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Abbreviazioni (CITAZIONE)

Nei testi contenuti all'interno delle rubriche “metodologia” e “lexicon alpinum” sono spesso presenti delle abbreviazioni che non sempre risultano essere del tutto chiare per il lettore. Per questo motivo è stata creata una lista contenente tutte le abbreviazioni utilizzate nei testi, in modo da permettere all'utente una maggiore comprensione dei contenuti. Tale lista è stata creata sia per il tedesco, sia per le altre lingue di VerbaAlpina, ossia l'italiano, il francese e lo sloveno. Le abbreviazioni presenti all'interno di citazioni non sono state prese in considerazione.

Allo stesso tempo, le sigle utilizzate per abbreviare le denominazioni delle lingue sono state adattate alle norme ISO-639-3 (lingue) e ISO-639-5 (famiglie linguistiche) in tutti i testi e, in seguito, tali abbreviazioni sono state inserite nella lista di cui sopra.

Abbreviazioni bibliografiche


Le opere di riferimento in vari volumi ricevono una sigla (es. AIS);
Altri titoli che sono registrati con tutte le informazioni bibliografiche sono citati in modo abbreviato con il nome dell'autore e l'anno di pubblicazione (es. Baer 2000);
Due nomi sono separati da una linea obliqua (es. Jaberg/Jud 1929), da tre nomi viene usata l'abbreviazione "et al.".





(auct. Beatrice Colcuc | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc | Christina Mutter)

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Autori (CITAZIONE)

Tutti i contributi scritti sulla pagina di VerbaAlpina sono sottoscritti per nome. L'abbreviazione "auct." sta per l'autore/gli autori, l'abbreviazione "trad." per il traduttore/i traduttori di un contributo. Se ci sono più autori o traduttori, i nomi sono sempre visualizzati in ordine alfabetico.

Il software viene sviluppato essenzialmente da Florian Zacherl, David Englmeier (dal 1/10/2016) e da Filip Hristov (dal 1/10/2016).

(auct. Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer | Florian Zacherl – trad. Susanne Oberholzer)

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Carta sinottica (CITAZIONE)

Questa funzione permette all'utente di fissare una selezione di carte su una carta sinottica. In questo modo si possono visualizzare le aree di diffusione di qualsiasi caratteristica linguistica ed extra-linguistica tra loro in relazione. Allo stesso tempo esiste la possibilità di zoomare e bloccare (anche a più livelli) le carte sinottiche qualora si voglia ad esempio documentare un particolare contesto locale, come nel caso dei Monti del Karwendel, o nel caso del continuum dialettale occitano-francoprovenzale-piemontese delle Alpi Occidentali.


(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Cartografia (CITAZIONE)

Sicuramente la cartografazione linguistica è non è uno strumento indiscusso, ma è efficace, perché serve nello stesso tempo alla documentazione e alla visualizzazione di relazioni geolinguistiche (cfr. i contributi in Lameli 2010). Si possono distinguere nettamente due tipi di cartografazione; le carte analitiche forniscono enunciati più o meno complessi, facendo sì che la documentazione predomini e che l’interpretazione spaziale sia lasciata all’utente stesso. Nel caso delle carte sintetiche è la distribuzione dei simboli a segnalare direttamente la costellazione spaziale dei fenomeni linguistici scelti. Anche le carte quantitative sono necessariamente sintetiche. La cartografazione online di VerbaAlpina avviene su base georeferenziata e combina entrambi i metodi perché mostra a prima vista simboli; essi sono però interattivi e possono mostrare l’enunciato completo.

Oltre alla funzione prettamente informativa, bisogna sottolineare il valore euristico della rappresentazione cartografica. Perciò il portale offre l’opzione di combinare e accumulare diversi tipi di dati (linguistici e meno) sotto forma di carte sinottiche.
Oltre al retino di referenza dei confini di comune esattamente georeferenziato, viene rappresentato un retino quasi georeferenziato a nido d'ape (a partire da versione 16/1) che descrive non solo la posizione approssimativa dei comuni uno verso l'altro, ma assegna allo stesso momento una superficie idealizzata a ogni territorio di comune con la stessa forma e stessa estensione.

Con questo si offrono due metodi di mappatura che presentano entrambi vantaggi e svantaggi e che portano con sé un certo potenziale suggestivo: grazie alla sua precisione, la raffigurazione topografica offre una migliore idea dello spazio concreto con i suoi profili di territorio, passaggi singoli, tracciati di valli, sbocchi di valli inaccessibili ecc. La carta a favi permette invece una visualizzazione più astratta dei dati perché appiana le estensioni delle superfici di comune e anche insediamenti di agglomerato urbano o di tipo sparso. Questo è utile soprattutto nel caso di carte quantitative perché l'estensione della superficie crea involontariamente l'impressione di un'importanza quantitativa.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Comunicazione scientifica nel Web (CITAZIONE)

VerbaAlpina può essere descritta come ambiente di ricerca basato sul web, orientato allo spazio. Questo formato è determinato dalle condizioni attuali che si distaccano considerevolmente dalla comunicazione scientifica tradizionale. In tutte le discipline che lavorano con dati empirici in modo 'classico' si possono distinguere tre fasi successive:
  1. Lo scienziato cerca gli informanti.
  2. Gli informanti forniscono dei dati grezzi allo scienziato.
  3. Lo scienziato passa una certa quantità dei dati rilevati, scelti e modellati secondo certe ipotesi teoriche a un pubblico essenzialmente scientifico.
La comunicazione in tre fasi si svolge unidirezionalmente e mira a pubblicazioni chiuse in forma di libri stampati.

I tre passi della comunicazione scientifica tradizionale

IIl ruolo dei media è fondamentale, però limitato alla terza fase, in cui i risultati della ricerca vengono pubblicati a stampa. Queste pubblicazioni cartacee sone accessibili solo materialmente, proprio nei locali di conservazione, cioè in poche biblioteche, per la maggioranza pubbliche; questa componente mediale della comunicazione scientifica è visualizzato nella figura dal colore azzurro.

I nuovi media hanno rivoluzionato le condizioni della communicazione scientifica perché tutti gli aspetti del lavoro coinvolgono delle tecnologie mediali al punto che la attività scientifica in sè è diventata anche una forma di comunicazione con numerose procedure intrecciate e in parte ricorsive; perciò la seguente figura è interamente su sfondo azzurro. La distinzione delle tre fasi successive evidenziate sopra pare ormai obsoleta; anche l'unidirezionalità del flusso d'informazioni è sorpassata come pure l'identificazione dei ruoli (INFORMANTE, AUTORE, LETTORE) con individui diverse. Di norma, la stessa persona può partecipare con funzioni diverse alla comunicazione. Oltre a ciò è cambiata la funzione INFORMANTE riguardo ai comunicanti, perché il trattamento dei dati forniti rimane trasparente e può essere seguito costantemente. L'INFORMANTE diventa così il LETTORE dei propri DATI – completamente indipendentemente dal fatto se capisce l'intenzione scientifica o meno . Contemporaneamente gli viene fornita la possibilità di prendere posizione come AUTORE. Lo stato dei dati stessi cambia altrettanto radicalmente a queste condizioni: vengono deposti in un database di principio dinamico, soggetto a cambiamenti sia riguardo alla dimensione che alla struttura. Sotto queste condizioni, già la comunicazione tra le persone coinvolte, assieme ai ruoli assunti, rappresenta un modo di cooperazione elementare. Occorre però costatare, che l'impiego di tecnologie web non garantisce l'ottimizzazione della cooperazione scientifica. E inoltre necessario seguire certe regole che corrispondo in sostanza con i cosiddetti principi FAIR; essi implicano la rinuncia al copyright (©) delle pubblicazioni a stampa in favore di licenze più addatte.


Comunicazione scientifica legata alle condizioni di Internet.


In questo senso, VerbaAlpina è stato creato come ambiente di ricerca con diversi ambiti di funzioni che sono strettamente intrecciati tra di loro.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer)

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Concessione di licenze (CITAZIONE)

I moduli di VerbaAlpina (VA_DB, VA_WEB e VA_MT) e i dati contenuti in questi sono soggetti alle seguenti licenze Creative Commons:




CC BY-SA 3.0 DE (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/; "Attribuzione, StessaLicenza") (dipendente dall'oggetto) rispettivamente




CC BY-NC-SA 3.0 DE (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/; "Attribuzione, NonCommerciale, StessaLicenza").

Singoli file nel modulo VA_MT che VA ha ricevuto o comprato da fonti di dati esterne possono essere soggette al Copyright. Gli oggetti nel modula VA_MT vengono marcati individualmente con segni caratteristici corrispondenti.

Il sistema di concessione di licenze così come anche i diritti d'accesso dei diversi gruppi di utenti VA è documentato dalla grafica seguente:





(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

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Cronoreferenziazione (CITAZIONE)

Oltre al principio della geo-referenziazione, fondamentale per VerbaAlpina, il progetto prevede la possibilità della crono-referenziazione come dimensione supplementare e strumento che permetta anche l'analisi diacronica dei dati. È possibile applicare questo principio sia al materiale linguistico raccolto da VerbaAlpina sia ai dati extra-linguistici.
La precisione della crono-referenziazione è variabile: nel caso di dati linguistici provenienti da atlanti e dizionari, essa è implicitamente offerta rispettivamente dalla data della raccolta e della pubblicazione; dati raccolti tramite crowdsourcing, invece, possono essere crono-referenziati persino nel giorno esatto. La crono-referenziazione è, inoltre, rilevante quando ci si trova di fronte a dati provenienti da generazioni di atlanti diverse, come per esempio l'AIS (1928-1940) e l'ALD (1998-2012). La crono-referenziazione non è ancora stata implementata come filtro di ricerca nel portale accessibile agli utenti e si orienta, dove possibile, a standard già esistenti come per esempio l'ISO 8601 o il TimeML; questo strumento sarà incluso nel database di VerbaAlpina come a sé stante.

Un esempio particolare di crono-referenziazione è fornito dall'ASLEF, nel quale essa viene chiaramente espressa, perché oltre ai dati rilevati di per sé, sono state registrate attestazioni degli atlanti linguistici ALI e AIS per le stesse località. In tal senso si delinea una prospettiva diacronica in quanto i dati linguistici rilevati dall'AIS negli anni 1921-1922 e i dati registrati dall'ALI negli anni 1925-1943 incontrano i dati dell'ASLEF del periodo tra il 1974 e il 1986. Ciò viene illustrato sulle carte linguistiche dell'ASLEF attraverso diversi simboli:





La lettera „P“ riguarda i dati rilevati dall'ALI, mentre „S“ si riferisce ai dati annotati dall'AIS. Le due lettere rimandano alle iniziali degli esploratori autori degli atlanti linguistici sopra citati. Così "P" si riferisce all'esploratore Ugo Pellis, mentre il simbolo "S" si riferisce all'esploratore Paul Scheuermeier, rispettivamente autori dell'ALI e deLl'AIS.
Le due lettere sono indicate sulle carte dell'ASLEF quando non esistono attestazioni proprie; viene, così, indicato che per quelle determinate località sono stati presi in considerazione i dati raccolti dall'AIS oppure dall'ALI. Nel caso in cui ci siano attestazioni registrate anche dall'ASLEF e concordanti con quelle degli altri due atlanti linguistici, le lettere del rispettivo atlante vengono illustrate in corrispondenza di un rettangolo (AIS) o di un cerchio (ALI) dietro alle attestazioni elencate sulle carte ASLEF. Se invece le attestazioni rilevate da quest'ultimo sono diverse rispetto a quelle di uno degli altri due atlanti linguistici, tale differenza viene indicata con un rettangolo senza "S" (AIS) o un cerchio senza "P" (ALI) vicino alle attestazioni rilevate dall'ASLEF.

Per la trascrizione in VerbaAlpina non è necessario prendere in considerazione queste abbreviazioni in quanto la crono-referenziazione ivi connessa viene riportata automaticamente nelle carte del progetto nel momento in cui le attestazioni di tutti gli atlanti linguistici vengono inserite e nel momento in cui tutte le attestazioni della stessa località danno un'indicazione circa le loro fonti. Si sviluppa, così, una prospettiva diacronica che permette in certi casi un confronto delle diverse attestazioni provenienti da parecchi anni di rilevazione degli atlanti linguistici. Per questo motivo si può, quindi, parlare di crono-referenziazione sulle carte di VerbaAlpina.

(auct. Katharina Knapp | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Monika Hausmann | Susanne Oberholzer)

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Fonti (CITAZIONE)

Verba Alpina riunisce dati di diverso tipo. Si tratta da un lato di dati provenienti da fonti già pubblicate (atlanti, dizionari, descrizioni di dialetti locali), e dati nuovi, ovvero rilevati dal progetto stesso, dall'altro lato. Ne fanno parte dati rilevati da membri dello staff, come per esempio da Beatrice Colcuc, come anche dati che vengono raccolti attraverso il crowd, cioè da parlanti che non sono conosciuti personalmente al progetto. VerbaAlpina prende in considerazione esclusivamente fonti che forniscono dati già georeferenziati o che siano almeno georeferenziabili. Tuttavia, questi dati devono essere trattati sistematicamente in maniera diversa per quanto riguarda la tipizzazione. Enunciati trascritti in maniera esatta dal punto di vista fonetico vengono indicati da VerbaAlpina come 'attestazione singola'. In questo caso ha senso allora raggruppare queste attestazioni singole seguendo certi criteri ('tipizzare'); dati che si trovano in forma ortografica nella fonte possono essere considerati come tipizzati fin da principio perché questa forma della resa scritta mette da parte la varietà fonetica. Per questo, VerbaAlpina non indica soltanto la fonte, bensì precisa anche lo stato sistematico del dato linguistico in questione ('attestazione singola' vs. 'tipo fonetico' vs. 'tipo morfo-lessicale') come è indicato dalla fonte. Non valgono come fonti i dizionari di referenza che forniscono la garanzia lessicografica per i tipi morfo-lessicali e a cui si rimanda nel caso ideale attraverso un link. Nel seguito, alcuni esempi:

(1) La fonte fornisce un'attestazione singola:

attestazione singola:  [a̠lpˈejo̞] – luogo: Bassano del Grappa – fonte: ALD-II 848_1, 181 (Valrovina)
tipo fonetico: (non tipizzato)
tipo morfo-lessicale: Treccani  alpeggio (roa. m.)
tipo di base: alpe; cfr. DELI 42
concetto:  ALPEGGIO


(2) La fonte fornisce un tipo fonetico:

(Non esiste nessuna attestazione singola) – luogo: Adelboden
tipo fonetico: Anke – fonte: SDS V_179_1, BE104
tipo morfo-lessicale: Anke (gem. m.), cfr. Idiotikon s.v. Anke, 1, 341 ss.
tipo di base: anko; cfr. Kluge 2001, 47
concetto: BURRO


(3) La fonte fornisce un tipo morfo-lessicale:

(Non esiste nessuna attestazione singola) – luogo: St. Peter-Pagig
tipo fonetico: Putter – fonte: SDS V_179_1, GR22
tipo morfo-lessicale: Butter (gem. n.), cfr. Idiotikon s. v. [[Butter,  1, 341 ss. – fonte: SDS V_179_1, GR22
tipo di base: butyru(m); cfr. DELI 178
concetto: BURRO


(4) La fonte fornisce un tipo morfo-lessicale che esiste nel tedesco standard, però solo per un altro concetto:

tipo morfo-lessicale: Pelz Duden s.v. Pelz (nicht für dieses Konzept); Idiotikon s.v. Belz P-, 4, 1222 – fonte #SDS nachtragen#
concetto: PELLE SUL LATTE, RAFFREDDANDOSI DOPO IL BOLLIRE

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

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illustrazione quantificata (CITAZIONE)

[premessa: Il seguente articolo si riferisce in parte ad alcune funzionalità di VA_WEB ancora in via di sviluppo e non accessibili al pubblico.]

La mappa online interattiva di Verba Alpina permette sia la mappatura qualitativa sia la visualizzazione di dati comulativi in un'illustrazione di dati locali. L'accumulazione si orienta sempre a regioni geografiche. Qui l'utente ha la scelta fra l'aggregazione in base al territorio comunale (territorio più circoscritto), le cosiddette regioni- NUTS-3 (territorio di mezzo) e, infine, la regione di distribuzione delle tre grandi famiglie linguistiche germano- romano- slavo (territorio a più ampio raggio). Inoltre esiste la possibilità di definire territori comunali facoltativi come regioni individuali che poi fungano da grandezza di riferimento per il raggruppamento. Questa ultima opzione può evitare effetti forzati che risultino dalla prospettiva dell'aggregazione attraverso superfici amministrative – e così, dal punto di vista linguistico, non concernente la materia- di territori comunali o delle regioni-NUTS-3. Nel caso specifico il procedimento corrispondente può essere ovviamente solo di tipo euristico, l'utente ha però la possibilità di accumulare coerenze regionali sensate, di commentare, riutilizzarle e metterle a disposizione del pubblico.

Riguardo le regioni o superfici selezionate, vengono poi aggregati tutti i dati qualitativi scelti fino all'attivazione della presentazione quantificata. La grandezza e la colorazione di singoli simboli cartografici sono correlate con il numero di ciascun dato singolo qualitativo rilegato in un simbolo. Il valore massimo aritmetico che sta alla base, al raggiungimento del quale un simbolo ottiene la propria massima grandezza e colorazione, corrisponde di serie al numero più alto di dati aggregati che appare in una delle superfici ossia regioni selezionate. Tale valore massimo di referenza può essere convertito nel numero totale dei dati singoli aggregati, operazione che porta a un cambiamento dell'illustrazione cartografica .

In una quantificazione attivata possono essere utilizzati dati qualitativi corrispondenti al calcolo delle quantità attraverso una deattivazione di singoli appunti di lista in una interpretazione cartografica. Inoltre è possibile aggiungerne altri attraverso una ulteriore selezione.

Accanto alla quantificazione sullo sfondo di una carta georeferenziata che mostri il corso di frontiera, VerbaAlpina permette anche la presentazione di dati quantificati su una cosiddetta carta web. L'esempio è una grafica di Wikipedia che visualizza i risultati delle elezioni generali della Gran Bretagna del 2015. In seguito viene mostrata la carta esatta al punto, la lunghezza e l'angolo (in seguito denominata "carta geografica") con i risultati dell'elezione nelle singole circoscrizioni. Segue l'illustrazione della carta web su cui appare ogni circoscrizione tramite un esagono con la sua propria identica grandezza.




fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3e/2015UKElectionMap.svg (visitato il 03.11.2016)




fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cd/2015_UK_general_election_constituency_map.svg (visitato il 03.11.2016)

Il confronto dei due tipi cartografici evidenzia i vantaggi e gli svantaggi relativi. La carta a nido d'ape contiene inesattezze geografiche o, addirittura, informazioni sbagliate. Così, si riconosce per esempio nel distretto Greater London un favo isolato rosso circondato da tanti favi blu – cosa apparente non riscontrabile nella carta geografica. La carta a nido d'ape ha però il vantaggio di visualizzare meglio le proporzioni numeriche reali tra i singoli colori, in quanto, un grande numero di sezioni elettorali con una misura di superficie molto piccola viene percepito dall'osservazione sulla carta geografica come subordinato, nonostante il valore politico sia allo stesso livello delle sezioni elettorali con una misura di superficie grande. Così i due tipi cartografici si completano a vicenda e il valore aggiunto consiste effettivamente nella possibilità di poter consultare entrambe le carte e di confrontare le loro visualizzazioni.

La carta di fave di VerbaAlpina si distingue per la possibilità di illustrare tutte le comunità politiche del territorio alpino attraverso Hexagone identiche nella loro grandezza . Cosí si cerca di mantenere almeno approssimativamente la logica geografica. Il calcolo della colorazione delle singole Hexagone avviene nello stesso modo come descritto sopra per la carta punto- simbolo. Il vantaggio di una tale carta di fave rispetto ad una semplice colorazione di territori comunali su una carta geografica, consiste nel fatto che effetti suggestivi vengono repressi dalla grandzza die territori comunali che sono molto differenti.


(auct. Stephan Lücke – trad. Monika Hausmann)

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Informante (CITAZIONE)

Per VerbaAlpina, il termine informante viene inteso in maniera tecnica, in quanto comprende due cose diverse a seconda della fonte: di solito, negli atlanti tutti i dati linguistici sono trasparenti fino al parlante stesso; nella banca-dati, questi informanti sono identificabili attraverso un numero individuale (id). Inoltre, gli informanti sono cronoreferenziati attraverso l'anno del rilevamento e georeferenziati attraverso il luogo del rilevamento. Nei vocabolari georeferenziabili è invece normalmente impossibile identificare parlanti concreti. Per motivi tecnici dovuti alla banca-dati, anche a ogni fonte di questo genere viene attributo un numero di identifcazione individuale come se si trattasse di un informante particolare. Ogni informante è assegnato a una famiglia linguistica; quest'assegnazione di lingua viene trasmessa automaticamente a tutti i dati linguistici che risalgono a questo informante.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Lingua (CITAZIONE)

Il template di questo portale sarà disponibile in diverse lingue standard, ovvero (in ordine alfabetico) in francese, inglese, italiano, romancio (rumantsch grischun), sloveno e tedesco. Nel caso del tedesco, i testi conterranno varianti standard svizzere e austriache a seconda dell'autore/autrice. Indipendentemente dalla lingua scelta l'utente ha sempre accesso a tutti i materiali linguistici in tutti i dialetti e tutte le lingue rilevati.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Modo di citare (CITAZIONE)

Agli utenti di VerbaAlpina viene raccomandato il modo di citare seguente dei dati linguistici messi a disposizione:

  • Registrazione di VerbaAlpina in una bibliografia
VerbaAlpina (VA), http://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de,[versione].

La menzione della data dell'ultimo accesso non è necessaria perché le versioni di citazione – a differenza della versione di lavoro XXX) sono stabili e non vengono più cambiate (cfr. Controllo versione).

Esempio:
VerbaAlpina (VA), http://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de, 15/1.

  • Citazione di una voce di glossario:
[Autore/i]: s.v. “[lemma]”, in: VA-[Abbreviazione di lingua secondo ISO 639-1] [versione], Metodologia , [URL della voce di glossario].

Esempio:
Krefeld, T. / Lücke, S. / Oberholzer, S.: s.v. “Tipizzazione”, in: VA-it 15/1, Metodologia, http://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de/it/?page_id=21&letter=T#tipizzazione.

Come autori sono da citare sempre le persone che sono menzionate sotto la voce di glossario.

  • Citazione di un'attestazione singola:
[citazione]|[categoria]|[luogo]|[abbreviazione della fonte]#[referenza]|VA_[versione]

Esempi:
Hütte|Tipo morfologico|Herisau|SDS#VII_244_1|VA_15/1
Chääsera|Tipo fonetico|Hinteres_Diemtigtal|SDS#VII_244_1|VA_15/1
Käserei|Tipo di base|Hinteres_Diemtigtal|SDS#VII_244_1|VA_15/1

Informazione 1: Il carattere di separazione pipe (barra verticale) | va inserito premendo il tasto shift e il tasto < > sulle tastiere di computer con sistema operativo Windows. Con computer con sistema operativo iOS la combinazione di tasti è la seguente: Shift+Alt+L.
Informazione 2: Sono da utilizzare le abbreviazioni di lingua secondo ISO 639-1 seguenti: per il tedesco deu., per il francese fra., per l'italiano ita., per il romancio roh., per lo sloveno slv.

(auct. Stephan Lücke | Susanne Oberholzer – trad. Susanne Oberholzer)

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Notazione (CITAZIONE)

Nei contributi testuali vengono utilizzati i principi di notazioni seguenti, ampiamente usuali: le forme linguistiche (esempi di attestazioni) vengono scritte in corsivo; il significato viene indicato da virgolette singole, per esempio deu. Käse 'formaggio'. Ai concetti (realtà extralinguistiche) ci si riferisce con maiuscole. La differenza tra significato linguistico e concetto è importante nei casi in cui non esiste una parola per certi concetti in singole lingue/singoli dialetti, come nel caso di FORMAGGIO RICAVATO DAL LIQUIDO RIMASTO DOPO LA SECONDA ROTTURA DELLA MASSA SOLIDA. Tale concetto è espresso diversamente a seconda della lingua: ita. ricotta, fra. sérac, alemannico Ziger ecc. In tedesco standard manca una parola per riferirsi a questo concetto.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Pubblico (CITAZIONE)

La pubblicazione diretta di risultati, indipendente da case editrici è parte integrale di VerbaAlpina. Non tutto quello che è chiamato pubblicazione serve alla PUBBLICAZIONE. Così il mezzo tradizionale dell'impressione causa l'assoluto contrario: sottrae delle informazioni al pubblico, informazioni che, considerando il sostegno di ricerca tramite fondi pubblici, gli dovrebbero essere offerte, per quanto possibile. Queste informazioni potrebbero inoltre essere fornite facilmente al pubblico utilizzando i nuovi media. Le tirature di carta di 200 o 300 copie, usuali nelle scienze, non creano un 'pubblico' inclusivo, bensì una sfera privata esclusiva. In considerazione delle tecnologie dell'informazione facilmente disponibili, non esiste dunque nessuna ragione plausibile di preferire la stampa come mezzo della diffusione del sapere, o di considerare la stampa come soluzione assoluta.
In certe discipline (a quanto ci risulta questo vale tra l'altro per l'informatica) c'è persino una tendenza che rende assurde le possibilità tecniche create con i nuovi media: mentre sarebbe cosa facile concedere un accesso comodo e aperto a informazioni e testi, succede ormai il puro contrario aprendo l'accesso corrispondente soltanto su pagamento. Questo rappresenta persino un passo indietro rispetto alla pubblicazione su carta tradizionale, da noi criticata. In questo contesto vogliamo insistere sull'urgenza di evitare tali sviluppi che possono già essere osservati pure nelle scienze umane.




(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

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Raggruppare e classificare (CITAZIONE)

Le categorie che possono essere selezionate nella 'carta interattiva' mostrano già numerose espressioni linguistiche. Così la ricerca del 'concetto' BURRO dà per esempio un risultato di 1748 attestazioni. Per questo, la piattaforma permette di raggruppare e classificare tutte le espressioni rilevanti secondo criteri diversi: cfr. concetto BURRO

Una selezione secondo tipi di base illustra le aree di diffusione che superano i confini di lingua. Ecco un esempio del tipo romanzo butyru(m) nell'area germanofona e il tipo tecesco Schmalz nell'area romanza: Cfr. Carta

Un'opzione corrispondente esiste anche per la ricerca di tipi morfo-lessicali; la classificazione secondo il criterio 'concetto' è interessante indipendentemente dall'area linguistica considerata, perché mostra la polisemia di ogni espressione (cfr. tipo morfo-lessicale malga).

Come risultato vengono visualizzati i significati seguenti, tra di loro in relazione chiaramente metonimica: Cfr. Carta Polisemia del tipo morfo-lessicale.



(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Repositories (CITAZIONE)

Il termine 'repository' non è definito finora in maniera sufficientemente chiara, e soprattutto la delimitazione al termine 'archivio' risulta essere ancora poco intelligibile. Di principio, sotto repository s'intende nel mondo digitale dei sistemi di memoria che mirano alla preservazione di dati a lungo termine. Nell'ambito scientifico, i repositories vengono condotti per lo più da istituzioni di diritto pubblico. I dati che devono essere preservati sono in prevalenza dati di ricerca. Le proprietà più importanti di un repositorio sono la sicurezza fisica dei dati da conservare, così come la conservazione della loro integrità, l'esistenza illimitata dell'istituzione che conduce il repository, la documentazione del contenuto, della struttura e della codifica dei dati memorizzati così come la loro disponibilità indipendentemente dal tempo e dal luogo. Dal punto di vista delle scienze umane un ruolo particolarmente importante spetta in questo momento (2016), per quanto riguarda la Germnia, all'unione Clarin-D e al Textgrid-Repositorium.

VerbaAlpina cerca di deporre ogni versione VA in uno o più repositories.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

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Terminologia (CITAZIONE)



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