Geolinguistica digitale e impianto di una rete romanza sovraregionale


qr_pa

Scienza cooperativa

La cornice del nostro seminario è fornita da un progetto etnolinguistico sul lessico tipicamente alpino (VerbaAlpina [VA]). Al di là della zona indagata, esso rappresenta un nuovo formato di lavoro scientifico che apre molte forme di cooperazione ed è proprio l’idea del nostro incontro di iniziare una piattaforma di continua cooperazione.

Si potrebbe obiettare che la cooperazione scientifica è sempre esistita – in un certo senso, la scienza è cooperativa in sè stessa, perchè non fa altro che accumulare il sapere disponibile, cioè già accumulato da altri. Negli ultimi tempi, però, la situazione è stata rivoluzionata. Adesso siamo in grado di lavorare nel contempo sugli stessi dati, da luoghi diversi e distanti e usando lo stesso database. In un certo senso, viviamo una situazione che richiama all’etica della ricerca. Non ha più senso sviluppare soluzioni tecniche locali e isolate.

Si aggiunga subito che una collaborazione di VerbaAlpina e dell’Atlante linguistico della Sicilia non si limita affatto ad aspetti teorici e tecnologici. Certe zone delle Alpi e della Sicilia sono anche legate dal punto di vista linguistico (per le parlate e varianti galloitaliche) e, oltre a ciò, le parti montagnose della Sicilia e le Alpi hanno delle tecniche culturali fondamentali in comune, nella fattispecie la caseificazione. Dal confronto etnolinguistico risulteranno dunque numerose informazioni sull’età e l’origine di certi arnesi, prodotti (‚cose‘) e delle loro designazioni (‚parole‘).

Umanistica digitale

VerbaAlpina è un ambiente di ricerca geolinguistica digitale e online; è realizzato esclusivamente con tecnologie web e offre diversi ambiti di funzione:

  1. documentazione;
  2. cooperazione;
  3. pubblicazione;
  4. rilevamento di dati attraverso crowdsourcing;
  5. laboratorio di ricerca.

L’esempio di un tipo lessicale con distribuzione siculo-alpina: tuma

In gran parte dei dialetti alpini occidentali il tipo tomme/toma designa il concetto FORMAGGIO. Esso risale a un etimo gall. toma (cf. FEW 13, 20 f.). In quanto si tratta di una designazione generica è sinonimica con il tipo fra. fromage/ita. formaggio.

tomme
Però, l’etimologia di fromage/formaggio dal participio latino formaticu(m) ‚formato‘ ci dice chiaramente che il significato generico risulta da una generalizzazione semantica che passa da ‚massa caseosa messa in forma e indurita‘ a ‚qualsiasi prodotto caseario‘ – ossia, in termini astratti, da uno spostamento tassonomico dal livello iponimo a quello iperonimo.

Importante nella prospettiva di una rete geolinguistica sovraregionale risulta la diffusione dello stesso tipo morfo-lessicale tomme/toma in Sicilia, come la mostra la carta seguente:

tuma_als

Distribuzione di tuma nelle Madonie, secondo Sottile 2002

La variante siciliana tuma, venuta senza dubbio con i parlanti galloitalici, ci mostra invece, che anche il siginificato generico ‚qualsiasi prodotto caseario‘ del tipo alpino tomme/toma e risultato secondario di un processo semantico. In Sicilia significa ‚massa caseosa fresca‘ in opposizione a fromaggiu che ha conservato il significato etimologico:

tuma GA [‚tuma], GE → etn., AL → etn., CA → etn., IS. → etn., PO → etn. [‚tuma],[‚tumwa] f. prodotto caseoso che si ottiene rompendo la cagliata. 2. formaggio fresco non sottoposto a sterilizzazione nella scotta. 3. formaggio fresco, immerso direttamente nella scotta senza essere pressato nelle fiscelle.
Rotta la cagliata (→ quagghiata) nella → tina, la massa caseosa che precipita sul fondo e che viene raccolta (→ accampari, → arricampari) e sistemata a scolare nel → tavulìeri è ormai detta tuma. La tuma, poi, facoltativamente tagliata a cubetti, viene sistemata in fiscelle (→ ntumari, → ntumalora) perché possa scolare ulteriormente. Tuma è, inoltre, chiamato il formaggio che non viene sottoposta a sterilizzazione nella scotta (cfr. GE) e che generalmente viene consumato subito […]
Etn[otesto]. GE [a Geraci; TK] a tuma un ci â d’èssiri misa nâ → vasceɖɖa, si ssi parra di tuma.
Trad. «la ‚tuma‘ non va messa [raccolta] nelle fiscelle, se parliamo della ‚tuma‘ ». […]
Etn. IS [a Isnello, TK] a tuma jeni u prodottu che si ffa ppoi u → formàggiu
Trad. «La ‚tuma‘ è il prodotto [la pasta caseosa] che [con cui] si fa il formaggio». […]“ ((Sottile 2002, 168), 168)

Pare dunque che i significati originali dei due tipi lessicali si siano conservati in Sicilia; l’esistenza del tipo sic. tumazzu ‚formaggio‘ (Sottile 2002, 168) mostra però che il tipo galloitalico era già polisemico quando è arrivato in Sicilia in modo che entrambi i significati iponimi venissero distinti grazie al derivato diminutivo.

tuma

Parte II

Ein Gedanke zu „Geolinguistica digitale e impianto di una rete romanza sovraregionale

Schreibe einen Kommentar

Deine E-Mail-Adresse wird nicht veröffentlicht. Erforderliche Felder sind mit * markiert.

Diese Website verwendet Akismet, um Spam zu reduzieren. Erfahre mehr darüber, wie deine Kommentardaten verarbeitet werden.