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Tags: Dokumentation Kooperation



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Tags: Dokumentation Kooperation



Ambiti di funzione  (Citazione)

I compiti e le prestazioni di VerbaAlpina possono essere assegnati agli ambiti seguenti:
(1) documentazione e analisi storica e etimologica del lessico dialettale che è valutato come caratteristico conformemente alla cornice onomasiologica;
(2) cooperazione con i partner di progetto per lo scambio di dati reciproco e l'analisi dei dati;
(3) dell'insieme dei dati, testi analitici e diversi materiali relativi al progetto indirizzati per parte al pubblico scientifico, per parte all'ampio pubblico.
Le funzioni (1), (2) e (3) sono già state attivate con la prima versione 15/1 e vengono ampliate continuamente. Vengono preparate due ulteriori funzioni:
(4) rilevamento di dati attraverso crowdsourcing;
(5) fondazione di un laboratorio di ricerca che invita tutti gli utenti interessati di utilizzare individualmente gli strumenti geolinguistici sviluppati da VerbaAlpina (diverse raffigurazioni cartografiche, livelli di tipizzazione ecc.) e di presentare nuovi risultati e analisi, forse anche alternativi.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Ambito di funzione (1): documentazione  (Citazione)

VerbaAlpina documenta la variazione dialettale all'interno di uno spazio definito etnograficamente; la cornice onomasiologica è definita da tecniche culturali e modi di vivere che si sono sedimentati sotto le condizioni specifiche dell'ambiente naturale e culturale. Le tradizioni di ricerca linguistiche non poterono capire in modo adeguato questi spazi di cui le Alpi sono un caso prototipo perché le discipline parziali che si occupano sistematicamente con la costituzione di spazi, cioè la geografia linguistica rispettivamente la dialettologia o anche la geolinguistica, si orientano quasi esclusivamente a confini politici e/o linguistici predefiniti. L'orientamento spaziale degli studi centrali e sotto certi aspetti fino a oggi determinanti può certamente essere ripercorso (cf. p.es. l'AIS e il FEW), ma spesso non ci si acconsente. Proprio gli spazi culturali plurilingui che sono particolarmente affascinanti, come p.es. l'area tra costa adriatica montenegrino-albanese e il Danubio, non sono presi in considerazione dalla ricerca arrivata guidata da presupposizioni filologiche pensate nazionalmente. L'Atlante linguistico mediterraneo ambiziosamente progettato sarebbe potuto diventare un grande progetto normativo; non è però mai passato oltre i primi approcci.
VerbaAlpina mira alla regione alpina. Il progetto non vuole però né enucleare confini di lingua o dialetti né rappresentare il mosaico di varietà tra di loro delimitate (dialetti). Si sviluppa piuttosto una geolinguistica plurilingue che analizza quanto varianti specifiche, vale a dire i tipi di denominazione caratteristici per lo spazio culturale alpino, siano comuni ai dialetti e uniscano magari questi dialetti oltre i confini delle famiglie linguistiche. La somiglianza relativa dei dialetti locali risulta induttivamente dai dati stessi. L'unica suddivisione della regione alpina che si presuppone fin da principio riguarda i confini attuali tra le tre grandi famiglie linguistiche (germanico, romanzo, slavo).

Prospettiva

La distribuzione delle varianti in questi grandi spazi dialettali implica relazioni di contatto molteplici più o meno remote. La prospettiva del progetto non può dunque essere che storica. VerbaAlpina non s’intende però come contributo alla storiografia linguistica nazionale delle lingue coinvolte riguardo all'area d'indagine abbozzata, ma piuttosto come tentativo di ricostruire la stratigrafia di uno spazio comunicativo plurilingue in modo esemplare.

Il modo di procedere è esclusivamente di tipo bottom up: vuol dire sulla base di dati che sono georeferenziabili localmente. L'unità di referenza minimale e valida by default è il comune, o più precisamente un punto geografico che rappresenta il comune come intero, oppure l'intera superficie di un comune. In caso di bisogno, la georeferenziazione può essere precisata a pochi metri.

Cartografia

È una carta interattiva che offre l'accesso alla documentazione. Finora ci si serve solo di carte sintetiche con simboli interattivi. È in preparazione la cartografia complementare con i simboli di superficie interattivi sulla base delle superfici dei comuni per riuscire a visualizzare meglio le relazioni quantitative. Le carte sintetiche interattive marcano un progresso sostanziale della rappresentazione dello spazio linguistica e umanistica perché permettono di arricchire delle rappresentazioni fortemente astratte ('sintetiche') di informazioni locali, molto concrete ('analitiche).

Elaborazione dei dati linguistica

Attivando ('cliccando') un simbolo sulla carta si apre una finestra con i dati linguistici ogni volta disponibili per il luogo scelto. L'esempio seguente fa vedere la denominazione del concetto BURRO a Ramosch (Engadina Bassa):



Presentazione dei dati linguistici in una finestra pop-up della carta interattiva

I dati vengono resi "fedeli alla fonte" (come attestazioni singole trascritte foneticamente, come nell'esempio presentato, oppure in forma tipizzata ortograficamente) e vengono assegnati a tipi più generali. La categoria più astratta è rappresentata da un tipo di base definito etimologicamente. Dove possibile seguiranno riferimenti a dizionari di referenza.

Filtri

Diversi filtri permettono all'utente di fare una scelta mirata dei dati disponibili e di rappresentarla cartograficamente. Il dettaglio di carta sopra presentato proviene dalla carta che appare scegliendo il 'concetto' BURRO:



Filtri per regolare la carta interattiva

Raggruppare e classificare

In categorie scelte sono spesso disponibili già numerose espressioni linguistiche. La ricerca del 'concetto' BURRO (cf. la rappresentazione seguente) risulta in 1448 attestazioni. Per maneggiare questa grande quantità di risultati c'è la possibilità di raggruppare e classificare tutte le espressioni rilevanti secondo diversi criteri:



La funzione di selezione della carta interattiva: Concetti

Un'opzione corrispondente esiste anche per la ricerca di tipi morfo-lessicali o tipi di base. La selezione secondo il criterio 'concetto' è interessante anche indipendentemente dall'area linguistica rilevata perché mette allo scoperto la polisemia di ogni espressione. Di seguito si trovano due fotografie di schermo del modo di procedere per l'esempio di malga:





Ne risultano i significati seguenti che sono in relazione chiaramente metonimica tra di loro:


Polisemia del tipo morfo-lessicale malga

Fonti

Finora sono stati analizzati alcuni dizionari georeferenziabili, ma soprattutto atlanti linguistici. Sono state applicate essenzialmente tre tecniche:
    1. Materiale che è già stato pubblicato su carte stampate è stato trascritto di nuovo utilizzando un tool sviluppato apposta e deposto nel database VA. Questo è il caso per la maggior parte degli atlanti (SDS, AIS, TSA ecc.).


    2. Il tool di trascrizione sviluppato da VA

    3. Materiale che è già stato pubblicato su carte stampate, ma di cui l'originale è disponibile digitalmente è stato convertito e trascritto nuovamente algoritmicamente in modo che è stato possibile deporlo nel database VA. Questo modo di procedere è stato scelto per l'ALD e l'ALTR.
    4. Il materiale di altri progetti che non è ancora stato pubblicato viene trascritto direttamente dai fogli di rilevamento rispettivamente viene adottato digitalmente; questo vale finora soprattutto per i dati del SAO.

    Pluridimensionalità

    Per comprendere completamente i processi storici è assolutamente auspicabile di completare i dati linguistici con altri dati che sono storicamente rilevanti; VerbaAlpina può prestare questo solo molto limitatamente; almeno qualche dato rilevante può essere richiamato. Il dettaglio di carta seguente fa vedere in un quadro complessivo sinottico da un lato
    • i luoghi con iscrizioni latine dalla provincia Noricum ;
    • i luoghi con iscrizioni latine dalla Raetia ;
    • i toponimi traditi romani alle viae publicae dalla cosiddetta Tabula Peutingeriana .
    Dall'altro lato si sono richiamati i riflessi di tre tipi di basi latini, o più precisamente: due latini e un latinizzato che però probabilmente è preromanzo:
    ul>
  1. il tipo di base lat. casearia col significato 'capanna' nel Tirolo del Nord, Alto Adige e particolarmente conciso nel Tirolo dell'Est;
  2. il tipo di base preromano: baita col significato 'casa' in Slovenia al sud di Ljubljana;
  3. il tipo di base lat. cellarium col significato 'capanna' nell'Alta Austria.


  4. Carta sinottica dell'epigrafica latina, i luoghi della Tabula Peutingeriana e i tipi di base cellarium e baita in una parte dell'area germanofona e slovena (cf. la legenda al di sopra della carta).

    La congruenza immensa o almeno l'affinità delle distribuzioni non sarà probabilmente dovuta al caso.

    (auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)



    Tags: Publikation



Ambito di funzione (2): cooperazione  (Citazione)

La cooperazione con altri progetti è fondamentale per la concezione di VerbaAlpina; si evidenzia in numerosi accordi di cooperazione con progetti partner. La sua realizzazione non è però sempre facile; è ostacolata soprattutto da problemi relativi alla tecnologia dell'informazione e problemi legali relativi a essa. Ci sono però anche certe riserve ideologiche nei confronti dell'orientamento open source. Ogni cooperazione si basa su un accordo formale che assicura ai partner un database esclusivo utilizzabile all'upload (PVA). Ogni database di partner è alla disposizione di tutti i partner per il download. Ovviamente, è auspicabile che la cooperazione non rimane limitata allo scambio di dati: anzi, i partner sono invitati (e pregati) di utilizzare tutti gli ambiti di funzione.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Kooperation Publikation



Ambito di funzione (3): pubblicazione  (Citazione)

A rigore di termine, la documentazione di dati nell'Internet è già una forma di pubblicazione. Oltre a ciò, VerbaAlpina s'intende anche come strumento per la pubblicazione di testi relativi al progetto. A questo scopo sono previsti essenzialmente tre formati:
  1. Termini e problemi centrali dai punti di vista teorico e/o metodologico sono descritti in modo conciso sotto il tab Metodologia.
  2. Studi che analizzano risultati del progetto in dettagi o discussioni teoriche rispettivamente metodologiche possono essere deposte sotto Pubblicazioni esterne.
  3. Dei commenti a singoli tipi linguistici vengono aperti attraverso un button 'i' nella legenda della carta. Possono esserci deposti anche molto facilmente da collaboratori del progetto o persone esterne.


Funzione di commento accessibile tramite la legenda della carta

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Ambito di funzione (4): crowdsourcing  (Citazione)

Con crowdsourcing si intende il rilevamento di nuovi dati tramite l'Internet, previsto per il secondo semestre del 2016. Questa funzione ricorrerà a un ampio archivio, non ancora pubblico di fotografie e video.

Il prelevamento della cagliata (Tannheim, regione Reutte, Tirolo, 1940)

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Crowdsourcing



Ambito di funzione (5): laboratorio di ricerca  (Citazione)

È inoltre previsto di mettere a disposizione un laboratorio di ricerca che invita tutti gli utenti interessati di utilizzare individualmente gli strumenti geolinguistici sviluppati da VerbaAlpina (diverse rappresentazioni cartografiche, livelli di tipizzazione ecc.) e di presentare nuovi analisi e risultati che magari sono anche alternativi a quelli presentati da VerbaAlpina. Gli strumenti possono naturalmente anche essere sviluppati ulteriormente dagli utenti.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Forschungslabor



Approccio induttivo allo spazio culturale  (Citazione)

Il progetto centra le Alpi come spazio culturale complesso, ma unico perché parte dall'aspettativa di tecniche culturali comuni in tutta la regione alpina. La base sta nell'adattazione a condizioni di vita identiche o almeno molto simili nell'alta montagna e nella diffusione naturale di abilità e tradizioni corrispondenti che è legata a queste condizioni di vita comuni. Visto che queste comunanze si manifestano chiaramente nella lingua attraverso denominazioni corrispondenti non è conveniente descrivere la cultura alpina specifica nell'ambito troppo stretto di singole comunità linguistiche, per così dire "top-down", cioè dall'alto verso il basso, vuol dire attraverso una griglia di punti d'inchiesta in delle regioni linguistiche o dialettali definite a priori. Questo corrisponde di solito alle intenzioni della dialettologia che mira alla descrizione più completa possibile di singole regioni e idealmente di varietà specifiche. Nella prospettiva qui assunta di una geolinguistica plurilingue che passa i confini di lingue dovranno invece essere messe allo scoperto induttivamente le regioni di diffusione di tradizioni culturali e delle loro denominazioni linguistiche attraverso un approccio "bottom-up", cioè dal basso verso l'alto, accumulando il numero più grande possibile di risultati locali.
È il principio fondamentale di usare esclusivamente dati georeferenziabili e di non specificare eventuali altre macrocategorie che quella dell'appartenenza dei luoghi alla Convenzione delle Alpi. I dati extralinguistici possono inoltre contribuire al profilamento della regione alpina come spazio culturale fornendo delle informazioni attuali o storiche sull'organizzazione sociale degli abitanti e/o sullo sviluppo delle infrastutture di base e sulla gestione dello spazio. Riguardo alla ricostruzione storica dello spazio culturale alpino è desiderabile confrontare gli areali di persistenza archeologica con le aree di relitti linguistici e visualizzare questo confronto quantitativamente in forma di una cartografia combinata, cfr. a questo proposito dal punto di vista archeologico più generalmente Häuber/Schütz 2004a e più specificamente l'esemplare atlante degli strati urbani di Cologna (cfr. Häuber/Schütz/Spiegel 1999 e Häuber u.a. 2004).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Archiviazione a lungo termine  (Citazione)

Tutti i dati del progetto VerbaAlpina vengono gestiti in modo che resteranno leggibili e utilizzabili per un periodo il più lungo possibile. La prospettiva temporale presa in considerazione dal progetto comprende almeno più decenni, il concetto che sta alla base è però orientato ad una conservazione dei dati senza limite temporale.

Vengono considerati i seguenti aspetti:
1. Quale istituzione viene incaricata/quali istituzioni vengono incaricate della conservazione dei dati rispettivamente dei supporti in questione?
2. Documentazione della strutturazione dei dati come anche delle relazioni logiche tra dati e categorie di dati (entità-relazione)
3. Documentazione delle codifiche di carattere usate

Più copie dei dati del progetto dovranno essere archiviati presso più istituzioni diverse. Attualmente è previsto l'IT-Gruppe Geisteswissenschaften della LMU (vale a dire il gruppo di tecnologia dell'informazione del riparto di scienze umane dell'Università di Monaco di Baviera, ITG) per questo compito. Questo gruppo è legato ai server di archiviazione del Leibniz-Rechenzentrum come anche al BAS Clarin Repository. È previsto il deposito di ulteriori copie di backup presso altre istituzioni appropriate. L'archiviazione ha luogo nel ritmo del controllo versione. Viene archiviato ogni volta il database con tutti i dati del progetto (modulo VA_DB insieme al modello entità-relazione) come anche il framework web (VA_WEB) che è responsabile per la presentazione dei dati nel web (inclusa la rispettiva funzionalità) cosicché è possibile (almeno teoricamente) un "risvegliamento" di ogni singola versione in rispettivi ambienti di sistema operativo risp. di software emulati. Viene inoltre archiviata la mediateca che contiene soprattutto foto, film, testi e documenti audio (modulo VA_MT).

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Area d'indagine  (Citazione)

"Una storia complessiva e coerente delle Alpi non è ancora allo stato attuale realizzabile" (http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I8569.php), competono piuttosto diverse "naturräumliche" e "wirtschaftlich-politische Alpendefinitionen" (traduzione: definizioni geofisiche e politico-economiche, cf. Bätzing 1997, 23 f.). Nel senso di una delimitazione trasparente e pragmatica la zona dell'inchiesta di questo progetto corrisponde all'ambito di applicazione chiaramente definito della Convenzione delle Alpi; le "Inkonsistenzen zwischen den Mitgliedstaaten" (traduzione: le inconsistenze tra gli stati membro, cf. Bätzing 1997, 31) fissateci sono state messe in conto. Queste concernono le Prealpi bavaresi (incluse), "grössere randalpine Gebiete wie das Emmental oder das Zürcher Oberland" (traduzione: aree più grandi ai margini delle Alpi come la Emmental o l'Oberland zurighese, (Bätzing 1997, 32) , escluse) come anche il trattamento di alcune città più importanti nelle zone marginali delle Alpi: Lucerna e Salisburgo ci sono incluse, Graz e Biella sono invece escluse. Il perimetro della Convenzione delle Alpi può essere scaricato qui. Lo scopo vero del progetto è però quello di registrare le Alpi in questo ambito formalmente delimitato come spazio linguistico-culturale e di rappresentare la similarità dei luoghi che ne fanno parte.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Atlanti linguistici alpini  (Citazione)

I dialetti alpini sono indagati dai seguenti atlanti linguistici, in parte non ancora compiuti:
  • Romania alpina: ALF, AIS, ALI, ALP, ALJA, ALEPO, CLAPie, APV, ALAVAL, ALD-I, ALD-II, ASLEF;
  • Germania alpina: SDS, VALTS, BSA, SONT, TSA, SAÖ;
  • Slavia alpina: SLA.

Il grande numero non deve però celare le discrepanze considerevoli, parzialmente del tutto sorprendenti tra i singoli atlanti. Così sono proprio certi atlanti regionali, come p.es. l'ALD-II o anche il BSA che non sono interessati particolarmente ai dati etnolinguistici. Specialmente l'alpeggio – che rappresenta uno dei sistemi economici fondamentali nella regione alpina – non viene trattato del tutto. Nell'ALD-II c'è certamente (a differenza del BSA) uno stimolo 869l'alpeggio 'Alm'/ la baita 'Sennhütte'. Ma già i concetti fondamentali della lavorazione del latte come CACIAIO, MUNGERE, CAGLIO e SCREMARE e dell'allevamento come STALLA, PASTORE, PASCOLO ecc. mancano del tutto (cfr. il questionario).



(auct. Thomas Krefeld – trad. Thomas Krefeld|Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Autori  (Citazione)

Tutti i contributi scritti sulla pagina di VerbaAlpina sono segnati per nome. L'abbreviazione "auct." sta per l'autori/gli autori, l'abbreviazione "trad." per il traduttori/i traduttori di un contributo. Il software viene sviluppato essenzialmente da Florian Zacherl.

(auct. Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Carta sinottica  (Citazione)

Questa funzione permette all'utente di scegliere a seconda dei suoi propri interessi un certo numero di carte singole disponibili e di fissarle in carte combinate sinottiche. In questo modo si possono visualizzare le aree di diffusione di qualsiasi caratteristica linguistica ed extralinguistica in relazione tra di esse. Allo stesso tempo esiste la possibilità di fissare queste carte sinottiche in diversi gradi di zoom se un contesto locale, come p.es. i Monti del Karwendel o il continuum dialettale occitano-francoprovenzale-piemontese delle Alpi Occidentali, deve essere documentato.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)


Tags: Dokumentation Kooperation Forschungslabor



Cartografia  (Citazione)

La cartografazione linguistica è discutibile per la sua forza suggestiva; nondimeno si tratta di uno strumento efficace, perché serve nello stesso tempo alla documentazione e alla visualizzazione di relazioni geolinguistiche (cf. i contributi in Lameli 2010). Due principi di cartografazione si distinguono nettamente; le carte analitiche forniscono enunciati più o meno complesse, in modo che la documentazione predomina e che l’interpretazione spaziale tocchi all’utente stesso. Nel caso delle carte sintetiche è la distribuzione dei simboli che segnala direttamente la costellazione spaziale dei fenomeni linguistici scelti. Anche carte quantitative sono necessariamente sintetiche. La cartografazione online di VerbaAlpina avviene su base georeferenziata e combina entrambi i metodi perché mostra a prima vista simboli; essi sono però interattivi e danno l’enunciato completo.

Oltre alla funzione schiettamente informativa, bisogna sottolineare il valore euristico della rappresentazione cartografica. Perciò il portale offre l’opzione di combinare e accumulare diversi tipi di dati (linguistici e meno) sotto forma di carte sinottiche.
Oltre il retino di referenza dei confini di comune georeferenziato esattamente viene rappresentato un retino quasi georeferenziato a nido d'ape (a partire da versione 16/1) che descrive certo la posizione approssimativa dei comuni uno verso l'altro, ma assegna allo stesso momento una superficie idealizzata a ogni territorio di comune con la stessa forma e stessa estensione.

Con questo si offrono due metodi di mappatura che hanno il pro e il contro tutti e due e che portano con sé un certo potenziale suggestivo: la raffigurazione topografica offre grazie alla sua precisione una migliore idea dello spazio concreto con i suoi profili di territorio, passaggi singoli, tracciati di valli, uscite di valli inaccessibili ecc. spesso molto speciali. La carta a favi permette invece una visualizzazione più astratta dei dati perché appiana le estensioni delle superfici di comune e anche insediamenti di agglomerato urbano risp. di tipo sparso. Questo è utile soprattutto nel caso di carte quantitative perché l'estensione della superficie crea, percependo, automaticamente l'impressione di un'importanza quantitativa.


(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation Forschungslabor



Codepage  (Citazione)

VerbaAlpina riunisce dati da fonti di carattere diverso: dati da atlanti linguistici e dizionari stampati che devono in un primo tempo essere digitalizzati così come dei dati già presenti in forma elettronica da alcuni progetti partner. Ognuna di queste fonti utilizza un sistema di trascrizione più o meno individuale. Per attuare la standardizzazione necessaria occorrono delle liste in cui è fissato quale sia la corrispondenza di un carattere nel sistema di trascrizione di una fonte in un sistema di trascrizione di un'altra fonte. Il compito è sostanzialmente questo di rappresentare i diversi sistemi di trascrizioni nell'alfabeto fonetico internazionale (IPA) che funge da trascrizione di referenza all'interno di VerbaAlpina. Per tradurre un sistema di trascrizione specifico di una fonte al sistema IPA è necessaria la costruzione di una lista completa in forma di tabella che contiene tutte le corrispondenze dei caratteri. Una tale tabella viene chiamata "codepage". Di seguito, viene presentato un estratto dalla codepage che è basilare per la conversione del sistema di trascrizione dell'AIS in IPA. Questa codepage contiene totalmente intorno a 4500 righe/associazioni:


La colonna `BETA` contiene i caratteri utilizzati nell'AIS nella forma trascritta secondo il principio del codice beta; la colonna `IPA` contiene il carattere IPA corrispondente e la colonna `HEX` contiene il valore numerico specifico (/i valori numerici specifici) della tabella Unicode che corrisponde(/corrispondono) al carattere IPA rispettivo.


(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation Kooperation



Codice beta  (Citazione)

Seguendo la terminologia del Thesaurus Linguae Graecae (TLG), nell'ambito di VerbaAlpina la trascrizione di sistemi di scrittura complessi sotto l'impiego esclusivo di caratteri ASCII viene denominata come "codice beta". Il TLG ha sviluppato il concetto corrispondente all'inizio degli anni settanta del Novecento per il rilevamento di testi greci antichi con i mezzi computeristici allora disponibili. La grafica seguente illustra la tecnica in base all'esempio dell'Atlante italo-svizzero (AIS):





In un primo tempo si fa una distinzione tra carattere di base e segni diacritici quando si trasferisce la trascrizione fonetica secondo Böhmer-Ascoli, che è utilizzata nell'atlante linguistico, in sequenze che consistono in caratteri ASCII. Se un carattere di base è presente nel codice ASCII, questo segno si rappresenta se stesso (cosa che è possibile senza eccezione nell'esempio presentato). Direttamente dopo il carattere di base seguono tutti i diacritici legati a questo; ogni diacritico viene sostituito da un carattere ASCII speciale. L'attribuzione dei diacritici a caratteri ASCII è univoca all'interno di VerbaAlpina e viene documentata in tabelle speciali nel database di VerbaAlpina. La scelta dell'attribuzione è guidata dal principio della rassomiglianza ottica, per quanto possibile. Nell'esempio menzionato, l'uncino sotto la u nella parola tu viene rappresentato da una parentesi tonda aperta: tu(. I diacritici vengono scritti seguendo l'ordine della loro disposizione rispetto al carattere di base: si scrivono nell'ordine dal basso all'alto e dalla sinistra alla destra dietro il carattere di base. L'attribuzione dei diacritici a caratteri ASCII succede indipendentemente dalla semantica specifica della fonte corrispondente a causa del principio della rassomiglianza ottica, vuol dire: anche se un uncino sotto un carattere di base ha un significato fonetico completamente diverso in una certa fonte rispetto a un'altra fonte, in VerbaAlpina entrambi gli uncini vengono rappresentati da una parentesi posposta. Le differenze semantiche vengono documentate nelle tabelle di trascrizioni che sono specifiche per ogni fonte: regolano la conversione del codice beta alla trascrizione output secondo IPA (la stessa codifica beta può dunque risultare in codifiche IPA completamente diverse a seconda della fonte).
Il procedimento descritto è vantaggioso da diversi punti di vista:
- Il rilevamento dei dati avviene sulle tastiere standard in una velocità comparativamente alta ed è indipendente dal sistema operativo.
- Le persone che trascrivono non hanno bisogno di conoscenze di sistemi di trascrizione fonetici.
- Si può rilevare qualsiasi carattere rispettivamente diacritico, indipendentemente dal fatto se sono cifrate in Unicode o no
- Il rilevamento dei dati elettronico avviene senza perdita d'informazione.
Attraverso routine di sostituzione il codice beta può essere trasferito in quasi qualsiasi altro sistema di trascrizione. Sull'onda di queste conversioni può avvenire eventualmente una perdita d'informazione che però è causata dalla natura dei sistemi di trascrizione. La trascrizione fonetica secondo Böhmer-Ascoli fa una distinzione tra i diversi gradi di apertura in un modo così dettagliato che non è previsto nel sistema IPA.


(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation Kooperation Forschungslabor



Communicazione scientifica nel Web  (Citazione)

VerbaAlpina può essere descritta come ambiente di ricerca basato sul web, orientato allo spazio. Questo formato è determinato dalle condizioni attuali che si distinguono considerevolmente dall communicazione scientifica tradizionale. In tutte le disciplline che lavorano con dati empirici in modo 'classico' si lasciano distinguere tre fasi successive:
  1. Lo scienziato cerca gli informanti.
  2. Gli informanti forniscono dei dati grezzi allo scienziato.
  3. Lo scienziato passa una certa quantità dei dati rilevati che sono scelti e modellati secondo certe ipotesi teoriche a un pubblico essenzialmente scientifico.
La communicazione in tre fasi si svolge unidirezionalmente e mira a pubblicazioni chiuse in forma di libri stampati.

I tre passi della communicazione scientifica tradizionale

I nuovi media hanno rivoluzionato le condizioni per la communicazione scientifica: l'unidirezionalità del flusso d'informazioni schizzata è abolita come anche il legame di un ruolo (INFORMANTE, AUTORE, LETTORE) a persone diverse. Di principio, la stessa persono può partecipare in funzioni mutevoli alla communicazione. Oltre a ciò è cambiato la funzione INFORMANTE riguardo ai communicanti perché il trattamento dei dati forniti rimane trasparente e può essere seguito continuamente. L'INFORMANTE diventa così il LETTORE dei propri DATI – completamente indipendentemente dal fatto se capisce o no l'intenzione scientifica. Contemporaneamente gli è dato la possibilità di prendere posizione come AUTORE. Lo stato dei dati stessi si cambia altrettanto radicalmente a queste condizioni: vengono deposti in un database di principio dinamico che è soggetto a cambiamenti sia riguardo alla dimensione che alla struttura.


Communicazione scientifica alle condizioni dell'Internet.


In questo senso, in VerbaAlpina ci sono diversi ambiti di funzioni che sono strettamente intrecciati tra di loro.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Kooperation Publikation Crowdsourcing



Concessione di licenze  (Citazione)

I moduli di VerbaAlpina (VA_DB, VA_WEB e VA_MT) e i dati contenuti in questi sono soggetti alle seguenti licenze Creative Commons:




CC BY-SA 3.0 DE (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/; "Attribuzione, StessaLicenza") (dipendente dall'oggetto) rispettivamente




CC BY-NC-SA 3.0 DE (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/; "Attribuzione, NonCommerciale, StessaLicenza").

Singoli file nel modulo VA_MT che VA ha ricevuto o comprato da fonti di dati esterne possono essere soggette al Copyright. Gli oggetti nel modula VA_MT vengono marcati individualmente con segni caratteristici corrispondenti.

Il sistema di concessione di licenze così come anche i diritti d'accesso dei diversi gruppi di utenti VA è documentato dalla grafica seguente:





(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Kooperation Publikation



Concetto  (Citazione)

L'ambito dei concetti (o dell'onomasiologia) è variegato; tre campi tematici sono predefiniti:
- la vita quotidiana tradizionale
- l'ambiente naturale
- la vita quotidiana moderna.
Questi non importano però per l'organizzazione dei dati sul livello del database. Importano piuttosto dei campi concettuali specifici, come per esempio quello dell’alpeggio nella vita quotidiana tradizionale. Innanzitutto si lasciano registrare categorie della vita quotidiana attraverso concetti di grado d'astrazione risp. di specificazione molto diverso di modo che ne risultino gerarchie tassonomiche. Tra concetti che si trovano su diversi livelli gerarchici esistono delle
(1) Relazioni di inclusione
molto rigide. Le relazioni di inclusione collegano iperonimi e iponimi in modo che ogni definizione di un iponimo contenga e specifichi la definizione del suo iperonimo. Per questo l'esempio di una categoria concettuale:
  • iperonimo: FABBRICATO
  • iponimo di primo livello: CASCINA, STALLA, CANTINA DI FORMAGGIO ecc.
  • iponimo di secondo livello: CASCINA DI PIETRA, CASCINA DI LEGNO, CASCINA DI LEGNO CON FONDAMENTO DI PIETRA ecc.
Ogni cascina ecc. è anche un fabbricato, ma l'inverso non vale ovviamente. Il concetto ogni volta incluso è più astratto e perciò nella rappresentazione in forma di albero (grafo).

Tra i concetti che si trovano gerarchicamente sullo stesso livello esistono invece sempre
(2) Relazioni di esclusione
Una cascina non è né una stalla né una cantina di formaggio.

Completamente diverso è invece la gerarchia che risulta da concetti complementari che formano un rapporto di funzione complesso che deve anche essere compreso come concetto. Qui si parla di
(3) Relazioni parte-tutto
Al campo ALPEGGIO (tutto) appartengono diverse sezioni, il TERRENO, il BESTIAME, gli EDIFICI, il PERSONALE e le ATTIVITÀ, specialmente la LAVORAZIONE DEL LATTE (parti).





Le relazioni parte-tutto sono da un lato gerarchiche (come le relazioni di inclusione), ma dall'altro lato non si fondano sull'inclusione definitoria, ma sull'esclusione. Si confronti a proposito della classificazione concettuale lo schema esemplare del campo ALPEGGIO.





Nell'ambito delle sezioni si riconoscono di nuovo dei tutti e le loro parti costitutive. Così diversi ATTIVITÀ, PROCESSI, UTENSILI, RECIPIENTI, PERSONE e EDIFICI (parti) appartengono alla PRODUZIONE DEL FORMAGGIO (tutto).
Le relazioni concettuali abbozzate si riflettono nei significati delle loro denominazioni linguistiche (semantica) e anche nei cambi di significato: le denominazioni di iponimi possono essere trasferite a iperonimi e viceversa. Allo stesso modo possono avvenire dei trasferimenti di denominazione tra concetti che si escludono, ma che costituiscono un contesto concettuale (metonimia) o con le relazioni parte-tutto (meronimia). Sono esemplari i concetti che nelle varietà romanze sono legati lessicalmente tra di loro attraverso il tipo di base malg-.





(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)


Tags: Dokumentation



Contatto linguistico  (Citazione)

Riguardo il contatto linguistico, di cui fa parte anche il contatto tra varietà linguistiche, sono da differenziare due tipi totalmente diversi: sul livello del sistema linguistico esistono degli integrati fissi (ossia 'prestiti') che risultano indipendenti dal parlante; sul livello del parlante invece si tratta di fenomeni individuali. Questi ultimi da parte loro possono corrispondere a degli usi abitualizzati o completamente occasionali, i cosiddetti switchings. Questa riserva è da prendere in considerazione sempre anche quando si interpretano dei vecchi materiali di atlanti nei casi in cui un informante esprime una forma vicina allo standard o, in aree bilingue, una forma della rispettiva lingua seconda. La differenza è fondamentale dal punto di vista teorico; in considerazione dei dati linguistici si rivela però più o meno probabile, e mai evidente. Solo la moltiplicazione degli informanti che diventa un'opzione del tutto realistica con i media sociali permette delle informazioni attendibili.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)



Tags: Publikation Crowdsourcing



Continuità  (Citazione)

È d'importanza fondamentale la domanda della continuità di tradizione quando si ricostruiscono degli spazi comunicativi plurilingui; deve essere trattata interdisciplinarmente nel senso di un modo di procedimento diretto dai dati, induttivo. Delle risposte alla domanda dei sostrati preromani sono però difficilmente da aspettare anche se si riuniscono le forze di più discipline. Si presenta molto migliore la situazione di partenza riguardo al sostrato romanzo delle aree germanofona e slavofona. Il cambio di lingua dal romanzo al tedesco costituisce addirittura una costante storica che è da osservare persino attualmente nei Grigioni. #Karte der Germanisierungsphasen des ganzen Alpengebiets?# Il processo è cominciato già col crollo dell'infrastruttura romana (nell'anno 476); il periodo che ci è seguito immediatamente è di grande interesse per la storia linguistica; è però scarsamente documentato per iscritto per cui la cooperazione con altre materie storiche, specialmente con l'archeologia, è indispensabile. È vero che ci esistono ancora grandi lacune della ricerca, ma con Weindauer 2014 sono state sbrigate le fonti archeologiche e onomastiche (dal 6° all’8° secolo) dell'Alta Baviera, della zona di Salisburgo e della Valle dell'Inn tirolese. Perciò si può escludere "eine längere, grundlegende Siedlungsunterbrechung zwischen Römer- und Bajuwarenzeit" (traduzione: un'interruzione d’insediamento più lunga e fondamentale tra epoca romana ed epoca bavara) perché tutto parla a favore di un "fließenden Übergang der Besiedlungsstruktur von der Spätantike zum Frühmittelalter" (traduzione: transizione graduale della struttura di popolazione dal tardo antico all'Alto Medioevo) (Weindauer 2014, 248). Tuttavia rimane una differenza graduale tra le aree menzionate riguardo al consolidamento scientifico: "Was bezüglich des Zusammenhangs spätantiker und frühmittelalterlicher Fundstellen für das oberbayerische Alpenvorland noch überwiegend theoretisch galt {...}, findet in den österreichischen Gebieten seine nachweisliche Bestätigung: Die frühmittelalterlichen Ortsgründungen des 6. Jhs. orientieren sich fast ausschließlich an spätrömischer Infrastruktur bzw. – soweit noch vorhanden – an der romanischen Siedlungsstruktur" (traduzione: quello che valeva ancora eminentemente in maniera teorica riguardo al rapporto tra luoghi di ritrovamento del tardo antico e dell'alto medioevo per le Prealpi dell'Alta Baviera {...}, è confermato nelle regioni austriache provatamente: le fondazioni di luoghi dell'alto medioevo del 6° secolo si orientano quasi esclusivamente all'infrastruttura della tarda antichità rispettivamente – per quanto ancora esistenti – alla struttura d'insediamento romana) (Weindauer 2014, 257).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Controllo versione  (Citazione)

VerbaAlpina consiste dei moduli seguenti:

-VA_DB: file di dati nel database del progetto (MySQL) (va_xxx)
-VA_WEB: codice di programma dell'interfaccia web del portale www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de insieme al database Wordpress (va_wp) che ci appartiene
-VA_MT: file media (foto, film, testi e documenti audio) che si trovano nella mediateca dell'interfaccia web

Tutti e tre i moduli formano un intero consistente con connessioni e dipendenze corrispettive e non possono perciò essere separati l'uno dall'altro. Durante la durata del progetto viene "congelato" periodicamente e in modo simultaneo lo stato attuale dei moduli VA_DB e VA_WEB sotto forma di una copia elettronica. A queste copie congelate sono attribuite dei numeri di versione secondo lo schema [anno civile]/[numero di serie] (p.es. 15/1). Alla versione VA alla volta produttiva è attribuita la denominazione XXX.

La produzione di copie della mediateca VA (VA_MT) è impedita a causa della dimensione di norma enorme di file media. Per questa ragione non si fanno delle copie di questo modulo sull'onda del processo di controllo versione. Degli elementi che sono stati deposti una volta nella mediateca VA non possono dunque più esserne tolti non appena solo un'unica versione VA è connessa a essi.

Nel portale del progetto c'è la possibilità di cambiare tra le diverse versioni, cioè tra quella versione VA alla volta "produttiva" che perciò sta cambiando continuamente e le versioni archiviate, "congelate". Attraverso la cromaticità del fondo rispettivamente di certi elementi di comando l'utente può vedere se si trova nella versione produttiva o in una delle versioni archiviate di VA. Devono essere citate *solo* le versioni archiviate di VA .

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Frontespizi di versioni precedenti di VerbaAlpina:

Fienile nei pressi di Fex Platta, nella val Fex vicino a Sils Maria, Alta Engadina (Immagine: Thomas Krefeld)

Cascina sulla Roßsteinalm, sopra Lenggries (Immagine: Thomas Krefeld)

15/1

Autunno in Sudtirolo nei pressi della val Passiria (Immagine: Susanne Oberholzer)

15/2

Lavorazione del mascherpa, Lombardia (Immagine: Formaggio Bitto )

16/1

Eibsee e Zugspitze, Grainau (Immagine: Christina Mutter)

16/2

Raccolta del fieno nel Chiemgau (Immagine: archivio Groth-Schmachtenberger, Freilichtmuseum Glentleiten)

17/1

Raccolta del fieno (Immagine: archivio Groth-Schmachtenberger, Freilichtmuseum Glentleiten)

17/2

Raccolta del fieno (Immagine: archivio Groth-Schmachtenberger, Freilichtmuseum Glentleiten)

18/1

Panorama invernale sulla Plose sopra Bressanone (I)(Immagine: Stephan Lücke)

18/2

Vista sulle Odle attraverso l'Alpe di Siusi (Immagine: Stephan Lücke)

19/1

Alpi della Zillertal (Immagine: Thomas Krefeld)

19/2

Piz Boè (a sinistra), Sas dla Crusc e La Varella (dietro a destra); in basso la strada del passo Pordoi con il villaggio di Arabba in basso a destra (Immagine: Beatrice Colcuc)

20/1

Vista da Forcella Nuvolau verso Cortina d'Ampezzo (Immagine: Beatrice Colcuc)

20/2



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Cornice onomasiologica  (Citazione)





(auct. Thomas Krefeld – trad. Thomas Krefeld)

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Crowdsourcing  (Citazione)

Benché esistano già molti dati linguistici relativi ai settori che saranno indagati da VerbaAlpina (soprattutto negli atlanti e dizionari), si prevede di rilevarne di nuovi. Con questo (1) si livelleranno delle inconsistenze tra le fonti già esistenti, (2) si toglieranno delle lacune o imprecisioni e (3) si segnerà se le denominazioni o gli attrezzi sono di tipo tradizionale. I nuovi rilevamenti non saranno però fatti attraverso il metodo classico della ricerca sul campo, ma con mezzi che i media sociali ci offrono ormai. Tali metodi son spesso sussunti nell'espressione crowdsourcing. Il riferimento alla crowd è ambiguo sotto molti aspetti, anche perché per molti la crowd è associata ad arbitrarietà, profanità e attendibilità insufficiente; una certa esitazione pare giustificata perché i metodi corrispondenti si rivolgono infatti a una folla indefinita e anonima di interessati potenziali. Dei problemi fondamentali nascono sia per il destinatore del progetto scientifico sia per il destinatario (sia laico o no): l'offerta deve essere sufficientemente 'visibile' e attraente e il destinatario deve avere una competenza pratica e linguistica sufficiente. Esistono diverse strategie di maneggiare queste sfide. Si può cercare di fissare l'attrattiva dell'offerta attraverso un suo aspetto ludico e di concepire dei template con carattere di gioco come lo si è cercato di fare nell'associazione di progetto play4science. Dopo le esperienze fatte da quest'associazione sembra però più promettente far capire all'informante, nel caso di VerbaAlpina al parlante, che può contribuire essenzialmente e direttamente alla ricerca con il suo sapere pratico e linguistico personale (cfr. la lista dei progetti citizen science). Le conoscenze degli informanti si possono verificare attraverso domande puntuali, è però senza dubbio più affidabile farsi confermare e validare i dati forniti da altri parlanti degli stessi luoghi. Un progetto pilota fortunato per l'impiego geolinguistico di crowdsourcing è l'Atlas zur deutschen Alltagssprache (AdA) di Stephan Elspaß e Robert Möller; contrassegna una tappa decisiva sulla via alla geolinguistica digitale.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Dati di input  (Citazione)

In VerbaAlpina vengono utilizzati esclusivamente dei dati che sono georeferenziati almeno nel territorio di un comune, possibilmente però ancora più precisamente (come p.es. le foto d'alpeggi). Riguardo ai dati linguistici che sono particolarmente importanti sono da differenziare due tipi: da un lato dati che risalgono direttamente a enunciati di informanti singoli – come per esempio le attestazioni di alcuni atlanti linguistici (specialmente quelli romanzi) o anche del Bayerische Dialektdatenbank (BayDat); questi enunciati vengono scomposti nei loro elementi costitutivi, i cosiddetti tokens. Dall'altro lato alcuni atlanti, come per esempio l'SDS o anche il VALTS, così come anche tutti i vocabolari non contengono degli enunciati di parlante, bensì forme che sono già state tipizzate dagli editori cosicché non è possibile risalire fino ai tokens.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Dati extralinguistici  (Citazione)

Per un approccio induttivo allo spazio culturale i dati demografici e istituzionali sono di principio interessanti se risultano essere georeferenziabili. Fanno parte di questi dati le informazioni che riguardano la storia dell'insediamento, specialmente quelli che concernono l'appartenenza a istituzioni ecclesiastiche e statali. Ma anche vie di comunicazione, specialmente valichi di montagna sono di importanza fondamentale (cf. carta).
Dati di tipo ecologico e geofisico sono sempre rilevanti se sono in stretto rapporto con la storia dell'insediamento. Questo rapporto è per esempio evidente guardando alle zone di vegetazione che permettono o richiedono certi usi (p. es. l'alpeggio richiede quote sopra il limite della vegetazione arborea http://www.slf.ch/forschung_entwicklung/gebirgsoekosystem/themen/baumgrenze/index_DE).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Denominazione  (Citazione)

Con 'denominazione' VerbaAlpina intende l'istanza idealizzata di una parola scritta, parlata o pensata che denomina uno o più concetti e si riferisce magari a cose concrete. Queste funzioni possono essere adempite anche da una serie specifica di più parole (le cosiddette polirematiche). Riguardo alla categoria 'concetto' ne risulata una relazione cosiddetta "m:n", in termini informatici: una denominazione polisemica può denominare più concetti, all'opposto, un concetto può essere denominato da una moltitudine di denominazioni sinonime.





(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

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Descrizione di concetto  (Citazione)

I concetti vengono rilevati nella tabella KONZEPTE (concetti) del database come segue: Nel caso in cui esiste una denominazione lessicalizzata di un concetto, questa denominazione viene iscritta nella casella di database 'Name_I' (denominazione italiana). Quando la lessicalizzazione manca, la casella rimane vuota. Indipendentemente dall'esistenza di una denominazione viene specificato risp. definito il concetto nella casella 'Beschreibung_I' (descrizione italiana). Questo avviene seguendo un modo di procedere definito che è illustrato dall'esempio del concetto 'BRENTINA' (ID_Konzept 137; identificatore del concetto nel database): il concetto menzionato viene denominato con un lessema specifico, per questo viene iscritta brentina in 'Name_I'. La descrizione prevede l'ordine gerarchico seguente: attrezzo, scopo, materiale, forma (eventualmente). Applicato al concetto del esempio ne risulta la descrizione seguente: RECIPIENTE, PER IL TRASPORTO DEL LATTE SULLE SPALLE, DI LEGNO. Se possibile risp. necessario dovranno inoltre essere osservate queste regole: i numeri 1-10 vengono scritti in tutte lettere; nella descrizione di un processo, di un'attività ecc. è utilizzata la costruzione 'per+infinito' oppure 'per+articolo+sostantivo'. Osservando questo modello traduzioni analoghe, la formazione di categorie indipendenti da lingue particolari a diversi livelli di astrazione (->RECIPIENTI ->RECIPIENTI PER IL TRASPORTO ->RECIPIENTI DI LEGNO ecc.), correzioni automatizzate risp. modifiche e una ricerca trasparente sono rese possibili. Tutti i concetti vengono rilevati in questo modo nelle lingue tedesca, italiana, francese, slovena e romancia.

(auct. Giorgia Grimaldi | Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Digital Object Identifier (DOI)  (Citazione)



Tags: Dokumentation



Digitalizzazione  (Citazione)

Nel contesto di VerbaAlpina, sotto il termine digitalizzazione non si intende l'impegno semplice di computer per la memorizzazione di dati elettronici bensì essenzialmente l'elaborazione digitale a fondo del materiale attraverso la *strutturazione* e la categorizzazione sistematiche e trasparenti.



Nel progetto, si utilizza quasi esclusivamente il modello relazionale in cui i dati vengono organizzati di principio in forma di tabella. Le tabelle consistono di righe (= record, tupla) e colonne (= attributi, caselle, campi dato); ogni tabella può essere ampliata in ogni direzione aggiungendo ulteriori righe e colonne. Tra le tabelle esistono relazioni logiche che permettono concatenamenti sensati e corrispondenti raffigurazioni sinottiche (i cosiddetti "joins") di due o più tabelle. Per l'amministrazione delle tabelle VerbaAlpina impiega attualmente il sistema di gestione di banca-dati MySQL. Le tabelle però non sono legate a questo sistema, ma possono venir esportate in qualsiasi momento, p. es. in forma di testo con delimitatori univocamente definibili per limiti di casella oppure di record (i cosiddetti separatori) insieme con i nomi di colonna e la documentazione delle relazioni logiche (modello entità-relazione). Non viene invece impiegata nel campo operativo di VerbaAlpina la struttura XML che è usata spesso al momento in altri ambiti. XML è però compreso come formato di esportazione nell'ambito del concetto di interfaccia.

Oltre alla strutturazione logica dei dati, il secondo concetto importante nel contesto del lemma "digitalizzazione" concerne la codifica dei caratteri. La tematica ha grande importanza proprio riguardo all'archiviazione a lungo termine dei dati e deve essere gestita di maniera previdente. Per quanto sia possibile, VerbaAlpina si richiama in questo contesto alla tabella di codifica e alle direttive dello Unicode Consortium. Nel caso della digitalizzazione di caratteri che finora non sono entrati nella tabella Unicode il rilevamento digitale del carattere è effettuato di preferenza attraverso serializzazione in forma di una serie di caratteri dell'intervallo x21 fino x7E di Unicode (all'interno del repertorio ASCII). Le associazioni corrispondenti vengono documentate in tabelle speciali per cui una conversione posteriore in valori Unicode poi possibilmente esistenti è sempre possibile.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Dizionari di referenza  (Citazione)

Nell'ambito del lavoro di tipizzazione che è centrale per VerbaAlpina un ruolo importante spetta ai dizionari di referenza. Tutti i dati estratti da fonti, sia attestazioni singole sia tipi fonetici o morfo-lessicali, vengono messi in relazione con un quadro di referenza lessicografico per garantire la migliore confrontabilità del materiale. Il lavoro di tipizzazione è fatto da membri dello staff di VerbaAlpina e si basa sulla loro perizia linguistica. Questo lavoro è dunque di tipo interpretativo e non rivendica un diritto di validità incontestabile.
I dati prelevati dalla fonte vengono legati a dei dizionari di referenza (lista in seguito). All'interno di una famiglia linguistica, i dati linguistici che vengono tipizzati, sono legati ai lemmi adeguati dei dizionari di referenza utilizzati. In prospettiva opposta è dunque possibile trovare tutti i dati assegnati di VerbaAlpina partendo dai lemmi dei dizionari di referenza. A tale riguardo, VerbaAlpina presenta un ampliamento organico dei dizionari di referenza utilizzati che può essere realizzato tecnicamente senza grandi problemi attraverso collegamenti da tutti i dizionari di referenza che sono disponibili on-line.
Nel caso in cui nessuno dei dizionari di referenza presenta un lemma adeguato, VerbaAlpina definisce un tipo morfo-lessicale in forma ortografica che possiede d'ora in poi lo stato di referenza e a cui si possono riferire tutti i dati linguistici di questa categoria morfo-lessicale. Attraverso questo riferimento a se stesso VerbaAlpina riceve lo stato di un dizionario di referenza.
Siccome l'assegnazione a dizionari di referenza descritta rappresenta un lavoro dipendente d'interpretazione, VerbaAlpina permette agli scienziati e ai non scienziati interessati di commentare controversamente singole assegnazioni di lemmi. Questo permette agli esterni di fare delle tipizzazioni alternative che possono di nuovo essere commentate e discusse.

Parole dall'area linguistica germanica sono legate, dove possibile, ai lemmi di:
  • Schweizerisches Idiotikon. Schweizerdeutsches Wörterbuch
  • Grimm, Jacob und Wilhelm (1854-1961): Deutsches Wörterbuch von Jacob und Wilhelm Grimm, 16 Bde. in 32 Teilbänden, Leipzig (Quellenverzeichnis Leipzig 1971) (DWB)
  • Duden (considerazione a causa della sua importanza reale e della quantità di materiale enorme – malgrado la meschinità riguardo alle informazioni lessicografiche ivi presentate)
Parole dall'area linguistica romanza sono legate, dove possibile, ai lemmi di:
  • Vocabolario Treccani
  • Trésor de la langue française informatisé (TLFi)
  • Banca lessicala ladina (BLad; ladino [lld])
  • Pledari grond (romancio [roh]) e DRG
  • LSI e RID
Parole dall'area linguistica slava sono legate, dove possibile, ai lemmi di
  • Slovar slovenskega knjižnega jezika (SSKJ)
Dove necessario (specialmente riguardo agli etimi) serve come dizionario di referenza per la lingua latina:
  • Georges, Karl Ernst (1913-1916, Reprint 1998): Ausführliches lateinisch-deutsches Handwörterbuch. Aus den Quellen zusammengetragen und mit besonderer Bezugnahme auf Synonymik und Antiquitäten unter Berücksichtigung der besten Hilfsmittel ausgearbeitet, 2 Bände, Darmstadt.
Per il complemento dell'etimologia, specialmente dei tipi di base, servono come referenza:
  • Wartburg, Walther von (1922-1967): Französisches Etymologisches Wörterbuch. Eine Darstellung des galloromanischen Sprachschatzes, 25 Bände, Basel (FEW), con i suoi commenti (che chiudono i singoli articoli) che sono fondamentali spesso oltre il francese e a volte persino oltre il romanzo.
  • Kluge
  • DELI
  • Bezlaj e anche l'edizione più recente Snoj. Cf. generalmente per le etimologie slave Berneker

auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer

Tags: Dokumentation



Etimologia  (Citazione)

Per mettere allo scoperto gli strati linguistici, la stratigrafia esige l'etimologizzazione. Il commento etimologico parte dal tipo di base e persegue uno scopo triplo:
- rintracciare la lingua d'origine della base lessematica;
- motivare l'appartenenza di tutti i tipi morfologici uniti a questo tipo di base; sono decisive le regolarità della fonetica storica e la plausibilità semantica delle relazioni di concetto che si scoprono;
- ricostruire le vie di prestito se il tipo di base è diffuso in più aree linguistiche; non appena le lingue dell'etimo da un lato e dell'informante dall'altro non corrispondono, si constata automaticamente contatto linguistico.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation Kooperation



Etnolinguistica  (Citazione)

Nella tradizione di ricerca romanistica, soprattutto però in quella italianistica la dialettologia fu legata sin dall'inizio, vuol dire in Italia almeno da Giuseppe Pitré, molto strettamente alle scienze sociali, più precisamente alla sociologia e all'etnologia. Da questa prospettiva, tutta la geolinguistica può essere capita persino come disciplina parziale di una 'etnoscienza' superiore. Quest'espressione (dall'inglese ethnoscience) non si è però potuta stabilire né in Italia né in Germania. Nel Manuale di etnoscienza di Giorgio Raimondo Cardona (Cardona 1995) , testo molto sagace e informativo, c'è scritto:


"[...] il prefissoide etno- permette un'immediata 'etnologizzazione' di qualunque sottodisciplina [...]. L'inglese offre ancora un altro tipo di formazione, quella con folk- (folk-taxonomy), che ha però lo svantaggio di non essere altrettanto facilmente esportabile quanto il suo concorrente grecizzante.

Il termine con etno- copre però due cose distinte, nella letteratura: etnobotanica può significare:
a) una vera botanica scientifica, ma ritagliata sull'habitat, uso ecc. di una specifica etnia;

b) la scienza botanica posseduta da una specifica etnia.
Nel primo caso, il ricercatore è soprattutto un naturalista, che compie il suo lavoro consueto, anche se con una particolare attenzione alle denominazioni locali ecc.; nel secondo il ricercatore è piuttosto un antropologo conoscitivo, che studia come venga categorizzato il mondo naturale da una data etnia; dei dati naturalistici egli si servirà soprattutto per ancorare le classificazioni così individuate a referenti reperibili e riconoscibili anche per chi è esterno alla cultura studiata. [...]

Gran parte dell'analisi etnoscientifica si basa sull'analisi di enunciati della lingua del gruppo [...] " (Cardona 1995, 15 f.; grassetto aggiunto da T.K.)

L'etnoscienza così abbozzata viene chiamata nella tradizione nordamericana anche cultural anthropology (it. antropologia culturale). Nello spazio tedescofono si è inoltre fatta una distinzione tra Volkskunde per l'indagine di culture indigene e Völkerkunde per l'indagine di culture straniere, soprattutto non-europee. Al presente si utilizza invece spesso generalmente il termine Ethnologie (it. etnologia) con un ramo particolare dell'etnologia europea (nel senso della Volkskunde). Per questo, la denominazione etnolinguistica non è univoca nemmeno perché spesso è limitata allo studio linguistico di culture non europee (cf. Senft 2003), benché non debba escludere quelle europee. La separazione categorica risulta sempre più insensata riguardo ai flussi migratori in massa e ampi.

Rimane da chiarire un'imprecisione nel passo citato da Cardona: riguardo il prefissoide etno-, che è utilizzato da un lato come sinonimo dell'ingl. folk e dall'altro lato riguardo all'etnia. Con folk (in folk-taxonomy ecc.) si riferisce a conoscenze e convenzioni dei non specialisti risp. non scienziati riguardo alla cultura del quotidiano. È proprio in questo senso che anche etnia (risp. etno-) si riferirebbe a comunità culturali rispetto al mondo del quotidiano senza però implicare rappresentazioni idealizzate di omogeneità, arcaicità, isolamento sociale ecc. La distinzione di Cardona (a vs. b) rimanda inoltre a due prospettive di ricerca complementari nelle scienze culturali e sociali.

Riassumendo, la ricerca dialettologica nel senso di Cardona (anche in seguito) può essere denominata come 'etnolinguistica' se rileva e analizza i dati linguistici in rapporto stretto con la cultura del quotidiano dei parlanti.

È direttivo per la tradizione etnolinguisticamente orientata della dialettologia italiana lo studio nato da osservazione partecipante di Hugo Plomteux 1980 sulla Cultura contadina in Liguria. Dal punto di vista etnolinguistico è molto ben analizzata la Sicilia, rispetto alle altre regioni è forse persino la regione analizzata nel miglior modo possibile. Ne fanno parte i seguenti studi/lavori: Fanciullo 1983 e altri lavori importanti sviluppati nel quadro dell'Atlante linguistico della Sicilia. Le seguenti opere informano delle tecniche e tradizioni ogni volta analizzate: Bonanzinga/Giallombardo 2011, Matranga 2011, Sottile 2002 e Castiglione 1999.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)





Tags: Dokumentation



Famiglie linguistiche nelle Alpi  (Citazione)

Nel territorio della Convenzione delle Alpi e con ciò nella zona dell'inchiesta di VerbaAlpina si parlano tradizionalmente lingue di tre famiglie linguistiche diverse. Tutte e tre sono rappresentati da continui dialettali. Il grado di differenziazione di questi continui dipende evidentemente anche dall'estensione della loro area di diffusione. La frammentazione della zona romanza è più grande di quella germanica e quella è più grande di quella slava; gli atlanti linguistici relativi informano della situazione dialettale. In VerbaAlpina, i punti d'inchiesta dei diversi atlanti vengono connessi tra di loro e ne risulterà una rete ampia plurilingue. Sul livello delle lingue nazionali superiori risp. delle lingue di minoranza che sono regionalmente implementate solo la Romania alpina è spezzata ulteriormente. A parte dell'italiano e del francese sono ufficialmente riconosciuti come lingue nazionali o lingue di minoranza in Svizzera il romancio e in Italia l'occitano, l'arpitano (o franco-provenzale) ufficialmente riconosciuto in Valle d'Aosta, il ladino dolomitico e il friulano. Nella Slavia alpina e nella Germania alpina esiste solo una lingua standard alla volta: il sloveno nel primo caso e il tedesco nel secondo caso. Riguardo alla lingua pluricentrica tedesco sono però da differenziare almeno tre varietà standard nazionali coesistenti in Svizzera, in Germania e in Austria.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)


Tags: Dokumentation



Fonti  (Citazione)

Si riuniscono fonti di tipo molto differente in VerbaAlpina. Sono da differenziare fonti già pubblicate (atlanti, dizionari, descrizioni di dialetti locali) da un lato e fonti nuove, rilevate dal progetto stesso. Ne fanno parte dati rilevati da membri dello staff, come p.es. da Beatrice Colcuc, come anche dati che vengono raccolti dalla crowd, cioè da parlanti che non sono personalmente conosciuti al progetto. VerbaAlpina prende in considerazione esclusivamente fonti che forniscono dati già georeferenziati o almeno georeferenziabili. Tuttavia, questi dati devono essere trattati sistematicamente differentemente alla luce della tipizzazione. Enunciati foneticamente esattamente trascritti vengono marcati come 'attestazione singola' da VerbaAlpina. Ha senso allora di raggruppare queste attestazioni singole seguendo certi criteri ('tipizzare'); dati che si trovano in forma ortografica nella fonte possono essere riguardati come tipizzati fin da principio perché questa forma della resa scritta toglie molta varianza fonetica. Per questo, VerbaAlpina non indica soltanto la fonte ma precisa anche lo stato sistematico del dato linguistico in questione ('attestazione singola' vs. 'tipo fonetico' vs. 'tipo morfo-lessicale') come è indicato dalla fonte. Non valgono come fonti i dizionari di referenza che forniscono la garanzia lessicografica per i tipi morfo-lessicali e a cui si rimanda nel caso ideale attraverso un link. Nel seguito, alcuni esempi:

(1) La fonte fornisce un'attestazione singola:

attestazione singola: [a̠lpˈejo̞] – luogo: Bassano del Grappa – fonte: ALD-II 848_1, 181 (Valrovina)
tipo fonetico: (non tipizzato)
tipo morfo-lessicale: Treccani alpeggio (rom. m.)
tipo di base: alpe; cf. DELI 42
concetto: ALPEGGIO


(2) La fonte fornisce un tipo fonetico:

(Non esiste nessuna attestazione singola) – luogo: Adelboden
tipo fonetico: Anke – fonte: SDS V_179_1, BE104
tipo morfo-lessicale: Anke (ger. m.), cf. Idiotikon s.v. Anke, 1, 341 ff.
tipo di base: anko; cf. Kluge 2001, 47
concetto: BURRO


(3) La fonte fornisce un tipo morfo-lessicale:

(Non esiste nessuna attestazione singola) – luogo: St. Peter-Pagig
tipo fonetico: Putter – fonte: SDS V_179_1, GR22
tipo morfo-lessicale: Butter (ger. n.), cf. Idiotikon s. v. [[Butter, 1, 341 ff. – fonte: SDS V_179_1, GR22
tipo di base: butyru(m); cf. DELI 178
concetto: BURRO


(4) La fonte fornisce un tipo morfo-lessicale che esiste nel tedesco standard, però solo per un altro concetto:

tipo morfo-lessicale: Pelz Duden s.v. Pelz (nicht für dieses Konzept); Idiotikon s.v. Belz P-, 4, 1222 – fonte #SDS nachtragen#
concetto: PELLE SUL LATTE, RAFFREDDANDOSI DOPO IL BOLLIRE

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation Kooperation Crowdsourcing



Fotografie  (Citazione)

La mediateca di VerbaAlpina contiene una collezione vasta, continuamente crescente di fotografie georeferenziate. Queste servono a uno scopo doppio. Da un lato rimandano a referenti concreti con tutte le loro particolarità idiosincratiche. Queste possono essere molto spiccate soprattutto riguardo a edifici. Dall'altro lato le foto dovrebbero illustrare un concetto in un modo il più chiaro possibile e diventare così la base per il rilevamento di ulteriori denominazioni del concetto. Lo scopo di questa funzione è perciò non quella di riconoscere un referente specifico, come p.es. una baita specifica. Anzi, questo sarebbe piuttosto fastidioso perché in questo caso gli informanti tendono a menzionare il nome proprio di un alpeggio e non le denominazioni del concetto. Questo rischio è però limitato: un malinteso fondamentale risulta in fondo solo nei casi in cui gli informanti riconoscono una persona conosciuta: in questo caso, le caratteristiche individuali attraggono la concentrazione completa dell'osservatore cosicché la persona rappresentata viene chiamata spontaneamente e istintivamente col nome ("ma questo è il Willi!") – e non con la funzione che essa esercita sulla fotografia (CACIAIO). A rigore l'uso di disegni idealizzati in luogo di fotografie di oggetti concreti sarebbe più adatto per il rilevamento di denominazioni. Questo fallisce però a causa dell'assenza di modelli adeguati. Tutte le rappresentazioni di referenti sono connesse con le categorie "concetto" e "denominazione" attraverso il database.

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Geolinguistica analogica  (Citazione)

Le dimensioni epistemiche che fanno parte dell'orizzonte di VerbaAlpina, cioè le COSE, i CONCETTI e le PAROLE, sono di regola uniti in modo molto stretto e spesso completamente indefinito nella forma di presentazione della geolinguistica tradizionale. Un caso esemplare è quello della carta AIS 1192a LA CASCINA DI MONTAGNA. Il titolo della carta ha a priori lo status di un concetto, cioè FABBRICATO, "wo ein gut ausgebildeter Käser ('Senn') mit Hilfspersonal die Milch sachgemäss zu Käse, Butter, Zieger verarbeitet" (traduzione: 'dove un caciaio ben qualificato lavora il latte e produce in modo appropriato formaggio, burro, ricotta con del personale ausiliario'). Di più, si apprende che si tratta di un iperonimo perché qualche cascina serve allo stesso tempo da magazzino per il latte e il formaggio mentre in altri casi esistono delle cantine speciali per il latte e il formaggio che possono essere o aggiunte o isolate e dove scorre attraverso spesso un corso d'acqua. Inoltre è da distinguere la "meist massive steinerne Sennhütte" (traduzione: 'la cascina massiccia per lo più di pietra') da quelle di legno ecc. Con altre parole: esiste un'intera tipologia di concetti subordinati e più specifici senza che sia sempre chiaro per il caso singolo quale capanna è intesa con la parola attestata sulla carta. Il concetto nel titolo della carta è dunque spesso troppo poco specificato e non può essere esclusa in alcun luogo l'esistenza di altre denominazioni per capanne più specifiche; i dizionari di dialetto confermano molto regolarmente quest'impressione. Allo stesso tempo compaiono due altri concetti che non sono degli iponimi di CASCINA: CANTINA PER IL LATTE e CANTINA PER IL FORMAGGIO. Inoltre ci si riferisce nella stessa legenda alla frequente presenza di stalle (per diversi animali, anche per porci), dunque a un terzo concetto. Le denominazioni per questi ulteriori concetti non vengono registrate nella carta topografica, bensì al margine in forma di liste che mostrano per lo più solo attestazioni per pochi luoghi. Allo stesso tempo si hanno spesso delle parole polisemiche nelle liste che denominano concetti completamente diversi nei singoli luoghi. Si confronti a questo proposito il tipo kort che nella lista è attestato per il concetto di STALLA DI MONTAGNA nei luoghi AIS 107 e 109 benché denomini un concetto completamente diverso in una delle due attestazioni (punto 109), cioè quello di POSTO DI SOSTA E DI MUNGITURA PER BESTIAME PRESSO LA CASCINA DI MONTAGNA.





Inconsistenze di questo tipo devono assolutamente essere eliminate quando si registrano dei dati digitalmente; è un requisito fondamentale la separazione stretta delle dimensioni menzionate, per così dire la decostruzione sistematica dell'informazione offerta.





Al termine di questo processo tutte le informazioni possono essere richieste e visualizzate dal database in categorie consistenti e in qualsiasi combinazione.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)


Tags: Dokumentation



Geolinguistica plurilingue  (Citazione)

Uno degli scopi di questo portale è quello di enucleare la forza determinante del contatto linguistico e specialmente della sua condizionatura etnolinguistica nello sviluppo dello spazio linguistico alpino. La concezione del database permetterà di rappresentare i prestiti rilevati anche quantitativamente nel loro accumulo locale perché questi risultano automaticamente quando l'appartenenza di un informante a una delle tre famiglie linguistiche non corrisponde a quella dell'etimo. Sono tre le famiglie linguistiche che costituiscono la regione alpina moderna in forma di continua dialettali di estensione e soprattutto di differenziazione diverse. Le zone di diffusione di queste tre famiglie linguistiche non sono d'altronde raffigurabili in Stati specifici. Il germanico è rappresentato da varietà alemanne e bavaresi che possono essere attribuite alla lingua tedesca pluricentrica. Tuttavia il riferimento comune alle varietà standard svizzera, tedesca e austriaca, che solo crea l'appartenenza alla stessa comunità linguistica, in certe isole linguistiche di lingua walser e di bavarese antico (cimbre) non esiste più in realtà.
Le varietà del continuum romanzo possono – in contrasto con l'area germanofona – essere attribuite a diverse lingue; oltre al francese e all'italiano si tratta ai sensi del riconoscimento politico in Svizzera e in Italia di occitano, francoprovenzale, romancio, ladino e friulano.
Lo slavo è rappresentato da dialetti sloveni che vengono parlati tranne che in Slovenia anche in parecchi comuni italiani e austriaci. Non è però tra gli scopi di VerbaAlpina di descrivere nel modo più completo possibile i dialetti della zona alpina, di enucleare i confini dei dialetti locali o regionali e di rappresentare lo spazio in certo qual modo come mosaico di varietà. Dovranno piuttosto manifestarsi le caratteristiche (soprattutto lessicali) che sono diffuse oltre i confini di singoli dialetti e lingue mostrando così – grazie al dispositivo spaziale del progetto – le comunanze etnolinguistiche .





Visto che dialetti formano in sé dei sistemi linguistici completi si può affermare riguardo all'analisi comune di tre continua 'geneticamente' diversi che in questo progetto viene analizzato il contatto linguistico in prospettiva di una geolinguistica plurilinque.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation Kooperation



Georeferenziazione  (Citazione)

La georeferenziazione (utilizzando gradi di latitudine e di longitudine) è un criterio di ordine essenziale per la gestione dei dati di VerbaAlpina. L'esattezza di questa referenziazione varia a seconda del tipo di dati, si aspira però a una referenziazione la più esatta possibile, precisa al metro stesso. Nel caso di dati linguistici da atlanti e dizionari è possibile di regola solo una referenziazione approssimativa secondo il toponimo; nel caso di p.es. dati archeologici sono però possibili georeferenziazioni precise al metro stesso. Possono essere salvati punti, linee (come strade, fiumi ecc.) e superfici. Dalla prospettiva tecnica viene utilizzato soprattutto il cosiddetto formato WKT (https://en.wikipedia.org/wiki/Well-known_text) che viene trasferito nel database di VerbaAlpina a un formato MySQL specifico attraverso la funzione geomfromtext() (https://dev.mysql.com/doc/refman/5.7/en/gis-wkt-functions.html. L'output nel formato WKT succede attraverso la funzione MySQL astext().

Il retino di referenza della georeferenziazione forma la rete dei comuni politici nello spazio alpino che possono essere rappresentate o come superficie o come punti. Ne formano la base le demarcazioni del confine dei comuni che VerbaAlpina ha ricevuto dal suo partner Convenzione delle Alpi; i dati corrispondono allo stato di 2014 circa. Un aggiornamento di questi dati che cambiano spesso a causa di riforme amministrative è superfluo perché si tratta solo di un quadro di referenza geografico dal punto di vista di VerbaAlpina. La raffigurazione di punto del retino di comune viene dedotta attraverso algoritmi dai confini di comune ed è dunque secondario. I punti di comune stabiliti rappresentano i centri geometrici delle superfici di comune e marcano soltanto per caso la capitale o il punto centrale del comune. Se necessario, tutti i dati possono essere proiettati sul punto di comune stabilito o singolarmente o cumulativamente. Questo è il caso per esempio per i dati linguistici di atlanti e dizionari.
#Passus über Polygonkarte in Method_Kartographie übertragen#

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)


Tags: Dokumentation Kooperation Crowdsourcing



Informante  (Citazione)

Il termine informante viene inteso tecnicamente in VerbaAlpina perché comprende due cose diverse a seconda della fonte: negli atlanti tutti i dati linguistici sono trasparenti di regola fino al parlante stesso; nella banca-dati questi informanti sono identificabili attraverso un numero individuale (id). Di più, gli informanti sono cronoreferenziati attraverso l'anno del rilevamento e georeferenziati attraverso il luogo del rilevamento. Nei vocabolari georeferenziabili è invece normalmente impossibile identificare parlanti concreti. Per motivi tecnici dovuti alla banca-dati anche a ogni fonte di questo genere viene attributo un numero di identifcazione individuale come fosse un informante particolare. Ogni informante è assegnato a una famiglia linguistica; quest'assegnazione di lingua viene trasmessa automaticamente a tutti i dati linguistici che risalgono a questo informante.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Kooperation Crowdsourcing



Informatica umanistica  (Citazione)

Il progetto VerbaAlpina è stato congegnato fin da principio tenendo presente la conformità al web perché vuole contribuire decisamente al trasferimento delle tradizioni umanistiche solide, più precisamente della geolinguistica, all'informatica umanistica, ingl. digital humanities.

Questo significa quanto segue:
(1) La base empirica della ricerca consiste in dati (cf. Schöch 2013), vale a dire in unità digitalmente codificate e strutturate o almeno strutturabili; ci si tratta di dati parzialmente già pubblicati e digitalizzati in un secondo momento (come p.es. i materiali di atlanti più vecchi), parzialmente si tratta però anche di dati che sono da rilevare attualmente. Con vista sui concetti rilevanti si aspira a raccolte di dati le più vaste possibili. Il metodo è quindi quantitativo e ampiamente induttivo.
(2) La communizione di ricerca ha luogo sotto le condizioni mediali dell'internet. Ciò offre in primo luogo la possibilità di intrecciare ipertestualmente media diversi (scrittura, illustrazione, video e audio); inoltre i ricercatori, i partner di cooperazione del progetto e/o gli informanti possono comunicare e cooperare tra di loro continuamente.
(3) Ci si offre così a scienziati interessati la possibilità di partecipare allo sviluppo di questa piattaforma scientifica progettuale e collaborativa. Questa prospettiva è utile e produttiva sotto almeno due aspetti: permette di collegare diverse sedi e – soprattutto – di promuovere la combinazione costruttiva di tecnologia dell'informazione e geografia linguistica con delle risorse pubbliche senza dover ricorrere all'assistenza di imprese private che si occupano di tecnologia dell'informazione (assistenza che inoltre può creare dei problemi sia giuridici che economici).
(4) Il sapere rilevante per il progetto può essere accumulato e modificato continuamento anche a più lungo termine benché la garanzia di una disponibilità durevole non sia ancora da prestare facilmente dal punto di vista tecnico (cf. a questo proposito la infrastruttura scientifica CLARIN-D http://de.clarin.eu/de/home.html, sito disponibile solo in tedesco e inglese). Da questa prospettiva non è una richiesta centrale del progetto la pubblicazione dei risultati sotto forma di libri, CD, DVD. Tuttavia viene installata un'opzione di stampa posticipata così come la offre talvolta anche la lessicografia online, come lo fa p.es. il Tesoro della Lingua Italiana delle Origini in modo esemplare.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Kooperation Crowdsourcing



Lingua  (Citazione)

Il template di questo portale sarà disponibile in diverse lingue standard, vale a dire (in ordine alfabetico) in francese, inglese, italiano, romancio (rumantsch grischun), sloveno e tedesco. Nel caso del tedesco, c'è da aspettarsi che ci si trovino delle varianti standard svizzere e austriache a seconda dell'autore/autrice. Indipendentemente dalla lingua scelta l'utente ha sempre accesso a tutti i materiali linguistici in tutti i dialetti e tutte le lingue rilevati.


(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Modellazione dei dati  (Citazione)

v. modello relazionale

Tags: Dokumentation Kooperation Forschungslabor



Modello relazionale  (Citazione)

Il modello relazionale organizza informazioni in forma di una o più tabelle. La denominazione deriva dal fatto che tabelle siano designate nel linguaggio tecnico anche come "relazioni". Le righe di una tabella vengono anche chiamate "record" o "tupla", le colonne si chiamano anche "caselle", "attributi" o "campi dato". Una tabella può consistere, almeno in teoria, di un numero illimitato di righe e colonne. Una tabella esistente può essere allargata in qualsiasi momento sia da righe nuove sia da colonne nuove. Una collezione di più tabelle può essere designata come database. Per la gestione di una tale collezione di tabelle/un tale database sono impiegati dei cosiddetti sistemi di gestione di banca-dati come p.es. MySQL oppure PostgreSQL. L'amministrazione dei dati così come anche la loro analisi avviene per mezzo di un linguaggio formale specifico, il cosiddetto Structured Query Language (SQL), sviluppato specialmente per l'impiego di dati in formato relazionale. Questo linguaggio esiste tra l'altro in una versione standardizzata dall'ISO (Wikipedia).
Esistono regole proprie per la rappresentazione di informazioni nel modello relazionale (p.es. la cosiddetta normalizzazione). Allo stesso momento, la scelta concreta della modellazione dipende dall'applicazione e l'adempimento di certe regole di modellazione esistenti rappresenta in certi casi un ostacolo dalla prospettiva della usability e dalla performance. In pratica, ogni modellazione di dati rappresenta un compromesso tra i vantaggi delle regole teoriche, delle esigenze tecniche e della usability. Inoltre un modello di dati scelto può essere cambiato in qualsiasi momento ed essere adattato alle esigenze cambiate.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Modo di citare  (Citazione)

Agli utenti di VerbaAlpina viene raccomandato il modo di citare seguente dei dati linguistici messi a disposizione:

  • Registrazione di VerbaAlpina in una bibliografia
VerbaAlpina (VA), http://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de,[versione].

La menzione della data dell'ultimo accesso non è necessaria perché le versioni di citazione – a differenza della versione di lavoro XXX) sono stabili e non vengono più cambiate (cfr. Controllo versione).

Esempio:
VerbaAlpina (VA), http://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de, 15/1.

  • Citazione di un'entrata di glossario:
[Autore/i]: s.v. “[lemma]”, in: VA-[Abbreviazione di lingua secondo ISO 639-1] [versione], Metodologia , [URL dell'entrata di glossario].

Esempio:
Krefeld, T. / Lücke, S. / Oberholzer, S.: s.v. “Tipizzazione”, in: VA-it 15/1, Metodologia, http://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de/it/?page_id=21&letter=T#tipizzazione.

Come autori sono da citare sempre le persone che sono menzionate sotto l'entrata di glossario.

  • Citazione di un'attestazione singola:
[citazione]|[categoria]|[luogo]|[abbreviazione della fonte]#[referenza]|VA_[versione]

Esempi:
Hütte|Tipo morfologico|Herisau|SDS#VII_244_1|VA_15/1
Chääsera|Tipo fonetico|Hinteres_Diemtigtal|SDS#VII_244_1|VA_15/1
Käserei|Tipo di base|Hinteres_Diemtigtal|SDS#VII_244_1|VA_15/1

Informazione 1: Il carattere di separazione pipe (barra verticale) | va inserito premendo il tasto shift e il tasto < > sulle tastiere di computer con sistema operativo Windows. Con computer con sistema operativo iOS la combinazione di tasti è la seguente: Shift+Alt+L.
Informazione 2: Sono da utilizzare le abbreviazioni di lingua secondo ISO 639-1 seguenti: per il tedesco de, per il francese fr, per l'italiano it, per il romancio rm, per il sloveno sl.

(auct. Stephan Lücke | Susanne Oberholzer – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Moduli  (Citazione)

v. Controllo versione

Tags: Publikation



Notazione  (Citazione)

Nei contributi testuali vengono utilizzati i principi di notazioni seguenti, ampiamente usuali: le forme linguistiche (esempi di attestazioni) vengono scritte in corsivo; il significato viene marcato da virgolette singole, p.es. deu Käse 'formaggio'. Ai concetti (realtà extralinguistiche) si riferisce con maiuscole. La differenza tra significato linguistico e concetto è importante nei casi in cui non esiste una parola per certi concetti in singole lingue/singoli dialetti, come nel caso di FORMAGGIO RICAVATO DAL LIQUIDO RIMASTO DOPO LA PRIMA ROTTURA DELLA MASSA SOLIDA. Si dice ita ricotta, fra sérac, alemannico Ziger ecc. per questo. Una parola in tedesco standard manca però.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Onomastica  (Citazione)

I risultati onomastici, specialmente in toponomastica, sono d'importanza fondamentale per la valutazione di una continuità d'insediamento che sopravvive al cambio di lingua (cfr. riguardo alle Alpi già Steub 1867 e von Greyerz 1933). Sono da distinguere due tipi semantici: da un lato vengono adottate delle forme antiche da lingue di sostrato ("[j]ene oft unangenehmen Verräther anderer Zeiten", (traduzione: quei traditori spesso sgradevoli di altri tempi) come lo espresse Steub 1867, 142). Il mettere allo scoperto di queste forme deve osservare le regolarità della fonetica storica e allo stesso tempo sono da aspettarsi eccezioni molteplici che spesso sono dovute a rimotivazione dell'etimologia popolare. Dall'altro lato ci sono dei nomi 'parlanti' con cui venivano denominati i parlanti delle lingue di sostrato, come per esempi nei nome alemannici e bavaresi con la base wal(l)-, walch-, welsch- 'romanzo' (cfr. il lavoro classico di Ernst Schwarz 1970). Il modo di procedere può avvenire da due prospettive opposte, vale a dire cercando corrispondenze più giovani o attuali da attestazioni antiche (in itinerari, su pietre miliari ecc.) o viceversa identificando etimi in forma di attestazioni antiche o ricostruzioni linguistiche per forme attuali.
La prima prospettiva è senza dubbi più facile a causa della quantità di dati d'input limitata; ne risulta un patrimonio di base di nomi romani per la maggior parte ben localizzabili; questo può venir analizzato sistematicamente. Ben più impegnativo e anche considerevolmente più rivelatore è la prospettiva retrospettiva. Qui mancano ampiamente le condizioni per un lavoro coronato di successo che copre un grande spazio; molte aree non sono esplorate onomasticamente perché mancano sia le varianti dialettali recenti sia le attestazioni preste. Almeno in Svizzera si è cominciato un lavoro promettente offrendo il portale onomastico svizzero ortsnamen.ch.
A parte i toponimi che si riferiscono a insediamenti è importante la documentazione di microtoponimi (per esempio di montagne e alpi) perché permette deduzioni riguardo all'uso continuativo del terreno. A questo proposito si osservi l'esempio seguente che però è un esempio molto preliminare: Franz Weindauer 2014 scrive nel suo lavoro importante sull'insediamento altomedievale dell'Alta Baviera meridionale e dei terreni adiacenti tirolesi e salisburghesi le frasi seguenti riguardo al risultato dell'interpretazione completa dei reperti archeologici: "Der Abgleich mit den Ergebnissen der Ortsnamenkunde und der Patrozinienforschung hat ergeben, dass erneut die bereits in spätrömischer Zeit besiedelten Regionen stichhaltige Hinweise auf romanisches Leben im Frühmittelalter liefern. Dazu zählen in erster Linie das Ammerseegebiet, das Werdenfelser Land, das östliche Chiemseegebiet und der Rupertiwinkel, aber beispielsweise auch die Region um das Mangfallknie, um Rosenheim und um den Starnberger See (Weindauer 2014, 249; traduzione: il confronto dei risultati della toponomastica e della ricerca dei patrocini ha rilevato che di nuovo le regioni già popolate durante l'epoca tardo-romana forniscono indicazioni plausibili di una vita romana nell'Alto Medioevo. Ne fanno parte in primo luogo il terreno intorno all'Ammersee, il Werdenfelser Land, il terreno orientale intorno al Chiemsee e il Rupertiwinkel, ma anche per esempio la regione intorno al Mangfallknie, intorno a Rosenheim e intorno al Lago di Starnberg.). La diffusione dei luoghi del ritrovamento archeologici nella parte alpina dell'area d'indagine di Weindauer si orienta manifestamente ai valichi, per esempio al percorso del Brennero che si divide in un ramo occidentale (per il Zirlerberg a Garmisch e nella zona prealpina) da Innsbruck (guardando da sud) e un ramo orientale (l'Inn in giù). Già uno sguardo toponomastico superficiale sui Monti del Karwendel, che si trovano tra questi due percorsi e dove non si trova fino a oggi nessun insediamento più grande, rivela romanismi evidenti o parole preromane che furono trasmesse in forma romanza a solo pochi chilometri di distanza:
* la Fereinalm < lat. veranum, cfr. spagn. verano 'estate' come anche la galleria della Vereina nell'Engadina Bassa;
* la Krapfenkarspitze per la base preromana *krapp- 'roccia', cfr. romancio crap con numerose attestazioni nella toponomastica grigionese (cfr. Schorta 1964, 111-114);
* la Pleisenspitze per la base preromana *blese 'ghiaione d'erba ripido', cfr. romancio blaisch, blais, bleis, bleisa (cfr. DRG 2, 373 così come anche le numerose attestazioni toponomastiche in Schorta 1964, 44-46);
* il Hochgleirsch per lat. glarea 'ghiaia' + iciu con spostamento dell'accento alla prima sillaba; cfr. le corrispondenze svizzere, come il toponimo romancio glaretsch a Disentis (cfr. Schorta 1964, 164) e il toponimo alemannico della Svizzera orientale Glaretsch a Pfäfers (cfr. ortsnamen.ch);
* la Larchetalm < lat. laricetum 'bosco di larici', da larix + etum, cfr. le numerose attestazioni romance del tipo laret, alla variante latina larictum in Schorta 1964, 185;
* il nome di monte Juifen < lat. iugum 'giogo', di nuovo diverse parallele sparse nell'area d'indagine, cfr. i toponimi Juferte nella Simmental al sud di Berna, diversi Juf e giuf, giuv nei Grigioni (tutti nel portale toponomastico della Svizzera), come il Jaufenpass nell'Alto Adige; un po' a est dal Juifen si trova il monte Guffert, il cui nome deve essere messo fianco a fianco alla variante della Simmental menzionata.
Un'analisi accurata ne estrarrebbe ancora molti di più. Si osservi inoltre la forma fonetica romanza e non più latina dell'ultimo esempio (-g- > -v-, -f). Tutti questi esempi di toponimi presuppongono un contatto con una popolazione di lingua romanza, la quale utilizzava la montagna per la sussistenza e probabilmente anche per l'acculturazione alla sua forma di vita. In questo senso si espresse già Gamillscheg 1935, 306: "Der alemannische und bajuwarische Bauer, der dem neubesiedelten Boden seine Frucht abringt, stellt die Verbindung mit den unter gleich hart Bedingungen arbeitenden Romanen her. Nichts zeigt deutlicher, daß sich hier keine nationalen Kämpfe abgespielt haben, als die Tatsache, die altromanischen Ortsnamen und die jüngeren deutschen hier ebenso friedlich nebeneinander weiterbestehen wie Ladiner und Deutschtiroler. Das Eindringen der Alemannen und Bajuwaren in den rätisch-norischen Alpen hat keine Kulturzerstörung im Gefolge gehabt." (traduzione: Il contadino alemannico e bavaro che fa di tutto per avere frutto dal suolo recentemente popolato, stabilisce il collegamento con i romani che lavorano sotto le stesse condizioni dure. Niente mostra più chiaramente che qui non si svolsero lotte nazionali che il fatto che i toponimi romani antichi e quelli più giovani tedeschi ci coesistano pacificamente gli uni presso gli altri come i ladini e i tirolesi di lingua tedesca. L'invasione degli Alemanni e dei Bavari nelle Alpi retiche-noriche non fu seguita da una distruzione culturale.)

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)


Tags: Dokumentation



Orrizonte epistemico  (Citazione)

Questo portale informa in tre dimensioni diverse:

(1) della realtà extralinguistica ('cose'),
(2) di concetti, ovvero: categorie onomasiologiche che non sono legate a lingue o dialetti particolari,
(3) di espressioni linguistiche delle lingue e dei dialetti indagati.

Il maneggio separato di (2) e (3) è fondamentale perché i concetti rilevanti non sono individuati sempre in tutta la zona d'inchiesta con dei termini specifici (cioè non sono tutti e dappertutto 'lessicalizzati'). Così in gran parte della zona bavarese non esiste una parola per il formaggio prodotto dal siero di latte (cfr. alem. Ziger, ital. ricotta, franc. sérac) mentre per la massa di formaggio fresca non ancora modellata (bav. Topfen, ted. Quark) manca spesso un termine nei dialetti romanzi così come anche nell'italiano standard non esiste una denominazione. La relazione di (1) da un lato e (2) e (3) dall'altro lato è talvolta anche più problematica di quanto pare a prima vista: così ci si trovano a volte delle espressioni con status semiotico incerto perché non risulta dai dati se si tratta di denominazioni di concetti o piuttosto di nomi per cose; è il caso p. es. quando un parlante chiama un certo pascolo montano, per esempio quello che usa lui stesso, con il nome generico di munt, alla lettera 'monte', o pastüra 'pascolo'.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)



Tags: Publikation



Polirematiche  (Citazione)



Tags: Dokumentation



Profilo di similarità etnolinguistica  (Citazione)

Dal punto di vista etnolinguistico di questo progetto i tipi di base formano il fondamento dello spazio alpino plurilingue. Nel senso di una raffigurazione sintetica sono previste due funzioni diverse di mappatura quantitativa:
  1. Anzitutto le voci alpine sono di interesse particolare; il loro insieme forma per così dire un tipo astratto ideale a cui si avvicinano più o meno i singoli dialetti locali. A questo corrisponde la mappatura della similarità graduale che è stata ispirata dalla raffigurazione del champ gradient de la gasconité nel ALG 6.
  2. Quindi verrà mappata (secondo il modello dell'ASD) il grado di similarità relativa di tutte le località di rilevamento comparando e visualizzando i tipi di base che una qualsiasi località di rilevamento e una qualsiasi altra località come punto di riferimento hanno in comune.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Pubblicazione  (Citazione)

La pubblicazione diretta di risultati, indipendente da case editrici è parte integrale di VerbaAlpina. Non tutto quello che è chiamato pubblicazione serve alla PUBBLICAZIONE. Così il mezzo tradizionale dell'impressione causa intanto il contrario assoluto: sottrae delle informazioni al pubblico che gli dovrebbero esser offerto per quanto possibile in considerazione del sostegno di ricerca tramite fondi pubblici. Queste informazioni potrebbero inoltre essere fornite facilmente al pubblico utilizzando i nuovi media. Le tirature di carta di 200 o 300 copie che sono usuali nelle scienze non creano un 'pubblico' inclusivo, bensì una sfera privata esclusiva. In considerazione delle tecnologie dell'informazione facilmente disponibili non esiste dunque nessuna ragione plausibile di preferire l'impressione come mezzo della diffusione di sapere o di considerarla come soluzione assoluta.
In certe discipline (a quanto ci risulta questo vale tra l'altro per l'informatica) c'è persino una tendenza che rende assurde le possibilità tecniche create con i nuovi media: mentre sarebbe cosa facile di concedere un accesso comodo, mondiale a informazioni e testi, succede ormai il puro contrario aprendo l'accesso corrispondente soltanto dietro pagamento. Questo rappresenta persino un passo indietro in confronto alla pubblicazione su carta tradizionale criticata prima da noi. In questo contesto vogliamo insistere sull'urgenza di evitare tali sviluppi che possono già essere osservati per accenni pure nelle scienze umane.

(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)




Tags: Publikation



Raggruppare e classificare  (Citazione)

Le categorie che possono essere scelte nella 'carta interattiva' offrono spesso già numerose espressioni linguistiche. Così la ricerca del 'concetto' BURRO (cfr. l'illustrazione seguente) dà un risultato di 1449 attestazioni. Per questo, la piattaforma permette di raggruppare e classificare tutte le espressioni rilevanti secondo criteri diversi:





Una selezione secondo tipi di base fa vedere le aree di diffusione che superano i confini di lingua. Ecco un esempio del tipo romanzo butyru(m) nell'area germanofona e il tipo tecesco Schmalz nell'area romanza.

SCHMALZ_BUTYRU
  • tipo di base Schmalz (111 attestazioni)
  • tipo di base butyru(m) (913 attestazioni)

Un'opzione corrispondente c'è anche per la ricerca di tipi morfo-lessicali; la classificazione secondo il criterio 'concetto' è interessante anche indipendentemente dall'area linguistica considerata perché mostra la polisemia di ogni espressione. Ecco due screenshot del modo di procedere per l'esempio di malga:





Risultano i significati seguenti che si trovano tra di loro in relazione chiaramente metonimica:



Polisemia del tipo morfo-lessicale malga

Tags: Dokumentation Forschungslabor



Referente  (Citazione)

Nel triangolo delle categorie linguistiche "denominazione" – "concetto" – "referente", che si riferiscono l'una all'altra, il referente indica la sostanziazione di un concetto – secondo la sua natura – sempre astratto, con altre parole: una cosa concreta, individuale. I referenti che appaiono nei materiali trattati da VerbaAlpina permettono per lo più la rappresentazione figurata come disegno oppure fotografia. Rispetto alle denominazioni e ai concetti, i referenti sono d'importanza secondaria in VerbaAlpina. Rappresentazioni dei referenti, per lo più fotografie, saranno impiegate soprattutto nell'ambito del crowdsourcing come 'ausili' per rendere i referenti più facilmente comprensibili per gli informanti visto che le descrizioni dei concetti a volte sono necessariamente circostanziate.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Repositories  (Citazione)

Il termine "repository" non è definito finora in maniera sufficientemente chiara, è indistinta soprattutto la delimitazione al termine "archivio". Di principio, sotto "repository" s'intende nel mondo digitale dei sistemi di memoria che mirano alla preservazione di dati a lungo termine. Nell'ambito scientifico, repositories vengono condotti per lo più da istituzioni di diritto pubblico. I dati che devono essere preservati sono in prevalenza dati di ricerca. Le proprietà più importanti di un repositorio sono la sicurezza fisica dei dati da conservare così come la conservazione della loro integrità, l'esistenza illimitata dell'istituzione che conduce il repository, la documentazione del contenuto, della struttura e della codifica dei dati memorizzati così come la loro disponibilità indipendentemente dal tempo e dal luogo. Dal punto di vista delle scienze umane un ruolo particolarmente importante in questa questione spetta all'unione Clarin-D e al Textgrid-Repositorium per quanto concerne la Germania.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Retoromancio  (Citazione)

Seguendo la Costituzione federale della Confederazione Svizzera, il termine tedesco 'Rätoromanisch' (versione italiana della Costituzione: 'romancio') viene utilizzato nell'ambito di VerbaAlpina per le varietà romanze del Cantone dei Grigioni che tradizionalmente non vengono considerate italiane (cfr. Gross 2004 e Liver 2010). Con questo non si afferma però in nessun caso l'unione di questo romancio grigionese con il ladino delle Dolomiti e il friulano nel senso di una 'lingua' comune; proprio per questo concetto che oggi non è più accettabile venne coniata l'espressione 'retoromancio' dalla linguistica nell'Ottocento. Graziadio Isaia Ascoli sviluppò l'idea come tale e la denominò 'ladino' in italiano.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Semantica  (Citazione)



Tags: Dokumentation



Stratigrafia  (Citazione)

Le Alpi sono un'area di contatti linguistici variegati fin da tempi preistorici. Questi contatti linguistici risalgono a costellazioni stratigrafiche del tutto diverse (cfr. Krefeld 2003). Di principio, le lingue che sono in contatto in un'area perché ci si trovano dei parlanti o persino delle comunità di parlanti più o meno bilingui vengono denominate adstrati. Se un tipo di base è diffuso solo in una certa area, come per esempio nelle Alpi, e non esiste per il resto nelle famiglie linguistiche coinvolte, la direzione del prestito e la lingua d'origine sono spesso non evidenti (cfr. il tipo di base rom. baita / ted. Beiz, Beisl).
Se la lingua d'origine del prestito non viene più parlata nella zona di diffusione o in parte di essa si distinguono due costellazioni: nel caso del sostrato la lingua d'origine (la lingua di sostrato) veniva parlata nella zona di diffusione prima che la continuità della sua tradizione fosse interrotta e la lingua dominante si affermasse; il romanzo è una lingua di sostrato per tutta la regione alpina di lingua tedesca e slovena. È vero che le parole di sostrato presuppongono cambi di lingua; ma si distinguono lo stesso spesso per continuità regionale o locale straordinaria. Nel caso del superstrato, la lingua di origine dominava per un certo periodo nella zona di diffusione senza però stabilircisi durevolmente. Così in parti della regione alpina in cui oggi si parlano delle varietà romanze predominavano dopo il crollo dell'infrastruttura romana temporaneamente dei superstrati germanici (il gotico, il longobardo); in Slovenia il tedesco aveva questa funzione di lingua si superstrato durante il periodo degli Asburgo.
Tra le tre famiglie linguistiche si svilupparono tre scenari del tutto diversi; riguardo al significato del contatto linguistico per la storia dell'area linguistica è importante soprattutto la cronologia del prestito: si tratta per esempio nel caso di parole romanze nelle aree germanica e slava di parole di sostrato con una continuità di tradizione regionale dall'antichità o di prestiti più recenti di tipo adstratico? La stessa domanda vale mutatis mutandis per i germanismi in area romanza e i slavismi in area tedescofona.



I prestiti sono un indicatore affidabile dei diversi processi di acculturazione storica; quindi pare utile presentarli in modo quantitativo per documentare effetti di una relativa accumulazione locale.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer)


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Strato dell'accesso ai dati  (Citazione)

L'accesso al modulo VA_DB permette di fare una ricerca direttamente nei dati di progetti primari. Quest’accesso può avvenire o attraverso un essere umano (utilizzando il modulo VA_WEB) o attraverso macchine rispettivamente programmi. Questo scenario esiste p. es. anche nella comunicazione tra i moduli VA_WEB e VA_DB all'interno del progetto, ma vale anche per gli accessi automatici, p. es. da elaboratori rispettivamente programmi dei partner di progetto di VA. Nel corso dei lavori di sviluppo riguardo ai moduli VA_WEB e VA_DB è spesso necessario dal punto di vista informatico rispettivamente dal punto di vista della programmazione di cambiare strutture di dati esistenti e di adattarle a esigenze nuove. Questo può causare confusione se un essere umano accede al modulo; se accede invece una macchina rispettivamente un programma è causato semplicemente una funzione errata. Per affrontare questo problema, all'interno di VA_DB c'è una struttura di dati – per gran parte – stabile intermedia in cui vengono proiettate le strutture di dati primarie variabili.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

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Tipizzazione  (Citazione)

La tipizzazione dei dati linguistici georeferenziati fa parte delle esigenze fondamentali del progetto VerbaAlpina. Per questo vengono estratti, per quanto possibile, in un primo passo dei tokens ('parole singole') dopo la trascrizione dei dati d'input. Questi vengono poi inseriti nella casella omonima di database.

L'interesse centrale di VerbaAlpina è la tipizzazione morfologica del materiale linguistico raccolto. Un tipo morfologico viene definito tramite la concordanza delle proprietà seguenti: famiglia linguistica – parte del discorso – parola semplice versus parola affissa – genere – tipo di base lessicale. La forma indicata del tipo morfologico si orienta ai lemmi corrispondenti di certi dizionari scelti (v.s.).

Tramite l'assegnazione a un tipo di base lessicale comune diventa chiara la parentela di tutti i tipi morfo-lessicali uniti – anche oltre i confini linguistici. In tal modo i sostantivi e verbi seguenti (che qui non sono descritti in dettaglio) si possono assegnare a un unico tipo di base: malga (ALPEGGIO, MANDRIA, GREGGE), malgaro (CACIAIO), malghese (PASTORE), immalgare (INALPARE), dismalgare (DISALPARE). Il tipo di base lessicale non dice però nulla sulla storia della parola dei singoli tipi morfo-lessicali: deve quindi essere enucleato ogni volta prima separatamente se un tipo con etimo latino-romanzo che oggi è attestato nell'area germanofona o slovena, come p.es. sloveno bajta 'casa semplice', risale al vecchio sostrato locale o a un contatto romanzo più recente. Per questa ragione viene evitata in questo contesto la denominazione "etimo" che si riferisce di principio alla lingua immediatamente precedente dalla quale deriva una parola storicamente – e non alla sua origine più remota. Tuttvia, in molti casi il tipo di base lessicale è in effetti anche l'etimo di un tipo morfo-lessicale.

I tipi morfo-lessicali formano la categoria centrale nella gestione dei dati linguistici; sono comparabili ai lemmi della lessicografia. Attraverso i succitati criteri robusti e ben misurabili si possono ridurre p.es. i quattro tipi fonetici barga, bark, margun, bargun con il significato CASCINA DI MONTAGNA, STALLA D'ALPEGGIO a tre tipi morfo-lessicali:





L'appartenenza dei tipi morfo-lessicali a famiglie linguistiche (germ., rom., slav.) dipende dalla fonte in questione: risulta nel caso dei dati di atlanti o dizionari, rilevati tradizionalmente, automaticamente tramite gli informanti corrispondenti e viene annotata conformemente nel database. Nel caso dei dati che VerbaAlpina rileva tramite crowdsourcing l' appartenenza linguistica risp. dialettale viene affermata dagli informanti stesso e confermata nel caso ideale quantitativamente da altri informanti; il numero d coloro che confermano un'appartenenza linguistica diventa così uno strumento di convalida dei dati.

Tipi morfo-lessicali sono limitati a una famiglia linguistica. Ne risulta la domanda seguente: quale forma è ideonea per rappresentare un tipo morfo-lessicale nella funzione di ricerca della carta interattiva. Riguardo alle famiglie linguistiche germanica e slava la risposta è piuttosto facile perché tutte e due sono rappresentate soltanto da una lingua standard ('Deutsch' [deu] risp. 'Slowenisch' [slo]). I tipi morfo-lessicale possono quindi essere rappresentati in forma delle loro varianti standard, ovviamente a condizione che esistano corrispondenze del tipo nella lingua standard. Così per esempio per il concetto FORMAGGIO tutti i tipi fonetici corrispondenti dell'alemannico e del bavarese possono essere cercati tramite la forma standard . Nel caso in cui non esistono delle varianti standard, ci si riferisce ai lemmi dei grandi dizionari dialettali (Idiotikon, WBÖ).

Nel caso della famiglia linguistica romanza la situazione è molto più complessa a causa delle numerose lingue piccole non standardizzate in modo sufficiente. Per ragioni pragmatiche è stato scelto la soluzione seguente: tutti i tipi morfo-lessicali vengono rappresentati dalle forme standard francesi e italiane a meno che esistano. Così per esempio tutti i tipi fonetici corrispondenti possono essere cercati tramite p.es. beurre/burro; come dizionari di riferimento servono TLF e Treccani. Se solo una delle due lingue standard possiede una variante corrispondente appare solo questa, come nel caso di (l'appartenenza all'italiano viene indicata attraverso la convenzione di notazione -/ricotta). Se non esiste nessuna variante del tipo nelle due lingue romanze di riferimento, ci si rinvia a un grande dizionario dialettale, come p.es. al LSI. Nel caso che non esistano lemmi affidabili nei dizionari dialettali VerbaAlpina propone una propria rappresentazione grafica del tipo in questione segnata con 'VA'.

È prevista anche la tipizzazione fonetica del materiale linguistico; questo passo è però periferico e non viene realizzato in forma conseguente per questo. La categoria del tipo fonetico è però indispensabile soprattutto perché certi atlanti linguistici (p.es. SDS e VALTS) e i dizionari in genere documentano talvolta (atlanti) o esclusivamente (dizionari) dei tipi fonetici. I tokens vengono classificati secondo criteri della fonetica storica in tipi fonetici (casella di database 'phon_typ') se la tipizzazione fonetica è fatta da VerbaAlpina. L'automazione della tipizzazione fonetica sulla base di algoritmi Levenshtein e soundex viene esaminata e se possibile realizzata.

Attraverso la tipizzazione (costituzione di classi) la molteplicità di dati diventa sempre più chiara; vale dunque la regola: numero dei tokens > numero dei tipi fonetici > numero dei tipi morfo-lessicali > tipo di base. Non è però escluso il caso estremo di una sola attestazione (hapax) che corrisponde a un token, un solo tipo fonetico e un tipo morfo-lessicale come unico rappresentante di un tipo di base. Eventualmente avrà senso filtrare tali forme di hapax dalla rappresentazione.


(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

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Trascrizione  (Citazione)

I materiali linguistici vengono resi in doppia forma grafica per essere all'altezza dei due principi opposti della fedeltà alle fonti e della facile comparabilità:

(1) Versione input nella trascrizione originale
Nel portale di VerbaAlpina vengono riunite delle fonti che derivano da diverse tradizioni scientifiche (romanistica, germanistica, slavistica) e rappresentano delle fasi storicamente diverse della ricerca dialettologica; alcuni dati lessicografici sono stati rilevati all'inizio del secolo scorso (GPSR) e altri solo pochi anni fa (ALD). Per questo è necessario dal punto di vista storico e epistemologico rispettare la trascrizione originale nel miglior modo possibile. Per ragioni tecniche è però impossibile mantenere certe convenzioni in modo invariato. Questo vale soprattutto per le combinazioni verticali di carattere di base ('lettera') e segni diacritici come per esempio quando un segno per l'accento è posizionato sopra un carattere di lunghezza sopra una vocale sopra un diacritico di chiusura (Codice beta). Queste convenzioni vengono trasferite in sequenze lineari di caratteri secondo trascrizioni tecniche definite specialmente per ogni convenzione utilizzando esclusivamente caratteri ASCII (il cosiddetto codice beta). Facendo la codifica beta si può approfittare fino a un certo punto delle somiglianze grafiche intuitivamente comprensibili tra diacritici originali e le corrispondenze ASCII da noi scelte; sono mnemonicamente vantaggiose.

(2) Versione output in IPA
Pensando alla comparabilità e anche alla facilità d'uso è inoltre desiderabile l'output dei dati in una trascrizione unificata. Tutti i codici beta saranno per questo trasferiti in segni IPA attraverso routine di sostituzione specifiche. Un paio di problemi inevitabili nasce per i casi dove a un carattere di base specificato attraverso diacritici nella trascrizione input corrispondono due caratteri di base diversi in IPA. Questo vale soprattutto riguardo al grado di apertura delle vocali dove per esempio i due caratteri di base <i> e <e> in combinazione con il punto di chiusura e uno o due uncini di apertura permettono di rappresentare sei diversi gradi di apertura nella serie palatale; nella codifica beta sono i seguenti: i – i( – i((– e?-- e – e(– e((. Per rendere questi, IPA dispone soltanto di quattro caratteri di base: i – ɪ – e – ɛ.

(auct. Thomas Krefeld | Markus Kunzmann – trad. Susanne Oberholzer)

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Uniform Resource Name (URN)  (Citazione)

v. Digital Object Identifier

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Voci alpine  (Citazione)

Realtà tipicamente alpine (come il CAMOSCIO, il CEMBRO o l'ALPEGGIO) vengono spesso denominate da parole di sostrato preromane. Questo strato linguistico fu descritto probabilmente per la prima volta più dettagliatamente da Jakob Jud 1911; forma il nucleo delle cosiddette voci alpine. Tuttavia l'espressione non è complettamente univoca perché viene capita un po' più vastamente sia da Otto von Greyerz 1933 che l'ha probabilmente coniata sia da Johannes Hubschmid 1951 che l'ha resa nota soprattutto: "Ich verstehe darunter Wörter, die Geländeformationen, Naturerscheinungen, Tiere und Pflanzen oder mit der menschlichen Tätigkeit zusammenhängende konkrete Begriffe bezeichnen, Wörter, die sich nur oder hauptsächlich in den Alpenmundarten erhalten haben, oder die zwar auf einem größeren Gebiet leben, aber in den Alpen häufig eine speziell 'alpine' Bedeutung zeigen. Alpenwörter können auch germanischen oder romanischen Ursprungs sein" (Hubschmid 1951, 7; traduzione: "Per voci alpine intendo parole che denominano formazioni di terreno, fenomeni di natura, animali e piante o nozioni concrete che sono in relazione con l'attività umana, parole che si sono conservate solo o principalmente nei dialetti alpini o che certamente esistono in una zona più ampia, ma mostrano spesso un significato specialmente 'alpino' nelle Alpi. Voci alpine possono essere anche d'origine germanica o romanza.") (Cf. per la storia della nozione recentemente anche Rampl 2011, 131ss.).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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