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Ambito di funzione (5): laboratorio di ricerca  (Citazione)

È inoltre previsto di mettere a disposizione un laboratorio di ricerca che invita tutti gli utenti interessati di utilizzare individualmente gli strumenti geolinguistici sviluppati da VerbaAlpina (diverse rappresentazioni cartografiche, livelli di tipizzazione ecc.) e di presentare nuovi analisi e risultati che magari sono anche alternativi a quelli presentati da VerbaAlpina. Gli strumenti possono naturalmente anche essere sviluppati ulteriormente dagli utenti.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Forschungslabor



Carta sinottica  (Citazione)

Questa funzione permette all'utente di scegliere a seconda dei suoi propri interessi un certo numero di carte singole disponibili e di fissarle in carte combinate sinottiche. In questo modo si possono visualizzare le aree di diffusione di qualsiasi caratteristica linguistica ed extralinguistica in relazione tra di esse. Allo stesso tempo esiste la possibilità di fissare queste carte sinottiche in diversi gradi di zoom se un contesto locale, come p.es. i Monti del Karwendel o il continuum dialettale occitano-francoprovenzale-piemontese delle Alpi Occidentali, deve essere documentato.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)


Tags: Dokumentation Kooperation Forschungslabor



Cartografia  (Citazione)

La cartografazione linguistica è discutibile per la sua forza suggestiva; nondimeno si tratta di uno strumento efficace, perché serve nello stesso tempo alla documentazione e alla visualizzazione di relazioni geolinguistiche (cf. i contributi in Lameli 2010). Due principi di cartografazione si distinguono nettamente; le carte analitiche forniscono enunciati più o meno complesse, in modo che la documentazione predomina e che l’interpretazione spaziale tocchi all’utente stesso. Nel caso delle carte sintetiche è la distribuzione dei simboli che segnala direttamente la costellazione spaziale dei fenomeni linguistici scelti. Anche carte quantitative sono necessariamente sintetiche. La cartografazione online di VerbaAlpina avviene su base georeferenziata e combina entrambi i metodi perché mostra a prima vista simboli; essi sono però interattivi e danno l’enunciato completo.

Oltre alla funzione schiettamente informativa, bisogna sottolineare il valore euristico della rappresentazione cartografica. Perciò il portale offre l’opzione di combinare e accumulare diversi tipi di dati (linguistici e meno) sotto forma di carte sinottiche.
Oltre il retino di referenza dei confini di comune georeferenziato esattamente viene rappresentato un retino quasi georeferenziato a nido d'ape (a partire da versione 16/1) che descrive certo la posizione approssimativa dei comuni uno verso l'altro, ma assegna allo stesso momento una superficie idealizzata a ogni territorio di comune con la stessa forma e stessa estensione.

Con questo si offrono due metodi di mappatura che hanno il pro e il contro tutti e due e che portano con sé un certo potenziale suggestivo: la raffigurazione topografica offre grazie alla sua precisione una migliore idea dello spazio concreto con i suoi profili di territorio, passaggi singoli, tracciati di valli, uscite di valli inaccessibili ecc. spesso molto speciali. La carta a favi permette invece una visualizzazione più astratta dei dati perché appiana le estensioni delle superfici di comune e anche insediamenti di agglomerato urbano risp. di tipo sparso. Questo è utile soprattutto nel caso di carte quantitative perché l'estensione della superficie crea, percependo, automaticamente l'impressione di un'importanza quantitativa.


(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Dokumentation Forschungslabor



Codice beta  (Citazione)

Seguendo la terminologia del Thesaurus Linguae Graecae (TLG), nell'ambito di VerbaAlpina la trascrizione di sistemi di scrittura complessi sotto l'impiego esclusivo di caratteri ASCII viene denominata come "codice beta". Il TLG ha sviluppato il concetto corrispondente all'inizio degli anni settanta del Novecento per il rilevamento di testi greci antichi con i mezzi computeristici allora disponibili. La grafica seguente illustra la tecnica in base all'esempio dell'Atlante italo-svizzero (AIS):





In un primo tempo si fa una distinzione tra carattere di base e segni diacritici quando si trasferisce la trascrizione fonetica secondo Böhmer-Ascoli, che è utilizzata nell'atlante linguistico, in sequenze che consistono in caratteri ASCII. Se un carattere di base è presente nel codice ASCII, questo segno si rappresenta se stesso (cosa che è possibile senza eccezione nell'esempio presentato). Direttamente dopo il carattere di base seguono tutti i diacritici legati a questo; ogni diacritico viene sostituito da un carattere ASCII speciale. L'attribuzione dei diacritici a caratteri ASCII è univoca all'interno di VerbaAlpina e viene documentata in tabelle speciali nel database di VerbaAlpina. La scelta dell'attribuzione è guidata dal principio della rassomiglianza ottica, per quanto possibile. Nell'esempio menzionato, l'uncino sotto la u nella parola tu viene rappresentato da una parentesi tonda aperta: tu(. I diacritici vengono scritti seguendo l'ordine della loro disposizione rispetto al carattere di base: si scrivono nell'ordine dal basso all'alto e dalla sinistra alla destra dietro il carattere di base. L'attribuzione dei diacritici a caratteri ASCII succede indipendentemente dalla semantica specifica della fonte corrispondente a causa del principio della rassomiglianza ottica, vuol dire: anche se un uncino sotto un carattere di base ha un significato fonetico completamente diverso in una certa fonte rispetto a un'altra fonte, in VerbaAlpina entrambi gli uncini vengono rappresentati da una parentesi posposta. Le differenze semantiche vengono documentate nelle tabelle di trascrizioni che sono specifiche per ogni fonte: regolano la conversione del codice beta alla trascrizione output secondo IPA (la stessa codifica beta può dunque risultare in codifiche IPA completamente diverse a seconda della fonte).
Il procedimento descritto è vantaggioso da diversi punti di vista:
- Il rilevamento dei dati avviene sulle tastiere standard in una velocità comparativamente alta ed è indipendente dal sistema operativo.
- Le persone che trascrivono non hanno bisogno di conoscenze di sistemi di trascrizione fonetici.
- Si può rilevare qualsiasi carattere rispettivamente diacritico, indipendentemente dal fatto se sono cifrate in Unicode o no
- Il rilevamento dei dati elettronico avviene senza perdita d'informazione.
Attraverso routine di sostituzione il codice beta può essere trasferito in quasi qualsiasi altro sistema di trascrizione. Sull'onda di queste conversioni può avvenire eventualmente una perdita d'informazione che però è causata dalla natura dei sistemi di trascrizione. La trascrizione fonetica secondo Böhmer-Ascoli fa una distinzione tra i diversi gradi di apertura in un modo così dettagliato che non è previsto nel sistema IPA.


(auct. Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

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Modellazione dei dati  (Citazione)

v. modello relazionale

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Raggruppare e classificare  (Citazione)

Le categorie che possono essere scelte nella 'carta interattiva' offrono spesso già numerose espressioni linguistiche. Così la ricerca del 'concetto' BURRO (cfr. l'illustrazione seguente) dà un risultato di 1449 attestazioni. Per questo, la piattaforma permette di raggruppare e classificare tutte le espressioni rilevanti secondo criteri diversi:





Una selezione secondo tipi di base fa vedere le aree di diffusione che superano i confini di lingua. Ecco un esempio del tipo romanzo butyru(m) nell'area germanofona e il tipo tecesco Schmalz nell'area romanza.

SCHMALZ_BUTYRU
  • tipo di base Schmalz (111 attestazioni)
  • tipo di base butyru(m) (913 attestazioni)

Un'opzione corrispondente c'è anche per la ricerca di tipi morfo-lessicali; la classificazione secondo il criterio 'concetto' è interessante anche indipendentemente dall'area linguistica considerata perché mostra la polisemia di ogni espressione. Ecco due screenshot del modo di procedere per l'esempio di malga:





Risultano i significati seguenti che si trovano tra di loro in relazione chiaramente metonimica:



Polisemia del tipo morfo-lessicale malga

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Stratigrafia  (Citazione)

Le Alpi sono un'area di contatti linguistici variegati fin da tempi preistorici. Questi contatti linguistici risalgono a costellazioni stratigrafiche del tutto diverse (cfr. Krefeld 2003). Di principio, le lingue che sono in contatto in un'area perché ci si trovano dei parlanti o persino delle comunità di parlanti più o meno bilingui vengono denominate adstrati. Se un tipo di base è diffuso solo in una certa area, come per esempio nelle Alpi, e non esiste per il resto nelle famiglie linguistiche coinvolte, la direzione del prestito e la lingua d'origine sono spesso non evidenti (cfr. il tipo di base rom. baita / ted. Beiz, Beisl).
Se la lingua d'origine del prestito non viene più parlata nella zona di diffusione o in parte di essa si distinguono due costellazioni: nel caso del sostrato la lingua d'origine (la lingua di sostrato) veniva parlata nella zona di diffusione prima che la continuità della sua tradizione fosse interrotta e la lingua dominante si affermasse; il romanzo è una lingua di sostrato per tutta la regione alpina di lingua tedesca e slovena. È vero che le parole di sostrato presuppongono cambi di lingua; ma si distinguono lo stesso spesso per continuità regionale o locale straordinaria. Nel caso del superstrato, la lingua di origine dominava per un certo periodo nella zona di diffusione senza però stabilircisi durevolmente. Così in parti della regione alpina in cui oggi si parlano delle varietà romanze predominavano dopo il crollo dell'infrastruttura romana temporaneamente dei superstrati germanici (il gotico, il longobardo); in Slovenia il tedesco aveva questa funzione di lingua si superstrato durante il periodo degli Asburgo.
Tra le tre famiglie linguistiche si svilupparono tre scenari del tutto diversi; riguardo al significato del contatto linguistico per la storia dell'area linguistica è importante soprattutto la cronologia del prestito: si tratta per esempio nel caso di parole romanze nelle aree germanica e slava di parole di sostrato con una continuità di tradizione regionale dall'antichità o di prestiti più recenti di tipo adstratico? La stessa domanda vale mutatis mutandis per i germanismi in area romanza e i slavismi in area tedescofona.



I prestiti sono un indicatore affidabile dei diversi processi di acculturazione storica; quindi pare utile presentarli in modo quantitativo per documentare effetti di una relativa accumulazione locale.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer)


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Strato dell'accesso ai dati  (Citazione)

L'accesso al modulo VA_DB permette di fare una ricerca direttamente nei dati di progetti primari. Quest’accesso può avvenire o attraverso un essere umano (utilizzando il modulo VA_WEB) o attraverso macchine rispettivamente programmi. Questo scenario esiste p. es. anche nella comunicazione tra i moduli VA_WEB e VA_DB all'interno del progetto, ma vale anche per gli accessi automatici, p. es. da elaboratori rispettivamente programmi dei partner di progetto di VA. Nel corso dei lavori di sviluppo riguardo ai moduli VA_WEB e VA_DB è spesso necessario dal punto di vista informatico rispettivamente dal punto di vista della programmazione di cambiare strutture di dati esistenti e di adattarle a esigenze nuove. Questo può causare confusione se un essere umano accede al modulo; se accede invece una macchina rispettivamente un programma è causato semplicemente una funzione errata. Per affrontare questo problema, all'interno di VA_DB c'è una struttura di dati – per gran parte – stabile intermedia in cui vengono proiettate le strutture di dati primarie variabili.

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

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