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Carta sinottica  (Citazione)

Questa funzione permette all'utente di fissare una selezione di carte su una carta sinottica. In questo modo, è possibile visualizzare le aree di diffusione di qualsiasi caratteristica linguistica ed extra-linguistica tra loro in relazione. Allo stesso tempo esiste la possibilità di zoomare e bloccare (anche a più livelli) le carte sinottiche, qualora si voglia, ad esempio, documentare un particolare contesto locale, come nel caso dei Monti del Karwendel, o nel caso del continuum dialettale occitano-francoprovenzale-piemontese delle Alpi Occidentali.


(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Pagina Web



Cartografia  (Citazione)

La cartografazione linguistica non è certo uno strumento geolinguistico poco contestato o indiscusso, ma è sicuramente efficace, poiché d'aiuto nella documentazione e nella visualizzazione delle relazioni geolinguistiche (cfr. i contributi in Lameli 2010). È possibile distinguere nettamente due tipi di cartografazione: le carte ''analitiche'' forniscono enunciati più o meno complessi, facendo sì che la documentazione predomini, e lasciando l'interpretazione spaziale all'utente stesso; nel caso delle carte ''sintetiche'', invece, è la distribuzione dei simboli a segnalare direttamente la costellazione spaziale dei fenomeni linguistici selezionati. Anche le carte quantitative sono, quindi, necessariamente sintetiche. La cartografazione online di VerbaAlpina avviene su base georeferenziata e combina entrambi i metodi, in quanto, se è vero che da un lato essa fornisce dei simboli, dimostrandosi, a prima vista, come sintetica; dall'altro, questi ultimi si rivelano essere interattivi e possono, dunque, mostrare analiticamente l'enunciato completo.

Oltre alla funzione prettamente informativa, bisogna sottolineare il valore euristico della rappresentazione cartografica. A motivo di ciò, il portale offre l'opzione di combinare e accumulare diversi tipi di dati (linguistici e non) sotto forma di carte sinottiche.
Oltre alla ''griglia'' di referenza dei confini comunali (precisamente georeferenziata), su VerbaAlpina viene rappresentata un'ulteriore griglia, diversamente georeferenziata, a nido d'ape (disponibile a partire dalla versione 16/1), la quale riporta non solo la posizione approssimativa dei comuni (l'uno rispetto all'altro), ma assegna, al contempo, una superficie idealizzata con la stessa forma e la stessa estensione ad ogni territorio comunale:

In tal modo, si offrono due metodi di mappatura, i quali, nonostante i rispettivi vantaggi e svantaggi, si caratterizzano per un certo potenziale suggestivo: grazie alla sua precisione, infatti, la raffigurazione topografica offre una migliore idea dello spazio concreto con i suoi profili di territorio, passaggi singoli, tracciati di valli, sbocchi di valli inaccessibili ecc.; la carta a nido d'ape permette, invece, una visualizzazione dei dati più astratta, in quanto appiana le estensioni delle superfici comunali, oltre che degli insediamenti di agglomerati urbani o di tipo sparso. Ciò è utile soprattutto nell'impiego di carte quantitative, perché l'estensione della superficie crea involontariamente l'impressione di un consistente peso quantitativo.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Pagina Web Contesto extralinguistico



Citazioni  (Citazione)

Agli utenti di VerbaAlpina viene raccomandato di seguire il seguente iter, nel processo di citazione dei dati linguistici messi a disposizione dal progetto:

  • Registrazione di VerbaAlpina in una bibliografia
VerbaAlpina (VA), http://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de,[versione].

La menzione della data dell'ultimo accesso non è necessaria, in quanto le versioni di citazione – a differenza della versione di lavoro XXX – sono stabili e non subiranno ulteriori modifiche nel tempo (cfr. Controllo versione).

Esempio:
VerbaAlpina (VA), http://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de, 15/1.

  • Citazione di una voce di glossario:
[Autore/i]: s.v. “[lemma]”, in: VA-[Abbreviazione di lingua secondo ISO 639-1] [versione], Metodologia , [URL della voce di glossario].

Esempio:
Krefeld, T. / Lücke, S. / Oberholzer, S.: s.v. “Tipizzazione”, in: VA-it 15/1, Metodologia, http://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de/it/?page_id=21&letter=T#tipizzazione.

Per quanto riguarda gli autori, è sempre bene citare le persone menzionate sotto la voce di glossario.

  • Citazione di un'attestazione singola:
[citazione]|[categoria]|[luogo]|[abbreviazione della fonte]#[referenza]|VA_[versione]

Esempi:
Hütte|Tipo morfologico|Herisau|SDS#VII_244_1|VA_15/1
Chääsera|Tipo fonetico|Hinteres_Diemtigtal|SDS#VII_244_1|VA_15/1
Käserei|Tipo di base|Hinteres_Diemtigtal|SDS#VII_244_1|VA_15/1

Informazione 1: Il carattere di separazione pipe (barra verticale) | va inserito premendo il tasto shift ed il tasto < >, su tastiere di computer provvisti del sistema operativo Windows. Con computer con sistema operativo iOS, la combinazione di tasti è, invece, la seguente: Shift+Alt+L.
Informazione 2: Sono da utilizzare le seguenti abbreviazioni di lingua secondo ISO 639-1: deu. per il tedesco, fra. per il francese, ita. per l'italiano, roh. per il romancio, slv. per lo sloveno.

(auct. Stephan Lücke | Susanne Oberholzer – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Pagina Web



Classificazione onomasiologica  (Citazione)

Al fine di classificare i concetti secondo categorie funzionali, essi sono stati suddivisi in ''prodotti'', ''processi'', ''persone'', ''utensili'' e ''recipienti'', e possono essere caratterizzati come segue:

Prodotti
Si tratta di componenti del prodotto in senso lato. Anche il latte è, ad esempio, compreso all'interno di questa categoria. Inoltre, in questo senso, anche la panna, il latticello ed i resti della produzione lattiera come il siero sono prodotti dai quali è possibile ricavare ulteriori prodotti.

Processi
Attraverso i cosiddetti ''processi'' si ottiene un prodotto derivato da altri prodotti (ad esempio dalla lavorazione del siero si produce la ricotta).

Persone
Nella maggior parte dei casi, la denominazione ''persone'' indica coloro i quali partecipano attivamente ai processi, come, ad esempio, il malgaro.

Utensili
Le persone dispongono di utensili per elaborare un prodotto attraverso un processo. Un utensile può essere impiegato per trasformare un prodotto da uno stato ad un altro (il latte cagliato viene, ad esempio, tagliato utilizzando una lira). L'utilizzo di un utensile implica sempre l'applicazione di una forma di energia, sia essa implicante la forza dei muscoli dell'uomo o l'elettricità. Non è sempre facile operare una distinzione tra ''utensile'' e ''recipiente'': un recipiente utilizzato per un processo di maturazione, oppure attraverso il quale si estrae un liquido da un prodotto ( dalla pasta del formaggio, ad esempio) servendosi della forza di gravità, viene considerato un utensile. Lo stesso vale per i diversi tipi di recipienti per il burro, ossia contenitori per la panna la cui funzione non è però la conservazione, ma l'utilizzo per il processo di suddivisione della panna in burro e latticello.

Recipienti
Si tratta di oggetti utilizzati per la conservazione del prodotto o per il suo trasporto. Il miglior criterio di distinzione tra recipiente e utensile è rappresentato dal fatto che un recipiente non ha generalmente nulla a che fare con il ''processo'' nel quale un prodotto viene trasformato.







(auct. Markus Kunzmann – trad. Beatrice Colcuc)

Tags: Linguistica



Codepage  (Citazione)

In VerbaAlpina sono riuniti dati provenienti da fonti di carattere diverso: vi sono, infatti, dati ricavati da atlanti linguistici e dizionari cartacei che devono ancora essere digitalizzati, così come dati già esistenti in forma elettronica e messi a disposizione del progetto da alcuni partner di cooperazione. Ognuna di queste fonti utilizza un sistema di trascrizione più o meno individuale. Per attuare una standardizzazione, sono necessarie delle liste in cui si stabilisca quale corrispondenza trovino determinati caratteri, propri di un sistema di trascrizione di una specifica fonte, nel sistema di trascrizione di un'altra fonte. Si tratta essenzialmente di rappresentare i diversi sistemi di trascrizione nell'alfabeto fonetico internazionale (IPA), il quale funge da trascrizione di referenza per VerbaAlpina. Per adattare un sistema di trascrizione specifico di una fonte al sistema IPA, è necessaria la costruzione di una lista completa in forma di tabella contenente tutte le corrispondenze dei caratteri: tale tabella viene chiamata "codepage". Di seguito viene presentato un estratto dalla codepage, basilare per la conversione del sistema di trascrizione dell'AIS in IPA. Questa codepage contiene intorno alle 4500 righe/associazioni in totale:


La colonna 'BETA' contiene i caratteri utilizzati nell'AIS nella forma trascritta secondo il principio del codice beta; la colonna 'IPA' contiene il carattere IPA corrispondente, e la colonna 'HEX' contiene il valore numerico specifico (/i valori numerici specifici) della tabella Unicode che corrisponde(/corrispondono) al rispettivo carattere IPA.

Per una panoramica completa delle codepage di tutte le fonti di VerbaAlpina, si veda qui.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Tecnologia dell'informazione



Codice beta  (Citazione)

Seguendo la terminologia del Thesaurus Linguae Graecae (TLG), la trascrizione di sistemi di scrittura complessi con l'impiego esclusivo di caratteri ASCII viene denominata, nell'ambito di VerbaAlpina, come "codice beta". Il TLG sviluppò il concetto corrispondente all'inizio degli anni Settanta del Novecento, per il rilevamento di testi in greco antico con i mezzi digitali allora disponibili. La grafica seguente illustra la tecnica in base all'esempio dell'Atlante italo-svizzero (AIS):





Durante il trasferimento della trascrizione fonetica secondo Böhmer-Ascoli, impiegata, nell'atlante linguistico, in sequenze che consistono in caratteri ASCII, viene anzitutto operata una semplice distinzione tra carattere di base e segni diacritici. Se un carattere di base è presente nel codice ASCII, questo segno rappresenterà se stesso (cosa possibile nell'esempio presentato). Subito dopo il carattere di base, seguono tutti i diacritici ad esso correlati: ogni diacritico viene sostituito da uno speciale carattere ASCII. L'attribuzione dei diacritici a caratteri ASCII è univoca all'interno di VerbaAlpina e viene documentata in tabelle speciali nel database del progetto. La scelta dell'attribuzione è guidata, per quanto possibile, dal principio della somiglianza ottica. Nell'esempio menzionato, il punto sotto la e nella parola tega viene, infatti, rappresentato da un punto interrogativo: te?. I diacritici vengono scritti seguendo l'ordine della loro disposizione rispetto al carattere di base: si scrivono nell'ordine dal basso verso l'alto, e da sinistra a destra, dopo il carattere di base. I segni diacritici vengono attribuiti a caratteri ASCII indipendentemente dalla semantica specifica della fonte corrispondente, a causa del principio della somiglianza ottica. Ciò significa che anche se un uncino sotto un carattere di base in una certa fonte presenta un significato fonetico completamente diverso rispetto ad un'altra fonte, in VerbaAlpina entrambi gli uncini verranno rappresentati da una parentesi posposta. Le differenze semantiche vengono documentate nelle tabelle di trascrizione che sono specifiche per ogni fonte: regolano la conversione del codice beta alla trascrizione output secondo IPA (una stessa codifica beta può, dunque, essere presente in codifiche IPA completamente diverse a seconda della fonte).
Il procedimento descritto è vantaggioso da diversi punti di vista:
- il rilevamento dei dati avviene sulle tastiere standard, ad una velocità comparativamente alta ed è indipendente dal sistema operativo;
- chi trascrive non ha bisogno di particolari competenze e conoscenze di sistemi di trascrizione fonetici;
- si può rilevare qualsiasi carattere o diacritico, indipendentemente dal fatto che siano cifrati in Unicode o meno;
- il rilevamento dei dati elettronico avviene senza alcuna perdita d'informazione.
Attraverso la routine di sostituzione, il codice beta può essere trasferito in quasi qualsiasi altro sistema di trascrizione.
Sull'onda di queste conversioni, si può incorrere eventualmente in una perdita d'informazioni, perdita che però è causata dalla natura dei sistemi di trascrizione stessi: la trascrizione fonetica secondo Böhmer-Ascoli, ad esempio, fa una distinzione tra i diversi gradi di apertura in modo molto più dettagliato di quanto sia previsto dal sistema IPA.

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Tecnologia dell'informazione



Come partecipare  (Citazione)

VerbaAlpina è lieto di ricevere qualsiasi tipo di appoggio esterno ed offre diverse modalità di partecipazione attiva al progetto.

La partecipazione può riguardare, ad esempio, la trascrizione di dati presenti in fonti scritte come atlanti linguistici e dizionari, l'organizzazione di dati in banche dati, il controllo della correttezza delle trascrizioni già effettuate, o, ancora, la tipizzazione del materiale già trascritto e la sua associazione a lemmi lessicali.

Il progetto è, inoltre, interessato a ricevere materiale linguistico attuale, ossia non ancora pubblicato in fonti scritte come i già menzionati atlanti linguistici o dizionari. Coloro i quali possiedono conoscenze di un dialetto parlato in territorio alpino, sono invitati ad inserire parole ed espressioni proprie dello stesso nella banca dati di VerbaAlpina. Questa funzionalità rende possibile l'ampliamento dei dati già presenti in fonti scritte e, di conseguenza, permette di poter riconoscere e osservare i processi dinamici del mutamento linguistico. La qualità del riconoscimento e l'osservazione di tali fenomeni sarà direttamente proporzionale al numero di persone che prendono parte al progetto.
Siete in possesso di immagini raffiguranti elementi tipicamente alpini, come, ad esempio, foto di alpeggi, baite, o immagini inerenti flora, fauna, montagne e paesaggi propri delle Alpi? Queste possono essere caricate all'interno della nostra mediateca. Necessario è indicare a quando esse risalgano e cosa rappresentino, oltre che – qualora ne siate a conoscenza – indicare un'espressione dialettale specifica per la denominazione di ciò è che raffigurato in foto.

Parallelamente alla partecipazione diretta al progetto VerbaAlpina, ogni utente può usufruire della possibilità di creare un proprio ambiente di ricerca, utile per la raccolta di dati in primo luogo linguistici, ma ampliabile anche ad altri tipi di dati. L'unico requisito richiesto è che i dati siano georeferenziati. Esiste, inoltre, la possibilità di raccogliere tali dati esclusivamente per un utilizzo personale attraverso una specifica chiave di accesso, ma anche di aprire l'accesso ad altri utenti, al fine, ad esempio, di discutere o commentare i dati in questione. Vi invitiamo, in ogni caso, a rendere disponibili in libero accesso il numero massimo di dati a vostra disposizione: solo così sarà possibile amplificare il potenziale delle tecnologie di condivisione attraverso banche dati o reti.

Per sostenere VerbaAlpina, e/o per utilizzare il sistema per i propri interessi, è necessario effettuare una registrazione sul nostro portale: https://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de/wp-login.php?action=register.

(auct. Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc)

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Comunicazione scientifica nel Web  (Citazione)

VerbaAlpina può essere descritto come ambiente di ricerca basato sul web ed orientato allo spazio. Questo formato è determinato dalle condizioni attuali, le quali si distaccano considerevolmente dalla comunicazione scientifica tradizionale. In tutte le discipline che lavorano con dati empirici in modo ''classico'', si possono distinguere tre fasi:
  1. ricerca degli informanti da parte dello scienziato;
  2. gli informanti forniscono dei dati ''grezzi'' allo scienziato;
  3. Lo scienziato riporta una certa quantità dei dati rilevati, selezionati e modellati secondo le sue ipotesi teoriche ad un pubblico essenzialmente scientifico.
La comunicazione in tre fasi si svolge unidirezionalmente e mira a pubblicazioni chiuse sotto forma di libri stampati:

I tre passi della comunicazione scientifica tradizionale

Il ruolo dei media è qui sì fondamentale, ma limitato alla terza fase, in cui i risultati della ricerca vengono pubblicati a mezzo stampa. Queste pubblicazioni cartacee sono, per altro, accessibili solo fisicamente nei locali preposti alla loro conservazione, ossia in poche biblioteche, per la maggior parte pubbliche; questa componente mediale della comunicazione scientifica è rappresentata nella figura dal colore azzurro.

I nuovi media hanno rivoluzionato le condizioni della comunicazione scientifica, portando ad un coinvolgimento delle tecnologie mediali in tutti gli aspetti del lavoro di ricerca, e rendendo la stessa attività scientifica una forma di comunicazione, con numerose procedure tra loro intrecciate e, in parte, ricorsive; per questo motivo, l'immagine riportata di seguito è interamente su uno sfondo azzurro. La distinzione delle tre fasi evidenziate sopra pare ormai obsoleta; anche l'unidirezionalità del flusso d'informazioni è sorpassata, come pure l'identificazione dei ruoli con individui diversi (INFORMANTE, AUTORE, LETTORE). Di norma, la stessa persona può, infatti, partecipare, seppur con funzioni diverse, alla comunicazione. Oltre a ciò, è cambiata la funzione dell'INFORMANTE, in quanto il trattamento dei dati forniti rimane trasparente e può essere costantemente seguito. L'INFORMANTE diventa, così, il LETTORE dei propri DATI – indipendentemente dalla sua comprensione dell'intenzione scientifica della ricerca. Contemporaneamente, gli viene fornita la possibilità di prendere posizione come AUTORE.
Lo stato degli stessi dati raccolti cambia altrettanto radicalmente: essi vengono inseriti in un database di principio dinamico, soggetto a cambiamenti sia riguardo alla dimensione che alla struttura. In queste nuove condizioni, la comunicazione tra le persone coinvolte, assieme ai ruoli assunti, rappresenta un modello di cooperazione elementare. Occorre, tuttavia, costatare che l'impiego di tecnologie web non garantisce l'ottimizzazione della cooperazione scientifica. È, inoltre, necessario seguire delle regole che corrispondono, in sostanza, ai cosiddetti principi FAIR, implicanti la rinuncia al copyright (©) delle pubblicazioni a stampa, in favore di licenze più addatte.


Comunicazione scientifica legata alle condizioni di Internet.


In questo senso, VerbaAlpina è stato creato come ambiente di ricerca con diversi ambiti di funzione strettamente intrecciati tra loro. Nella messa in pratica dei principi FAIR, VerbaAlpina si trova a dipendere costantemente da una copertura istituzionale. Il progetto di lavoro è quasi al termine, però, e, di conseguenza, precario. La gestione dei dati di ricerca viene effettuata sulla base di procedure sviluppate congiuntamente alla Biblioteca Universitaria della LMU.





(auct. Thomas Krefeld – trad. Beatrice Colcuc | Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer)

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Concessione di licenze  (Citazione)

L'utilizzo del copyright, soprattutto in ambito scientifico, comporta il fatto che i contenuti essenziali per la comprensione delle conoscenze basate sugli stessi non possano essere utilizzati da terzi in pubblicazioni scientifiche, o che possano esserlo solo in parte. È, quindi, facile interrogarsi su quali utilizzi siano ancora coperti dal diritto di citazione. Fino a questo momento non è ancora stato chiarito se un autore, le cui opere vogliano essere impiegate nello studio scientifico, perda i diritti in caso di scomparsa avvenuta da più di 70 anni, o se i suoi diritti passino a terzi dopo la sua morte. Ogni autore di pubblicazioni scientifiche, ma non solo, dovrebbe avvertire questa regola come una severa limitazione che, complessivamente, ostacola enormemente il progresso della scienza: il Copyright non è, infatti, un modello adatto per l'attività scientifica.
VerbaAlpina si sente, dunque, in obbligo di mettere a libera disposizione di terzi tutti i contenuti elaborati dallo stesso progetto, in conformità con i cosiddetti principi FAIR e con il pensiero ''open access'', unendosi ad iniziative e facendo parte di istituzioni impegnate nella diffusione e nell'attuazione di questo ideale (si veda, ad esempio, l'Open Science Center della LMU). Il progetto è soggetto a limitazioni nell'utilizzo del materiale solo nel caso in cui i dati acquisiti da pagine terze siano coperti da condizioni di utilizzo restrittive, come, appunto, il Copyright: in questo caso, infatti, anche VerbaAlpina deve rispettare e sottostare alle condizioni di utilizzo originarie dei dati in questione; singoli file media presenti in VA-Modul e VA_MT, che VerbaAlpina ha ricevuto da fonti esterne, sono, ad esempio, coperti da Copyright. Gli elementi interessati da questa particolare condizione di utilizzo vengono segnalati individualmente con degli specifici simboli. VerbaAlpina si impegna costantemente ad indicare le condizioni di utilizzo vigenti per ogni contenuto, a meno che queste non si trovino nel quadro di una licenza open-access. Nel caso di violazioni da parte del progetto – soprattutto per quanto riguarda le violazioni del diritto d'autore – si chiede di darne immediata segnalazione, in modo tale da rimediare, provvedendo ad eliminare i contenuti interessati dall'infrazione.

Tutti i dati e i contenuti liberamente accessibili ed utilizzabili dal punto di vista giuridico e ai sensi dell’open-access vengono sottoposti, da parte di VerbaAlpina, alla licenza Crative-Commons (CC). Secondo questa licenza, per l'utilizzo e la diffusione dei dati, è necessaria solamente l'indicazione dell'autore e la loro diffusione nel rispetto delle condizioni originarie. Queste ultime vengono indicate nella nomenclatura dei CC attraverso le abbreviazioni ''BY'' e ''SA'' (''share alike''). VerbaAlpina rinuncia coscientemente al divieto di utilizzo commerciale (abbreviazione CC ''NC'' – ''non-commercial''), in quanto questo potrebbe rendere impossibile un riutilizzo dei dati per scopi scientifici (si veda l'intervento "Offene Lizenzen – ein Werkstattbericht zu den rechtlichen Herausforderungen im Jahr 2015 " [dal minuto 13, ca.] di Thomas Harmann). In tal senso, la clausola ''NC'' non è compatibile con il pensiero open-access (vedi https://open-access.net/informationen-zu-open-access/rechtsfragen/lizenzen/, paragrafo "Das Creative Commons-Modell", consultato il 09/10/2018).

Mentre le licenze CC della versione 3.0 erano state adattate al sistema giuridico tedesco, l'attuale versione 4.0 (2018) rinuncia a questo adeguamento, ed è difficile ipotizzare quali possano essere le relative conseguenze per il progetto di VerbaAlpina. Il portale https://open-access.net/, gestito dalla Biblioteca Nazionale e Universitaria della Bassa Sassonia, con sede a Göttingen, spiega: “Attualmente non è ancora chiaro quali siano le conseguenze della traduzione delle licenze standard in una lingua straniera sconosciuta al fruitore della licenza stessa” (https://open-access.net/informationen-zu-open-access/rechtsfragen/lizenzen/, consultato il 09.10.2018). Per questo motivo, VerbaAlpina segue la pratica corrente della Biblioteca Universitaria della LMU e, a partire dalla versione 18/2 (dicembre 2018), mette a disposizione tutti i contenuti non rientranti nelle eccezioni sopracitate con una licenza CC BY-SA 4.0. (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/). Alle älteren Versionen stehen in analogem Sinn unter der CC-Lizenz BY-SA 3.0 de (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/). Allo stesso modo, tutte le versioni meno recenti sono coperte anch'esse da licenza CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/).

Per il codice software sviluppato da VerbaAlpina, viene applicata la Licenza MIT, molto utilizzata nel campo dello sviluppo dei software. In questo modo, i codici software sono liberamente messi a disposizione per il loro l'utilizzo.

I moduli di VerbaAlpina (VA_DB, VA_WEB e VA_MT) e i dati ivi contenuti sono soggetti alle seguenti licenze Creative Commons:




CC BY-SA 3.0 DE (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/; "Attribuzione, StessaLicenza") (dipendente dall'oggetto) rispettivamente




CC BY-NC-SA 3.0 DE (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/; "Attribuzione, NonCommerciale, StessaLicenza").

I singoli file nel modulo VA_MT che il progetto di VerbaAlpina ha ricevuto o comprato da fonti di dati esterne possono essere soggetti a Copyright. Gli oggetti nel modulo VA_MT vengono marcati individualmente con segni caratteristici ad essi corrispondenti.

Il sistema di concessione di licenze, così come anche i diritti d'accesso dei diversi gruppi di utenti VA, è documentato dalla seguente grafica:





(auct. Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc | Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione Pagina Web



Concetto  (Citazione)

L'ambito dei ''concetti'', o dell'onomasiologia, è molto vario. Tre sono i campi tematici predefiniti, entro cui VerbaAlpina si muove:
- la vita quotidiana tradizionale;
- l'ambiente naturale;
- la vita quotidiana moderna.
Questi campi non svolgono, tuttavia, alcun ruolo per l'organizzazione dei dati all'interno del database. Molto più rilevanti per la loro organizzazione sono, infatti, i princìpi di ordinamento, i quali permettono di stabilire delle relazioni tra i singoli concetti, come, per esempio, quello dell'ALPEGGIO nella vita quotidiana tradizionale.
Si possono, anzitutto, registrare categorie della vita quotidiana attraverso concetti di grado d'astrazione o di specificazione differenti, in modo tale che queste risultino in gerarchie tassonomiche. Tra i concetti che si trovano su diversi livelli gerarchici esistono delle
(1) Relazioni di inclusione
molto rigide, le quali collegano iperonimi ed iponimi, facendo sì che ogni definizione di un iponimo contenga e specifichi la definizione del suo iperonimo. Ecco un esempio di una categoria concettuale:
  • iperonimo: FABBRICATO
  • iponimo di primo livello: CASCINA, STALLA, CANTINA DA FORMAGGIO ecc.
  • iponimo di secondo livello: CASCINA DI PIETRA, CASCINA DI LEGNO, CASCINA DI LEGNO CON FONDAMENTO DI PIETRA ecc.
Ogni cascina (così come ogni stalla ecc.) è anche un fabbricato; ma non vale, ovviamente, l'inverso. Il concetto incluso in ciascun caso è più astratto e, dunque, superiore nella rappresentazione a forma di grafico ad albero.

Tra i concetti che si trovano gerarchicamente sullo stesso livello esistono, al contrario, delle
(2) Relazioni di esclusione
Una cascina non è, infatti, né una stalla né una cantina da formaggio.

Completamente diversa è, invece, la gerarchia risultante da concetti complementari, i quali, però, creano un rapporto di funzione complesso che necessita anch'esso di essere trattato come concetto. In questo caso si parla di
(3) Relazioni parte-tutto
Al campo ALPEGGIO (tutto) appartengono diverse sezioni, quali il TERRENO, il BESTIAME, gli EDIFICI, il PERSONALE e le ATTIVITÀ, specialmente la LAVORAZIONE DEL LATTE (parti). Le relazioni parte-tutto sono, da un lato, gerarchiche (come le relazioni di inclusione), ma dall'altro lato, non si fondano sull'inclusione definitoria, bensì sull'esclusione. A proposito della classificazione concettuale, si confronti lo schema esemplare del campo ALPEGGIO.





Nell'ambito delle sezioni, infine, si riconosce ancora un TUTTO, così come le sue PARTI costitutive: diverse ATTIVITÀ, PROCESSI, UTENSILI, RECIPIENTI, PERSONE e EDIFICI (ossia, parti) rientrano, ad esempio, nella PRODUZIONE DEL FORMAGGIO (tutto).





(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Contatto linguistico  (Citazione)

Il contatto linguistico, di cui fa parte anche il contatto tra varietà linguistiche a livello del sistema linguistico, si differenzia in due diverse tipologie: da un lato esistono degli ''integrati fissi'', ossia i cosiddetti ''prestiti'', indipendenti dal parlante; dall'altro, invece, riconosciamo dei fenomeni individuali, al livello, dunque, del parlante. Questi ultimi possono corrispondere sia ad usi abituali che completamente occasionali: facciamo qui riferimento ad i cosiddetti switchings. Questa riserva è da tenere costantemente in considerazione, anche nel momento in cui si interpretino vecchi materiali di atlanti, nei casi in cui un informante abbia espresso una forma vicina allo standard, o, in aree bilingui, una forma della rispettiva seconda lingua. Da un punto di vista teorico, tale differenza è di fondamentale importanza; tuttavia, in considerazione dei dati linguistici, essa si rivela più o meno probabile, mai del tutto evidente. Solo un aumento degli informanti, opzione assolutamente realistica con l'avvento dei social media, permetterebbe l'acquisizione di informazioni realmente attendibili.


(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Continuità  (Citazione)

La questione della continuità di tradizione è d'importanza fondamentale nella ricostruzione degli spazi comunicativi plurilingui. Essa dev'essere trattata in modo interdisciplinare, secondo un procedimento induttivo, dettato dai dati. Nonostante la tensione a riunire le forze di diverse discipline, però, si fatica ancora adesso a trovare delle risposte circa la questione dei sostrati preromani in area alpina, mentre si presenta di gran lunga più chiara la situazione di partenza del sostrato romanzo delle aree germanofona e slavofona: il cambio di lingua dal romanzo al tedesco costituisce, infatti, una costante storica che è addirittura possibile osservare al giorno d'oggi nei Grigioni. #Karte der Germanisierungsphasen des ganzen Alpengebiets?#
Il processo iniziò con il crollo dell'infrastruttura romana, avvenuto nell'anno 476. Il periodo che seguì questa data è stato ed è tuttora di grande interesse per la storia linguistica; a motivo della scarsa documentazione scritta ad esso relativa, però, la cooperazione con altre materie storiche, specialmente con l'archeologia, è indispensabile. Se è vero che esistono ancora enormi lacune nella ricerca, con Weindauer 2014 sono state, tuttavia, rielaborate le fonti archeologiche e onomastiche dell'Alta Baviera, della zona di Salisburgo e della Valle dell'Inn tirolese, dal VI all'VIII secolo. Si può, quindi, escludere "eine längere, grundlegende Siedlungsunterbrechung zwischen Römer- und Bajuwarenzeit" (traduzione: una più lunga e fondamentale interruzione d'insediamento tra epoca romana ed epoca baiuvara), poiché tutto pare indicare un "fließenden Übergang der Besiedlungsstruktur von der Spätantike zum Frühmittelalter" (traduzione: transizione graduale della struttura di popolazione dal tardo antico all'Alto Medioevo) (Weindauer 2014, 248). In ogni caso, permane una differenza graduale tra le aree menzionate riguardo al consolidamento scientifico: "Was bezüglich des Zusammenhangs spätantiker und frühmittelalterlicher Fundstellen für das oberbayerische Alpenvorland noch überwiegend theoretisch galt {...}, findet in den österreichischen Gebieten seine nachweisliche Bestätigung: Die frühmittelalterlichen Ortsgründungen des 6. Jhs. orientieren sich fast ausschließlich an spätrömischer Infrastruktur bzw. – soweit noch vorhanden – an der romanischen Siedlungsstruktur" (traduzione: ciò che valeva ancora eminentemente in maniera teorica riguardo al rapporto tra luoghi di ritrovamento del tardo-antico e dell'alto-medioevo per le Prealpi dell'Alta Baviera {...}, è confermato nelle regioni austriache: le fondazioni di luoghi dell'alto medioevo del VI secolo si orientano quasi esclusivamente all'infrastruttura della tarda antichità, così come – per quanto ancora esistente – alla struttura d'insediamento romana) (Weindauer 2014, 257).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Controllo di autorità  (Citazione)

Il termine CONTROLLO DI AUTORITÀ ha origine nella disciplina della biblioteconomia. Nei cataloghi delle pubblicazioni, è essenziale poter identificarne gli autori senza alcuna ambiguità, al fine di poter assegnare le diverse opere al rispettivo autore, indipendentemente dalle possibili ortografie o dai cambiamenti di nome. La stessa necessità si presenta anche per quanto riguarda gli indici delle opere registrate da ogni biblioteca, per poter, ad esempio, identificare chiaramente termini geografici oggetto di diversi saggi e per poterli mettere in relazione tra loro. Queste necessità hanno portato alla creazione di corrispondenti liste onomasiologiche, le quali, in un primo momento, sono state gestite localmente dalle singole biblioteche.

La possibilità di collegare a livello tecnico i contenuti delle banche dati in rete risale agli anni Settanta. Questa operazione necessitava, però, allora, di un adattamento dei singoli elenchi gestiti fino a quel momento individualmente dalle biblioteche. A tal fine, a partire dagli anni Ottanta (le prime progettazioni risalgono, in ogni caso, agli anni Settanta), le singole biblioteche iniziarono ad adattare le proprie liste e a creare elenchi comuni di persone e di parole chiave, per ottenere una certa omogeneità tra biblioteche. Nel corso del tempo, sono stati creati elenchi tematici separati: un indice di persone (Personennamendatei, PND), un indice di organismi (Körperschaftsdatei, GKD) e un indice di parole chiave (Schlagwortnormdatei, SWD). Tuttavia, si è reso evidente come la separazione tematica fosse poco utile, soprattutto perché sia gli individui che gli organismi possono figurare non solo come autori o redattori, ma possono essere anche l'oggetto stesso delle pubblicazioni: per questo motivo, essi devono essere presi in considerazione anche nella creazione degli indici per le parole chiave. Tra il 2009 e il 2012, allora, i tre indici separati sono stati riuniti attraverso un'operazione effettuata dalla Biblioteca Nazionale Tedesca e dalle associazioni bibliotecarie di lingua tedesca, formando il cosiddetto ''Common Standards File'' (GND). A partire dal 2012, questo file è disponibile al pubblico in diversi formati (MARC 21 Authority, MARC21-xml und RDFxml) ed è sempre più utilizzato nella creazione di indici anche al di fuori del sistema bibliotecario. Così, il controllo di autorità è registrato anche nei progetti digital humanities dell’ITG (Gruppo Tecnologia dell'Informazione delle Scienze Umane) BMLO (Bayerisches Musiker-Lexikon online) e Kaiserhof, e viene utilizzato per l'identificazione univoca delle persone.

All'indirizzo http://ognd.bsz-bw.de/ del Servizio Bibliotecario del Baden-Württemberg viene messo a disposizione un utile strumento per la ricerca all'interno del GND. I file conformi al GND sono gestiti da istituzioni, soprattutto da biblioteche situate in tutto il mondo. Il progetto VIAF (Virtual International Authority File), avviato congiuntamente da DNB e dalla Library of Congress, esiste dal 2003 ed ha come obiettivo quello di riunire le banche dati in un unico sistema, per renderle disponibili al pubblico.

Anche se il sistema del controllo di autorità consente, teoricamente, l'identificazione univoca di persone e concetti, la concreta fruibilità dello stesso dipende dalla sua attuazione tecnica all'interno dei cataloghi elettronici delle biblioteche. Ad esempio, nei cataloghi della DNB e della Bayerische Staatsbibliothek (BSB), la ricerca del termine “Homère” dà risultati contenenti solamente l'ortografia tedesca “Homer”. Attualmente (nov. 2018), però, attraverso un click sul nome dell'autore, è possibile accedere all'elenco dei titoli relativi non solo al singolo individuo in questione, ma anche ad autori che portano lo stesso nome.

Nonostante il concetto di controllo di autorità sia da ricondurre all'ambiente della biblioteconomia, nel corso del tempo esso si è esteso anche ad altri settori. A titolo esemplificativo, si possono nominare i seguenti progetti: Geonames (Entità Geographica), Pleiades (Entità antica Geographica), o Glottolog (Entità lingue del mondo).

Tra l'altro, il controllo di autorità è molto importante per l'interoperabilità richiesta dall'iniziativa FAIR. Oltre a creare un indice dei contenuti dei cataloghi bibliotecari, attraverso la definizione di un controllo e l'assegnazione di un identificatore alfanumerico, è possibile collegare in maniera logica e tecnica i dati presenti in banche dati separate.

Dal punto di vista metodologico, VerbaAlpina auspicherebbe la creazione di un controllo di autorità per le categorie "tipo morfo-lessicale" (⇒ tipizzazione) e "concetto". Questo permetterebbe di contrassegnare ciascuna di esse con uno specifico identificatore. In questo modo, i dati lessicali potrebbero essere collegati tra di loro in tutto il mondo e, nel caso dei concetti, il collegamento si effettuerebbe indipendentemente dalla singola lingua. Tuttavia, ad oggi, approcci di questo genere si osservano solo occasionalmente. Nei database strutturati del progetto Wikidata, ad esempio, vengono assegnati i cosiddetti ''Q-ID'' che identificano in modo univoco concetti non linguistici, fornendo, così, un riferimento comune e identico per i diversi articoli, nelle diverse versioni linguistiche di Wikipedia su uno stesso argomento: il concetto ALMHÜTTE è identificato in Wikidata con il Q-ID Q2649726; questa voce in Wikidata si riferisce agli articoli di Wikipedia assegnati, ad oggi, per un totale di sette lingue diverse (ottobre 2018). Dei 2629 concetti attualmente registrati da VerbaAlpina (ottobre 2018), esattamente 400 sono stati finora contrassegnati da un Q-ID. Qualora disponibili, i Q-ID vengono registrati nel database del progetto, ma un'identificazione sistematica, analoga a quella operata in Wikipedia e Wikidata, però, sembra non esistere ancora. Le L-ID per le denominazioni delle lingue sono state assegnate solo in maniera grossolana e non è chiaro se si intendano creare dei tipi definiti in modo più preciso.

Sulla base del modello degli ID del controllo di autorità, VerbaAlpina assegna i propri identificatori per le categorie di dati (entità) "concetto", "tipo morfolessicale" (vedi Tipizzazione) e "comune", che possono essere collegati ad altri sistemi di controllo di autorità già stabiliti come i Q-ID del progetto Wikidata attraverso una semplice mappatura. VerbaAlpina si sta, inoltre, impegnando nell'inclusione della categoria di dati "tipo morfolessicale" nel sistema Common Standards File (GND). La prospettiva esiste, soprattutto perché il GND deve essere ampliato in termini di contenuto e struttura, ed adattato alle esigenze della scienza, delle istituzioni culturali generali e degli individui. La conferenza GNDCon 2018 prevista per dicembre 2018 è destinata a fungere da momento di discussione proprio a questo scopo. I membri della Biblioteca Universitaria di Monaco e dell'ITG porteranno avanti in questa sede gli interessi di VerbaAlpina.

La GND distingue attualmente le seguenti entità: Organismo (Sigla: b), Conferenza (f), Geografia (g), Persona (non individualizzata) (n), Person (individualizzata) (p), Concetto (s) e Opera (u) (http://www.dnb.de/SharedDocs/Downloads/DE/DNB/standardisierung/inhaltserschliessung/entitaetenSatztypen.pdf?__blob=publicationFile). Un documento DNB della categoria "Working aids for the common standards file (GND)" afferma inoltre che per la categoria "lettere, morfemi, parole come oggetto di indagine linguistica", il codice specifico dell'entità "slz" è inteso come sottocategoria dell'entità "nozione". È ovvio, allora, pensare che i dati di VerbaAlpina dovranno essere collegati a questa categoria.

Letteratura:
Capellaro 2003

(auct. Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Controllo versione  (Citazione)

VerbaAlpina è articolato nei seguenti moduli:

-VA_DB: file di dati nel database del progetto (MySQL) (va_xxx);
-VA_WEB: codice di programma dell'interfaccia web del portale www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de insieme al database Wordpress (va_wp), appartenente al progetto;
-VA_MT: file media (foto, film, testi e documenti audio) che si trovano nella mediateca dell'interfaccia web.

Tutti e tre i moduli formano una corposa unità, all'interno della quale sono presenti connessioni e relative interdipendenze: essi non possono, quindi, essere separati l'uno dall'altro. Durante la durata del progetto, lo stato attuale dei moduli VA_DB e VA_WEB viene "congelato" ogni sei mesi (il 15 giugno e il 15 dicembre di ciascun anno), in modo simultaneo sotto forma di copia elettronica. A queste copie ''congelate'' vengono attribuiti dei numeri di versione secondo lo schema [anno civile]/[numero di serie] (per esempio: 15/1). Alla versione VA ''produttiva'' è, invece, attribuita la denominazione XXX (cfr. modo di citare).

La produzione di copie della mediateca VA (VA_MT) non è possibile a causa delle grandi dimensioni dei file media. Per questa ragione, non si fanno delle copie di questo modulo nel processo di controllo versione. Una volta deposti nella mediateca VA, gli elementi inseriti non possono più essere eliminati, se ad essi è connessa una versione VA.

Nel portale del progetto esiste la possibilità di passare da una versione all'altra: l'utente ha, infatti, la possibilità di passare dalla versione "produttiva", in costante lavorazione, alle versioni archiviate o "congelate". La cromaticità dello sfondo e quella di alcuni elementi di comando indicheranno all'utente se esso si trovi nella versione produttiva o in una delle versioni archiviate di VA.
Nel caso di citazione, è bene sottolineare che *solo* le versioni archiviate di VA possono essere citate.

Frontespizi di versioni precedenti di VerbaAlpina:

Fienile nei pressi di Fex Platta, nella val Fex vicino a Sils Maria, Alta Engadina (Immagine: Thomas Krefeld)

Cascina sulla Roßsteinalm, sopra Lenggries (Immagine: Thomas Krefeld)

15/1

Autunno in Sudtirolo nei pressi della val Passiria (Immagine: Susanne Oberholzer)

15/2

Lavorazione del mascherpa, Lombardia (Immagine: Formaggio Bitto )

16/1

Alpsee, Immenstadt nell'Allgäu (Immagine: Christina Mutter)

16/2

Raccolta del fieno nel Chiemgau (Immagine: archivio Groth-Schmachtenberger, Freilichtmuseum Glentleiten)

17/1

Raccolta del fieno (Immagine: archivio Groth-Schmachtenberger, Freilichtmuseum Glentleiten)

17/2

Raccolta del fieno (Immagine: archivio Groth-Schmachtenberger, Freilichtmuseum Glentleiten)

18/1

Panorama invernale sulla Plose sopra Bressanone (I)(Immagine: Stephan Lücke)

18/2

Vista sulle Odle attraverso l'Alpe di Siusi (Immagine: Stephan Lücke)

19/1

Alpi della Zillertal (Immagine: Thomas Krefeld)

19/2



(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Convenzione delle Alpi  (Citazione)

La Convenzione delle Alpi è un trattato internazionale sottoscritto nel 1991 dai Paesi presenti sul territorio alpino (a causa di diverse vicissitudini politiche, la Slovenia entrò a far parte della convenzione solo due anni più tardi). Si tratta essenzialmente di un accordo che mira allo sviluppo transfrontaliero dell'area alpina in diversi ambiti, tenendo bene a mente la protezione ambientale del territorio. All'interno della Convenzione delle Alpi esiste, per ogni settore, un cosiddetto ''protocollo di attuazione'', contenente la pianificazione delle misure relative a ciascuna tematica d'intervento. Ad oggi (2018), esistono quasi dieci protocolli di attuazione, inerenti, ad esempio, le tematiche del turismo, dell'agricoltura alpina o della protezione ambientale e cura del territorio. Ogni protocollo deve essere distintamente ratificato da ogni Stato membro; tuttavia, al momento, non tutti gli Stati membri hanno effettuato questa ratifica.
L'organo decisionale della Convenzione delle Alpi, la cosiddetta ''Conferenza delle Alpi'', si riunisce, in media, ogni due anni. Allo stesso modo, anche la presidenza della Conferenza delle Alpi passa da uno Stato membro ad un altro. L'organo di coordinazione della Convenzione delle Alpi è il "Segretariato permanente", con sede ufficiale ad Innsbruck ed una sede esterna a Bolzano.
La Convenzione delle Alpi è uno dei partner ufficiali di VerbaAlpina.
Dal punto di vista metodologico, essa possiede un importante significato per VerbaAlpina, in quanto il progetto ha adottato, fissandola come area di ricerca, la definizione di ''regione alpina'' basata sulle frontiere geografiche e amministrative delimitate proprio dalla Convenzione delle Alpi ("Perimetro della Convenzione delle Alpi"). Relativamente alla metodologia, bisogna specificare come questa delimitazione tecnico-burocratica sia inevitabile, sebbene non rifletta completamente le realtà linguistiche e culturali di transizione presenti nella zona interessata dal progetto. Emblema di tale problematica è il caso dell'Emmental (valle dell'Emme), in Svizzera: la vallata in questione si trova, infatti, geograficamente appena fuori dal perimetro della Convenzione delle Alpi, e ne è esclusa, nonostante abbia un sistema economico molto simile a quello del territorio alpino, grazie all'industria lattiero-casearia locale. Paradossalmente, il territorio entro cui la Convenzione si estende, abbraccia, nell'area delle Prealpi bavaresti, anche la pianura, comprendendo, quindi, aree che non hanno molto in comune con le regioni montagnose alpine (come, invece, avrebbe la sopraccitata Emmental).

(auct. Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc)



Cooperazione  (Citazione)

La cooperazione con altri progetti è fondamentale per la concezione di VerbaAlpina. Essa si riflette nei numerosi accordi di collaborazione con i diversi partner di progetto. La sua realizzazione non è, però, sempre facile: essa è ostacolata soprattutto da problemi relativi alla tecnologia dell'informazione e ai problemi legali ad essa correlati. Vi sono, in ogni caso, anche certe riserve ideologiche nei confronti dell'orientamento ''open source''. Ogni cooperazione si basa su un accordo formale che assicura ai partner un database esclusivo, utilizzabile all'upload (sigla: PVA). Ogni database è messo a disposizione di tutti i partner per il download. Ovviamente, è auspicabile che la cooperazione non si limiti al mero scambio di dati: i partner di cooperazione sono, al contrario, invitati, e anzi, pregati di utilizzare tutti gli ambiti funzionali di VerbaAlpina.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Ambiti di funzione



Cornice onomasiologica  (Citazione)





(auct. Thomas Krefeld – trad. Thomas Krefeld)

Tags: Linguistica



Cronoreferenziazione  (Citazione)

Oltre al fondamentale principio della geo-referenziazione, il progetto di VerbaAlpina prevede la possibilità della crono-referenziazione come dimensione supplementare e come strumento che permetta anche un'analisi diacronica dei dati raccolti. Questo principio può essere applicato sia al materiale linguistico raccolto da VerbaAlpina, sia ai dati extra-linguistici.
La precisione della crono-referenziazione è variabile: nel caso di dati linguistici provenienti da atlanti e dizionari, essa è, infatti, implicitamente offerta rispettivamente dalla data della raccolta e da quella della pubblicazione; i dati raccolti tramite crowdsourcing, invece, possono essere crono-referenziati persino nel giorno esatto di raccolta. La crono-referenziazione è, inoltre, rilevante quando ci si trova di fronte a dati provenienti da generazioni di atlanti diverse, come per esempio l'AIS (1928-1940) e l'ALD (1998-2012). La crono-referenziazione non è ancora stata implementata come filtro di ricerca nel portale accessibile agli utenti e si orienta, dove possibile, a standard già esistenti, come, per esempio, l'ISO 8601 o il TimeML; questo strumento sarà incluso nel database di VerbaAlpina come a sé stante.

Un esempio particolare di crono-referenziazione è fornito dall'ASLEF, nel quale essa viene chiaramente espressa, in quanto, oltre ai dati rilevati di per sé, sono state registrate attestazioni degli atlanti linguistici ALI e AIS per le stesse località. Si delinea, così, una prospettiva diacronica poiché i dati linguistici rilevati dall'AIS negli anni 1921-1922 e i dati registrati dall'ALI negli anni 1925-1943 incontrano i dati dell'ASLEF del periodo tra il 1974 e il 1986. Ciò viene illustrato sulle carte linguistiche dell'ASLEF attraverso diversi simboli:





La lettera „P“ riguarda i dati rilevati dall'ALI, mentre la „S“ si riferisce ai dati annotati dall'AIS. Le due lettere rimandano alle iniziali degli ''esploratori'', autori degli atlanti linguistici sopra citati: la lettera "P" si riferisce all'esploratore Ugo Pellis, mentre la "S" indica l'esploratore Paul Scheuermeier, autori rispettivamente dell'ALI e dell'AIS.
Le due lettere sono indicate sulle carte dell'ASLEF nel momento in cui non esistono attestazioni proprie; viene, così, indicato che per quelle determinate località sono stati presi in considerazione i dati raccolti dall'AIS oppure dall'ALI. Nel caso in cui ci siano attestazioni registrate anche dall'ASLEF e concordanti con quelle degli altri due atlanti linguistici, le lettere del rispettivo atlante vengono illustrate in corrispondenza di un rettangolo (AIS) o di un cerchio (ALI), dietro alle attestazioni elencate sulle carte ASLEF. Se, invece, le attestazioni rilevate da quest'ultimo sono diverse rispetto a quelle di uno degli altri due atlanti linguistici, tale differenza viene indicata con un rettangolo senza "S" (AIS), o un cerchio senza "P" (ALI) vicino alle attestazioni rilevate dall'ASLEF.

Per la trascrizione in VerbaAlpina non è necessario prendere in considerazione queste abbreviazioni, in quanto la crono-referenziazione ivi connessa viene riportata automaticamente nelle carte del progetto nel momento in cui le attestazioni di tutti gli atlanti linguistici vengono inserite, e, ancora, nel momento in cui tutte le attestazioni della stessa località danno un'indicazione circa le loro fonti. Si sviluppa, così, una prospettiva diacronica che permette, in certi casi, un confronto delle diverse attestazioni provenienti da parecchi anni di rilevazione degli atlanti linguistici. Per questo motivo si può, quindi, parlare di crono-referenziazione sulle carte di VerbaAlpina.

(auct. Katharina Knapp | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Monika Hausmann | Susanne Oberholzer)

Tags: Pagina Web



Crowdsourcing  (Citazione)

Nonostante l'esistenza di molti dati linguistici rilevanti, relativi agli ambiti centrali di VerbaAlpina (soprattutto presenti in atlanti e dizionari), è prevista la possibilità di rilevarne di nuovi. La raccolta di nuovi dati permette (1) di livellare le inconsistenze tra le fonti già esistenti, (2) di eliminare lacune o imprecisioni, e (3) di indicare se le denominazioni o gli attrezzi sono di tipo tradizionale. I nuovi rilevamenti non vengono, però, effettuati attraverso il metodo classico della ricerca sul campo, ma con i mezzi che i social media ormai ci offrono. Tali metodi sono spesso conosciuti con il nome di crowdsourcing.

"Crowdsourcing ist eine interaktive Form der Leistungserbringung, die kollaborativ oder wettbewerbsorientiert organisiert ist und eine große Anzahl extrinsisch oder intrinsisch motivierter Akteure unterschiedlichen Wissensstands unter Verwendung moderner IuK-Systeme auf Basis des Web 2.0 einbezieht."(Martin/Lessmann/Voß 2008, traduzione: il crowdsourcing è una forma interattiva di prestazione di servizi, organizzata in modo collaborativo o competitivo, la quale coinvolge un gran numero di attori motivati estrinsecamente o intrinsecamente, le cui conoscenze si pongono su diversi livelli. Essa è resa possibile tramite l'utilizzo dei moderni sistemi d'informazione e di comunicazione, sulla base del web 2.0).

Il riferimento al crowd è ambiguo sotto molti aspetti, anche perché per molti la parola crowd è associata ad arbitrarietà, profanità ed insufficiente attendibilità; una certa esitazione nei suoi confronti pare giustificata in quanto tale metodo si rivolge ad una massa indefinita ed anonima di potenziali attori interessati. I problemi cruciali nascono sia per il creatore del progetto scientifico, sia per il suo destinatario (profano o esperto che sia): l'offerta deve essere sufficientemente 'visibile' e attraente, ed il destinatario deve avere una competenza pratica e linguistica sufficiente. Esistono diverse strategie per ''maneggiare'' questi strumenti: si può cercare di fissare l'attrattiva dell'offerta attraverso un suo aspetto ludico e di concepire dei template con carattere di gioco, strategia messa in pratica dal team del progetto play4science. Dopo le esperienze avute da questo team, sembra, però, più promettente far capire all'informante – nel caso di VerbaAlpina, al parlante – come egli possa contribuire essenzialmente e direttamente alla ricerca con il suo personale sapere pratico e linguistico (cfr. la lista dei progetti citizen science). Le conoscenze degli informanti possono certo essere verificate attraverso domande puntuali, ma risulta senza dubbio più affidabile far confermare i dati forniti da questi, interrogando ulteriori parlanti provenienti dagli stessi luoghi di provenienza dei primi. Un progetto pilota fortunato per l'impiego geolinguistico di crowdsourcing è l'Atlas zur deutschen Alltagssprache (AdA) ('Atlante della lingua tedesca quotidiana') di Stephan Elspaß e Robert Möller; tale atlante rappresenta una tappa decisiva per la geolinguistica digitale.

Per VerbaAlpina, l'obiettivo concreto è quello di trascrivere a livello digitale dei dati disponibili su fonti cartacee (soprattutto atlanti linguistici e dizionari), e di registrarli in maniera strutturata in un database, oltre che quello di verificare la correttezza di trascrizioni esistenti, o di tipizzare materiale già trascritto e di assegnarlo a lemmi lessicali. Benvenuti sono certamente anche dei commenti riguardanti, per esempio, l'origine e la diffusione di specifiche parole, oppure di tipi di parole. VerbaAlpina è, inoltre, un progetto molto interessato al materiale linguistico odierno ed attuale, non ancora documentato in fonti pubblicate come i già menzionati atlanti linguistici e dizionari. Chiunque abbia conoscenze di un dialetto parlato nella regione alpina, è invitato a registrare le peculiari espressioni di questo dialetto nei dati di VerbaAlpina. In questo modo, diventa possibile arricchire i dati forniti dalle fonti stampate in un primo momento, e riconoscere e osservare, in un secondo momento, processi dinamici di cambiamento linguistico, ad esempio. Sono, infine, benvolute immagini (ad esempio fotografie) di oggetti tipici della regione alpina, ma anche di alpeggi, cascine, di flora e fauna, di montagne e formazioni di terreno insieme alle loro denominazioni. Questi interessanti file possono, infatti, essere salvate nella mediateca. Più persone parteciperanno al progetto, più esso funzionerà.

Parallelamente alla specifica collaborazione di cui sopra, VerbaAlpina dà ad ogni utente la possibilità di preparare un proprio, personale ambiente di ricerca all'interno del sistema, utilizzabile principalmente per la collezione di dati linguistici, oltre che dati di altro genere. L'unico presupposto necessario è che essi siano georeferenziabili. L'utente ha la possibilità di tenere questi dati sotto chiave per un esclusivo uso personale degli stessi, o di concedere l'accesso ad altri utenti, al fine di avviare delle discussioni e di potere lasciare dei commenti ad essi inerenti. Il potenziale delle tecnologie basate sul database e sulle reti può svilupparsi in maniera completa solo se un grande numero di dati viene messo a disposizione del pubblico.

VerbaAlpina documenta, infine, la vitalità dello strumento del crowdsourcing su una speciale pagina generale (attualmente disponibile solo per i collaboratori VA). L'esperienza di VerbaAlpina relativa al crowdsourcing, in uso da più di due anni, ha dimostrato che un efficace uso di tale strumento è generalmente e fondamentalmente connesso alle misure pubblicitarie atte ad evidenziarne le potenzialità: le attività degli utenti aumentano, infatti, ogni qual volta le funzioni del crowdsourcing vengano presentate e discusse in pubblico.





(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Ambiti di funzione