Metodologia

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Abbreviazioni

Nei testi contenuti all'interno delle rubriche “metodologia” e “lexicon alpinum” sono spesso presenti delle abbreviazioni che non sempre risultano essere del tutto chiare per il lettore. Per questo motivo è stata creata una lista contenente tutte le abbreviazioni utilizzate nei testi, in modo da permettere all'utente una maggiore comprensione dei contenuti. Tale lista è stata creata sia per il tedesco, sia per le altre lingue interessate dal progetto di VerbaAlpina, ossia l'italiano, il francese e lo sloveno. Le abbreviazioni presenti all'interno di citazioni non sono state prese in considerazione.

Allo stesso tempo, le sigle utilizzate per abbreviare le denominazioni delle lingue sono state adattate alle norme ISO-639-3 (lingue) e ISO-639-5 (famiglie linguistiche) in tutti i testi e, in seguito, tali abbreviazioni sono state inserite nella lista di cui sopra.

Abbreviazioni bibliografiche


Le opere di riferimento disponibili in vari volumi ricevono una sigla (es. AIS);
Altri titoli registrati nel sistema con le informazioni bibliografiche ad essi relative vengono citati in modo abbreviato con il nome dell'autore e l'anno di pubblicazione (es. Baer 2000);
Nel caso in cui vi siano due autori per la stessa opera, i loro nomi vengono separati da una linea obliqua (es. Jaberg/Jud 1929); qualora vi siano, invece, più di tre autori, si impiegherà l'abbreviazione "et al.".





(auct. Beatrice Colcuc | Thomas Krefeld | Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc | Christina Mutter)

Tags: Pagina Web



Ambiente di ricerca

I compiti e le prestazioni principali di VerbaAlpina si possono schematizzare come segue:
(1) documentazione e analisi storico-etimologica del lessico dialettale, valutato come ''caratteristico'' conformemente alla cornice onomasiologica;
(2) cooperazione con i partner di progetto per l'analisi e lo scambio reciproco dei dati di ricerca;
(3) pubblicazione dell'insieme di dati, testi analitici e diversi materiali relativi al progetto, indirizzati, in parte, al pubblico scientifico, e, in parte, a un pubblico più ampio.
Le funzioni (1), (2) e (3) sono già state attivate con la prima versione 15/1. A partire dalla versione 17/1 si è aggiunto:
(4) rilevamento di dati tramite crowdsourcing.
Un'ulteriore funzione è in fase di preparazione:

(5) creazione di un laboratorio di ricerca.
Tutti gli ambiti sopracitati vengono ampliati ed elaborati costantemente.



(auct. Thomas Krefeld – trad. Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer)

Tags: Ambiti di funzione



API

L'acronimo API, dall'inglese "application programming interface", viene utilizzato per indicare l'interfaccia di programmazione di un'applicazione. VerbaAlpina mette a disposizione un'interfaccia di questo genere all'indirizzo https://www.verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de/?api=1. Una documentazione dettagliata riguardo alla sintassi da impiegare sull'interfaccia in questione si trova nel seguente articolo: PAGE NOT FOUND!. L'API consente di visualizzare, all'interno di un browser, specifici contenuti dalla banca dati di VerbaAlpina (VA_DB) in formati definiti. La selezione dei dati e le modalità di visualizzazione degli stessi sono regolate attraverso parametri URL.

(auct. Stephan Lücke – trad. Beatrice Colcuc)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Approccio induttivo allo spazio culturale

Il progetto VerbaAlpina si propone di analizzare le Alpi come un unico complesso culturale, partendo dal presupposto che sia possibile riscontrare delle tecniche culturali comuni a tutta l'area alpina. Le ragioni di tale assunto risiedono nell'adattamento degli uomini a condizioni di vita identiche, o, quantomeno, molto simili, in alta montagna, e nella conseguente diffusione di pratiche e tradizioni comuni a popoli diversi. Dal momento che questi elementi comuni si manifestano chiaramente nella lingua, attraverso le relative denominazioni, non è opportuno descrivere la specifica cultura alpina nell'ambito troppo ristretto delle singole comunità linguistiche, in modo, per così dire, "top-down", cioè dall'alto verso il basso, attraverso una griglia di punti d'inchiesta in regioni linguistiche o dialettali definite a priori (approccio solitamente corrispondente alle pratiche care alla dialettologia, disciplina che mira alla descrizione più completa possibile di singole regioni e, idealmente, di varietà specifiche).
Nell'ottica di una geolinguistica plurilingue che vada oltre i confini della lingua dovranno, invece, essere individuate le regioni di diffusione di tradizioni culturali e delle loro denominazioni linguistiche, attraverso un approccio induttivo e "bottom-up", ovvero dal basso verso l'alto, accumulando il maggior numero possibile di attestazioni locali.
Uno dei principi fondamentali di VA è quello di impiegare esclusivamente dei dati geo-referenziabili e di non specificare eventuali ulteriori macro-categorie, ad eccezione dell'eventuale appartenenza delle località alla Convenzione delle Alpi, la quale viene, in tal caso, sempre indicata. I dati complementari possono, inoltre, contribuire a definire la regione alpina come spazio culturale, fornendo informazioni storiche o attuali sull'organizzazione sociale degli abitanti e/o sullo sviluppo delle infrastrutture di base, oltre che sulla gestione dello spazio. Riguardo alla ricostruzione storica dello spazio culturale alpino è, infine, auspicabile confrontare le aree di persistenza archeologica con le zone relative ai ''relitti linguistici'' analizzati, per poi rappresentare quantitativamente questo confronto sotto forma di cartografia combinata; a questo proposito, cfr. Häuber/Schütz 2004a, da un punto di vista archeologico in generale, e, ancora, l'esemplare ''Atlante degli strati urbani di Colonia'' (cfr. Häuber/Schütz/Spiegel 1999 e Häuber u.a. 2004).

(auct. Thomas Krefeld – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Archiviazione a lungo termine

Tutti i dati raccolti dal progetto VerbaAlpina vengono gestiti in modo tale che essi rimangano consultabili ed utilizzabili il più a lungo possibile. La prospettiva temporale entro cui il progetto si muove comprende almeno diversi decenni, sebbene il concetto alla base dello stesso sia, in realtà, orientato ad una conservazione dei dati senza limite temporale.

In particolare, bisogna considerare i seguenti aspetti:
1. Quale o quali istituzioni vengono incaricate della gestione dei supporti informatici, e, rispettivamente, della conservazione dei dati;
2. Documentazione della strutturazione dei dati, così come delle relazioni logiche tra dati e categorie di dati (entità-relazione);
3. Documentazione delle codifiche di carattere impiegate nel processo.

Più copie dei dati del progetto dovranno essere archiviate presso più istituzioni diverse. Tale compito è attualmente affidato all'IT-Gruppe Geisteswissenschaften della LMU (vale a dire il gruppo di tecnologia dell'informazione del dipartimento di Scienze Umane dell'Università di Monaco di Baviera, ITG), legato ai server di archiviazione del Leibniz-Rechenzentrum, così come al BAS Clarin Repository.
Il progetto prevede, inoltre, il deposito di ulteriori copie di backup presso altre istituzioni adatte. L'archiviazione segue il ciclo previsto per il controllo di versione. Il database viene archiviato con tutti i dati del progetto (modulo VA_DB, insieme al modello ''entità-relazione''); lo stesso vale per il framework web (VA_WEB), responsabile della presentazione dei dati nel web (inclusa la rispettiva funzionalità): in questo modo è possibile, almeno in teoria, effettuare un "richiamo" di ogni singola versione in rispettivi ambienti di sistema operativo o di software emulati. Soggetta ad archiviazione è, ancora, la mediateca, contenente principalmente foto, film, testi e documenti audio (modulo VA_MT).

Il sito di VerbaAlpina (VA_WEB) viene salvato ad intervalli irregolari nell'archivio internet https://archive.org. All'indirizzo https://web.archive.org/web/*/http://verba-alpina.gwi.uni-muenchen.de/ è possibile recuperare le versioni precedenti di VerbaAlpina. La versione più antiquata ivi inserita risale al 10 novembre del 2014. Le archiviazioni si effettuano, in parte, automaticamente, tramite "Wayback"-Crawler fornito da archive.org, e, in parte, attivamente, tramite VerbaAlpina, che dal 2018 si prefigge una puntuale revisione del sito, da compiersi a scadenze regolari (ogni 6 mesi).

(auct. Stephan Lücke – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Tecnologia dell'informazione



Area d'indagine

"Una storia complessiva e coerente delle Alpi non è ancora, allo stato attuale, realizzabile" (http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I8569.php); al contrario, diverse sono le definizioni inerenti alla zona alpina, alcune di natura geofisica ed altre di natura politico-economica (cfr. Bätzing 1997, 23 s.).
Nell'ottica di una delimitazione trasparente e pragmatica dell'area presa in esame dal progetto di VerbaAlpina, la zona interessata dallo stesso corrisponde a quella ben definita e chiaramente delimitata dalla Convenzione delle Alpi. È bene precisare che le "Inkonsistenzen zwischen den Mitgliedstaaten" (cfr. Bätzing 1997, 31), ossia le incoerenze sottoscritte dagli Stati membri, sono state tenute in considerazione dal progetto: queste riguardano da un lato l'inclusione delle Prealpi bavaresi nella Convenzione, e, dall'altro, l'esclusione delle "grössere randalpine Gebiete'', dunque le aree più grandi ai margini delle Alpi, come l'Emmental o l'Oberland zurighese (cfr. Bätzing 1997, 32). Ulteriori problematicità riguardano, altresì, l'inclusione di alcune delle città più importanti presenti nelle zone alpine marginali: Lucerna e Salisburgo vengono, ad esempio, incluse nell'area delimitata dalla Convenzione delle Alpi, mentre Graz e Biella non lo sono (qui è possibile scaricare e visionare il perimetro delimitato dalla Convenzione).
Ad ogni modo, il vero scopo di VerbaAlpina è quello di indagare l'area alpina – in questo ambito formalmente circoscritto – come spazio linguistico-culturale, e di delineare le similarità dei luoghi che ne fanno parte.

(auct. Thomas Krefeld – trad. Alessia Brancatelli | Susanne Oberholzer)

Tags: Contesto extralinguistico



Atlanti linguistici e dizionari alpini

L'indagine sui dialetti alpini è stata, ed è tuttora, condotta da ovest ad est grazie ai seguenti atlanti linguistici, in parte ancora incompleti:
  • Romania alpina: ALF, AIS, ALI, ALP, ALJA, ALEPO, CLAPie, APV, ALAVAL, ALD-I, ALD-II, ASLEF;
  • Germania alpina: SDS, VALTS, BSA, SONT, TSA, SAÖ;
  • Slavia alpina: SLA.
Non ci si deve lasciare ingannare, però, dalla notevole quantità dei documenti a disposizione, e dimenticare delle considerevoli discrepanze presenti tra i singoli atlanti, difformità spesso parecchio sorprendenti: alcuni atlanti regionali come, per esempio, l'ALD-II o anche il BSA, non si dilungano, infatti, particolarmente nella trattazione di dati etnolinguistici. In particolar modo, la tematica dell'ALPEGGIO, uno dei sistemi economici fondamentali nella regione alpina, viene a stento trattata. A differenza del BSA, nell'ALD-II è certamente presente uno stimolo, ovvero il numero 869: l'alpeggio / la baita; d'altra parte, però, i concetti elementari riguardanti la lavorazione del latte come CACIAIO, MUNGERE, CAGLIO e SCREMARE, e quelli relativi all'allevamento, come STALLA, PASTORE, PASCOLO ecc., mancano del tutto (cfr. il questionario).
Inoltre, all'interno del territorio alpino, sono presenti diversi dizionari relativi ad aree dialettali più o meno estese. Quelle prese in considerazione da VerbaAlpina sono le seguenti:
  • Romania alpina: DRG (Dicziunari Rumantsch Grischun), LSI (Lessico dialettale della Svizzera italiana), GPSR Glossaire des patois de la Suisse romande, ALTR (Archivio lessicale dei dialetti trentini)
  • Germania alpina: Idiotikon (Schweizerisches Idiotikon), BWB (Bayerisches Wörterbuch), WBOE (Wörterbuch der bairischen Mundarten in Österreich).





(auct. Beatrice Colcuc | Thomas Krefeld – trad. Beatrice Colcuc | Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer)

Tags: Linguistica



Autori

Tutti i contributi pubblicati sulla pagina di VerbaAlpina presentano in basso a sinistra il nome dell'autore degli stessi. L'abbreviazione "auct." sta, infatti, per l'autore/gli autori; mentre l'abbreviazione "trad." indica il nome del traduttore/dei traduttori di un contributo. Nel caso in cui vi siano più autori o traduttori, i loro nomi verranno sempre visualizzati in ordine alfabetico.

Il software è stato fondamentalmente sviluppato e curato da Florian Zacherl, David Englmeier (dal 1/10/2016) e da Filip Hristov (dal 1/10/2016).

(auct. Thomas Krefeld | Susanne Oberholzer | Florian Zacherl – trad. Susanne Oberholzer)

Tags: Pagina Web