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Carta sinottica  (Citazione)

Questa funzione permette all'utente di fissare una selezione di carte su una carta sinottica. In questo modo si possono visualizzare le aree di diffusione di qualsiasi caratteristica linguistica ed extra-linguistica tra loro in relazione. Allo stesso tempo esiste la possibilità di zoomare e bloccare (anche a più livelli) le carte sinottiche qualora si voglia ad esempio documentare un particolare contesto locale, come nel caso dei Monti del Karwendel, o nel caso del continuum dialettale occitano-francoprovenzale-piemontese delle Alpi Occidentali.


(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Pagina Web



Cartografia  (Citazione)

Sicuramente la cartografazione linguistica è non è uno strumento indiscusso, ma è efficace, perché serve nello stesso tempo alla documentazione e alla visualizzazione di relazioni geolinguistiche (cfr. i contributi in Lameli 2010). Si possono distinguere nettamente due tipi di cartografazione; le carte analitiche forniscono enunciati più o meno complessi, facendo sì che la documentazione predomini e che l’interpretazione spaziale sia lasciata all’utente stesso. Nel caso delle carte sintetiche è la distribuzione dei simboli a segnalare direttamente la costellazione spaziale dei fenomeni linguistici scelti. Anche le carte quantitative sono necessariamente sintetiche. La cartografazione online di VerbaAlpina avviene su base georeferenziata e combina entrambi i metodi perché mostra a prima vista simboli; essi sono però interattivi e possono mostrare l’enunciato completo.

Oltre alla funzione prettamente informativa, bisogna sottolineare il valore euristico della rappresentazione cartografica. Perciò il portale offre l’opzione di combinare e accumulare diversi tipi di dati (linguistici e meno) sotto forma di carte sinottiche.
Oltre al retino di referenza dei confini di comune esattamente georeferenziato, viene rappresentato un retino quasi georeferenziato a nido d'ape (a partire da versione 16/1) che descrive non solo la posizione approssimativa dei comuni uno verso l'altro, ma assegna allo stesso momento una superficie idealizzata a ogni territorio di comune con la stessa forma e stessa estensione.

Con questo si offrono due metodi di mappatura che presentano entrambi vantaggi e svantaggi e che portano con sé un certo potenziale suggestivo: grazie alla sua precisione, la raffigurazione topografica offre una migliore idea dello spazio concreto con i suoi profili di territorio, passaggi singoli, tracciati di valli, sbocchi di valli inaccessibili ecc. La carta a nido d'ape permette invece una visualizzazione più astratta dei dati perché appiana le estensioni delle superfici di comune e anche insediamenti di agglomerato urbano o di tipo sparso. Questo è utile soprattutto nel caso di carte quantitative perché l'estensione della superficie crea involontariamente l'impressione di un'importanza quantitativa.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Pagina Web Contesto extralinguistico



Classificazione onomasiologica  (Citazione)

Al fine di classificare i concetti secondo categorie funzionali, essi sono stati suddivisi in prodotti, processi, persone, utensili e recipienti e possono essere caratterizzati come segue:

Prodotti
Si tratta di componenti del prodotto in senso lato. Anche il latte è compreso all'interno di questa categoria. Inoltre, in questo senso, anche panna, latticello e i resti come il siero sono prodotti, dai quali è possibile ricavare altri prodotti.

Processi
Attraverso i processi si sviluppa un prodotto da altri prodotti (ad esempio dal siero si produce la ricotta).

Persone
Nella maggior parte dei casi le persone partecipano ai processi, come ad esempio il malgaro.

Utensili
Le persone dispongono di utensili per elaborare un prodotto attraverso un processo. Un utensile è impiegato per trasformare un prodotto da uno stato a un altro (per esempio per tagliare il latte cagliato utilizzando una lira). L'utilizzo di un utensile implica sempre l'applicazione di una forma di energia, per esempio la forza dei muscoli oppure l'energia elettrica. La distinzione tra utensile e recipiente non è sempre facile. Un recipiente utilizzato per un processo di maturazione oppure attraverso il quale si estrae un liquido da un prodotto (ad esempio dalla pasta del formaggio) servendosi della forza di gravità, viene considerato un utensile. La stessa cosa vale per i diversi tipi di recipienti per il burro. Si tratta di contenitori per la panna il cui compito non è però la conservazione, ma l'utilizzo per il processo di suddivisione della panna in burro e latticello.

Recipienti
Si tratta di oggetti utilizzati per la conservazione del prodotto o per il suo trasporto. Il miglior criterio di distinzione tra recipiente e utensile è rappresentato dal fatto che un recipiente non ha nulla a che fare con un processo nel quale un prodotto viene trasformato.







(auct. Markus Kunzmann – trad. Beatrice Colcuc)



Codepage  (Citazione)

In VerbaAlpina sono riuniti dati provenienti da fonti di carattere diverso: dati da atlanti linguistici e dizionari cartacei che devono in un primo tempo essere digitalizzati, così come dati già esistenti in forma elettronica e messi a disposizione da alcuni partner di cooperazione. Ognuna di queste fonti utilizza un sistema di trascrizione più o meno individuale. Per attuare una standardizzazione sono necessarie delle liste in cui si stabilisce quale corrispondenza trovino determinati caratteri, propri di un sistema di trascrizione di una specifica fonte, nel sistema di trascrizione di un'altra fonte. Si tratta essenzialmente di rappresentare i diversi sistemi di trascrizione nell'alfabeto fonetico internazionale (IPA) che funge da trascrizione di referenza per VerbaAlpina. Per adattare un sistema di trascrizione specifico di una fonte al sistema IPA è necessaria la costruzione di una lista completa in forma di tabella contenente tutte le corrispondenze dei caratteri. Tale tabella viene chiamata "codepage". Di seguito viene presentato un estratto dalla codepage, basilare per la conversione del sistema di trascrizione dell'AIS in IPA. Questa codepage contiene intorno alle 4500 righe/associazioni in totale:


La colonna 'BETA' contiene i caratteri utilizzati nell'AIS nella forma trascritta secondo il principio del codice beta; la colonna 'IPA' contiene il carattere IPA corrispondente, e la colonna 'HEX' contiene il valore numerico specifico (/i valori numerici specifici) della tabella Unicode che corrisponde(/corrispondono) al rispettivo carattere IPA.

Per una panoramica completa delle codepage di tutte le fonti di VerbaAlpina si veda qui.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Tecnologia dell'informazione



Codice beta  (Citazione)

Seguendo la terminologia del Thesaurus Linguae Graecae (TLG), nell'ambito di VerbaAlpina la trascrizione di sistemi di scrittura complessi con l'impiego esclusivo di caratteri ASCII viene denominata come "codice beta". Il TLG ha sviluppato il concetto corrispondente all'inizio degli anni settanta del Novecento per il rilevamento di testi greci antichi con i mezzi digitali allora disponibili. La grafica seguente illustra la tecnica in base all'esempio dell'Atlante italo-svizzero (AIS):





In un primo tempo viene fatta una semplice distinzione tra carattere di base e segni diacritici nel momento in cui si trasferisce la trascrizione fonetica secondo Böhmer-Ascoli, utilizzata nell'atlante linguistico, in sequenze che consistono in caratteri ASCII. Se un carattere di base è presente nel codice ASCII, questo segno rappresenterà se stesso (cosa possibile nell'esempio presentato). Direttamente dopo il carattere di base seguono tutti i diacritici legati ad esso; ogni diacritico viene sostituito da un carattere ASCII speciale. L'attribuzione dei diacritici a caratteri ASCII è univoca all'interno di VerbaAlpina e viene documentata in tabelle speciali nel database di VerbaAlpina. La scelta dell'attribuzione è guidata, per quanto possibile, dal principio della somiglianza ottica. Nell'esempio menzionato, l'uncino sotto la u nella parola tu viene rappresentato da una parentesi tonda aperta: tu(. I diacritici vengono scritti seguendo l'ordine della loro disposizione rispetto al carattere di base: si scrivono nell'ordine dal basso all'alto e da sinistra a destra dopo il carattere di base. I segni diacritici vengono attribuiti a caratteri ASCII indipendentemente dalla semantica specifica della fonte corrispondente a causa del principio della somiglianza ottica. Ciò significa che: anche se un uncino sotto un carattere di base ha un significato fonetico completamente diverso in una certa fonte rispetto a un'altra fonte, in VerbaAlpina entrambi gli uncini vengono rappresentati da una parentesi posposta. Le differenze semantiche vengono documentate nelle tabelle di trascrizione che sono specifiche per ogni fonte: regolano la conversione del codice beta alla trascrizione output secondo IPA (una stessa codifica beta può dunque essere presente in codifiche IPA completamente diverse a seconda della fonte).
Il procedimento descritto è vantaggioso da diversi punti di vista:
- Il rilevamento dei dati avviene sulle tastiere standard in una velocità comparativamente alta ed è indipendente dal sistema operativo.
- Le persone che trascrivono non hanno bisogno di conoscenze di sistemi di trascrizione fonetici.
- Si può rilevare qualsiasi carattere rispettivamente diacritico, indipendentemente dal fatto che siano cifrate in Unicode o meno
- Il rilevamento dei dati elettronico avviene senza perdita d'informazione.
Attraverso la routine di sostituzione, il codice beta può essere trasferito in quasi qualsiasi altro sistema di trascrizione. Sull'onda di queste conversioni si può incorrere eventualmente in una perdita d'informazioni, perdita che però è causata dalla natura dei sistemi di trascrizione stessi. La trascrizione fonetica secondo Böhmer-Ascoli fa una distinzione tra i diversi gradi di apertura in modo molto più dettagliato di quanto sia previsto dal sistema IPA.

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Tecnologia dell'informazione



Comunicazione scientifica nel Web  (Citazione)

VerbaAlpina può essere descritta come ambiente di ricerca basato sul web, orientato allo spazio. Questo formato è determinato dalle condizioni attuali che si distaccano considerevolmente dalla comunicazione scientifica tradizionale. In tutte le discipline che lavorano con dati empirici in modo 'classico' si possono distinguere tre fasi successive:
  1. Lo scienziato cerca gli informanti.
  2. Gli informanti forniscono dei dati grezzi allo scienziato.
  3. Lo scienziato passa una certa quantità dei dati rilevati, scelti e modellati secondo certe ipotesi teoriche a un pubblico essenzialmente scientifico.
La comunicazione in tre fasi si svolge unidirezionalmente e mira a pubblicazioni chiuse in forma di libri stampati.

I tre passi della comunicazione scientifica tradizionale

Il ruolo dei media è fondamentale, però limitato alla terza fase, in cui i risultati della ricerca vengono pubblicati a stampa. Queste pubblicazioni cartacee sone accessibili solo materialmente, proprio nei locali di conservazione, cioè in poche biblioteche, per la maggioranza pubbliche; questa componente mediale della comunicazione scientifica è visualizzato nella figura dal colore azzurro.

I nuovi media hanno rivoluzionato le condizioni della communicazione scientifica perché tutti gli aspetti del lavoro coinvolgono delle tecnologie mediali al punto che la attività scientifica in sè è diventata anche una forma di comunicazione con numerose procedure intrecciate e in parte ricorsive; perciò la seguente figura è interamente su sfondo azzurro. La distinzione delle tre fasi successive evidenziate sopra pare ormai obsoleta; anche l'unidirezionalità del flusso d'informazioni è sorpassata come pure l'identificazione dei ruoli (INFORMANTE, AUTORE, LETTORE) con individui diverse. Di norma, la stessa persona può partecipare con funzioni diverse alla comunicazione. Oltre a ciò è cambiata la funzione INFORMANTE riguardo ai comunicanti, perché il trattamento dei dati forniti rimane trasparente e può essere seguito costantemente. L'INFORMANTE diventa così il LETTORE dei propri DATI – completamente indipendentemente dal fatto se capisce l'intenzione scientifica o meno . Contemporaneamente gli viene fornita la possibilità di prendere posizione come AUTORE. Lo stato dei dati stessi cambia altrettanto radicalmente a queste condizioni: vengono deposti in un database di principio dinamico, soggetto a cambiamenti sia riguardo alla dimensione che alla struttura. Sotto queste condizioni, già la comunicazione tra le persone coinvolte, assieme ai ruoli assunti, rappresenta un modo di cooperazione elementare. Occorre però costatare, che l'impiego di tecnologie web non garantisce l'ottimizzazione della cooperazione scientifica. E inoltre necessario seguire certe regole che corrispondo in sostanza con i cosiddetti principi FAIR; essi implicano la rinuncia al copyright (©) delle pubblicazioni a stampa in favore di licenze più addatte.


Comunicazione scientifica legata alle condizioni di Internet.


In questo senso, VerbaAlpina è stato creato come ambiente di ricerca con diversi ambiti di funzioni che sono strettamente intrecciati tra di loro. Durante messa in pratica dei principi FAIR, VerbaAlpina si trova a dipendere costantemente a una copertura istituzionale; il progetto di lavoro è a termine e, di conseguenza, precario. La gestione dei dati di ricerca viene effettuata sulla base di procedure sviluppate congiuntamente alla Biblioteca Universitaria della LMU.




(auct. Thomas Krefeld – trad. Beatrice Colcuc | Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer)

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Concessione di licenze  (Citazione)

L'utilizzo del copyright, soprattutto in ambito scientifico, comporta il fatto che i contenuti essenziali per la comprensione delle conoscenze basate sugli stessi, non possono essere utilizzati in pubblicazioni scientifiche oppure lo sono solamente in parte. Molto spesso ci si interroga su quali utilizzi siano ancora coperti dal diritto di citazione. Fino a questo momento non è ancora stato chiarito se un autore del quale si devono utilizzare le opere perde i diritti se è defunto da più di 70 anni oppure se i suoi diritti dopo la morte passano a terzi. Ogni autore di pubblicazioni scientifiche (ma non solo) dovrebbe avvertire questa regola come una limitazione importante che, complessivamente, ostacola massivamente il progresso della scienza. Il Copyright non è un modello adatto per l’attività scientifica.
VerbaAlpina si sente in obbligo di mettere a libera disposizione di terzi tutti i contenuti elaborati dallo stesso VerbaAlpina in conformità ai cosiddetti principi FAIR e al pensiero open access. VerbaAlpina si trova tra le iniziative e istituzioni che si impegnano per la diffusione e l’attuazione di questo ideale (vedi ad esempio Open Science Center della LMU). Una limitazione nell’utilizzo dei contenuti di VerbaAlpina esiste solo nel momento in cui i dati che VerbaAlpina ha acquisito da pagine terze e che sono coperti da condizioni di utilizzo restrittive come ad esempio il Copyright, anche da parte di VerbaAlpina devono essere diffusi solamente rispettando le condizioni di utilizzo originarie. Ad esempio singoli file media presenti in VA-Modul e VA_MT, che VerbaAlpina ha ricevuto da fonti esterne, sono coperti da Copyright. Gli elementi interessati da questa condizione di utilizzo particolare vengono segnalati individualmente con i relativi simboli. VerbaAlpina si impegna costantemente a indicare le condizioni di utilizzo vigenti per ogni contenuto a meno che queste non si trovino nel quadro di una licenza open-access. Nel caso di violazioni da parte di VerbaAlpina – soprattutto per quanto riguarda le violazioni del diritto d’autore – si chiede di darne immediata segnalazione a VerbaAlpina. I contenuti interessati dall’infrazione saranno, di conseguenza, immediatamente eliminati.

Tutti i dati e i contenuti liberamente accessibili e utilizzabili dal punto di vista giuridico e ai sensi dell’open-access vengono sottoposti, da parte di VerbaAlpina, alla licenza Crative-Commons (CC). Secondo questa licenza, per l’utilizzo e la diffusione dei dati è necessaria solamente l’indicazione dell’autore e il rispetto della diffusione secondo le condizioni originarie. Queste condizioni vengono indicate nella nomenclatura dei CC attraverso le abbreviazioni “BY” e “SA” (“share alike”). VerbaAlpina rinuncia coscientemente al divieto all’utilizzo commerciale (abbreviazione CC “NC” – “non-commercial”), in quanto questo può rendere impossibile un riutilizzo dei dati per scopi scientifici (si veda l’intervento "Offene Lizenzen – ein Werkstattbericht zu den rechtlichen Herausforderungen im Jahr 2015 " [circa dal minuto 13] di Thomas Harmann). In questo senso, la clausola “NC” non è compatibile con il pensiero open-access (vedi https://open-access.net/informationen-zu-open-access/rechtsfragen/lizenzen/, paragrafo "Das Creative Commons-Modell", consultato il 09.10.2018).

Mentre le licenze CC della versione 3.0 erano state adattate al sistema giuridico tedesco, la versione 4.0 attuale (2018) rinuncia a questo adeguamento. Le conseguenze per VerbaAlpina sono difficili da ipotizzare. Il portale https://open-access.net/, gestito dalla Biblioteca Nazionale e Universitaria della Bassa Sassonia con sede a Göttingen spiega: “Attualmente non è ancora chiaro quale siano le conseguenze della traduzione delle licenze standard in una lingua straniera sconosciuta al fruitore della licenza stessa” (https://open-access.net/informationen-zu-open-access/rechtsfragen/lizenzen/, consultato il 09.10.2018). Per questo motivo, VerbaAlpina segue la pratica corrente della Biblioteca Universitaria della LMU e, a partire dalla versione 18/2 (dicembre 2018), mette a disposizione tutti i contenuti che non rientrano nelle eccezioni sopraccitate con una licenza CC BY-SA 4.0. (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/). Alle älteren Versionen stehen in analogem Sinn unter der CC-Lizenz BY-SA 3.0 de (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/). Anche tutte le versioni meno recenti sono coperte da licenza CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/).

Per il codice software sviluppato da VerbaAlpina, viene applicata la Licenza MIT, molto utilizzata nel campo dello sviluppo di software. In questo modo i codici software sono liberamente messi a disposizione per l’utilizzo.

I moduli di VerbaAlpina (VA_DB, VA_WEB e VA_MT) e i dati contenuti in questi sono soggetti alle seguenti licenze Creative Commons:




CC BY-SA 3.0 DE (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/; "Attribuzione, StessaLicenza") (dipendente dall'oggetto) rispettivamente




CC BY-NC-SA 3.0 DE (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/; "Attribuzione, NonCommerciale, StessaLicenza").

Singoli file nel modulo VA_MT che VA ha ricevuto o comprato da fonti di dati esterne possono essere soggette al Copyright. Gli oggetti nel modula VA_MT vengono marcati individualmente con segni caratteristici corrispondenti.

Il sistema di concessione di licenze così come anche i diritti d'accesso dei diversi gruppi di utenti VA è documentato dalla grafica seguente:





(auct. Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc | Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione Pagina Web



Concetto  (Citazione)

L'ambito dei concetti (o dell'onomasiologia) è vario; tre campi tematici sono stati predefiniti:
- la vita quotidiana tradizionale
- l'ambiente naturale
- la vita quotidiana moderna.
Questi campi non svolgono però alcun ruolo per l'organizzazione dei dati sul livello del database. Molto più rilevanti per l'organizzazione sono i princìpi che permettono di stabilire delle relazioni tra i singoli concetti come per esempio quello dell’alpeggio nella vita quotidiana tradizionale. Innanzitutto si possono registrare categorie della vita quotidiana attraverso concetti di grado d'astrazione o di specificazione molto diverso di modo che ne risultino gerarchie tassonomiche. Tra concetti che si trovano su diversi livelli gerarchici esistono delle
(1) Relazioni di inclusione
molto rigide. Le relazioni di inclusione collegano iperonimi e iponimi in modo che ogni definizione di un iponimo contenga e specifichi la definizione del suo iperonimo. Per questo l'esempio di una categoria concettuale:
  • iperonimo: FABBRICATO
  • iponimo di primo livello: CASCINA, STALLA, CANTINA DI FORMAGGIO ecc.
  • iponimo di secondo livello: CASCINA DI PIETRA, CASCINA DI LEGNO, CASCINA DI LEGNO CON FONDAMENTO DI PIETRA ecc.
Ogni cascina ecc. è anche un fabbricato, ma l'inverso, ovviamente, non vale. Il concetto ogni volta incluso è più astratto e perciò nella rappresentazione in forma di albero (grafo).

Tra i concetti che si trovano gerarchicamente sullo stesso livello esistono invece sempre
(2) Relazioni di esclusione
Una cascina non è né una stalla né una cantina di formaggio.

Completamente diversa è invece la gerarchia risultante da concetti complementari, quando concetti complementari creano un rapporto di funzione complesso che necessita anch'esso di essere compreso come concetto. Qui si parla di
(3) Relazioni parte-tutto
Al campo ALPEGGIO (tutto) appartengono diverse sezioni, il TERRENO, il BESTIAME, gli EDIFICI, il PERSONALE e le ATTIVITÀ, specialmente la LAVORAZIONE DEL LATTE (parti). Le relazioni parte-tutto sono da un lato gerarchiche (come le relazioni di inclusione), ma dall'altro lato non si fondano sull'inclusione definitoria, ma sull'esclusione. A proposito della classificazione concettuale, si confronti lo schema esemplare del campo ALPEGGIO.





Nell'ambito delle sezioni si riconoscono di nuovo dei tutti e le loro parti costitutive. Così diversi ATTIVITÀ, PROCESSI, UTENSILI, RECIPIENTI, PERSONE e EDIFICI (parti) appartengono alla PRODUZIONE DEL FORMAGGIO (tutto).





(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Contatto linguistico  (Citazione)

Per quanto riguarda il contatto linguistico, di cui fa parte anche il contatto tra varietà linguistiche, possiamo differenziarne due tipi diversi: a livello del sistema linguistico esistono degli integrati fissi (ossia 'prestiti'), indipendenti dal parlante; a livello del parlante invece si tratta di fenomeni individuali. Questi ultimi possono corrispondere a usi abituali o completamente occasionali, i cosiddetti switchings. Questa riserva è da prendere in considerazione sempre, anche quando si interpretano vecchi materiali di atlanti, nei casi in cui un informante esprime una forma vicina allo standard o, in aree bilingui, una forma della rispettiva seconda lingua. La differenza è fondamentale dal punto di vista teorico; in considerazione dei dati linguistici, tale differenza si rivela però più o meno probabile, mai evidente. Solo la moltiplicazione degli informanti, che diventa un'opzione del tutto realistica con i media sociali, permette delle informazioni attendibili.



(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Continuità  (Citazione)

La questione della continuità di tradizione è d'importanza fondamentale quando si ricostruiscono degli spazi comunicativi plurilingui; deve essere trattata interdisciplinarmente secondo un modo di procedimento diretto dai dati, induttivo. Ma anche riunendo le forze di diverse discipline si fatica a trovare delle risposte alla questione dei sostrati preromani. Si presenta di gran lunga migliore la situazione di partenza riguardo al sostrato romanzo delle aree germanofona e slavofona. Il cambio di lingua dal romanzo al tedesco costituisce addirittura una costante storica che è da osservare addirittura al giorno d'oggi nei Grigioni. #Karte der Germanisierungsphasen des ganzen Alpengebiets?# Il processo è cominciato già con il crollo dell'infrastruttura romana (nell'anno 476); il periodo che ha seguito questa data è di grande interesse per la storia linguistica; è però scarsamente documentato per iscritto, per cui, la cooperazione con altre materie storiche, specialmente con l'archeologia, è indispensabile. È vero che esistono ancora grandi lacune della ricerca, ma con Weindauer 2014 sono state rielaborate le fonti archeologiche e onomastiche (dal 6° all’8° secolo) dell'Alta Baviera, della zona di Salisburgo e della Valle dell'Inn tirolese. Perciò si può escludere "eine längere, grundlegende Siedlungsunterbrechung zwischen Römer- und Bajuwarenzeit" (traduzione: un'interruzione d’insediamento più lunga e fondamentale tra epoca romana ed epoca baiuvara) perché tutto parla a favore di un "fließenden Übergang der Besiedlungsstruktur von der Spätantike zum Frühmittelalter" (traduzione: transizione graduale della struttura di popolazione dal tardo antico all'Alto Medioevo) (Weindauer 2014, 248). Tuttavia rimane una differenza graduale tra le aree menzionate riguardo al consolidamento scientifico: "Was bezüglich des Zusammenhangs spätantiker und frühmittelalterlicher Fundstellen für das oberbayerische Alpenvorland noch überwiegend theoretisch galt {...}, findet in den österreichischen Gebieten seine nachweisliche Bestätigung: Die frühmittelalterlichen Ortsgründungen des 6. Jhs. orientieren sich fast ausschließlich an spätrömischer Infrastruktur bzw. – soweit noch vorhanden – an der romanischen Siedlungsstruktur" (traduzione: quello che valeva ancora eminentemente in maniera teorica riguardo al rapporto tra luoghi di ritrovamento del tardo antico e dell'alto medioevo per le Prealpi dell'Alta Baviera {...}, è confermato nelle regioni austriache: le fondazioni di luoghi dell'alto medioevo del 6° secolo si orientano quasi esclusivamente all'infrastruttura della tarda antichità rispettivamente – per quanto ancora esistenti – alla struttura d'insediamento romana) (Weindauer 2014, 257).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Controllo di autorità  (Citazione)

Il termine CONTROLLO DI AUTORITÀ ha la sua origine nella biblioteconomia. Nei cataloghi delle pubblicazioni è essenziale poter identificare senza ambiguità gli autori al fine di poter assegnare le opere al rispettivo autore, indipendentemente dalle diverse ortografie o dai cambiamenti di nome. La stessa necessità si presenta anche per quanto riguarda gli indici delle opere registrate da ogni biblioteca, ad esempio per poter identificare senza ambiguità ad esempio termini geografici oggetto di diversi saggi e per poterli mettere in relazione tra loro. Queste necessità hanno portato alla creazione di corrispondenti liste onomasiologiche, le quali, in un primo momento, sono state gestite localmente dalle singole biblioteche.

La possibilità di collegare tecnicamente i contenuti delle banche dati in rete risale agli anni ’70. Questa operazione necessitava però un adattamento dei singoli elenchi gestiti fino a quel momento individualmente dalle biblioteche. A tal fine, a partire dagli anni '80 (ma le prime progettazioni risalgono agli anni '70), le singole biblioteche iniziarono ad adattare le proprie liste e a creare elenchi comuni di persone e di parole chiave al fine di ottenere una certa omogeneità tra le biblioteche. Nel corso del tempo sono stati creati elenchi tematici separati: un indice di persone (Personennamendatei, PND), un indice di organismi (Körperschaftsdatei, GKD) e un indice di parole chiave (Schlagwortnormdatei, SWD). Tuttavia, si è capito che le separazione tematica non era utile, soprattutto perché gli individui e gli organismi possono figurare non solo come autori o redattori, ma possono essere anche l’oggetto stesso delle pubblicazioni. Per questo motivo essi devono essere presi in considerazione anche nella creazione degli indici per le parole chiave. Per questo motivo, tra il 2009 e il 2012 i tre indici separati sono stati riuniti attraverso un'operazione della Biblioteca Nazionale Tedesca e delle associazioni bibliotecarie di lingua tedesca formando il cosiddetto Common Standards File (GND). A partire dal 2012 questo file è disponibile al pubblico in diversi formati (MARC 21 Authority, MARC21-xml und RDFxml) ed è sempre più utilizzato nella creazione di indici anche al di fuori del sistema bibliotecario. Così, il controllo di autorità è registrato anche nei progetti digital humanities dell’ITG (Gruppo Tecnologia dell’Informazione delle Scienze Umane) BMLO (Bayerisches Musiker-Lexikon online) e Kaiserhof e utilizzati per l’identificazione univoca delle persone.

All’indirizzo http://ognd.bsz-bw.de/ (del Servizio Bibliotecario del Baden-Württemberg) viene messo a disposizione un utile strumento per la ricerca all’interno del GND. I file conformi al GND sono gestiti da istituzioni, soprattutto da biblioteche, situate in tutto il mondo. Il progetto VIAF (Virtual International Authority File), avviato congiuntamente da DNB e dalla Library of Congress, esiste dal 2003, e ha come obiettivo quello di riunire queste banche dati in un unico sistema e renderle disponibili al pubblico.

Anche se il sistema del controllo di autorità consente teoricamente l'identificazione univoca di persone e concetti, la concreta fruibilità dipende dalla sua attuazione tecnica all'interno dei cataloghi elettronici delle biblioteche. Ad esempio, nei cataloghi della DNB e della Bayerische Staatsbibliothek (BSB), la ricerca del termine “Homère” dà risultati contenenti solamente l’ortografia tedesca “Homer”. Tuttavia, attualmente (nov. 2018), attraverso un click sul nome dell'autore, si può accedere all'elenco dei titoli relativi non non solo al singolo individuo in questione, ma anche relativi ad autori che portano lo stesso nome.

Anche se il concetto di controllo di autorità è da ricercarsi nell’ambiente della biblioteconomia, nel corso del tempo, esso si è eseso anche ad altri settori. A titolo esemplificativo si possono nominare i seguenti progetti: Geonames (Entità Geographica), Pleiades (Entità antica Geographica) oppure anche Glottolog (Entità lingue del mondo).

Tra l'altro, il controllo di autorità è molto importante per l’interoperabilità richiesta dall’iniziativa FAIR. Oltre a creare un indice dei contenuti dei cataloghi bibliotecari, attraverso la definizione di un controllo e l'assegnazione di un identificatore alfanumerico è possibile collegare in maniera logica e tecnica dati presenti in banche dati separate.

Dal punto di vista metodologico, VerbaAlpina auspicherebbe la creazione di un controllo di autorità per le categorie "tipo morfolessicale" (⇒ tipizzazione) e "concetto". Questo permetterebbe di contrassegnare ciascun tipo morfolessicale e ciascun concetto con un identificatore. In questo modo, i dati lessicali potrebbero essere collegati tra di loro in tutto il mondo e, nel caso dei concetti, il collegamento si effettuerebbe indipendentemente dalla singola lingua. Tuttavia, ad oggi, approcci di questo tipo si possono osservare solo occasionalmente. Nei database strutturati del progetto Wikidata, vengono assegnati i cosiddetti Q-ID che identificano in modo univoco concetti non linguistici e forniscono così un riferimento comune e identico per i diversi articoli nelle diverse versioni linguistiche di Wikipedia sullo stesso argomento. Ad esempio, il concetto ALMHÜTTE è identificato in Wikidata con il Q-ID Q2649726. Questa voce in Wikidata si riferisce agli articoli di Wikipedia assegnati ad oggi (ottobre 2018) per un totale di sette lingue diverse. Dei 2629 concetti attualmente (ottobre 2018) registrati da VerbaAlpina, esattamente 400 sono stati finora contrassegnati da un QID. I Q-ID, qualora disponibili, sono registrati nel database di VerbaAlpina. Un'identificazione sistematica e analoga come quella di Wikipedia e Wikidata sembra ancora esistere. Le L-ID per le denominazioni delle lingue sono state assegnate solo in maniera grossolana, ma non è chiaro se si intendono creare dei tipi più precisamente definiti.

Sulla base del modello degli ID del controllo di autorità, VerbaAlpina assegna i propri identificatori per le categorie di dati (entità) "concetto", "tipo morfolessicale" (vedi Tipizzazione) e "comune", che possono essere collegati ad altri sistemi di controllo di autorità già stabiliti come i Q-ID del progetto Wikidata attraverso una semplice mappatura. VerbaAlpina sta inoltre cercando di includere la categoria di dati "tipo morfolessicale" nel sistema Common Standards File (GND). La prospettiva esiste, soprattutto perché il GND deve essere ampliato in termini di contenuto e struttura e adattato alle esigenze della scienza, delle istituzioni culturali generali e degli individui. La conferenza GNDCon 2018 prevista per dicembre 2018 è destinata a fungere da momento di discussione a questo scopo. I membri della Biblioteca Universitaria di Monaco e dell'ITG porteranno avanti in questa sede gli interessi di VerbaAlpina.

La GND distingue attualmente le seguenti entità: Organismo (Sigla: b), Conferenza (f), Geografia (g), Persona (non individualizzata) (n), Person (individualizzata) (p), Concetto (s) e Opera (u) (http://www.dnb.de/SharedDocs/Downloads/DE/DNB/standardisierung/inhaltserschliessung/entitaetenSatztypen.pdf?__blob=publicationFile). Un documento DNB della categoria "Working aids for the common standards file (GND)" afferma inoltre che per la categoria "lettere, morfemi, parole come oggetto di indagine linguistica" il codice specifico dell'entità "slz" è inteso come sottocategoria dell'entità "nozione". È ovvio collegare che i dati di VerbaAlpina dovranno essere collegati a questa categoria.

Letteratura:
Capellaro 2003

(auct. Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Controllo versione  (Citazione)

VerbaAlpina consiste nei moduli seguenti:

-VA_DB: file di dati nel database del progetto (MySQL) (va_xxx)
-VA_WEB: codice di programma dell'interfaccia web del portale www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de insieme al database Wordpress (va_wp) che ci appartiene
-VA_MT: file media (foto, film, testi e documenti audio) che si trovano nella mediateca dell'interfaccia web

Tutti e tre i moduli formano un'unità consistente, con connessioni e dipendenze corrispettive, e non possono perciò essere separati l'uno dall'altro. Durante la durata del progetto lo stato attuale dei moduli VA_DB e VA_WEB viene "congelato" ogni sei mesi, il 15 giugno e il 15 dicembre di ciascun anno, e in modo simultaneo sotto forma di una copia elettronica. A queste copie congelate sono attribuite dei numeri di versione secondo lo schema [anno civile]/[numero di serie] (per esempio 15/1). Alla versione VA alla volta produttiva è attribuita la denominazione XXX (cfr. modo di citare).

La produzione di copie della mediateca VA (VA_MT) è impedita a causa della dimensione molto grande dei file media. Per questa ragione non si fanno delle copie di questo modulo sull'onda del processo di controllo versione. Gli elementi una volta deposti nella mediateca VA non possono più essere eliminati, quando una versione VA è connessa a essi.

Nel portale del progetto esiste la possibilità di passare da una versione all'altra, ovvero l'utente ha la possibilità di passare dalla versione "produttiva", mutevole in continuazione, e le versioni archiviate, "congelate". Attraverso la cromaticità del fondo rispettivamente di certi elementi di comando l'utente può comprendere se si trova nella versione produttiva o in una delle versioni archiviate di VA. Devono essere citate *solo* le versioni archiviate di VA .

Frontespizi di versioni precedenti di VerbaAlpina:

15/1

15/2

16/1

16/2

17/1

17/2

18/1

18/2

19/1



(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Convenzione delle Alpi  (Citazione)

La Convenzione delle Alpi è un trattato internazionale sottoscritto dai Paesi del territorio alpino (la Slovenia, a causa delle vicissitudini politiche ha sottoscritto la convenzione solo due anni più tardi). Si tratta essenzialmente di un trattato che mira allo sviluppo transfrontaliero del territorio alpino in diversi ambiti considerando sempre la protezione ambientale del territorio. All'interno della Convenzione delle Alpi, esiste per ogni settore un cosiddetto protocollo di attuazione contenente la pianificazione delle misure relative a ciascuna tematica. Ad oggi (2018) esistono quasi dieci protocolli di attuazione ad esempio per le tematiche del turismo, dell'agricoltura alpina o della protezione ambientale e cura del territorio. Ogni protocollo deve essere ratificato distintamente da ogni stato membro. Fino adesso non tutti gli stati membri hanno ratificato tutti i protocolli di attuazione. L'organo decisionale della Convenzione delle Alpi è la cosiddetta Conferenza delle Alpi che si riunisce, di media, ogni due anni. Ogni due anni anche la presidenza della Conferenza delle Alpi passa da uno stato membro a un altro. L'organo di coordinazione della Convenzione delle Alpi è il "Segretariato permanente" con sede a Innsbruck e con una sede esterna a Bolzano.
La Convenzione delle Alpi è uno dei partner ufficiali di VerbaAlpina.
Dal punto di vista metodologico, la Convenzione delle Alpi possiede un importante significato per VerbaAlpina in quanto la definizione di regione alpina basata sulle frontiere geografiche e amministrative ("Perimetro della Convenzione delle Alpi") così come è stata decisa dalla Convenzione delle Alpi, è stata adottata da VerbaAlpina fissandola come area di ricerca. Relativamente alla metodologia, questa delimitazione tecnico-burocratica è inevitabile, sebbene non rifletta completamente le realtà linguistiche e culturali di transizione. Il caso dell'Emmental (valle dell'Emme), in Svizzera, rappresenta un esempio di tale problematica: la vallata in questione si trova geograficamente appena fuori dal perimetro della Convenzione delle Alpi anche se, attraverso l'industria lattiero-casearia locale, è molto simile al sistema economico del territorio alpino. Dall'altro lato, il territorio della Convenzione delle Alpi si estende nell'area delle Prealpi bavaresti anche alla pianura comprendendo quindi regioni che non condividono molto con le regioni montagnose alpine rispetto, ad esempio, alla sopraccitata Emmental.

(auct. Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc)



Cooperazione  (Citazione)

La cooperazione con altri progetti è fondamentale per la concezione di VerbaAlpina; si riflette in numerosi accordi di cooperazione con progetti partner. La sua realizzazione non è però sempre facile; è ostacolata soprattutto da problemi relativi alla tecnologia dell'informazione e problemi legali relativi a essa. Ci sono però anche certe riserve ideologiche nei confronti dell'orientamento open source. Ogni cooperazione si basa su un accordo formale che assicura ai partner un database esclusivo utilizzabile all'upload (sigla: PVA). Ogni database dei partner è a disposizione di tutti i partner per il download. Ovviamente, è auspicabile che la cooperazione non rimanga limitata allo scambio di dati: anzi, i partner sono invitati (e pregati) di utilizzare tutti gli ambiti funzionali di VerbaAlpina.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Ambiti di funzione



Cornice onomasiologica  (Citazione)





(auct. Thomas Krefeld – trad. Thomas Krefeld)

Tags: Linguistica



Cronoreferenziazione  (Citazione)

Oltre al principio della geo-referenziazione, fondamentale per VerbaAlpina, il progetto prevede la possibilità della crono-referenziazione come dimensione supplementare e strumento che permetta anche l'analisi diacronica dei dati. È possibile applicare questo principio sia al materiale linguistico raccolto da VerbaAlpina sia ai dati extra-linguistici.
La precisione della crono-referenziazione è variabile: nel caso di dati linguistici provenienti da atlanti e dizionari, essa è implicitamente offerta rispettivamente dalla data della raccolta e della pubblicazione; dati raccolti tramite crowdsourcing, invece, possono essere crono-referenziati persino nel giorno esatto. La crono-referenziazione è, inoltre, rilevante quando ci si trova di fronte a dati provenienti da generazioni di atlanti diverse, come per esempio l'AIS (1928-1940) e l'ALD (1998-2012). La crono-referenziazione non è ancora stata implementata come filtro di ricerca nel portale accessibile agli utenti e si orienta, dove possibile, a standard già esistenti come per esempio l'ISO 8601 o il TimeML; questo strumento sarà incluso nel database di VerbaAlpina come a sé stante.

Un esempio particolare di crono-referenziazione è fornito dall'ASLEF, nel quale essa viene chiaramente espressa, perché oltre ai dati rilevati di per sé, sono state registrate attestazioni degli atlanti linguistici ALI e AIS per le stesse località. In tal senso si delinea una prospettiva diacronica in quanto i dati linguistici rilevati dall'AIS negli anni 1921-1922 e i dati registrati dall'ALI negli anni 1925-1943 incontrano i dati dell'ASLEF del periodo tra il 1974 e il 1986. Ciò viene illustrato sulle carte linguistiche dell'ASLEF attraverso diversi simboli:





La lettera „P“ riguarda i dati rilevati dall'ALI, mentre „S“ si riferisce ai dati annotati dall'AIS. Le due lettere rimandano alle iniziali degli esploratori autori degli atlanti linguistici sopra citati. Così "P" si riferisce all'esploratore Ugo Pellis, mentre il simbolo "S" si riferisce all'esploratore Paul Scheuermeier, rispettivamente autori dell'ALI e deLl'AIS.
Le due lettere sono indicate sulle carte dell'ASLEF quando non esistono attestazioni proprie; viene, così, indicato che per quelle determinate località sono stati presi in considerazione i dati raccolti dall'AIS oppure dall'ALI. Nel caso in cui ci siano attestazioni registrate anche dall'ASLEF e concordanti con quelle degli altri due atlanti linguistici, le lettere del rispettivo atlante vengono illustrate in corrispondenza di un rettangolo (AIS) o di un cerchio (ALI) dietro alle attestazioni elencate sulle carte ASLEF. Se invece le attestazioni rilevate da quest'ultimo sono diverse rispetto a quelle di uno degli altri due atlanti linguistici, tale differenza viene indicata con un rettangolo senza "S" (AIS) o un cerchio senza "P" (ALI) vicino alle attestazioni rilevate dall'ASLEF.

Per la trascrizione in VerbaAlpina non è necessario prendere in considerazione queste abbreviazioni in quanto la crono-referenziazione ivi connessa viene riportata automaticamente nelle carte del progetto nel momento in cui le attestazioni di tutti gli atlanti linguistici vengono inserite e nel momento in cui tutte le attestazioni della stessa località danno un'indicazione circa le loro fonti. Si sviluppa, così, una prospettiva diacronica che permette in certi casi un confronto delle diverse attestazioni provenienti da parecchi anni di rilevazione degli atlanti linguistici. Per questo motivo si può, quindi, parlare di crono-referenziazione sulle carte di VerbaAlpina.

(auct. Katharina Knapp | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Monika Hausmann | Susanne Oberholzer)

Tags: Pagina Web



Crowdsourcing  (Citazione)

Nonostante l'esistenza di molti dati linguistici rilevanti relativi agli ambiti centrali di VerbaAlpina (soprattutto presenti in atlanti e dizionari), è prevista la possibilità di rilevarne di nuovi. La raccolta di nuovi dati (1) permette di livellare le inconsistenze tra le fonti già esistenti, (2) di eliminare lacune o imprecisioni e (3) indicare se le denominazioni o gli attrezzi sono di tipo tradizionale. I nuovi rilevamenti non saranno però effettuati attraverso il metodo classico della ricerca sul campo, ma con i mezzi che i social media ormai ci offrono. Tali metodi sono spesso conosciuti con il nome di crowdsourcing.

"Crowdsourcing ist eine interaktive Form der Leistungserbringung, die kollaborativ oder wettbewerbsorientiert organisiert ist und eine große Anzahl extrinsisch oder intrinsisch motivierter Akteure unterschiedlichen Wissensstands unter Verwendung moderner IuK-Systeme auf Basis des Web 2.0 einbezieht."(Martin/Lessmann/Voß 2008, traduzione: il crowdsourcing è una forma interattiva di fornitura di prestazione organizzata in modo collaborativo o competitivo, e che coinvolge un gran numero di attori motivati estrinsicamente o intrinsicamente, di diversi livelli di conoscenza, utilizzando i moderni sistemi di informazione e di comunicazione sulla base del web 2.0).

Il riferimento al crowd è ambiguo sotto molti aspetti, anche perché per molti il crowd è associata ad arbitrarietà, profanità e attendibilità insufficiente; una certa esitazione pare giustificata perché tale metodo si rivolge infatti ad una massa indefinita e anonima di potenziali interessati. I problemi fondamentali nascono sia per il creatore del progetto scientifico, sia per il destinatario (profano o esperto egli sia): l'offerta deve essere sufficientemente 'visibile' e attraente e il destinatario deve avere una competenza pratica e linguistica sufficiente. Esistono diverse strategie di maneggiare questi strumenti. Si può cercare di fissare l'attrattiva dell'offerta attraverso un suo aspetto ludico e di concepire dei template con carattere di gioco, strategia messa in pratica dal team del progetto play4science. Dopo le esperienze fatte da questo team, sembra però più promettente far capire all'informante, nel caso di VerbaAlpina al parlante, che può contribuire essenzialmente e direttamente alla ricerca con il suo sapere pratico e linguistico personale (cfr. la lista dei progetti citizen science). Le conoscenze degli informanti si possono verificare attraverso domande puntuali, ma è senza dubbio più affidabile far confermare i dati forniti da altri parlanti degli stessi luoghi. Un progetto pilota fortunato per l'impiego geolinguistico di crowdsourcing è l'Atlas zur deutschen Alltagssprache (AdA) ('Atlante della lingua tedesca quotidiana') di Stephan Elspaß e Robert Möller; tale atlante rappresenta una tappa decisiva per la geolinguistica digitale.

In VerbaAlpina, l'obiettivo concreto è quello di trascrivere dati da fonti cartacee come soprattutto atlanti linguistici e dizionari, e di registrarli in maniera strutturata in un database, di verificare la correttezza di trascrizioni esistenti, o di tipizzare materiale già trascritto e di assegnarlo a lemmi lessicali. Sono benvenuti anche dei commenti, riguardanti per esempio l'origine e la diffusione di parole oppure di tipi di parole. VerbaAlpina è inoltre molto interessato a materiale linguistico attuale che non è documentato in fonti pubblicate come i già menzionati atlanti linguistici e dizionari. Chiunque ha conoscenze di un dialetto parlato nella regione alpina, è invitato di registrare espressioni speciali di questo dialetto nei dati di VerbaAlpina. In questo modo diventa possibile arricchire i dati forniti dalle fonti stampate in un primo passo, e di riconoscere e osservare in un secondo passo ad esempio processi dinamici di cambiamento linguistico. Maggiore è l'afflusso di persone che partecipano al progetto in questo modo, tanto meglio esso funzionerà. Inoltre sono benvenute immagini (ad esempio fotografie) di oggetti tipici della regione alpina, ma anche di alpeggi, cascine, flora, fauna, montagne e formazioni di terreno insieme alle loro denominazioni. Questi file possono essere salvate nella mediateca.

Parallelamente alla collaborazione specifica, ogni utente riceve da parte di VerbaAlpina, la possibilità di preparare un proprio ambiente di ricerca nel nostro sistema, utilizzabile principalmente per la collezione di dati linguistici, ma anche di altro tipo di dati. L'unico presupposto è che i dati siano georeferenziabili. L'utente ha la possibilità di tenere questi dati esclusivamente sotto chiave per proprio uso o di concedere l'accesso ad altri utenti per discutere e commentare. Il potenziale delle tecnologie basate sul database e sulle reti può svilupparsi in maniera completa solo se un grande numero di dati é messo a disposizione del pubblico.



(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Ambiti di funzione