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Etimologia  (Citazione)

Per mettere allo scoperto gli strati linguistici, la stratigrafia esige l'etimologizzazione. Il commento etimologico parte dal tipo di base e persegue uno scopo triplo:
- rintracciare la lingua d'origine della base lessematica;
- motivare l'appartenenza di tutti i tipi morfologici uniti a questo tipo di base; sono decisive le regolarità della fonetica storica e la plausibilità semantica delle relazioni di concetto che si scoprono;
- ricostruire le vie di prestito se il tipo di base è diffuso in più aree linguistiche; non appena le lingue dell'etimo da un lato e dell'informante dall'altro non corrispondono, si constata automaticamente contatto linguistico.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

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Etnolinguistica  (Citazione)

Nella tradizione di ricerca romanistica, soprattutto però in quella italianistica la dialettologia fu legata sin dall'inizio, vuol dire in Italia almeno da Giuseppe Pitré, molto strettamente alle scienze sociali, più precisamente alla sociologia e all'etnologia. Da questa prospettiva, tutta la geolinguistica può essere capita persino come disciplina parziale di una 'etnoscienza' superiore. Quest'espressione (dall'inglese ethnoscience) non si è però potuta stabilire né in Italia né in Germania. Nel Manuale di etnoscienza di Giorgio Raimondo Cardona (Cardona 1995) , testo molto sagace e informativo, c'è scritto:


"[...] il prefissoide etno- permette un'immediata 'etnologizzazione' di qualunque sottodisciplina [...]. L'inglese offre ancora un altro tipo di formazione, quella con folk- (folk-taxonomy), che ha però lo svantaggio di non essere altrettanto facilmente esportabile quanto il suo concorrente grecizzante.

Il termine con etno- copre però due cose distinte, nella letteratura: etnobotanica può significare:
a) una vera botanica scientifica, ma ritagliata sull'habitat, uso ecc. di una specifica etnia;

b) la scienza botanica posseduta da una specifica etnia.
Nel primo caso, il ricercatore è soprattutto un naturalista, che compie il suo lavoro consueto, anche se con una particolare attenzione alle denominazioni locali ecc.; nel secondo il ricercatore è piuttosto un antropologo conoscitivo, che studia come venga categorizzato il mondo naturale da una data etnia; dei dati naturalistici egli si servirà soprattutto per ancorare le classificazioni così individuate a referenti reperibili e riconoscibili anche per chi è esterno alla cultura studiata. [...]

Gran parte dell'analisi etnoscientifica si basa sull'analisi di enunciati della lingua del gruppo [...] " (Cardona 1995, 15 f.; grassetto aggiunto da T.K.)

L'etnoscienza così abbozzata viene chiamata nella tradizione nordamericana anche cultural anthropology (it. antropologia culturale). Nello spazio tedescofono si è inoltre fatta una distinzione tra Volkskunde per l'indagine di culture indigene e Völkerkunde per l'indagine di culture straniere, soprattutto non-europee. Al presente si utilizza invece spesso generalmente il termine Ethnologie (it. etnologia) con un ramo particolare dell'etnologia europea (nel senso della Volkskunde). Per questo, la denominazione etnolinguistica non è univoca nemmeno perché spesso è limitata allo studio linguistico di culture non europee (cf. Senft 2003), benché non debba escludere quelle europee. La separazione categorica risulta sempre più insensata riguardo ai flussi migratori in massa e ampi.

Rimane da chiarire un'imprecisione nel passo citato da Cardona: riguardo il prefissoide etno-, che è utilizzato da un lato come sinonimo dell'ingl. folk e dall'altro lato riguardo all'etnia. Con folk (in folk-taxonomy ecc.) si riferisce a conoscenze e convenzioni dei non specialisti risp. non scienziati riguardo alla cultura del quotidiano. È proprio in questo senso che anche etnia (risp. etno-) si riferirebbe a comunità culturali rispetto al mondo del quotidiano senza però implicare rappresentazioni idealizzate di omogeneità, arcaicità, isolamento sociale ecc. La distinzione di Cardona (a vs. b) rimanda inoltre a due prospettive di ricerca complementari nelle scienze culturali e sociali.

Riassumendo, la ricerca dialettologica nel senso di Cardona (anche in seguito) può essere denominata come 'etnolinguistica' se rileva e analizza i dati linguistici in rapporto stretto con la cultura del quotidiano dei parlanti.

È direttivo per la tradizione etnolinguisticamente orientata della dialettologia italiana lo studio nato da osservazione partecipante di Hugo Plomteux 1980 sulla Cultura contadina in Liguria. Dal punto di vista etnolinguistico è molto ben analizzata la Sicilia, rispetto alle altre regioni è forse persino la regione analizzata nel miglior modo possibile. Ne fanno parte i seguenti studi/lavori: Fanciullo 1983 e altri lavori importanti sviluppati nel quadro dell'Atlante linguistico della Sicilia. Le seguenti opere informano delle tecniche e tradizioni ogni volta analizzate: Bonanzinga/Giallombardo 2011, Matranga 2011, Sottile 2002 e Castiglione 1999.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)





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