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Ambiti di funzione  (Citazione)

I compiti e le prestazioni di VerbaAlpina possono essere assegnati agli ambiti seguenti:
(1) documentazione e analisi storica e etimologica del lessico dialettale che è valutato come caratteristico conformemente alla cornice onomasiologica;
(2) cooperazione con i partner di progetto per lo scambio di dati reciproco e l'analisi dei dati;
(3) dell'insieme dei dati, testi analitici e diversi materiali relativi al progetto indirizzati per parte al pubblico scientifico, per parte all'ampio pubblico.
Le funzioni (1), (2) e (3) sono già state attivate con la prima versione 15/1 e vengono ampliate continuamente. Vengono preparate due ulteriori funzioni:
(4) rilevamento di dati attraverso crowdsourcing;
(5) fondazione di un laboratorio di ricerca che invita tutti gli utenti interessati di utilizzare individualmente gli strumenti geolinguistici sviluppati da VerbaAlpina (diverse raffigurazioni cartografiche, livelli di tipizzazione ecc.) e di presentare nuovi risultati e analisi, forse anche alternativi.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Ambito di funzione (1): documentazione  (Citazione)

VerbaAlpina documenta la variazione dialettale all'interno di uno spazio definito etnograficamente; la cornice onomasiologica è definita da tecniche culturali e modi di vivere che si sono sedimentati sotto le condizioni specifiche dell'ambiente naturale e culturale. Le tradizioni di ricerca linguistiche non poterono capire in modo adeguato questi spazi di cui le Alpi sono un caso prototipo perché le discipline parziali che si occupano sistematicamente con la costituzione di spazi, cioè la geografia linguistica rispettivamente la dialettologia o anche la geolinguistica, si orientano quasi esclusivamente a confini politici e/o linguistici predefiniti. L'orientamento spaziale degli studi centrali e sotto certi aspetti fino a oggi determinanti può certamente essere ripercorso (cf. p.es. l'AIS e il FEW), ma spesso non ci si acconsente. Proprio gli spazi culturali plurilingui che sono particolarmente affascinanti, come p.es. l'area tra costa adriatica montenegrino-albanese e il Danubio, non sono presi in considerazione dalla ricerca arrivata guidata da presupposizioni filologiche pensate nazionalmente. L'Atlante linguistico mediterraneo ambiziosamente progettato sarebbe potuto diventare un grande progetto normativo; non è però mai passato oltre i primi approcci.
VerbaAlpina mira alla regione alpina. Il progetto non vuole però né enucleare confini di lingua o dialetti né rappresentare il mosaico di varietà tra di loro delimitate (dialetti). Si sviluppa piuttosto una geolinguistica plurilingue che analizza quanto varianti specifiche, vale a dire i tipi di denominazione caratteristici per lo spazio culturale alpino, siano comuni ai dialetti e uniscano magari questi dialetti oltre i confini delle famiglie linguistiche. La somiglianza relativa dei dialetti locali risulta induttivamente dai dati stessi. L'unica suddivisione della regione alpina che si presuppone fin da principio riguarda i confini attuali tra le tre grandi famiglie linguistiche (germanico, romanzo, slavo).

Prospettiva

La distribuzione delle varianti in questi grandi spazi dialettali implica relazioni di contatto molteplici più o meno remote. La prospettiva del progetto non può dunque essere che storica. VerbaAlpina non s’intende però come contributo alla storiografia linguistica nazionale delle lingue coinvolte riguardo all'area d'indagine abbozzata, ma piuttosto come tentativo di ricostruire la stratigrafia di uno spazio comunicativo plurilingue in modo esemplare.

Il modo di procedere è esclusivamente di tipo bottom up: vuol dire sulla base di dati che sono georeferenziabili localmente. L'unità di referenza minimale e valida by default è il comune, o più precisamente un punto geografico che rappresenta il comune come intero, oppure l'intera superficie di un comune. In caso di bisogno, la georeferenziazione può essere precisata a pochi metri.

Cartografia

È una carta interattiva che offre l'accesso alla documentazione. Finora ci si serve solo di carte sintetiche con simboli interattivi. È in preparazione la cartografia complementare con i simboli di superficie interattivi sulla base delle superfici dei comuni per riuscire a visualizzare meglio le relazioni quantitative. Le carte sintetiche interattive marcano un progresso sostanziale della rappresentazione dello spazio linguistica e umanistica perché permettono di arricchire delle rappresentazioni fortemente astratte ('sintetiche') di informazioni locali, molto concrete ('analitiche).

Elaborazione dei dati linguistica

Attivando ('cliccando') un simbolo sulla carta si apre una finestra con i dati linguistici ogni volta disponibili per il luogo scelto. L'esempio seguente fa vedere la denominazione del concetto BURRO a Ramosch (Engadina Bassa):



Presentazione dei dati linguistici in una finestra pop-up della carta interattiva

I dati vengono resi "fedeli alla fonte" (come attestazioni singole trascritte foneticamente, come nell'esempio presentato, oppure in forma tipizzata ortograficamente) e vengono assegnati a tipi più generali. La categoria più astratta è rappresentata da un tipo di base definito etimologicamente. Dove possibile seguiranno riferimenti a dizionari di referenza.

Filtri

Diversi filtri permettono all'utente di fare una scelta mirata dei dati disponibili e di rappresentarla cartograficamente. Il dettaglio di carta sopra presentato proviene dalla carta che appare scegliendo il 'concetto' BURRO:



Filtri per regolare la carta interattiva

Raggruppare e classificare

In categorie scelte sono spesso disponibili già numerose espressioni linguistiche. La ricerca del 'concetto' BURRO (cf. la rappresentazione seguente) risulta in 1448 attestazioni. Per maneggiare questa grande quantità di risultati c'è la possibilità di raggruppare e classificare tutte le espressioni rilevanti secondo diversi criteri:



La funzione di selezione della carta interattiva: Concetti

Un'opzione corrispondente esiste anche per la ricerca di tipi morfo-lessicali o tipi di base. La selezione secondo il criterio 'concetto' è interessante anche indipendentemente dall'area linguistica rilevata perché mette allo scoperto la polisemia di ogni espressione. Di seguito si trovano due fotografie di schermo del modo di procedere per l'esempio di malga:





Ne risultano i significati seguenti che sono in relazione chiaramente metonimica tra di loro:


Polisemia del tipo morfo-lessicale malga

Fonti

Finora sono stati analizzati alcuni dizionari georeferenziabili, ma soprattutto atlanti linguistici. Sono state applicate essenzialmente tre tecniche:
    1. Materiale che è già stato pubblicato su carte stampate è stato trascritto di nuovo utilizzando un tool sviluppato apposta e deposto nel database VA. Questo è il caso per la maggior parte degli atlanti (SDS, AIS, TSA ecc.).


    2. Il tool di trascrizione sviluppato da VA

    3. Materiale che è già stato pubblicato su carte stampate, ma di cui l'originale è disponibile digitalmente è stato convertito e trascritto nuovamente algoritmicamente in modo che è stato possibile deporlo nel database VA. Questo modo di procedere è stato scelto per l'ALD e l'ALTR.
    4. Il materiale di altri progetti che non è ancora stato pubblicato viene trascritto direttamente dai fogli di rilevamento rispettivamente viene adottato digitalmente; questo vale finora soprattutto per i dati del SAO.

    Pluridimensionalità

    Per comprendere completamente i processi storici è assolutamente auspicabile di completare i dati linguistici con altri dati che sono storicamente rilevanti; VerbaAlpina può prestare questo solo molto limitatamente; almeno qualche dato rilevante può essere richiamato. Il dettaglio di carta seguente fa vedere in un quadro complessivo sinottico da un lato
    • i luoghi con iscrizioni latine dalla provincia Noricum ;
    • i luoghi con iscrizioni latine dalla Raetia ;
    • i toponimi traditi romani alle viae publicae dalla cosiddetta Tabula Peutingeriana .
    Dall'altro lato si sono richiamati i riflessi di tre tipi di basi latini, o più precisamente: due latini e un latinizzato che però probabilmente è preromanzo:
    ul>
  1. il tipo di base lat. casearia col significato 'capanna' nel Tirolo del Nord, Alto Adige e particolarmente conciso nel Tirolo dell'Est;
  2. il tipo di base preromano: baita col significato 'casa' in Slovenia al sud di Ljubljana;
  3. il tipo di base lat. cellarium col significato 'capanna' nell'Alta Austria.


  4. Carta sinottica dell'epigrafica latina, i luoghi della Tabula Peutingeriana e i tipi di base cellarium e baita in una parte dell'area germanofona e slovena (cf. la legenda al di sopra della carta).

    La congruenza immensa o almeno l'affinità delle distribuzioni non sarà probabilmente dovuta al caso.

    (auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)



    Tags: Publikation



Ambito di funzione (2): cooperazione  (Citazione)

La cooperazione con altri progetti è fondamentale per la concezione di VerbaAlpina; si evidenzia in numerosi accordi di cooperazione con progetti partner. La sua realizzazione non è però sempre facile; è ostacolata soprattutto da problemi relativi alla tecnologia dell'informazione e problemi legali relativi a essa. Ci sono però anche certe riserve ideologiche nei confronti dell'orientamento open source. Ogni cooperazione si basa su un accordo formale che assicura ai partner un database esclusivo utilizzabile all'upload (PVA). Ogni database di partner è alla disposizione di tutti i partner per il download. Ovviamente, è auspicabile che la cooperazione non rimane limitata allo scambio di dati: anzi, i partner sono invitati (e pregati) di utilizzare tutti gli ambiti di funzione.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Kooperation Publikation



Ambito di funzione (3): pubblicazione  (Citazione)

A rigore di termine, la documentazione di dati nell'Internet è già una forma di pubblicazione. Oltre a ciò, VerbaAlpina s'intende anche come strumento per la pubblicazione di testi relativi al progetto. A questo scopo sono previsti essenzialmente tre formati:
  1. Termini e problemi centrali dai punti di vista teorico e/o metodologico sono descritti in modo conciso sotto il tab Metodologia.
  2. Studi che analizzano risultati del progetto in dettagi o discussioni teoriche rispettivamente metodologiche possono essere deposte sotto Pubblicazioni esterne.
  3. Dei commenti a singoli tipi linguistici vengono aperti attraverso un button 'i' nella legenda della carta. Possono esserci deposti anche molto facilmente da collaboratori del progetto o persone esterne.


Funzione di commento accessibile tramite la legenda della carta

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Ambito di funzione (4): crowdsourcing  (Citazione)

Con crowdsourcing si intende il rilevamento di nuovi dati tramite l'Internet, previsto per il secondo semestre del 2016. Questa funzione ricorrerà a un ampio archivio, non ancora pubblico di fotografie e video.

Il prelevamento della cagliata (Tannheim, regione Reutte, Tirolo, 1940)

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Crowdsourcing



Ambito di funzione (5): laboratorio di ricerca  (Citazione)

È inoltre previsto di mettere a disposizione un laboratorio di ricerca che invita tutti gli utenti interessati di utilizzare individualmente gli strumenti geolinguistici sviluppati da VerbaAlpina (diverse rappresentazioni cartografiche, livelli di tipizzazione ecc.) e di presentare nuovi analisi e risultati che magari sono anche alternativi a quelli presentati da VerbaAlpina. Gli strumenti possono naturalmente anche essere sviluppati ulteriormente dagli utenti.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Forschungslabor



Approccio induttivo allo spazio culturale  (Citazione)

Il progetto centra le Alpi come spazio culturale complesso, ma unico perché parte dall'aspettativa di tecniche culturali comuni in tutta la regione alpina. La base sta nell'adattazione a condizioni di vita identiche o almeno molto simili nell'alta montagna e nella diffusione naturale di abilità e tradizioni corrispondenti che è legata a queste condizioni di vita comuni. Visto che queste comunanze si manifestano chiaramente nella lingua attraverso denominazioni corrispondenti non è conveniente descrivere la cultura alpina specifica nell'ambito troppo stretto di singole comunità linguistiche, per così dire "top-down", cioè dall'alto verso il basso, vuol dire attraverso una griglia di punti d'inchiesta in delle regioni linguistiche o dialettali definite a priori. Questo corrisponde di solito alle intenzioni della dialettologia che mira alla descrizione più completa possibile di singole regioni e idealmente di varietà specifiche. Nella prospettiva qui assunta di una geolinguistica plurilingue che passa i confini di lingue dovranno invece essere messe allo scoperto induttivamente le regioni di diffusione di tradizioni culturali e delle loro denominazioni linguistiche attraverso un approccio "bottom-up", cioè dal basso verso l'alto, accumulando il numero più grande possibile di risultati locali.
È il principio fondamentale di usare esclusivamente dati georeferenziabili e di non specificare eventuali altre macrocategorie che quella dell'appartenenza dei luoghi alla Convenzione delle Alpi. I dati extralinguistici possono inoltre contribuire al profilamento della regione alpina come spazio culturale fornendo delle informazioni attuali o storiche sull'organizzazione sociale degli abitanti e/o sullo sviluppo delle infrastutture di base e sulla gestione dello spazio. Riguardo alla ricostruzione storica dello spazio culturale alpino è desiderabile confrontare gli areali di persistenza archeologica con le aree di relitti linguistici e visualizzare questo confronto quantitativamente in forma di una cartografia combinata, cfr. a questo proposito dal punto di vista archeologico più generalmente Häuber/Schütz 2004a e più specificamente l'esemplare atlante degli strati urbani di Cologna (cfr. Häuber/Schütz/Spiegel 1999 e Häuber u.a. 2004).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Archiviazione a lungo termine  (Citazione)

Tutti i dati del progetto VerbaAlpina vengono gestiti in modo che resteranno leggibili e utilizzabili per un periodo il più lungo possibile. La prospettiva temporale presa in considerazione dal progetto comprende almeno più decenni, il concetto che sta alla base è però orientato ad una conservazione dei dati senza limite temporale.

Vengono considerati i seguenti aspetti:
1. Quale istituzione viene incaricata/quali istituzioni vengono incaricate della conservazione dei dati rispettivamente dei supporti in questione?
2. Documentazione della strutturazione dei dati come anche delle relazioni logiche tra dati e categorie di dati (entità-relazione)
3. Documentazione delle codifiche di carattere usate

Più copie dei dati del progetto dovranno essere archiviati presso più istituzioni diverse. Attualmente è previsto l'IT-Gruppe Geisteswissenschaften della LMU (vale a dire il gruppo di tecnologia dell'informazione del riparto di scienze umane dell'Università di Monaco di Baviera, ITG) per questo compito. Questo gruppo è legato ai server di archiviazione del Leibniz-Rechenzentrum come anche al BAS Clarin Repository. È previsto il deposito di ulteriori copie di backup presso altre istituzioni appropriate. L'archiviazione ha luogo nel ritmo del controllo versione. Viene archiviato ogni volta il database con tutti i dati del progetto (modulo VA_DB insieme al modello entità-relazione) come anche il framework web (VA_WEB) che è responsabile per la presentazione dei dati nel web (inclusa la rispettiva funzionalità) cosicché è possibile (almeno teoricamente) un "risvegliamento" di ogni singola versione in rispettivi ambienti di sistema operativo risp. di software emulati. Viene inoltre archiviata la mediateca che contiene soprattutto foto, film, testi e documenti audio (modulo VA_MT).

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation



Area d'indagine  (Citazione)

"Una storia complessiva e coerente delle Alpi non è ancora allo stato attuale realizzabile" (http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I8569.php), competono piuttosto diverse "naturräumliche" e "wirtschaftlich-politische Alpendefinitionen" (traduzione: definizioni geofisiche e politico-economiche, cf. Bätzing 1997, 23 f.). Nel senso di una delimitazione trasparente e pragmatica la zona dell'inchiesta di questo progetto corrisponde all'ambito di applicazione chiaramente definito della Convenzione delle Alpi; le "Inkonsistenzen zwischen den Mitgliedstaaten" (traduzione: le inconsistenze tra gli stati membro, cf. Bätzing 1997, 31) fissateci sono state messe in conto. Queste concernono le Prealpi bavaresi (incluse), "grössere randalpine Gebiete wie das Emmental oder das Zürcher Oberland" (traduzione: aree più grandi ai margini delle Alpi come la Emmental o l'Oberland zurighese, (Bätzing 1997, 32) , escluse) come anche il trattamento di alcune città più importanti nelle zone marginali delle Alpi: Lucerna e Salisburgo ci sono incluse, Graz e Biella sono invece escluse. Il perimetro della Convenzione delle Alpi può essere scaricato qui. Lo scopo vero del progetto è però quello di registrare le Alpi in questo ambito formalmente delimitato come spazio linguistico-culturale e di rappresentare la similarità dei luoghi che ne fanno parte.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Atlanti linguistici alpini  (Citazione)

I dialetti alpini sono indagati dai seguenti atlanti linguistici, in parte non ancora compiuti:
  • Romania alpina: ALF, AIS, ALI, ALP, ALJA, ALEPO, CLAPie, APV, ALAVAL, ALD-I, ALD-II, ASLEF;
  • Germania alpina: SDS, VALTS, BSA, SONT, TSA, SAÖ;
  • Slavia alpina: SLA.

Il grande numero non deve però celare le discrepanze considerevoli, parzialmente del tutto sorprendenti tra i singoli atlanti. Così sono proprio certi atlanti regionali, come p.es. l'ALD-II o anche il BSA che non sono interessati particolarmente ai dati etnolinguistici. Specialmente l'alpeggio – che rappresenta uno dei sistemi economici fondamentali nella regione alpina – non viene trattato del tutto. Nell'ALD-II c'è certamente (a differenza del BSA) uno stimolo 869l'alpeggio 'Alm'/ la baita 'Sennhütte'. Ma già i concetti fondamentali della lavorazione del latte come CACIAIO, MUNGERE, CAGLIO e SCREMARE e dell'allevamento come STALLA, PASTORE, PASCOLO ecc. mancano del tutto (cfr. il questionario).



(auct. Thomas Krefeld – trad. Thomas Krefeld|Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation



Autori  (Citazione)

Tutti i contributi scritti sulla pagina di VerbaAlpina sono segnati per nome. L'abbreviazione "auct." sta per l'autori/gli autori, l'abbreviazione "trad." per il traduttori/i traduttori di un contributo. Il software viene sviluppato essenzialmente da Florian Zacherl.

(auct. Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Publikation