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Dati complementari (CITAZIONE)

Per un approccio induttivo allo spazio culturale i dati demografici e istituzionali sono interessanti in linea di massima se risultano essere georeferenziabili. Fanno parte di questi dati le informazioni riguardanti la storia dell'insediamento, in modo particolare quelle che concernono l'appartenenza a istituzioni ecclesiastiche e statali. Ma anche vie di comunicazione – soprattutto i valichi di montagna – sono di importanza fondamentale (cfr. carta).
Dati di tipo ecologico e geofisico sono sempre rilevanti se sono in stretto rapporto con la storia dell'insediamento. Questo rapporto risulta evidente per esempio dando uno sguardo alle zone di vegetazione che permettono o richiedono certi usi (per esempio l'alpeggio richiede quote sopra il limite della vegetazione arborea http://www.slf.ch/forschung_entwicklung/gebirgsoekosystem/themen/baumgrenze/index_DE).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Contesto extralinguistico



Dati di input (CITAZIONE)

In VerbaAlpina vengono utilizzati esclusivamente dati georeferenziati almeno all'interno del territorio di un comune, o anche, possibilimente, più precisi (come per esempio le foto di alpeggi). Tra i dati linguistici particolarmente importanti, sono da differenziarne due tipi: da un lato i dati che risalgono direttamente a enunciati di informanti singoli – come per esempio le attestazioni di alcuni atlanti linguistici (specialmente quelli romanzi) o anche del Bayerische Dialektdatenbank (BayDat); questi enunciati vengono scomposti nei loro elementi costitutivi, i cosiddetti tokens. Dall'altro lato alcuni atlanti, come per esempio l'SDS o anche il VALTS, così come anche tutti i vocabolari che non contengono degli enunciati di parlante, bensì forme che sono già state tipizzate dagli editori e quindi non risulta più possibile risalire fino ai tokens.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Denominazione (CITAZIONE)

Con 'denominazione' VerbaAlpina intende l'istanza idealizzata di una parola scritta, parlata o pensata che denomina uno o più concetti e si riferisce probabilmente a cose concrete. Queste funzioni possono essere adempite anche da una serie specifica di più parole (le cosiddette polirematiche). Per la categoria 'concetto' risulta, parlando in termini informativi, una relazione cosiddetta "m:n", ovvero: una denominazione polisemica può denominare più concetti, mentre, al contrario, un concetto può essere denominato da molte denominazioni sinonimiche.





(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Descrizione di concetto (CITAZIONE)

I concetti vengono rilevati nella tabella KONZEPTE del database nel modo seguente: nel caso in cui esista una denominazione lessicalizzata di un concetto, questa denominazione viene iscritta nella casella di database 'Name_I' (denominazione italiana). Quando la lessicalizzazione manca, la casella rimane vuota. Indipendentemente dall'esistenza di una denominazione viene specificato o definito il concetto nella casella 'Beschreibung_I' (descrizione italiana). Questo avviene seguendo un modo di procedere definito illustrato dall'esempio del concetto 'BRENTINA' (ID_Konzept 137; identificatore del concetto nel database): il concetto menzionato viene denominato con un lessema specifico, per questo viene iscritta brentina in 'Name_I'. La descrizione prevede l'ordine gerarchico seguente: attrezzo, scopo, materiale, forma (eventualmente). Applicato al concetto del esempio ne risulta la descrizione seguente: RECIPIENTE, PER IL TRASPORTO DEL LATTE SULLE SPALLE, DI LEGNO. Ove possibile/necessario dovranno inoltre essere osservate queste regole: i numeri 1-10 vengono scritti in lettere; nella descrizione di un processo, di un'attività ecc. è utilizzata la costruzione 'per+infinito' oppure 'per+articolo+sostantivo'. Osservando questo modello traduzioni analoghe, la formazione di categorie indipendenti da lingue particolari a diversi livelli di astrazione (->RECIPIENTI ->RECIPIENTI PER IL TRASPORTO ->RECIPIENTI DI LEGNO ecc.), correzioni automatizzate o modifiche, e una ricerca trasparente sono rese possibili. Tutti i concetti vengono rilevati in questo modo nelle lingue tedesca, italiana, francese, slovena e romancia.

(auct. Giorgia Grimaldi | Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Digital Object Identifier (DOI) (CITAZIONE)

Il Digital Object Identifier (DOI) è un indirizzo universalmente univoco e invariabile sotto il quale risorse elettroniche, come per esempio i siti web, possono essere raggiunte. L'accessibilità è garantita anche nei casi in cui cambia ad esempio il cosiddetto "Uniform Resource Locator" (URL) di una risorsa. Questo si fa attraverso un semplice mapping: la fondazione DOI ha un registro in cui è associato l'URL attuale di una risorsa a ogni DOI. Se cambia un URL, cambia corrispondentemente l'entrata nel registro della fondazione DOI. I cambi devono essere comunicati alla fondazione DOI dalle organizzazioni associate (per esempio dalle biblioteche) che avevano fatto registrare i DOI in questione. La registrazione di VerbaAlpina nel registro DOI ha luogo attraverso il "Referat Elektronisches Publizieren" della biblioteca universitaria della LMU. Tale centro non si occupa della registrazione direttamente presso fondazione DOI, bensì presso DataCite, membro della fondazione DOI.

Il vantaggio del sistema DOI consiste nella possibilità di citare di modo durevole le risorse elettroniche. Una citazione DOI guida anche alla risorsa giusta se l'indirizzo in rete, l'URL, è cambiato. Il DOI di VerbaAlpina è doi:10.5282/verba-alpina; il numero 10.5282 appartiene all'organizzazione che ha effettuato la registrazione, ovvero la biblioteca universitaria della LMU. Affinché una citazione in un testo scientifico porti direttamente al portale di VerbaAlpina, il DOI deve essere inserito nell'URL della fondazione DOI: http://dx.doi.org/10.5282/verba-alpina. Non è però possibile accedere direttamente a risorse parziali specifiche sul portale VerbaAlpina (per esempio a singoli file della mediateca di VerbaAlpina [VA_MT]) attraverso il DOI. Per fare questo sarebbe necessario un DOI aggiuntivo per ogni risorsa parziale di VerbaAlpina.

Quasi allo stesso scopo serve il cosiddetto Uniform Resource Name (URN), e anche le modalità di funzionamento sono più o meno le stesse. Diversamente rispetto al DOI, l'URN permette la registrazione di diversi URL per una stessa risorsa. Tale opzione può essere interessante se le risorse vengono deposte da server differenti con corrispondenti URL diversi al fine della prevenzione di guasti o della durata. Un certo svantaggio di URN rispetto a DOI consiste nel fatto che il registro URN non è condotto da un'unica istituzione, bensì da diverse organizzazioni nazionali decentralizzate. In Germania è la Deutsche Nationalbibliothek (DNB) ad assumersi questo compito. Per questo per le risorse che sono registrate attraverso la DNB, deve essere aperto il server della DNB che gestisce gli URN (un cosidetto resolver). L'URN di VerbaAlpina è urn:nbn:de:bvb:19-verba-alpina-8, l'URL corrispondente con il resolver DNB che porta al portale di VerbaAlpina è http://nbn-resolving.de/urn:nbn:de:bvb:19-verba-alpina-8. Come anche per il DOI, non è possibile accedere direttamente a risorse parziali specifiche sul portale di VerbaAlpina attraverso l'URN.

(auct. Stephan Lücke | Julian Schulz [ITG] – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Digitalizzazione (CITAZIONE)

Nel contesto di VerbaAlpina, con il termine digitalizzazione non si intende il semplice impiego dei computer per la memorizzazione di dati elettronici, bensì la profonda elaborazione digitale del materiale attraverso la *strutturazione* e la categorizzazione sistematiche e trasparenti.



Nel progetto, si utilizza quasi esclusivamente il modello relazionale in cui i dati vengono organizzati da principio in forma di tabella. Le tabelle consistono di righe (= record, tupla) e colonne (= attributi, caselle, campi dato); ogni tabella può essere ampliata in ogni direzione aggiungendo ulteriori righe e colonne. Tra le tabelle esistono relazioni logiche che permettono concatenamenti sensati e corrispondenti raffigurazioni sinottiche (i cosiddetti "joins") di due o più tabelle. Per l'amministrazione delle tabelle, VerbaAlpina impiega attualmente il sistema di gestione di banca-dati MySQL. Le tabelle però non sono legate a questo sistema, ma possono essere esportate in qualsiasi momento, per esempio in forma di testo con delimitatori univocamente definibili per limiti di casella oppure di record (i cosiddetti separatori), insieme con i nomi di colonna e la documentazione delle relazioni logiche (modello entità-relazione). Non viene invece impiegata nel campo operativo di VerbaAlpina la struttura XML che è usata al momento molto spesso in altri ambiti. XML è però compreso come formato di esportazione nell'ambito del concetto di interfaccia.

Oltre alla strutturazione logica dei dati, il secondo concetto importante nel contesto del lemma "digitalizzazione" concerne la codifica dei caratteri. La tematica ha grande importanza proprio riguardo all'archiviazione a lungo termine dei dati e deve essere gestita in maniera previdente. Per quanto sia possibile, VerbaAlpina si richiama in questo contesto alla tabella di codifica e alle direttive del cosiddetto Unicode Consortium. Nel caso della digitalizzazione di caratteri che finora non sono entrati nella tabella Unicode il rilevamento digitale del carattere è effettuato di preferenza attraverso serializzazione sottoforma di una serie di caratteri dell'intervallo x21 fino x7E di Unicode (all'interno del repertorio ASCII). Le associazioni corrispondenti vengono documentate in tabelle speciali per cui una conversione posteriore in valori Unicode poi possibilmente esistenti è sempre possibile.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Tecnologia dell'informazione



Dizionari di referenza (CITAZIONE)

Nell'ambito del lavoro di tipizzazione, centrale per VerbaAlpina, un ruolo importante spetta ai dizionari di referenza. Tutti i dati estratti da fonti, sia attestazioni singole sia tipi fonetici o morfo-lessicali, vengono messi in relazione con un quadro di referenza lessicografico per poter confrontare in maniera più efficiente il materiale. Il lavoro di tipizzazione è effettuato da membri dello staff di VerbaAlpina e si basa sulla loro perizia linguistica. Questo lavoro è dunque di tipo interpretativo e non rivendica un diritto di validità incontestabile.
I dati prelevati dalla fonte vengono legati ai dizionari di referenza (lista di seguito). All'interno di una famiglia linguistica, i dati linguistici che vengono tipizzati, sono legati ai lemmi adeguati dei dizionari di referenza utilizzati. In prospettiva opposta è dunque possibile trovare tutti i dati assegnati di VerbaAlpina partendo dai lemmi dei dizionari di referenza. A tale riguardo, VerbaAlpina presenta un ampliamento organico dei dizionari di referenza utilizzati che può essere realizzato tecnicamente senza grandi problemi attraverso collegamenti da tutti i dizionari di referenza disponibili on-line.
Nel caso in cui nessuno dei dizionari di referenza presenti un lemma adeguato, VerbaAlpina definisce un tipo morfo-lessicale in forma ortografica che possiede da questo momento in poi lo stato di referenza e a cui si possono riferire tutti i dati linguistici di tale categoria morfo-lessicale. Attraverso questo riferimento a se stesso VerbaAlpina riceve lo status di un dizionario di referenza.
Siccome l'assegnazione a dizionari di referenza descritta rappresenta un lavoro dipendente dall'interpretazione, VerbaAlpina permette agli scienziati e ai non scienziati interessati di commentare mettendo in discussioni singole assegnazioni di lemmi. Questo permette agli esterni di effettuare delle tipizzazioni alternative che possono di nuovo essere commentate e discusse.

Parole dall'area linguistica germanica sono legate, dove possibile, ai lemmi di:
  • Schweizerisches Idiotikon. Schweizerdeutsches Wörterbuch
  • Grimm, Jacob und Wilhelm (1854-1961): Deutsches Wörterbuch von Jacob und Wilhelm Grimm, 16 volumi suddivisi in 32 tomi, Leipzig (Quellenverzeichnis Leipzig 1971) (DWB)
  • Duden (considerazione a causa della sua importanza reale e della quantità di materiale enorme – malgrado la meschinità riguardo alle informazioni lessicografiche ivi presentate)
Parole dall'area linguistica romanza sono legate, dove possibile, ai lemmi di:
Parole dall'area linguistica slava sono legate, dove possibile, ai lemmi di
  • Slovar slovenskega knjižnega jezika (SSKJ)
Dove necessario (specialmente riguardo agli etimi) serve come dizionario di referenza per la lingua latina:
  • Georges, Karl Ernst (1913-1916, Reprint 1998): Ausführliches lateinisch-deutsches Handwörterbuch. Aus den Quellen zusammengetragen und mit besonderer Bezugnahme auf Synonymik und Antiquitäten unter Berücksichtigung der besten Hilfsmittel ausgearbeitet, 2 Bände, Darmstadt.
Per il complemento dell'etimologia, specialmente dei tipi di base, servono come referenza:
  • Wartburg, Walther von (1922-1967): Französisches Etymologisches Wörterbuch. Eine Darstellung des galloromanischen Sprachschatzes, 25 Bände, Basel (FEW), con i suoi commenti (che chiudono i singoli articoli) che sono fondamentali spesso oltre il francese e a volte persino oltre il romanzo.
  • Kluge
  • DELI
  • Bezlaj e anche l'edizione più recente Snoj. Cfr. generalmente per le etimologie slave Berneker
  • Se possibile, i lemmi del AWB servono come parole di riferimento per i tipi di base germanici, perché rappresentano le attestazioni documentate più antiche.


(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Documentazione (CITAZIONE)

VerbaAlpina documenta la variazione dialettale all'interno di uno spazio definito etnograficamente; la cornice onomasiologica è definita da tecniche culturali e modi di vivere sedimentati sotto le condizioni specifiche dell'ambiente naturale e culturale. I metodi di ricerca linguistica tradizionale non hanno potuto comprendere in maniera adeguata tali ambienti, di cui le Alpi sono un caso prototipico, perché le discipline parziali che si occupano sistematicamente della costituzione degli spazi, ovvero la geografia linguistica e/o la dialettologia (o anche la geolinguistica), si orientano quasi esclusivamente a confini politici e/o linguistici predefiniti. L'orientamento spaziale degli studi centrali, e sotto certi aspetti, fino a oggi determinanti, può certamente essere ripercorso (cfr. per esempio l'AIS e il FEW), ma spesso ci si trova in disaccordo. Proprio gli spazi culturali plurilingui, particolarmente affascinanti, come ad esempio l'area tra costa adriatica montenegrino-albanese e il Danubio, non sono presi in considerazione dalla ricerca guidata da presupposizioni filologiche pensate in maniera nazionale. L'Atlante linguistico mediterraneo ambiziosamente progettato, sarebbe potuto diventare un grande progetto normativo; ha mosso però solo i primi passi.
VerbaAlpina mira alla regione alpina. Il progetto non vuole però né enucleare confini di lingua o dialetti, né rappresentare il mosaico di varietà tra di loro delimitate (dialetti). Si sviluppa piuttosto una geolinguistica plurilingue che analizza quando le varianti specifiche, ovvero i tipi di denominazione caratteristici per lo spazio culturale alpino, siano comuni ai dialetti e uniscano questi dialetti oltre i confini delle famiglie linguistiche. La somiglianza relativa dei dialetti locali risulta induttivamente dai dati stessi. L'unica suddivisione della regione alpina che si presuppone fin da principio riguarda i confini attuali tra le tre grandi famiglie linguistiche (germanico, romanzo, slavo).

Prospettiva

La distribuzione delle varianti in questi grandi spazi dialettali implica relazioni di contatto molteplici più o meno remote. La prospettiva del progetto non può dunque che essere storica. VerbaAlpina non s’intende però come contributo alla storiografia linguistica nazionale delle lingue coinvolte riguardo all'area d'indagine abbozzata, ma piuttosto come tentativo di ricostruire la stratigrafia di uno spazio comunicativo plurilingue in modo esemplare.

La metodologia utilizzata è esclusivamente di tipo bottom up, ovvero sulla base di dati che sono georeferenziabili localmente. L'unità di referenza minimale e valida by default è il comune, o più precisamente un punto geografico che rappresenta il comune come intero, oppure l'intera superficie di un comune. In caso di bisogno, la georeferenziazione può essere precisata a pochi metri.

Cartografia

È una carta interattiva che offre l'accesso alla documentazione. Finora ci si serve solo di carte sintetiche con simboli interattivi. È in preparazione la cartografia complementare con i simboli di superficie interattivi sulla base delle superfici dei comuni per riuscire a visualizzare meglio le relazioni quantitative. Le carte sintetiche interattive marcano un progresso sostanziale della rappresentazione dello spazio linguistico e umanistico perché permettono di arricchire delle rappresentazioni fortemente astratte ('sintetiche') di informazioni locali, molto concrete ('analitiche).

Elaborazione dei dati linguistica

Attivando ('cliccando') un simbolo sulla carta si apre una finestra con i dati linguistici disponibili per il luogo scelto. L'esempio seguente fa vedere la denominazione del concetto BURRO a Ramosch (Engadina Bassa):



Presentazione dei dati linguistici in una finestra pop-up della carta interattiva

I dati vengono resi "fedeli alla fonte" (come attestazioni singole trascritte foneticamente, come nell'esempio presentato, oppure in forma tipizzata ortograficamente) e vengono assegnati a tipi più generali. La categoria più astratta è rappresentata da un tipo di base definito etimologicamente. Dove possibile seguiranno riferimenti a dizionari di referenza.

Filtri

Diversi filtri permettono all'utente di fare una scelta mirata dei dati disponibili e di rappresentarla cartograficamente. Il dettaglio della carta presentato sopra proviene dalla carta che appare selezionando il 'concetto' BURRO:



Filtri per regolare la carta interattiva

Raggruppare e classificare

In categorie scelte sono spesso disponibili già numerose espressioni linguistiche. La ricerca del 'concetto' BURRO (cfr. la rappresentazione seguente) risulta in 1448 attestazioni. Per maneggiare questa grande quantità di risultati c'è la possibilità di raggruppare e classificare tutte le espressioni rilevanti secondo diversi criteri:



La funzione di selezione della carta interattiva: Concetti

Un'opzione corrispondente esiste anche per la ricerca di tipi morfo-lessicali o tipi di base. La selezione secondo il criterio 'concetto' è interessante anche indipendentemente dall'area linguistica rilevata perché mostra la polisemia di ogni espressione. Di seguito si trovano due fotografie di schermo della procedura per l'esempio di malga:





Ne risultano i significati seguenti che sono in relazione chiaramente metonimica tra di loro: Cfr. Carta Polisemia del tipo morfo-lessicale malga

Fonti

Finora sono stati analizzati alcuni dizionari georeferenziabili, ma soprattutto atlanti linguistici. Sono state applicate essenzialmente tre tecniche:
    1. Il materiale già pubblicato su carte stampate è stato trascritto utilizzando un tool sviluppato appositamente e depositato nel database VA. Questo vale per la maggior parte degli atlanti (SDS, AIS, TSA ecc.).


    2. Il tool di trascrizione sviluppato da VA

    3. Il materiale già pubblicato su carte stampate, ma di cui l'originale è disponibile digitalmente, è stato convertito e trascritto nuovamente algoritmicamente per poterlo depositare nel database VA. Questo modo di procedere è stato scelto per l'ALD-II e l'ALTR.
    4. Il materiale di altri progetti che non è ancora stato pubblicato viene trascritto direttamente dai fogli di rilevamento rispettivamente viene raccolto digitalmente; questo vale finora soprattutto per i dati del SAO.

    Pluridimensionalità

    Per comprendere completamente i processi storici, è assolutamente auspicabile completare i dati linguistici con altri dati che sono storicamente rilevanti; VerbaAlpina può fare questo solo in maniera molto limitata; ciononostante qualche dato rilevante è comunque visibile. Il dettaglio di carta seguente mostra, in un quadro complessivo sinottico, da un lato
  • i luoghi con iscrizioni latine dalla provincia Noricum ;
  • i luoghi con iscrizioni latine dalla Raetia ;
  • i toponimi romani delle viae publicae tramandati dalla cosiddetta Tabula Peutingeriana .
Dall'altro lato si sono richiamati i riflessi di tre tipi di base latini, o più precisamente: due latini e un latinizzato che però probabilmente è preromanzo:
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  • il tipo di base lat. casearia col significato 'capanna' nel Tirolo del Nord, Alto Adige e particolarmente conciso nel Tirolo dell'Est;
  • il tipo di base preromano: baita col significato 'casa' in Slovenia a sud di Ljubljana;
  • il tipo di base lat. cellarium col significato 'capanna' nell'Alta Austria.
  • I luoghi della Tabula Peutingeriana e i tipi di base cellarium e baita in una parte dell'area germanofona e slovena: Cfr. carta sinottica dell'epigrafica latina

    L'immensa incongruenza o almeno l'affinità delle distribuzioni non sarà probabilmente dovuta al caso.

    (auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

    Tags: Ambiti di funzione