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Dati complementari  (Citazione)

Per un approccio induttivo allo spazio culturale, i dati demografici e istituzionali risultano interessanti se sono geo-referenziabili. Fanno parte di questi dati le informazioni riguardanti la storia dell'insediamento, in modo particolare quelle che concernono l'appartenenza ad istituzioni ecclesiastiche e statali. Ma anche le vie di comunicazione – soprattutto i valichi di montagna – sono di importanza fondamentale (cfr. carta).
Dati di tipo ecologico e geofisico sono sempre rilevanti se in stretto rapporto con la storia dell'insediamento. Questo rapporto risulta evidente, dando, ad esempio, uno sguardo alle zone di vegetazione che permettono o richiedono certi usi (per esempio l'alpeggio richiede quote sopra il limite della vegetazione arborea http://www.slf.ch/forschung_entwicklung/gebirgsoekosystem/themen/baumgrenze/index_DE).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Contesto extralinguistico



Dati di input  (Citazione)

In VerbaAlpina vengono utilizzati esclusivamente dati georeferenziati ascrivibili almeno all'interno del territorio di un comune, o anche, possibilmente, più precisi (come, per esempio, nel caso delle foto degli alpeggi). Bisogna distinguere due tipi di dati linguistici particolarmente importanti: da un lato abbiamo i dati che risalgono direttamente agli enunciati di informanti singoli – come, per esempio, le attestazioni di alcuni atlanti linguistici (specialmente quelli romanzi) o anche del Bayerische Dialektdatenbank (BayDat) -, i quali vengono scomposti nei loro elementi costitutivi, i cosiddetti tokens; dall'altro lato abbiamo, invece, alcuni atlanti, come, per esempio, l'SDS o anche il VALTS, così come anche tutti i vocabolari che non contengono degli enunciati forniti dai parlanti, bensì forme le quali sono già state tipizzate dagli editori. In questo caso, allora, non risulta più possibile risalire fino ai tokens.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Denominazione  (Citazione)

Con il termine ''denominazione'' VerbaAlpina intende l'istanza idealizzata di una parola scritta, parlata o pensata la quale denomina uno o più concetti e si riferisce, là dove possibile, a cose concrete. Queste funzioni possono essere adempiute anche da una serie specifica di più parole (le cosiddette parole polirematiche). Per la categoria ''concetto'' risulta, parlando in termini informativi, una relazione cosiddetta "m:n", ovvero: una denominazione polisemica può denominare più concetti, mentre, al contrario, un concetto può essere denominato da molte denominazioni sinonimiche.





(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Descrizione di concetto  (Citazione)

I concetti vengono rilevati nella tabella KONZEPTE del database nel seguente modo: nel caso in cui esista una denominazione lessicalizzata di un concetto, questa denominazione viene iscritta nella casella di database ''Name_I'' (denominazione italiana). Quando la lessicalizzazione manca, la casella rimane vuota. Indipendentemente dall'esistenza di una denominazione, viene specificato o definito il concetto nella casella ''Beschreibung_I'' (descrizione italiana). Questo avviene seguendo un modo di procedere ben definito ed illustrato dall'esempio del concetto ''BRENTINA'' (ID_Konzept 137; identificatore del concetto nel database): il concetto menzionato viene denominato con un lessema specifico, per questo viene iscritto ''brentina'' in ''Name_I''. La descrizione prevede l'ordine gerarchico seguente: attrezzo, scopo, materiale, forma (eventualmente). Applicato al concetto dell'esempio, ne risulta la descrizione seguente: RECIPIENTE, PER IL TRASPORTO DEL LATTE SULLE SPALLE, IN LEGNO. Ove possibile/necessario dovranno, inoltre, essere osservate queste regole: i numeri 1-10 vengono scritti in lettere; nella descrizione di un processo, di un'attività ecc. è utilizzata la costruzione ''per+infinito'' oppure ''per+articolo+sostantivo''. Osservando questo modello sono rese possibili delle traduzioni analoghe, la formazione di categorie indipendenti da lingue particolari a diversi livelli di astrazione (->RECIPIENTI ->RECIPIENTI PER IL TRASPORTO ->RECIPIENTI DI LEGNO ecc.), correzioni automatizzate o modifiche, così come anche una ricerca trasparente. Tutti i concetti vengono rilevati secondo questo modo di procedere nella lingua tedesca, italiana, francese, slovena e romancia.

(auct. Giorgia Grimaldi | Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Digital Object Identifier (DOI)  (Citazione)

Il Digital Object Identifier (DOI) è un indirizzo universalmente univoco ed invariabile attraverso il quale le risorse elettroniche, come, per esempio, i siti web, possono essere raggiunte. Il suo impiego rende sostanzialmente possibile citare in modo duraturo le diverse risorse elettroniche. Questa accessibilità è garantita anche nei casi in cui, ad esempio, il cosiddetto "Uniform Resource Locator" (URL) di una risorsa venga modificato, e ciò è reso possibile da un semplice processo di mapping: la fondazione DOI tiene, infatti, un registro in cui l'URL attuale di una risorsa è associata ad ogni DOI. Nel momento in cui un URL cambia, cambia anche la corrispettiva entrata nel registro della fondazione. A tal fine, però, questi cambiamenti devono essere comunicati alla fondazione DOI dalle organizzazioni associate (dalle biblioteche, ad esempio), le quali hanno precedentemente fatto registrare i DOI in questione. La registrazione di VerbaAlpina nel registro della fondazione ha luogo attraverso il "Referat Elektronisches Publizieren" della biblioteca universitaria della LMU, centro il quale, tuttavia, si occupa della registrazione non presso la fondazione DOI, bensì presso il DataCite, membro facente parte della fondazione.

Fondamentale premessa per il corretto funzionamento del concetto DOI, oltre ad un consono trattamento da parte dell'operatore di dominio, è l'affidabilità dell'istituzione responsabile del mantenimento delle tabelle di assegnazione, ossia la stessa agenzia di registrazione DOI. Questa dovrebbe, infatti, svilupparsi in un'ottica di esistenza a tempo indeterminato, proprio come avviene nel caso delle biblioteche d'ateneo, di quelle statali e di quelle nazionali. Ad ogni modo, come detto, l'operatore di dominio dovrebbe segnalare qualsiasi modifica dell'indirizzo di un oggetto digitale all'agenzia di registrazione, in modo da potere, allo stesso modo, adattare le voci corrispondenti nel registro DOI. Non è, però, da escludere un tipo di revisione con scadenza periodica effettuata dalle agenzie di registrazione DOI, una sorta di controllo paragonabile alle "revisioni" tradizionalmente operate nelle biblioteche.

Il DOI di VerbaAlpina è il seguente: doi:10.5282/verba-alpina; il numero che precede la barretta obliqua (10.5282) è il prefisso, mentre la stringa successiva è il suffisso. Il prefisso è assegnato all'organizzazione che ha effettuato la registrazione, in questo caso, dunque, alla biblioteca universitaria della LMU. Affinché una citazione in un testo scientifico porti direttamente al portale di VerbaAlpina, il DOI deve essere inserito nell'URL della fondazione DOI: http://dx.doi.org/10.5282/verba-alpina.

Anche il cosiddetto Uniform Resource Name (URN) svolge la stessa funzione del Digital Object Identifier, e persino le modalità di funzionamento sono grossomodo le stesse. Diversamente rispetto al DOI, però, l'URN permette la registrazione di più URL per una stessa risorsa. Tale opzione può essere interessante se le risorse vengono deposte da server differenti con corrispondenti URL diversi, al fine di assicurare loro una maggiore salvaguardia e conservazione, nel caso di inconvenienti tecnici, o di assicurarne, più in generale, una duratura permanenza online. Un certo svantaggio dell'URN rispetto al DOI consiste nel fatto che il registro URN non venga gestito da un'unica istituzione, bensì da diverse organizzazioni nazionali decentralizzate. In Germania, ad esempio, è la Deutsche Nationalbibliothek (DNB) ad aver assunto questo compito. Per questo motivo, per le risorse registrate attraverso quest'ultima, bisogna accedere al server della DNB che gestisce gli URN, il cosidetto resolver. L'URN di VerbaAlpina è: urn:nbn:de:bvb:19-verba-alpina-8; l'URL corrispondente al resolver DNB (che conduce, poi, al portale di VA) è: http://nbn-resolving.de/urn:nbn:de:bvb:19-verba-alpina-8. Come anche per il DOI, non è possibile accedere direttamente a risorse parziali specifiche sul portale di VerbaAlpina attraverso l'URN.

Fondamentalmente, è possibile registrare DOI e URN anche per risorse parziali di un dominio (ad esempio singole pagine web o file media). In alternativa, queste possono essere raggiunte attraverso l'inserimento dei parametri URL nel DOI. Per far ciò, è necessaria una sintassi particolare, illustrata sulla base del seguente esempio: il DOI che si riferisce alla URL dell'articolo Management dei dati di ricerca (https://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de/?page_id=493&db=xxx&letter=F#112 ) si presenta nel seguente modo:

http://dx.doi.org/10.5282/verba-alpina?urlappend=/%3fpage_id=493%26db=xxx%26letter=F#112

L'esempio mostra che i punti di domanda e le cosiddette ''e commerciali'' (&) devono essere sostituiti attraverso il relativo valore esadecimale del tratto nella tabella unicode: ? = 3f ; & = 26).

Fonte: Dreyer 2012

(auct. Stephan Lücke | Julian Schulz [ITG] – trad. Beatrice Colcuc | Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Digitalizzazione  (Citazione)

Con il termine digitalizzazione non si intende, nell'ambito di ricerca di VerbaAlpina, il semplice impiego dei computer per la memorizzazione di dati elettronici, bensì un'articolata elaborazione digitale del materiale attraverso dei processi di *strutturazione* e categorizzazione sistematici e trasparenti.



Nel progetto, si utilizza quasi esclusivamente il modello relazionale in cui i dati vengono organizzati da principio in forma di tabella. Le tabelle consistono di griglie composte da righe (= record, tupla) e colonne (= attributi, caselle, campi dato); ogni tabella può essere ampliata in ogni direzione aggiungendo ulteriori righe e colonne. Tra le diverse tabelle esistono relazioni logiche che permettono concatenamenti sensati e le relative raffigurazioni sinottiche di due o più tabelle (i cosiddetti "joins"). Per la coordinazione delle tabelle, VerbaAlpina impiega attualmente il sistema di gestione di banca-dati MySQL. Le tabelle non sono, tuttavia, vincolate a questo sistema e possono essere esportate in qualsiasi momento, ad esempio sotto forma di testo con delimitatori univocamente definibili per limiti di casella, oppure di record (i cosiddetti separatori), insieme ai nomi di colonna e alla documentazione delle relazioni logiche (modello entità-relazione). Nel campo operativo di VerbaAlpina non viene, invece, impiegata la struttura XML, al momento molto spesso utilizzata in altri ambiti. In ogni caso, il linguaggio XML è compreso come formato di esportazione nell'ambito del concetto di interfaccia.

Oltre alla strutturazione logica dei dati, il secondo fondamentale concetto inerente alla "digitalizzazione" riguarda la codifica dei caratteri. Questa tematica è molto importante se si pensa in termini di archiviazione a lungo termine dei dati, e, in quanto tale, deve essere gestita in modo lungimirante. In tal senso, VerbaAlpina fa, per quanto possibile, riferimento alla tabella di codifica e alle direttive del cosiddetto Unicode Consortium. Nel caso della digitalizzazione di caratteri finora non rientrati nella tabella Unicode, il rilevamento digitale degli stessi è effettuato, di norma, attraverso la disposizione secondo un ordine seriale dei caratteri dell'intervallo x21 fino x7E di Unicode (all'interno del repertorio ASCII). Le associazioni corrispondenti vengono documentate in tabelle speciali, per cui una successiva conversione in valori Unicode possibilmente esistenti è sempre possibile.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica Tecnologia dell'informazione



Dizionari di referenza  (Citazione)

Nell'ambito del lavoro di tipizzazione, aspetto centrale per il progetto di VerbaAlpina, un ruolo fondamentale è svolto dai dizionari di referenza. Tutti i dati estratti dalle fonti, siano esse attestazioni singole o tipi fonetici e/o morfo-lessicali, vengono messi in relazione ad un quadro di referenza lessicografico, al fine di poter confrontare in maniera più efficiente il materiale. Il lavoro di tipizzazione viene effettuato dai membri dello staff di VerbaAlpina e si basa sulla loro competenza nell'individuazione di relazioni linguistiche: la tipizzazione si configura, quindi, come lavoro interpretativo e, in quanto tale, non vuole rivendicare un diritto di validità incontestabile.
I dati ricavati dalle fonti vengono confrontati con i lemmi presenti nei dizionari di referenza che a breve elencheremo. All'interno di una famiglia linguistica, i dati linguistici tipizzati vengono legati ai lemmi presenti nei dizionari di referenza impiegati nel progetto. In prospettiva opposta è, dunque, possibile partire dai lemmi dei dizionari di referenza per trovare tutti i dati ad essi associati da VerbaAlpina. In tal senso, allora, il progetto si configura come un ampliamento organico dei dizionari di referenza, reso possibile, a livello tecnico, tramite il collegamento con tutti i dizionari di referenza disponibili online.
Nel caso in cui nessuno di questi presenti un lemma adeguato, VerbaAlpina crea autonomamente un tipo morfo-lessicale in forma ortografica: da questo momento in poi, esso acquisisce lo status di elemento di referenza a cui tutti i dati linguistici di tale categoria morfo-lessicale possono essere ricondotti. Attraverso questo auto-riferimento, allora, lo stesso VerbaAlpina riceve lo status di dizionario di referenza.
Dato che il processo di assegnazione a dizionari di referenza appena descritto si costituisce, come detto, come lavoro dipendente dall'interpretazione, VerbaAlpina assicura sia ai ricercatori che ai non ricercatori interessati al progetto la possibilità di commentare attivamente l'assegnazione dei lemmi, in spazi di discussione a se stanti. Questa funzione permette agli utenti esterni di effettuare delle tipizzazioni alternative a quelle dei ricercatori, le quali possono, a loro volta, nuovamente essere commentate e discusse.

Le parole dall'area linguistica germanica vengono collegate, dove possibile, ai lemmi presenti nei seguenti dizionari:
  • Schweizerisches Idiotikon. Schweizerdeutsches Wörterbuch;
  • Grimm, Jacob und Wilhelm (1854-1961): Deutsches Wörterbuch von Jacob und Wilhelm Grimm, 16 volumi suddivisi in 32 tomi, Leipzig (Quellenverzeichnis Leipzig 1971) (DWB);
  • Duden (preso in considerazione a motivo della sua reale importanza e dell'enorme quantità di materiale in esso contenuta, malgrado la scarsità di informazioni lessicografiche ivi presenti).
Le parole dall'area linguistica romanza sono legate, dove possibile, ai lemmi presenti nei seguenti dizionari:
Le parole dall'area linguistica slava sono legate, dove possibile, ai lemmi presenti nello:
  • Slovar slovenskega knjižnega jezika (SSKJ).
Dove necessario, specie per quanto riguarda l'etimologia lessicale, il dizionario di referenza per la lingua latina a cui VerbaAlpina fa riferimento è il:
  • Georges, Karl Ernst (1913-1916, Reprint 1998): Ausführliches lateinisch-deutsches Handwörterbuch. Aus den Quellen zusammengetragen und mit besonderer Bezugnahme auf Synonymik und Antiquitäten unter Berücksichtigung der besten Hilfsmittel ausgearbeitet, 2 Bände, Darmstadt.
Per il complemento dell'etimologia, specialmente nel caso dei tipi di base, servono come referenza i seguenti dizionari:
  • Wartburg, Walther von (1922-1967): Französisches Etymologisches Wörterbuch. Eine Darstellung des galloromanischen Sprachschatzes, 25 Bände, Basel (FEW), il quale, con i suoi commenti a chiusura dei singoli articoli, risulta spesso fondamentale anche per ambiti linguistici che vadano oltre il francese e, a volte, persino oltre il romanzo;
  • Kluge;
  • DELI;
  • Bezlaj (anche l'edizione più recente Snoj). Per le etimologie slave, cfr. in generale il Berneker;
  • Quando possibile, i lemmi del AWB servono come parole di riferimento per i tipi di base germanici, in quanto esempio di documentazione di attestazioni più antiche.


(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Documentazione  (Citazione)

VerbaAlpina documenta la variazione dialettale all'interno di uno spazio etnograficamente definito. La cornice onomasiologica è determinata da tecniche culturali e modi di vivere oramai convenzionalmente diffusi e sviluppatisi a motivo delle condizioni specifiche dell'ambiente naturale e culturale di riferimento. I metodi di ricerca linguistica tradizionale non hanno portato all'adeguata comprensione di tali ambienti, di cui le Alpi rappresentano un caso prototipico, poiché le discipline parziali che si occupano sistematicamente della costituzione degli spazi, ovvero la geografia linguistica e/o la dialettologia (o anche la geolinguistica), guardano quasi esclusivamente a confini politici e/o linguistici predefiniti. L'orientamento spaziale di questi centrali studi – i quali, sotto certi aspetti, risultano fino ad oggi determinanti – può certamente essere compreso e ripercorso (cfr. per esempio l'AIS e il FEW), ma non per questo si è sempre d'accordo con le scelte ad esso relative. Proprio gli spazi culturali plurilingui particolarmente affascinanti, come, ad esempio, l'area tra la costa adriatica montenegrino-albanese ed il Danubio, non vengono presi in considerazione dalla ricerca guidata da presupposizioni filologiche pensate a livello nazionale. Neanche l'ambizioso Atlante linguistico mediterraneo, che sarebbe potuto diventare un grande progetto normativo, è riuscito a divincolarsi da certi schemi, fermandosi ai primi passi.
VerbaAlpina mira ad indagare la regione alpina. Il progetto, tuttavia, non vuole né enucleare confini di lingua o dialetti, né rappresentare il mosaico di varietà tra di loro delimitate (dialetti). Piuttosto, esso tenta di sviluppare una geolinguistica plurilingue che analizzi quanto le varianti specifiche, ovvero i tipi di denominazione caratteristici per lo spazio culturale alpino, siano comuni ai dialetti e uniscano questi ultimi oltre i confini delle famiglie linguistiche. La somiglianza relativa dei dialetti locali risulta, a livello induttivo, dai dati stessi. L'unica suddivisione della regione alpina che il progetto presuppone fin da principio riguarda gli attuali confini tra le tre grandi famiglie linguistiche alpine (germanico, romanzo e slavo).

Prospettiva

La distribuzione delle varianti in questi grandi spazi dialettali implica relazioni di contatto molteplici e più o meno remote. La prospettiva del progetto non può, dunque, che essere storica. VerbaAlpina non si configura, però, come contributo alla storiografia linguistica nazionale delle lingue coinvolte nell'area d'indagine abbozzata, ma piuttosto come tentativo di un'esemplare ricostruzione della stratigrafia di uno spazio comunicativo plurilingue.

La metodologia utilizzata è esclusivamente di tipo bottom up, ovvero basata su dati georeferenziabili localmente. L'unità di referenza minimale e valida by default è il comune, o più precisamente un punto geografico che rappresenta il comune come intero, oppure l'intera superficie di un comune. In caso di bisogno, la georeferenziazione può anche essere ancora più precisa (si parla di una precisione nell'individuazione del punto con un margine di errore di pochi metri).

Cartografia

È una carta interattiva che offre l'accesso alla documentazione raccolta. Sino ad ora ci si è serviti di carte sintetiche con simboli interattivi. È in preparazione la cartografia complementare con i simboli di superficie interattivi sulla base delle superfici dei comuni, al fine di riuscire a visualizzare al meglio le relazioni quantitative tra dati. Le carte sintetiche interattive marcano un progresso sostanziale della rappresentazione dello spazio linguistico e umanistico, poiché permettono di arricchire delle rappresentazioni fortemente astratte (''sintetiche'') di informazioni locali, rendendole concrete (''analitiche'').

Elaborazione dei dati linguistica

Attivando un simbolo sulla carta (''clicca''), si apre una finestra con i dati linguistici disponibili per il luogo scelto. L'esempio seguente fa vedere la denominazione del concetto BURRO a Ramosch (Engadina Bassa):



Presentazione dei dati linguistici in una finestra pop-up della carta interattiva

I dati resi sono "fedeli alla fonte": essi vengono, cioè, resi come attestazioni singole trascritte foneticamente, come nell'esempio presentato, oppure in forma tipizzata ortograficamente; essi vengono, altresì, assegnati a tipi più generali. La categoria più astratta è rappresentata da un tipo di base definito etimologicamente. Dove possibile, verranno inseriti dei riferimenti ai diversi dizionari di referenza.

Filtri

I diversi filtri permettono all'utente di fare una scelta mirata dei dati disponibili e di rappresentare questi ultimi a livello cartografico. Il dettaglio della carta sopra presentata proviene dalla carta che appare selezionando il ''concetto'' BURRO:



Filtri per regolare la carta interattiva

Raggruppare e classificare

In categorie scelte, sono spesso già disponibili numerose espressioni linguistiche. La ricerca del ''concetto'' BURRO risulta in 1448 attestazioni (cfr. la rappresentazione seguente). Per gestire questa grande quantità di risultati, è stata pensata la possibilità di raggruppare e classificare tutte le espressioni rilevanti secondo diversi criteri:



La funzione di selezione della carta interattiva: Concetti

Una simile opzione esiste anche per la ricerca di tipi morfo-lessicali o di tipi di base. La selezione secondo il criterio ''concetto'' è interessante indipendentemente dall'area linguistica rilevata, poiché dimostra la polisemia di ogni espressione. Di seguito si trovano due esempi della procedura sinora discussa, per l'esempio di malga:





Ne risultano i significati seguenti, i quali sono in una chiara relazione metonimica tra di loro: Cfr. Carta Polisemia del tipo morfo-lessicale malga.

Fonti

Nell'analisi sinora svolta, sono stati analizzati alcuni dizionari georeferenziabili, ma soprattutto atlanti linguistici. Tre sono le tecniche che abbiamo applicato:
    1. Il materiale già pubblicato su carte stampate è stato trascritto utilizzando un tool appositamente sviluppato e depositato nel database VA; ciò vale per la maggior parte degli atlanti (SDS, AIS, TSA ecc.).


    2. Il tool di trascrizione sviluppato da VA

    3. Il materiale già pubblicato su carte stampate, di cui, però, l'originale è anche disponibile digitalmente, è stato convertito e trascritto ancora una volta algoritmicamente, al fine di poter essere depositato nel database VA. Questo modo di procedere è stato scelto per l'ALD-II e per l'ALTR.
    4. Il materiale appartenente ad altri progetti e non ancora pubblicato viene prima trascritto direttamente dai fogli di rilevamento, e poi raccolto in formato digitale; questo metodo è sinora valso soprattutto per i dati del SAO.

    Pluridimensionalità

    Per comprendere appieno i processi storici, è assolutamente auspicabile integrare i dati linguistici con altri dati storicamente rilevanti; nonostante VerbaAlpina possa far ciò solo in maniera molto limitata, qualche dato rilevante è comunque visibile. Il dettaglio della carta seguente mostra, in un complessivo quadro sinottico, da un lato
  • i luoghi con iscrizioni latine dalla provincia di Noricum ;
  • i luoghi con iscrizioni latine dalla Raetia ;
  • i toponimi romani delle viae publicae, tramandati dalla cosiddetta Tabula Peutingeriana .
Dall'altro lato si esplicitano le tracce di tre tipi di base latini, o, più precisamente, di due tipi latini e di uno latinizzato, il quale, però, è probabilmente preromanzo:
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  • il tipo di base lat. casearia con il significato di ''capanna'' nel Tirolo del Nord, Alto Adige e particolarmente conciso nel Tirolo dell'Est;
  • il tipo di base preromano: baita con significato di ''casa'' in Slovenia a sud di Ljubljana;
  • il tipo di base lat. cellarium con il significato 'capanna' nell'Alta Austria.
  • Sui luoghi riportati nella Tabula Peutingeriana ed i tipi di base cellarium e baita diffusi in una parte dell'area germanofona e slovena: Cfr. carta sinottica dell'epigrafica latina.

    La più che evidente corrispondenza o, almeno, affinità di queste distribuzioni non è certamente dovuta al caso.

    (auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

    Tags: Ambiti di funzione