avviene seguendo un modo di procedere definito che è illustrato dall'esempio del concetto 'BRENTINA' (ID_Konzept 137; identificatore del concetto nel database): il concetto menzionato viene denominato con un lessema specifico, per questo viene iscritta brentina in 'Name_I'. La descrizione prevede l'ordine gerarchico seguente: attrezzo, scopo, materiale, forma (eventualmente). Applicato al concetto del esempio ne risulta la descrizione seguente: RECIPIENTE, PER IL TRASPORTO DEL LATTE SULLE SPALLE, DI LEGNO. Se possibile risp. necessario dovranno inoltre essere osservate queste regole: i numeri 1-10 vengono scritti in tutte lettere; nella descrizione di un processo, di un'attività ecc. è utilizzata la costruzione 'per+infinito' oppure 'per+articolo+sostantivo'. Osservando questo modello traduzioni analoghe, la formazione di categorie indipendenti da lingue particolari a diversi livelli di astrazione (->RECIPIENTI ->RECIPIENTI PER IL TRASPORTO ->RECIPIENTI DI LEGNO ecc.), correzioni automatizzate risp. modifiche e una ricerca trasparente sono rese possibili. Tutti i concetti vengono rilevati in questo modo nelle lingue tedesca, italiana, francese, slovena e romancia.

(auct. Giorgia Grimaldi | Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Entità-relazione  (Citazione)

Per principio, dati possono essere riuniti in cosiddette "entità". Si tratta di classi di dati che presentano una certa natura e un certo numero di caratteristiche specifiche. Così, le città di Trento, Innsbruck e Lucerna possono formare per esempio la classe "luoghi" a cui appartengono le caratteristiche "nome di luogo", "grado di longitudine", "grado di latitudine", "stato" e "numero di abitanti". I singoli membri di una tale classe si distinguono tra di loro per i valori diversi delle caratteristiche che formano questa classe.

In una banca dati relazionale idealmente ciascun entità viene salvata in una tabella separata. Le colonne di queste tabelle separate comprendono i valori di una caratteristica specifica. Le righe comprendono i membri individuali della classe dei dati (entità), tali membri si distinguono tra di loro per i valori della caratteristica. In quasi tutti i casi – così anche in VerbaAlpina – una banca dati relazionale rappresenta una raccolta di entità diverse (e con questo tabelle diverse) entro le quali esistono delle relazioni logiche. Così l'entità "informante" che è definita attraverso le caratteristiche "età", "sesso", "luogo di nascita" e "luogo di residenza" è legata logicamente in tale modo all'entità "luoghi" che i valori della caratteristica "luogo di nascita" e "luogo di residenza" hanno delle corrispondenze nell'entità "luoghi". Le relazioni tra i membri di queste due entità nascono dalla corrispondenza del valore di una o più caratteristiche (congruenti nella loro natura) della rispettiva entità. Nel caso determinato potrebbe risultare teoricamente un'associazione tra valori identici delle caratteristiche "luogo di nascita" e "nome di luogo" attraverso la quale si possono assegnare mediatamente a un informante le coordinate geografiche del suo luogo di nascita. È apparente che in questo esempio si possono presentare dei problemi dovuti a omonimi. Per evitare problemi di questo genere è consuetudine utilizzare numeri interi come identificatori (abbreviazione: "ID") che definiscono in modo univoco i membri di un'entità.

Il sistema descritto delle entità e le loro relazioni logiche viene chiamato "entità-relazione". I dati raccolti in una banca dati relazionale sono difficilmente intellegibili e utilizzabili senza una spiegazione delle dipendenze che ci sono comprese. L'entità-relazione viene rappresentata normalmente in forma di uno schema grafico.

L'entità-relazione è soggetta ad adattamenti continui e con questo a cambiamenti durante le fasi di sviluppo cicliche di VerbaAlpina (v. controllo versione). A ogni versione archiviata di VerbaAlpina viene aggiunto il modello entità-relazione della versione della banca dati che ne è alla base in forma di un diagramma ER che è creato con il programma yEd e salvato come documento GraphML- e PDF. La grafica seguente si basa sulle entità e le relazioni del database VA_XXX nel suo stato attuale (20.3.2015), non la rappresenta però completamente ed è solo da intendere come esempio illustrativo:





(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Georeferenziazione  (Citazione)

La georeferenziazione (utilizzando gradi di latitudine e di longitudine) è un criterio di ordine essenziale per la gestione dei dati di VerbaAlpina. L'esattezza di questa referenziazione varia a seconda del tipo di dati, si aspira però a una referenziazione la più esatta possibile, precisa al metro stesso. Nel caso di dati linguistici da atlanti e dizionari è possibile di regola solo una referenziazione approssimativa secondo il toponimo; nel caso di p.es. dati archeologici sono però possibili georeferenziazioni precise al metro stesso. Possono essere salvati punti, linee (come strade, fiumi ecc.) e superfici. Dalla prospettiva tecnica viene utilizzato soprattutto il cosiddetto formato WKT (https://en.wikipedia.org/wiki/Well-known_text) che viene trasferito nel database di VerbaAlpina a un formato MySQL specifico attraverso la funzione geomfromtext() (https://dev.mysql.com/doc/refman/5.7/en/gis-wkt-functions.html. L'output nel formato WKT succede attraverso la funzione MySQL astext().

Il retino di referenza della georeferenziazione forma la rete dei comuni politici nello spazio alpino che possono essere rappresentate o come superficie o come punti. Ne formano la base le demarcazioni del confine dei comuni che VerbaAlpina ha ricevuto dal suo partner Convenzione delle Alpi; i dati corrispondono allo stato di 2014 circa. Un aggiornamento di questi dati che cambiano spesso a causa di riforme amministrative è superfluo perché si tratta solo di un quadro di referenza geografico dal punto di vista di VerbaAlpina. La raffigurazione di punto del retino di comune viene dedotta attraverso algoritmi dai confini di comune ed è dunque secondario. I punti di comune stabiliti rappresentano i centri geometrici delle superfici di comune e marcano soltanto per caso la capitale o il punto centrale del comune. Se necessario, tutti i dati possono essere proiettati sul punto di comune stabilito o singolarmente o cumulativamente. Questo è il caso per esempio per i dati linguistici di atlanti e dizionari.
#Passus über Polygonkarte in Method_Kartographie übertragen#


(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Tecnologia dell'informazione Contesto extralinguistico



illustrazione quantificata  (Citazione)

[premessa: Il seguente articolo si riferisce in parte ad alcune funzionalità di VA_WEB ancora in via di sviluppo e non accessibili al pubblico.]

La mappa online interattiva di Verba Alpina permette sia la mappatura qualitativa sia la visualizzazione di dati aggregati in un´illustrazione die dati locali. L´aggregazione si orienta sempre a regioni geografiche. Qui l´utente ha la scelta fra l´aggregazione in base al territorio comunale (territorio più circoscritto), le cosidette regioni- NUTS-3 (territorio di mezzo) ed in fine la regione di distribuzione delle tre grandi famiglie linguistiche germano- romano- slavo (territorio a più ampio raggio). Inoltre esiste la possibilità di definire territori comunali facoltativi come regioni individuali che poi fungano da grandezza di riferimento per l´aggregazione . L´ultima opzione può evitare effetti forzati che risultino dalla prospettiva dell´aggregazione attraverso superfici amministrative – e cosi dal punto di vista linguistico non concernente la materia- di territori comunali o delle regioni-NUTS-3. Nel caso specifico il procedimento corrispondente può essere ovviamente solo di tipo euristico, l´utente ha però la possibilità di accumulare coerenze regionali sensate, di commentare, riutilizzarle e metterle a disposizione del pubblico.

Riguardo le regioni o superfici selezionate, vengono poi aggregati tutti i dati qualitativi scelti fino all´attivazione della presentazione quantificata. La grandezza e la colorazione die ingoli simboli cartografici sono correlate con il numero di ciascun dato singolo qualitativo legato in un simbolo. Il valore massimo aritmetico che sta alla base, al raggiungimento del quale un simbolo ottiene la propria massima grandezza e colorazione, corrisponde di serie al numero più alto di dati aggregati che appare in una delle superfici ossia regioni selezionate . Tal valore massimo di riferenza può essere convertito nel numero totale dei dati singoli aggregati, il che porta a un cambiamento dell´illustrazione cartografica .

In una quantificazione attivata possono essere utilizzati dati qualitativi corrispondenti al calcolo delle quantità attraverso una deattivazione di singoli appunti di lista un una interpretazione cartografica o aggiunti altri attraverso una ulteriore cernita.

Accanto alla quantificazione sullo sfondo di una carta georeferenziata che mostri il corso di frontiera, VerbaAlpina permette anche la presentazione di dati quantificati su una cosidetta carta web. L´esempio è una grafica di Wikipedia che visualizza i risultati dell´elezione e extra elezione britanica del 2015. In seguito viene mostrata anzitutto la carta fedele nel punto, la lunghezza e l´angolo (in seguito denominata "carta geografica") con i risultati dell´elezione nei singoli circoli di elezione. Segue l´illustrazione della cata web su cui appare ogni circolo di elezione tramite un esagono con la sua propria identica grandezza.

immagine:2015ukelectionmap.svg
fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3e/2015UKElectionMap.svg (visitato il 03.11.2016)

immagine:2015_uk_general_election_constituency_map.svg
fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cd/2015_UK_general_election_constituency_map.svg (visitato il 03.11.2016)

Il confronto dei due tipi cartografici evidenzia i vantaggi e gli svantaggi relativi. La carta di fave contiene inesattezze geografiche oppure a riguardo persino informazioni sbagliate. Cosí si riconosce p.e. nel distretto Greater London un favo isolato rosso circondato da tanti favi blù – un fatto apparente non riscontrabile nella carta geografica. La carta di fave ha però il vantaggio di visualizzare meglio le proporzioni numeriche reali tra i singoli colori in quanto un grande numero di sezioni elettorali con una misura di superfice molto piccola, viene percepito dall´osservazione sulla carta geografica come subordinato nonostante il valore politico sia allo stesso livello delle sezioni elettorali con una Misura di superfice grande. Cosí i due Tipi cartografici si completano a vicenda e il valore aggiunto effettivamente consiste nella possibilità di poter consultare entrambe le carte e di confrontare le loro visualizzazioni.

La carta di fave di VerbaAlpina si distingue per la possibilità di illustrare tutte le comunità politiche del territorio alpino attraverso ???Hexagone??? identiche nella loro grandezza . Cosí si cerca di mantenere almeno approssimativamente la logica geografica. Il calcolo della colorazione delle singole ???Hexagone??? avviene nello stesso modo come descritto sopra per la carta punto- simbolo. Il vantaggio di una tale carta di fave rispetto ad una semplice colorazione die territori comunali su una carta geografica, consiste nel fatto che effetti suggestivi vengono repressi dalla grandzza die territori comunali che sono molto differenti.


(auct. Stephan Lücke – trad. Monika Hausmann)

Tags: Tecnologia dell'informazione Pagina Web



Informatica umanistica  (Citazione)

Il progetto VerbaAlpina è stato congegnato fin da principio tenendo presente la conformità al web perché vuole contribuire decisamente al trasferimento delle tradizioni umanistiche solide, più precisamente della geolinguistica, all'informatica umanistica, ingl. digital humanities.

Questo significa quanto segue:
(1) La base empirica della ricerca consiste in dati (cf. Schöch 2013), vale a dire in unità digitalmente codificate e strutturate o almeno strutturabili; ci si tratta di dati parzialmente già pubblicati e digitalizzati in un secondo momento (come p.es. i materiali di atlanti più vecchi), parzialmente si tratta però anche di dati che sono da rilevare attualmente. Con vista sui concetti rilevanti si aspira a raccolte di dati le più vaste possibili. Il metodo è quindi quantitativo e ampiamente induttivo.
(2) La communizione di ricerca ha luogo sotto le condizioni mediali dell'internet. Ciò offre in primo luogo la possibilità di intrecciare ipertestualmente media diversi (scrittura, illustrazione, video e audio); inoltre i ricercatori, i partner di cooperazione del progetto e/o gli informanti possono comunicare e cooperare tra di loro continuamente.
(3) Ci si offre così a scienziati interessati la possibilità di partecipare allo sviluppo di questa piattaforma scientifica progettuale e collaborativa. Questa prospettiva è utile e produttiva sotto almeno due aspetti: permette di collegare diverse sedi e – soprattutto – di promuovere la combinazione costruttiva di tecnologia dell'informazione e geografia linguistica con delle risorse pubbliche senza dover ricorrere all'assistenza di imprese private che si occupano di tecnologia dell'informazione (assistenza che inoltre può creare dei problemi sia giuridici che economici).
(4) Il sapere rilevante per il progetto può essere accumulato e modificato continuamento anche a più lungo termine benché la garanzia di una disponibilità durevole non sia ancora da prestare facilmente dal punto di vista tecnico (cf. a questo proposito la infrastruttura scientifica CLARIN-D http://de.clarin.eu/de/home.html, sito disponibile solo in tedesco e inglese). Da questa prospettiva non è una richiesta centrale del progetto la pubblicazione dei risultati sotto forma di libri, CD, DVD. Tuttavia viene installata un'opzione di stampa posticipata così come la offre talvolta anche la lessicografia online, come lo fa p.es. il Tesoro della Lingua Italiana delle Origini in modo esemplare.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Modellazione dei dati  (Citazione)

v. modello relazionale

Tags: Linguistica Tecnologia dell'informazione



Moduli  (Citazione)

v. Controllo versione

Tags: Tecnologia dell'informazione



Trascrizione  (Citazione)

I materiali linguistici vengono resi in doppia forma grafica per essere all'altezza dei due principi opposti della fedeltà alle fonti e della facile comparabilità:

(1) Versione input nella trascrizione originale
Nel portale di VerbaAlpina vengono riunite delle fonti che derivano da diverse tradizioni scientifiche (romanistica, germanistica, slavistica) e rappresentano delle fasi storicamente diverse della ricerca dialettologica; alcuni dati lessicografici sono stati rilevati all'inizio del secolo scorso (GPSR) e altri solo pochi anni fa (ALD). Per questo è necessario dal punto di vista storico e epistemologico rispettare la trascrizione originale nel miglior modo possibile. Per ragioni tecniche è però impossibile mantenere certe convenzioni in modo invariato. Questo vale soprattutto per le combinazioni verticali di carattere di base ('lettera') e segni diacritici come per esempio quando un segno per l'accento è posizionato sopra un carattere di lunghezza sopra una vocale sopra un diacritico di chiusura (Codice beta). Queste convenzioni vengono trasferite in sequenze lineari di caratteri secondo trascrizioni tecniche definite specialmente per ogni convenzione utilizzando esclusivamente caratteri ASCII (il cosiddetto codice beta). Facendo la codifica beta si può approfittare fino a un certo punto delle somiglianze grafiche intuitivamente comprensibili tra diacritici originali e le corrispondenze ASCII da noi scelte; sono mnemonicamente vantaggiose.

(2) Versione output in IPA
Pensando alla comparabilità e anche alla facilità d'uso è inoltre desiderabile l'output dei dati in una trascrizione unificata. Tutti i codici beta saranno per questo trasferiti in segni IPA attraverso routine di sostituzione specifiche. Un paio di problemi inevitabili nasce per i casi dove a un carattere di base specificato attraverso diacritici nella trascrizione input corrispondono due caratteri di base diversi in IPA. Questo vale soprattutto riguardo al grado di apertura delle vocali dove per esempio i due caratteri di base <i> e <e> in combinazione con il punto di chiusura e uno o due uncini di apertura permettono di rappresentare sei diversi gradi di apertura nella serie palatale; nella codifica beta sono i seguenti: i – i( – i((– e?-- e – e(– e((. Per rendere questi, IPA dispone soltanto di quattro caratteri di base: i – ɪ – e – ɛ.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Uniform Resource Name (URN)  (Citazione)

v. Digital Object Identifier

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